Nel corso di una conferenza stampa che si è svolta ieri a Parigi 1200 medici dipendenti del servizio sanitario nazionale francese hanno minacciato le loro dimissioni; 600 di loro sono capi servizio.

Questo gesto estremo è stato la conseguenza delle numerose manifestazioni e proteste finite nel nulla ed al costante peggioramento delle condizioni di lavoro, ritenute ormai inaccettabili.

La speranza dei camici bianchi è quella di convincere le sigle sindacali ed i governatori a tornare al tavolo delle negoziazioni. 

L’ultimo giorno di lavoro amministrativo per primari e medici specialisti è stato il 14 gennaio 2020. Da tale data continueranno a fornire solamente le cure dirette ai pazienti, senza occuparsi delle mansioni amministrative.

“Non esistono più le condizioni per lavorare in sicurezza”, ha spiegato Jean-Luc Jouve, primario del reparto di ortopedia pediatrica presso l’ospedale Timone di Marsiglia.

“Si tratta di un gesto simbolico, ma che potrebbe far migliorare le condizioni dell’intero sistema”, prosegue il pediatra.

Le associazioni dei medici garantiscono che questo gesto non avrà conseguenze negative sulla salute dei pazienti, poiché l’astensione dal lavoro riguarderà solo la parte burocratica.

Una lettera a supporto di tale iniziativa è stata firmata da 4.894 infermieri.

“Supportiamo la domanda di miglioramenti al servizio sanitario. I medici non stanno richiedendo qualcosa che possa giovare solo alla loro categoria. Continueranno a curare i malati, ma la popolazione deve unirsi alla loro battaglia”.

Dott. Simone GussoniL’articolo Francia: condizioni lavorative insostenibili, 1.200 medici si dimettono dalle funzioni amministrative per protesta scritto da Simone Gussoni è online su Nurse Times.