Si raccolgono le legittime preoccupazione dell’intera comunità Professionale in ordine alla approvazione da parte della Regione Veneto del percorso di “Formazione  complementare in assistenza sanitaria dell’Operatore Socio-Sanitario” giusta Deliberazione di Giunta  Regionale richiamata in oggetto. A scrivere delle lettere alla Fnopi sono gli Opi della Provincia di  Taranto e di Nuoro.

“In Regione Puglia, – scrive Opi Taranto, – grazie all’intervento degli OPI provinciali, siamo riusciti a scongiurare  temporaneamente fughe in avanti da parte della tecnostruttura regionale, ma ora, grazie alla deliberazione  della Regione Veneto, avremo non poche difficoltà nell’evitare che un operatore di interesse sanitario il cui  titolo di accesso risulta essere la “licenza media inferiore”, possa essere “abilitato” a svolgere atti di esclusiva competenza infermieristica”. 

“Il tema della formazione complementare degli OSS deve essere, per il nuovo Comitato centrale, a cui  va l’augurio per il nuovo mandato, una priorità assoluta per non veder sminuita la Professione  infermieristica e “sostituita” da figure di supporto anche se con formazione complementare” continua Opi Taranto.

Dal canto suo, Opi Nuoro scrive: “Siamo consapevoli che, in ogni caso, l’intera categoria professionale debba iterrogarsi su nuovi paradigmi in concerto con le altre figure professionali, ma in ogni caso nel rispetto reciproco dei rispettivi ruoli e competenze”.
L’articolo Formazione complementare in assistenza sanitaria dell’Operatore Socio-Sanitario: le preoccupazioni degli OPI scritto da Cristiana Toscano è online su Nurse Times.