Riceviamo e pubblichiamo la nota del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti 

In relazione al provvedimento assunto dal Consiglio dei Ministri circa la possibilità di avvalersi nelle vaccinazioni contro il Covid-19 dei farmacisti, senza la presenza del medico, il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti esprime quanto segue

Non esiste allo stato attuale dei fatti nessuna norma, legge o provvedimento efficace che tutela il farmacista vaccinatore sia sotto il profilo penale che civile. La legge in essere, Gelli-Bianco in materia di responsabilità sanitaria, ha solo reso più ingarbugliata la materia da un punto di vista giuridico, ma non ha risolto le problematiche sul tappeto, del resto, quanto successo in Sicilia circa i presunti effetti avversi del vaccino Astra Zeneca e il relativo avviso di garanzia a medici ed infermieri è emblematico.La responsabilità in caso di reazione avversa, lieve o grave, a seguito della somministrazione del vaccino da parte del farmacista, ricade sulla struttura a cui lo stesso è legato da contratto di lavoro. Proprio la legge Gelli-Bianco (24/2017) incentiva a chiamare in causa la struttura sanitaria.L’attuale CCNL del farmacista dipendente di farmacia è collegato a quello del commercio e non contempla atti medici come l’inoculazione di un vaccino, esso è vacante nel rinnovo da oltre otto anni. Prima si doveva aggiornare il contratto riconducendolo nell’ambito sanitario, come da anni richiede il MNLF, includendo nuove prerogative e tutele legali. Per tali motivi il MNLF ritiene non esserci le condizioni sufficienti perché il farmacista operi direttamente la vaccinazione, sia perché egli non è tutelato, sia perché la mancanza di un contratto scaduto da oltre 8 anni che ricade nel commercio e non in ambiti sanitari, non definisce nello specifico il “recinto” degli oneri e dei doveri a cui attenersi.

La possibilità di vaccinare per il farmacista può essere occasione di crescita, ma non può essere attuata improvvisando ruoli al solo fine di sostenere carriere politiche o obiettivi economici di una parte minoritaria dei farmacisti italiani. E’ certamente opportuno in questa fase coinvolgere il maggior numero di siti vaccinali, ma riteniamo che la presenza del medico sia ora imprescindibile.

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