“Scelta che valorizza la nostra professionalità”, sottolineano le due sigle.

Fofi e Federfarma esprimono “estrema soddisfazione” per la norma del Decreto legge Sostegni che consente anche ai farmacisti di partecipare alla campagna vaccinale anti-Covid, somministrando in prima persona il siero ai cittadini nelle farmacie di comunità, senza che sia necessaria la presenza del medico.

Scrivono in un comunicato congiunto le due sigle: “Questa scelta valorizza la rete delle farmacie e la professionalità dei farmacisti, che sono parte integrante del Servizio sanitario nazionale in sinergia con medici, infermieri e tutti gli operatori sanitari del territorio. La rete italiana delle oltre 19.000 farmacie pubbliche e private e gli oltre 70.000 farmacisti di comunità, del resto hanno dato nel corso della pandemia una risposta efficace, efficiente e continuativa ai bisogni della popolazione e alle esigenze del Ssn, garantendo non soltanto l’assistenza farmaceutica, ma anche nuovi servizi e prestazioni resi necessari dall’emergenza, come l’effettuazione dei tamponi rapidi”.

Mettere a sistema questa rete di professionisti e di presidi sanitari per somministrare il vaccino anti-Covid alla popolazione, osservano ancora le due sigle, “è un passaggio decisivo e coerente con il Piano vaccinale nazionale del generale Figliuolo, che richiede un ulteriore impegno che sarà assolto con competenza e responsabilità”. E aggiungono: “Federfarma e Fofi sono fin da ora pronte per mettere a punto un protocollo operativo nazionale, forti anche dell’esperienza positiva dei test rapidi in farmacia. I farmacisti e le farmacie sono orgogliosi di poter dare il proprio contributo alla lotta contro il Covid-19, moltiplicando i punti di vaccinazione per rendere facilmente accessibile al cittadino questo importante servizio, che contribuirà a raggiungere in sicurezza e con tempestività la copertura vaccinale della popolazione”.

Andrea Mandelli, presidente Fofi, ha ribadito all’Agi: “Dobbiamo vaccinare il più possibile e il più rapidamente possibile. L’adesione al piano vaccinale di farmacie e farmacisti sarà su base volontaria, ma sono fiducioso in un’alta adesione. Quando ci si chiede un contributo siamo sempre pronti ad aderire. È in gioco la salute del Paese: dal vaccino dipende la vita delle persone, ma anche la ripresa economica”. E quanto alla formazione specifica richiesta per consentire al farmacista di inoculare il vaccino: “Non ci saranno particolari problemi. I farmacisti sono sottoposti a un aggiornamento professionale continuo”.

Dello stesso tenore le dichiarazioni di Marco Cossolo, presidente Federfarma: “Siamo pronti a definire un protocollo di carattere operativo per un’efficace campagna di vaccinazione in farmacia, forti anche della nostra esperienza positiva riportata con i test antigenici. In questo modo la rete delle oltre 19mila farmacie italiane potrà dare il proprio contributo al raggiungimento dell’obbiettivo di vaccinare il maggiore numero possibile di persone, e nel minor tempo possibile”.

Redazione Nurse Times

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