Gli esperti riconoscono la necessità di avere a disposizione protocolli pratici e raccomandazioni appropriate per utilizzare l’IDPN nella pratica clinica.

Un gruppo scientifico composto da alcuni tra i principali esperti europei del campo della nefrologia ha approfondito il tema dell’importanza del supporto nutrizionale clinico per i pazienti sottoposti a emodialisi.

Il team sta lavorando a un documento contenente le raccomandazioni principali e le indicazioni pratiche per gli operatori sanitari, con l’obiettivo di informare correttamente e creare consapevolezza sulla nutrizione parenterale intra-dialitica (IDPN), una terapia supplementare da somministrare durante l’esecuzione dell’emodialisi. Il documento sarà pubblicato entro la fine dell’anno. Il panel scientifico fornirà anche raccomandazioni pratiche sull’IDPN per consentirne l’uso ottimale nella pratica clinica.

“I pazienti in emodialisi sono affetti da malnutrizione e iper-catabolismo a causa degli effetti dell’insufficienza renale, così come del trattamento emodialitico – spiega Juan-Jesus Carrero, professore di Epidemiologia renale al Karolinska Institutet di Stoccolma e membro del panel scientifico –. Questa condizione è un’arma a doppio taglio dal punto di vista clinico e richiede un approccio terapeutico integrato. I pazienti con ESKD, sottoposti ad emodialisi, possono soffrire di un grave stato di malnutrizione, che comporta la perdita di riserve sia muscolari che di grasso. Questa condizione è nota con il nome di deplezione proteico-energetica (PEW – Protein Energy Wasting) e colpisce circa il 45% dei pazienti sottoposti a emodialisi”.

La PEW che si osserva nei pazienti in emodialisi è correlata ad un’aumentata morbidità e mortalità, a una compromissione dello stato funzionale dell’intero organismo, della qualità della vita e della salute mentale del paziente, nonché ad aumento della probabilità e della durata del ricovero in ospedale.

“Nel nostro ruolo di professionisti, che ogni giorno lavorano in prima linea a fianco dei pazienti in emodialisi, sosteniamo pienamente l’appello nell’inserire la nutrizione parenterale come terapia supplementare nei pazienti con malattia renale cronica allo stadio finale – commenta il Professor Enrico Fiaccadori, professore di Nefrologia alla Facoltà di Medicina dell’Università di Parma e co-autore del Position Paper –. La consapevolezza e la diffusione della terapia IDPN sono ancora basse, nonostante sia inclusa nelle linee guida cliniche. Per questo motivo, chiediamo alla comunità dei Nefrologi di utilizzare questa preziosa opzione terapeutica nei pazienti che necessitano di questa integrazione”.

Baxter Clinical Nutrition organizzerà una serie di webinar iCAN (International Conference for Advancing Nutrition) sulla malnutrizione nei pazienti con HD e IDPN, a partire da giugno 2021. iCAN è il programma educativo di Baxter: una serie di eventi realizzati con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza della nutrizione parenterale e di fornire una formazione ai professionisti sanitari. 

Redazione Nurse Times

Fonte: PharmaStar

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