Il provvedimento passa ora all’esame dell’Assemblea legislativa per il varo definitivo. Soddisfatto l’assessore regionale alla Salute, Raffaele Donini.

Nonostante il parere sfavorevole dei sindacati medici, la Regione Emilia Romagna ha formalizzato la proposta di introduzione della figura del direttore assistenziale. La decisione è arrivata dopo un confronto durato oltre un anno con tutti i soggetti interessati. Il relativo progetto di legge, appena approvato dalla Giunta, modifica l’articolo 3, comma 5, della Legge regionale 23 dicembre 2004 n. 29 (“Organizzazione e finanziamento delle aziende sanitarie”), e passa ora all’esame dell’Assemblea legislativa per il varo definitivo.

Il direttore assistenziale è una figura di vertice che la direzione generale delle aziende sanitarie potrà nominare con l’incarico di partecipare alla definizione delle strategie aziendali, assicurando la maggiore integrazione di altre figure professionali (tra cui infermieri, ostetrici, tecnici della riabilitazione e della prevenzione) per promuoverne lo sviluppo e il rafforzamento delle risorse umane e organizzative. Inoltre ha l’obiettivo di qualificare ulteriormente i servizi di cura e assistenza, nonché le prestazioni del Servizio sanitario regionale. Il tutto nel rispetto delle indicazioni già tracciate dalla normativa statale, che con la Legge 190 del 2014 individua la possibilità di definire ruoli, competenze, relazioni professionali e responsabilità individuali e di equipe delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetriche, tecniche della riabilitazione e della prevenzione, ferme restando le competenze dei laureati in Medicina e chirurgia in materia di atti complessi e specialistici.

“Con il via libera in Giunta, rispettiamo un impegno che avevamo preso da tempo – afferma l’assessore regionale alle Salute, Raffaele Donini (foto) –. Riteniamo questa misura indispensabile per adeguarsi a una realtà che cambia molto velocemente. Non a caso, su 12 aziende sanitarie regionali, seppure con denominazioni diverse, cinque prevedono già tale figura come parte della componente strategica, e altre quattro la richiamano nel coinvolgimento della definizione delle linee strategiche aziendali. Nel rispetto dell’autonomia delle Ausl, con questa norma offriamo loro la possibilità di istituzionalizzare tale situazione”.

Prosegue Donini: “Le professioni sanitarie si sono specializzate, hanno raggiunto maggiore responsabilità e autonomia professionale e decisionale. In questa logica il direttore assistenziale contribuirà alla loro gestione, valorizzandole e integrandole al meglio in un sistema sempre più complesso. Al tempo stesso garantirà a ciascuno l’esercizio delle proprie responsabilità, senza che in capo alle attuali direzioni sanitarie sia sottretta la funzione di sintesi dei processi clinico-sanitari. Una proposta attesa da anni sul territorio, che riconosce nuovi diritti senza togliere ad altri quelli esistenti”.  

Redazione Nurse Times

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