Rilanciamo un approfondimento sul tema curato per Humanitas Salute dal professor Andrea Lania.

La tiroide è una ghiandola endocrina posta nella parte inferiore del collo, anteriormente, tra laringe e trachea, fondamentale per garantire e mantenere la buona salute del nostro organismo. Su stimolazione dell’ipofisi, la tiroide secerne gli ormoni tiroidei, che contribuiscono alla regolazione dei processi metabolici e al corretto sviluppo dell’organismo. In caso ci siano malfunzionamenti della tiroide, quindi, possono comparire problematiche che influiscono fortemente sulla qualità della vita del paziente. Ne parliamo con il professor Andrea Lania, responsabile di Endocrinologia, Diabetologia e Andrologia medica in Humanitas.

Ipertiroidismo e ipotiroidismo – Le disfunzioni della tiroide possono essere principalmente di due tipi, e riguardano l’aumento o la diminuzione della secrezione e produzione degli ormoni tiroidei. Parliamo di ipertiroidismo e ipotiroidismo.

L’ipertiroidismo è una patologia che implica un’eccessiva secrezione di ormoni tiroidei, con conseguente accelerazione dei processi metabolici che questi regolano. I sintomi dell’ipertiroidismo sono generalmente:stanchezza, dimagrimento, sensazione di irrequietezza e irritabilità, tremori e intolleranza al caldo.

L’ipotiroidismo, invece, è caratterizzato da una diminuzione della produzione degli ormoni tiroidei. I sintomi dell’ipotiroidismo comprendono: stanchezza, rallentamento psicomotorio, difficoltà di concentrazione, peggioramento del tono dell’umore, intolleranza al freddo.

In caso di malfunzionamento della tiroide è importante intervenire in modo tempestivo, in modo da riportare i processi metabolici al loro equilibrio, rivolgendosi allo specialista endocrinologo. Oggi sono disponibili cure in grado di garantire al paziente la scomparsa dei sintomi e il ritorno alla normalità. Ecco perché è necessario che il paziente sotto trattamento medico per ipertiroidismo o per ipotiroidismo si sottoponga a regolari controlli specialistici dall’endocrinologo, che potrà di volta in volta personalizzare la terapia a seconda delle esigenze di ogni singolo paziente e del suo stato clinico.

Ipertiroidismo: le cure possibili – L’ipertiroidismo si associa ad alcune patologie autoimmuni, a forme infiammatorie, nonché ai noduli tiroidei. È particolarmente comune nel sesso femminile. La cura si diversifica sulla base dell’età del paziente, delle cause che hanno provocato il disturbo e della severità delle sue manifestazioni.

I trattamenti per l’ipertiroidismo sono diversificati in base all’età, al sesso, alle cause che hanno provocato il disturbo nel paziente, e alla severità delle sue manifestazioni, e vanno dalla terapia farmacologica, alla terapia radiometabolica (terapia con radioiodio), all’intervento chirurgico di tiroidectomia in presenza di un gozzo (uni o multinodulare) di dimensioni tali da dare disturbi compressivi.

I pazienti che soffrono di ipertiroidismo devono prestare anche attenzione alla loro alimentazione, limitando i cibi che contengono iodio (come sale, alghe, pesce e crostacei), ma anche i farmaci, integratori e cosmetici in cui potrebbe essere presente in percentuali più o meno alte. È inoltre importante controllare periodicamente il livello di calcio e vitamina D e, in caso di carenza, correggerlo: tra le conseguenze a lungo termine dell’ipertiroidismo, c’è l’osteopenia, che può peggiorare ed evolvere in osteoporosi.

Ipotiroidismo: la terapia farmacologica – L’ipotiroidismo, per via del basso livello di ormoni tiroidei, determina il rallentamento di molti processi metabolici, dallo sviluppo del sistema nervoso nel neonato, al funzionamento dell’apparato cardiovascolare, del metabolismo basale e di quello lipidico. Se non trattato adeguatamente, l’ipotiroidismo può peggiorare notevolmente la qualità di vita del paziente. 

L’ipotiroidismo è un disturbo che può essere congenito, ma può anche svilupparsi in età adulta in associazione ad altre patologie, come la tiroidite autoimmune, a terapie specifiche o alla rimozione della tiroide. La terapia per l’ipotiroidismo è di tipo farmacologico e sostitutivo e prevede l’assunzione di levotiroxina, il principale ormone tiroideo. 

Il dosaggio del farmaco dipende principalmente dalla condizione clinica del paziente e può cambiare nel tempo, ma dal momento dell’inizio della terapia, la sua assunzione andrà avanti per il resto della vita del paziente. La terapia riequilibra l’attività della tiroide, con un conseguente miglioramento della qualità di vita e del tono dell’umore del paziente. Anche se non si può prevenire, ma un’alimentazione equilibrata, con un apporto adeguato di iodio, aiuta il corretto funzionamento della tiroide.

Redazione Nurse Times

Fonte: Humanitas Salute

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