Riceviamo e pubblichiamo la nota di denuncia del segretario generale Fials regione Sardegna

La sottoscritta scrive in qualità di Segretario Generale FIALS per la regione Sardegna al fine di rendervi partecipi della mia esperienza di infermiera iscritta all’Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia di Cagliari. E dell’ attuale mala gestione della cosa pubblica.

Il 30 Aprile 2021 si è tenuta l’assemblea annuale degli iscritti all’OPI di Cagliari per la votazione dei Bilanci, da loro definiti più semplicemente conto consuntivo e preventivo; come ogni socio di una società/organizzazione mi sarei aspettata che l’ordine a cui appartengo avesse predisposto una convocazione per tutti gli iscritti, contestualizzando un link utile alla partecipazione telematica degli stessi, ma così non è stato.

Negando, in realtà, agli iscritti l’esercizio di un diritto che a parere della dirigenza OPI a cui appartengo doveva essere vincolato ad una formale richiesta da parte degli Infermieri afferenti all’ordine in parola.

Così, per poter visionare i bilanci, ed avere la possibilità di esprimermi e chiedere delucidazioni nel merito delle voci presenti nello stesso, ho inviato la richiesta formale per la partecipazione. Non ho compreso perché si fosse scelto un metodo cosi farraginoso ed opaco per permettere la partecipazione degli iscritti e del perché volevano sapere in anticipo il numero degli eventuali partecipanti. Hanno dichiarato che ciò era dovuto a motivazioni tecniche… una risposta un po’ fantasiosa se si considerano gli attuali strumenti in uso, anche dai nostri figli… ma generazioni diverse…

Prima della data fissata per l’ assemblea, non avendo ne ricevuto, ne rivenuto nel sito dell’ OPI Cagliari un bilancio analitico, ho provveduto con ben tre mail, a richiedere l’invio di detto bilancio al fine di poter consultare e valutare ciò che mi si chiedeva di votare.

Purtroppo il mio ordine è rimasto silente, nessun cenno al documento richiesto, soltanto un link e una serie di slide, pubblicate sul sito, molto belline e colorate da istogrammi che tuttavia non erano idonee di certo a ricostruire un bilancio o a vedere e valutare la congruità delle “pezze giustificative” allo stesso vincolate, pertanto mi è stato impossibile effettuare alcun tipo di valutazione.

Il giorno dell’Assemblea l’OPI di Cagliari aprendo i suoi lavori ha permesso un bel collegamento in cieco, nel senso che tutto era oscurato non vedevi nessuno, se non chi di loro volta in volta parlava, non si poteva ne scrivere ne leggere nella chat dell’ assemblea, appariva solo quello che uno scriveva, ma non quello che scrivevano gli altri..

Se anche uno si prenotava per parlare alzando la “manina” del sistema, non ti facevano intervenire ne tanto meno questo avveniva se scrivevi detta richiesta in chat.

Pertanto hanno svolto l’assemblea al buio, votato il bilancio senza che si potesse vedere quante persone fossero presenti, e a mio parere, cosa assai piu grave, senza fornire il dettaglio del bilancio, si sono limitati a fornire una breve elencazioni di costi a parere della scrivente non esaustivi.

Infatti se a me “socio” mi dicono che le entrate preventivate sono state quantificate in € 300.000 e i residui dell’anno precedente corrispondevano a €63.000, è da parte mia lecito voler comprendere come sono stati utilizzati i fondi di quella che dovrebbe essere, l’ente a salvaguardia della professione dell’Infermiere?

Non mi è parso corretto che gli organi che amministrano detti fondi possano scrivere o dichiarare che le spese ordinarie di funzionamento corrispondono a € 82.000 ed anche se richieste, non rappresentarmi le singole voci di conto!

Ė plausibile chiedersi come vengono spesi? Ancora è normale che un amministrazione preventivato oneri del personale per € 54.000 senza indicare a quale personale si riferisca e per quale attività lavorativa siano impiegati?

Ancora è possibile che i beni strumentali vengano indicati con un valore pari a € 3.000 ma non ti dicono quali sono i beni di cui parlano?

E cosi via per le altre voci..

A questo punto mi sono detta: tranquilla, farà chiarezza la relazione del collegio dei revisori dei conti, che ha il compito di vigilare! Ed invece, una doccia fredda….. la relazione del Presidente dei revisori dei conti è stata tutto fuorché esaustiva, lo stesso in realtà di conti non ne ha proprio parlato…. si è limitato a dire quanto fosse felice di collaborare con un ordine professionale e nulla più.

Dopo aver vissuto questa esperienza mi permetto quale infermiera, cittadina e sindacalista di definire questo sistema come malato, non trasparente, irrispettoso nei confronti di chi, come me, permette all’Ordine in parola di esistere, versando una quota di cui non mi è concesso aver conto, Allo stato attuale posso affermare che è un Ordine dal quale non mi sento tutelata, ma tradita, offesa, un Ordine in cui il Presidente è anche il mio Direttore delle Professioni sanitarie e pertanto riveste il duplice ruolo di avvocato dell’ accusa, mentre dovrebbe essere quello della difesa!

Dico questo con cognizione di causa perché ho chiesto ad alcuni colleghi il motivo per il qule non fossero intervenuti all’assemblea, la risposta è stata sempre la stessa, la loro assenza era da attribuirsi al fatto che il nostro presidente dell’OPI, come già accennato, sia anche Direttore dell’AREA Infermieristica del SUD Sardegna … è nessuno voleva, per timore … contrapporsi.

Magari questa mia lettera non servirà a nulla, ma il compito di una sindacalista è difendere i lavoratori, combattere per loro e dare voce ai loro diritti, e raccontare di come è opaco l’agire dell’attuale dirigenza dell’OPI di Cagliari mi è sembrato giusto e doveroso.

Cordialmente

Il Segretario Generale FIALS – Regione Sardegna Dott.ssa Loredana Scanu

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