A diramare l’alert, attraverso il Csirt, è stata l’Agenzia nazionale per la cybersicurezza, che invita ad alzare i livelli di attenzione, soprattutto in merito a posta elettronica, antivirus e siti esposti verso l’esterno. Il rischio è che gli hacker russi scatenino un’offensiva contro i Paesi amici di Kiev, prendendo di mira anche le strutture sanitarie a seguito “degli aiuti umanitari che si stanno ponendo in essere”.

Il Computer Security Incident Response Team (Csirt) dell’Agenzia nazionale per la cybersicurezza ha diramato un alert per le aziende sanitarie e ospedaliere, considerate “obiettivo molto sensibile” di attacchi informatici “probabilmente in virtù degli aiuti umanitari che si stanno ponendo in essere” per fronteggiare la crisi Ucraina.

Lo si apprende da una comunicazione inviata a tutti gli ospedali del Piemonte dal Dirmei, il Dipartimento malattie infettive, che invita ad “alzare al massimo i livelli di sicurezza”, ponendo “massima attenzione alla posta elettronica, all’antivirus, ai siti esposti verso l’esterno”, e precisando che “purtroppo anche queste sono azioni di guerra”.

Comunicazioni analoghe sono state diramate in tutta Italia. Nel Lazio, ad esempio, dove l’assessore alla Sanità, Alessio Damato, ha avvertito: “Il Sistema sanitario regionale è in stato di massima allerta ed è stato innalzato il livello di cybersicurezza. Attivato il monitoraggio in tempo reale dei sistemi di sicurezza. Massima attenzione alla posta elettronica, all’antivirus, ai siti esposti verso l’esterno”.

L’alert, sottolinea la Regione, evidenzia come “la recente grave crisi ucraina” richieda “a tutte le istituzioni e agli obiettivi sensibili, quali anche le aziende e le strutture sanitarie, di prestare massima attenzione e di monitorare in tempo reale i sistemi di sicurezza informatica per scongiurare possibili attacchi informatici”.

L’invito del Csirt è dunque ad alzare l’attenzione e ad adottare tutte le misure di protezione degli assetti It (Information Technology). Il primo allarme dell’Agenzia relativo al caso Russia-Ucraina risale allo scorso 14 febbraio, con la raccomandazione a innalzare i livelli di protezione delle infrastrutture digitali rivolto alle aziende italiane che hanno rapporti con operatori ucraini.

Con l’invasione russa, il 24 febbraio l’organismo ha ribadito la comunicazione e il 28 febbraio ha prodotto un nuovo alert, questa volta indirizzato a tutti gli operatori di infrastrutture digitali nazionali, sollecitati ad adottare “una postura di massima difesa cibernetica”. Ieri l’ultimo avvertimento, riguardante la possibilità di attacchi su larga scala che potrebbero coinvolgere anche l’Italia, oltre agli altri Paesi schierati con l’Ucraina.

Da tempo è segnalato un aumento delle attività “malevole” nello spazio cibernetico, e Kiev è stata presa particolarmente di mira, con enti governativi e banche messi in forte difficoltà. La guerra ibrida di Mosca non viene infatti combattuta solo con le truppe sul terreno e con i caccia dal cielo. In azione ci sono anche le squadre di hacker legate al Cremlino, che potrebbero scatenare un’offensiva contro la coalizione mobilitata per sostenere il Paese attaccato.

Redazione Nurse Times

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