Il consulente del ministro della Salute a tutto campo sulla pandemia in un’intervista rilasciata all’agenzia Dire.

“Se chi ha avuto il Covid dovrà vaccinarsi? Penso di sì. Il protocollo, per quanto riguarda le categorie più fragili, prevede una unica dose a sei mesi dal termine della sintomatologia. È probabile che in futuro ci dovremo vaccinare tutti di nuovo, perché questo è un microrganismo che probabilmente rimarrà endemico, cioè stabilmente presente, che potrà essere sotto controllo con la vaccinazione come nel caso dell’influenza“. Così il consulente del ministro della Salute, Walter Ricciardi, interpellato sul tema nel corso di una video intervista rilasciata all’agenzia Dire.

“Noi siamo ospiti di questo mondo, in cui i virus e i batteri stanno da molto prima di noi – prosegue Ricciardi –. Quindi siamo noi a doverci in qualche modo adattare. Dobbiamo capire che la loro è una presenza costante da miliardi di anni, mentre noi siamo da pochi milioni di anni sul pianeta. Quindi dobbiamo adottare tutte le cautele comportamentali, ma soprattutto quelle che la scienza ci dà, come i vaccini, i farmaci e gli antibiotici, che ci garantiscono di combattere i virus”.

Un’estate serena e un autunno senza nuove ondate di Covid-19? Per Ricciardi sarà possibile solo se si rispetteranno tre condizioni: “Dipende molto da noi e sostanzialmente da tre cose: l’accelerazione della campagna vaccinale, per vaccinare quante più persone possibile; il mantenimento delle misure di sicurezza e delle cautele, come l’uso delle mascherine, le norme igieniche; il divieto di assembramenti soprattutto al chiuso. Bisogna poi avere la speranza che non arrivi una variante più contagiosa e infettiva. Al momento preoccupa quella indiana, che sta prendendo il sopravvento in Gran Bretagna. Quindi bisogna essere molto attenti alla mobilità”.

Sull’ipotesi di non indossare più la mascherina Ricciardi si mostra molto cauto: “Si potrà fare a meno della mascherina quando saremo sicuri, e questo dipenderà dalla copertura vaccinale. Nel momento in cui il 70-80% della popolazione, non il 15%, sarà vaccinato, allora sarà un punto di partenza. Comunque in ambienti al chiuso e non ben ventilati sarà sempre opportuno utilizzarla”.

Intanto, il Governo ha approvato il “green pass” nazionale, che consentirà di spostarsi con più facilità. “È bene essere prudenti – spiega Ricciardi –. I sei mesi della durata del ‘green pass’ si basano sull’evidenza scientifica. Oggi siamo sicuri che questo è il periodo di protezione dopo la vaccinazione o una eventuale infezione naturalmente acquisita. Man mano che acquisiremo nuove conoscenze, il periodo potrà essere ampliato. Oggi stiamo vedendo che questa protezione potrebbe durare anche otto-nove mesi“.

E sull’efficacia dei vaccini: “I vaccini sono sicuri, sono protettivi e sono stati dati a centinaia di migliaia di persone nel mondo senza effetti collaterali seri. Al momento i dubbiosi o contrari sono diminuiti: la stima ci dice che sono intorno al 15%. Un dato comunque preoccupante soprattutto per loro, perché di fatto rimangono vulnerabili, soprattutto se fanno parte di alcune fasce d’età o hanno delle condizioni a rischio. Per loro il Covid può essere veramente un pericolo. Per i vaccini il rischio zero non esiste, per cui bisogna stare attenti, ma i benefici sono talmente superiori ai rischi che io lo farei sempre”.

Capitolo AstraZeneca. Dopo le operazioni di dissequestro e restituzione dei vaccini da parte del Nas per la morte del militare Stefano Paternò, Ricciardi non ha dubbi: “AstraZeneca è un vaccino certamente sicuro. Ha avuto una serie di vicissitudini sia regolatorie che comunicative molto svantaggiose, ma la realtà è che di fatto questo è un vaccino molto sicuro e molto protettivo”.

Infine un’opinione sulle parole di Anthony Fauci, direttore dell’Istituto nazionale di Malattie infettive e consigliere della Casa Bianca sul Covid, che nei giorni scorsi si è detto “non convinto dell’origine naturale del virus”: “La mia impressione è che molto sia stato detto, ma che qualcosa in più debba ancora essere scoperto. Fauci non ha detto che il virus è nato in laboratorio, ma che bisogna approfondire, perché non è certo al 100%. C’è stato un lavoro straordinario, pubblicato a marzo dello scorso anno, in cui praticamente si esclude la artificialità del virus, ossia che sia stato fabbricato in laboratorio. Che in una prima fase le autorità locali cinesi non siano state proprio trasparenti è evidente, per cui sono d’accordo con Fauci: c’è bisogno di trasparenza e di approfondimenti”.

Redazione Nurse Times

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