Chi ha particolari esigenze riceverà il richiamo dopo 35 giorni, anziché dopo 42.

La Regione Veneto sta lavorando a una circolare che permetta ai cittadini con particolari esigenze, legate magari a viaggi di lavoro o vacanze già prenotate, di anticipare la seconda dose di vaccino, ricevendola dopo 35 giorni, anziché dopo 42. Probabilmente, quindi, basterà comunicare il proprio problema nel momento in cui si fissa l’appuntamento per il richiamo subito dopo aver ricevuto la prima dose.

Lo ha annunciato il governatore Luca Zaia (foto), puntualizzando che “noi vogliamo fare i richiami non solo agli italiani, ma anche agli stranieri, se ci autorizzano”, e aggiungendo che “la campagna vaccinale in Veneto sta andando benissimo”.

Domenica, in Veneto, sono state somministrate 28.317 dosi di vaccino anti-Covid, di cui 21.139 prime dosi e 7.178 seconde dosi. Il totale delle dosi somministrate è di 2.311.293, pari al 94,5% delle forniture ricevute. Il 33,1% della popolazione (1.612.873 persone) ha ricevuto almeno una dose e il 13,7% (667.056 persone) la seconda dose. Il 97,4% della popolazione over 80 ha ricevuto almeno una dose, così come l’83,7% della popolazione tra i 70 e i 79 anni, il 69,8% della popolazione tra i 60 e i 69 anni, il 28,1% della popolazione tra i 50 e i 59 anni, il 72,6% dei disabili e il 69,6% dei soggetti vulnerabili. La scorsa settimana sono state somministrate in tutto 256.822 dosi, quindi circa 40mila dosi in meno rispetto alla settimana precedente.

Redazione Nurse Times

L’articolo Coronavirus, in Veneto si potrà anticipare la seconda dose di vaccino scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.