A lanciare l’allarme è stato il ministro della Salute, Yuli Edelstein.

In Israele è in forte crescita il numero di bambini contagiati dal coronavirus. Come ha sottiolineato il ministro della Salute, Yuli Edelstein, si tratta di una proporzione che non si era registrata nelle ondate precedenti: durante la seconda la percentuale era stata del 29%; ora è arrivata al 40%, con il picco maggiore nella fascia di età compresa tra sei e nove anni.

Una situazione tale da far scattare l’allarme in un Paese dove, tra l’altro, le scuole sono ancora chiuse, sebbene il Governo stia pensando di allentare le restrizioni. “Abbiamo ricevuto una lettera dall’Associazione israeliana di pediatria in cui si dice che sono molto preoccupati per il tasso di malattia negli studenti più giovani”, ha dichiarato Edelstein.

Le spiegazioni principali a questo fenomeno sono due, probabilmente collegate. La prima riguarda i vaccini: l’alta percentuale potrebbe essere falsata, dato che in Israele la quota di popolazione vaccinata con almeno una dose è del 57%, circa l’80% della popolazione di oltre 60 anni. Ciò ha portato Israele a vedere un calo dell’età media delle persone contagiate.

L’altra spiegazione riguarda la prevalenza nel Paese della variante inglese, più contagiosa almeno del 50%, come spiega Antonella Viola, immunologa dell’Università di Padova: “Tra le spiegazioni che stanno circolando c’è quella della diffusione sul territorio della nuova variante inglese, che, essendo più trasmissibile, potrebbe colpire di più anche i bambini, i quali finora erano stati invece risparmiati”.

Redazione Nurse Times

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