Preoccupano i dati provenienti dal Paese asiatico. Il parere in merito del presidente della Società italiana medici pediatri, intervenuto su Radio Cusano Campus.

In Indonesia sono centinaia i bambini che ogni settimana muoiono a causa del coronavirus. Secondo il New York Times, 150 nella sola settimana dal 12 al 20 luglio. Molte delle vittime hanno meno di cinque anni e, spiegano i medici, il tasso di mortalità infantile causata dal virus nel Paese asiatico è il più alto del mondo.

Sul tema il professor Giuseppe Mele (foto), presidente della Società italiana medici pediatri (Simpe), è intervenuto ai microfoni della trasmissione L’Italia s’è desta, su Radio Cusano Campus: “È una notizia preoccupante, perché denota come il Covid non è vero che non crei problemi nella fascia da zero a 16 anni. Lo abbiamo sempre detto che i bambini sarebbero stati gli untori del futuro se la ricerca non avesse trovato rimedi per questa fascia. Da tempo vediamo situazioni di long covid nei bambini, con problemi comportamentali, perdita del sonno, ansietà frequente. Ma stiamo riscontrando situazioni anche in Italia di malattie multisistemiche che stanno colpendo soprattutto i bambini, creando problemi a livello cardiaco e colpisce molti organi e può tendere ad una cronicizzazione di questa patologia”.

Ha aggiunto Mele: “La variante Delta sta colpendo molto i bambini, perché ha una carica virale molto forte e il contagio interumano può portare a processi di questo genere. Questa variante si replica proprio perché il bimbo non è immunizzato, in quanto la ricerca non sta ancora dando l’opportunità di una vaccinazione di massa che comprenda anche i bambini da zero a 12 anni, è così che si raggiunge l’immunità di gregge. Solo così potrà crollare questa variante”.

E ancora: “Nel passato l’infanzia è stata protetta da malattie prevenibile attraverso il vaccino, lo stesso auspichiamo ora. In Indonesia sta accadendo questo perché probabilmente le maglie sono allentate e il sistema sanitario, che io non conosco, può essere differente rispetto ai Paesi occidentali. Stiamo parlando di sperimentazione su un’area che deve essere protetta, perché l’infanzia è il nostro futuro. Effetti collaterali del vaccino ci potranno essere. La miocardite che in alcuni casi è stata riscontrata è un effetto secondario molto raro, ma che comunque in qualche modo nel giro di 2-3 giorni viene superato. Questo non significa che bisogna fare in fretta senza metterci il rigore necessario nella sperimentazione del vaccino”.

Redazione Nurse Times

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