L’emergenza non è ancora finita, ma contagi, decessi e ricoveri sono in costante calo. Procedono le somministrazioni del vaccino proteico Novavax.

Per la quinta settimana consecutiva si conferma il trend in calo dei nuovi casi di Covid in Italia, e anche i decessi sono in diminuzione. Un quadro in costante miglioramento, che apre la strada a una progressiva riduzione delle misure restrittive in atto, come l’utilizzo del Green Pass, che si rileva anche nel resto d’Europa.

La pandemia, però, come più volte ricordato dagli esperti, non è finita, e l’Agenzia europea dei medicinali (Ema) invita a non abbassare la guardia. I dati del bollettino giornaliero del ministero della Salute, riferito alla giornata di ieri, confermano il trend, pur con fisiologiche fluttuazioni: sono 41.500 i nuovi contagi (contro i 36.429 di mercoledì), mentre le vittime sono 185 (mercoledì erano 214). Il tasso di positività è al 9,6%, in salita rispetto all’8,8% di mercoledì, mentre sono 431.312 i tamponi molecolari e antigenici. Sono 654 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 27 in meno rispetto a mercoledì, e i ricoverati nei reparti ordinari sono 9.599 (-355).

Ma il netto calo dei contagi è evidente su base settimanale, come emerge dal monitoraggio della Fondazione Gimbe: dal 23 febbraio al 1° marzo i casi sono stati 275.376, contro i 349.122 della settimana precedente, pari a -21,1%. A calare sono anche i decessi, che sono stati 1.488, contro i 1.828 della settimana 16-22 febbraio, pari al -18,6%. E si allenta ulteriormente anche la pressione della pandemia sugli ospedali. Sempre nel periodo 23 febbraio – 1° marzo i posti letto occupati da pazienti Covid nei reparti di area medica sono diminuiti del 20% rispetto alla settimana precedente e del 21% in terapia intensiva.

Anche su base giornaliera, evidenzia l’Agenzia nazionale per i sevizi sanitari regionali (Agenas), si registra un calo dei ricoveri: l’occupazione dei reparti ordinari in 24 ore è tornato infatti al 15% (-1%), mentre esattamente un anno fa toccava il 31%. L’occupazione delle intensive è invece ferma al 7%, a fronte del 26% che si registrava lo scorso anno. Sempre Gimbe fotografa al contempo un ulteriore calo dei nuovi vaccinati: 38.796, contro i 59.157 della settimana precedente, pari a -34,4%. Complessivamente, sottolinea inoltre l’ultimo report dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica (Altems), sul territorio nazionale la copertura vaccinale delle prime dosi nella fascia 50-79 anni è dell’89,4%, mentre nella fascia 5-19 anni è del 61,4%.

Procedono intanto le prime somministrazioni del vaccino proteico Novavax. La scorsa settimana, fa sapere Gimbe, sono state consegnate le prime 1.023.000 dosi, le cui somministrazioni sono iniziate il 28 febbraio, e nei primi due giorni sono state 3.382 quelle effettuate. E da lunedì 7 marzo partiranno le somministrazioni nelle farmacie del Lazio. Rispetto al nuovo vaccino l’Ema ha reso noto che i dati preliminari mostrano “che la risposta immunitaria dopo la vaccinazione primaria neutralizza Omicron, anche se con efficacia inferiore rispetto ad altre varianti”: una prestazione “simile ai vaccini mRNA”.

Sempre l’Ema ha comunicato che a oggi non dispone di dati sufficienti per esprimersi sulla seconda dose di richiamo per gli anziani. Complessivamente, dunque, in Europa si registra un sostanziale calo delle infezioni da Sars-CoV-2, ma Marco Cavaleri, che guida la task force sulla pandemia dell’Ema, avverte: “Anche se sembra perdere forza, la variante Omicron resta molto trasmissibile, e nuove varianti potrebbero svilupparsi. Quindi incoraggiamo tutti i cittadini europei a vaccinarsi”.

La migliorata situazione apre indubbiamente a una nuova fase. “Il 31 marzo sarà la data simbolica della fine della fase acuta della pandemia e della ritrovata normalità”, ha detto il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, secondo il quale si può ora ragionare di una “progressiva riduzione delle misure di contenimento”. Strada già intrapresa dalla Francia, dove il super Green Pass sarà sospeso dal 14 marzo, e dallo stesso giorno non sarà più obbligatorio indossare la mascherina al chiuso.

Redazione Nurse Times

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