Il sottosegretario alla Salute ha risposto a un’interrogazione presentata sul tema da Roberto Novelli.

Così il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ha risposto in Commissione Affari sociali all’interrogazione sulla riapetura di discoteche, sale da ballo e locali assimilati (per i quali la sospensione opera anche in zona bianca), presentata da Roberto Novelli.

“Secondo quanto reso noto da Silb-Fipe – si legge nell’interrogazione -, i locali da ballo in Italia sono circa 3mila (con un fatturato diretto pre-Covid di circa 800 milioni e un giro d’affari pari a 2 miliardi di euro), e di questi circa il 30 percento non riprenderà comunque l’attività a causa dei gravi danni economici subìti durante la pandemia. Negli ultimi giorni, stando a quanto reso noto da varie fonti di stampa, sarebbero in corso interlocuzioni a più livelli, con il coinvolgimento diretto del ministero della Salute, per giungere all’individuazione di una data di ripresa delle attività dei locali da ballo, con eventuale limitazione alla capienza dei locali e prescrizione del possesso dei ‘certificati verdi Covid-19’ per gli avventori. L’azione del Governo ha finora consentito una ripresa in sicurezza di molte attività economiche e sociali, senza che i contagi da Covid-19 tornassero a crescere, obiettivo che deve essere perseguito anche con riguardo ai locali da ballo”. Novelli chiede quindi “quali siano le intenzioni del Governo in merito alla ripresa delle attività dei locali da ballo, con particolare riferimento alla data di riapertura, a eventuali limitazioni alla capienza, all’obbligo di possesso dei ‘certificati verdi Covid-19’ per gli avventori e alle modalità con cui si procederà al controllo e alla verifica del rispetto di detto obbligo”.

Di seguito la risposta integrale di Costa.

“Da quando il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha dichiarato il focolaio internazionale di Covid-19 un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale in Italia, il ministero della Salute, d’intesa con le Regioni, ha adottato articolate misure di sanità pubblica per la protezione della salute della popolazione. Grazie alle misure adottate in questi mesi ed alla campagna di vaccinazione oggi è possibile proseguire con ragionata fiducia nel percorso di graduali riaperture delle attività lavorative, commerciali e ludiche e di graduale ripristino della mobilità intra-regionale, inter-regionale e internazionale. L’incidenza, sia sull’intero territorio nazionale che in tutte le regioni, continua infatti a diminuire e l’effettuazione di attività di tracciamento sistematico possono consentire una gestione basata sul contenimento ovvero sull’identificazione dei casi e sul tracciamento dei loro contatti.

La prevalente circolazione in Italia della variante B.1.1.7, (nota come variante inglese) e la presenza di altre varianti che possono avere una maggiore trasmissibilità e/o eludere parzialmente la risposta immunitaria, richiede tuttavia di continuare a monitorare con attenzione la situazione e mantenere cautela e gradualità nella gestione dell’epidemia. Per questo al momento restano sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati dove vi è maggiore difficoltà a disciplinare le modalità di aggregazione in modo da renderle compatibili con le esigenze di prevenzione dal contagio. 

Le discoteche e le sale da ballo sono al momento chiuse anche in zona bianca e non sono allo stato previsti termini per le riaperture, dovendosi al tal fine attendere la fine dello stato di emergenza, fissato, come noto, al 31 luglio 2021, e comunque che si consolidino i dati sull’attuale trend positivo. Tuttavia sono state avviate interlocuzioni con alcune associazioni rappresentative del settore ed è plausibile l’avvio a breve di un tavolo tecnico per valutare tutte le possibili opzioni e le misure utili a favorire un percorso idoneo a fissare una data per la possibile riapertura in sicurezza che possa ritenersi compatibile con l’attuale quadro epidemiologico e comunque nel rispetto delle necessarie misure di prevenzione del contagio tra cui, penso, alla opportuna valorizzazione dello strumento del green pass”.

Redazione Nurse Times

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