La 52enne collega dell’ospedale di Cattinara ha perso la sua battaglia contro il Covid, lasciando un vuoto incolmabile nel cuore di chi la conosceva bene.

Serena Pockar

Serena Pockar, infermiera triestina di 52 anni, non ce l’ha fatta: è scomparsa ieri pomeriggio all’ospedale di Cattinara, dove era stata ricoverata per Covid a fine dicembre.

«Oggi ho perso un’amica che mi stava a fianco da 22 anni, e non soltanto una collega che stimavo – racconta il collega Rosario Granito –. Quando nel 1999 ho lasciato Napoli per venire a lavorare a Trieste, Serena fu capace di farmi sentire meno solo. In questa città non avevo nessuno. Ma lei tutte le mattine passava a prendermi in macchina con il marito Valerio, mi dava uno strappo per andare al lavoro. E la stessa cosa faceva quando finivamo il turno. Mi ha dato la sensazione di avere una famiglia, con la sua risata riusciva sempre a far sorridere tutti. Serena ha cercato di portare avanti la sua lotta, incessantemente. E noi lo abbiamo fatto insieme a lei. Adesso che non c’è più, e resta da affrontare un vuoto che ha lasciato tutti straziati».

E straziante è il ricordo del marito Valerio, che con Serena ha avuto una figlia: «La cosa che più mi ha colpito è non aver più potuto parlare con lei dal vivo. Ci sentivamo solo per telefono. Non l’abbiamo più rivista. Era isolata lei e ci sentivamo isolati anche io e nostra figlia. È una sensazione che capisci solo ci passi. Ci manca Serena. Era una persona dall’animo buono».

Quello dell’infermiera 52enni potrebbe essere il primo caso di operatore sanitario che perde la vita dopo aver contratto il virus a Trieste, come spiuega Marco Confalonieri, direttore del reparto di Pneumologia: «Non conosco episodi precedenti di decessi legati al Covid all’interno del personale Asugi. Di certo è il primo caso di decesso in Pneumologia a Cattinara, dove Serena lavorava ancor prima che arrivassi io, nel 2000».

Serena da qualche tempo si occupava del settore ambulatoriale, occupandosi di gestire le telefonate e fissare gli appuntamenti dei pazienti Covid che stavano attraversando la fase di recupero. «Nessuno può dire con sicurezza dove Serena sia stata contagiata – aggiunge Confalonieri –. Nel suo reparto, tuttavia, non sono stati riscontrati focolai, né altri casi di contagio. E per via delle mansioni a cui si dedicava nell’ultimo periodo non era a contatto con persone malate. Quel che è certo è che è stata contagiata poco prima che prendesse avvio la fase delle vaccinazioni. Aveva già fissato il suo appuntamento. Era una cosa che ci teneva molto a fare, perché sapeva che si trattava di un gesto di cura per lei e per gli altri. Non ha fatto in tempo. E siamo tutti rattristati per quello che è successo».

Infine il commosso ricordo di Annamaria Marsilli, per 16 anni caposala di Pneumologia: «Ho avuto modo di conoscere bene Serena nel lasso di tempo in cui siamo state fianco a fianco, apprezzandone l’affidabilità. Era una persona leale, a cui piaceva aiutare gli altri senza troppe smancerie, in modo concreto. Ricordo che all’inizio mi diede l’impressione di avere un carattere un po’ severo. Ma in un poco tempo fu chiaro che Serena era una persona molto dolce, con cui lavorare diventava estremamente facile. Sapeva guardare all’essenziale delle cose. Conserverò per sempre un bellissimo ricordo di lei».

Redazione Nurse Times

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