A seguito della bufera che ha coinvolto anche lei, la governatrice ha deciso di farsi da parte. Si accende il dibattito politico.
Il colpo di grazia al governatorato di Catiuscia Marini (foto) lo ha probabilmente inflitto l’intercettazione telefonica in cui si sente la presidente della Regione Umbria raccomandare una sua protetta a Emilio Duca, direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia. Quasi come una logica conseguenza, ieri pomeriggio sono arrivate le dimissioni, annunciate al termine di una lunga riunione nella sede della Giunta, alla quale ha preso parte Walter Verini, neocommissario del Pd umbro.
Nella relativa lettera si legge: “Io sono una persona perbene, per me la politica è sempre stata fare l’interesse generale, da sindaco della mia città, da europarlamentare, e in questi anni da presidente di Regione. Quello che sta accadendo non solo mi addolora, ma mi sconvolge e sono sicura che ne uscirò personalmente a testa alta, perché, credetemi, io non ho niente a che fare con pratiche di esercizio del potere che non siano rispettose delle regole e della trasparenza, rifuggendo sempre da consorterie e gruppi di potere”.
Marini è indagata nell’inchiesta della Procura di Perugia sui concorsi che avrebbero dovuto portare a una serie di assunzioni pilotate all’ospedale del capoluogo umbro. “Le istituzioni – aggiunge – vengono prima delle persone che le guidano e non possono avere ombre che rafforzerebbero il già difficile rapporto di fiducia con i cittadini. Ritengo doloroso, ma giusto, rassegnare ora le mie dimissioni da presidente della Regione Umbria, perché ritengo di tutelare così l’istituzione che ho avuto l’onore di guidare, salvaguardare l’immagine della mia regione e della mia comunità e al tempo stesso avere la libertà di dimostrare la mia correttezza come persona e come amministratore pubblico”.
Non si è fatto attendere il commento del segretario Pd, Nicola Zingaretti: “Voglio ringraziare Catiuscia Marini, che con le sue dimissioni ha scelto di mettere al primo posto il bene della sua Regione. Catiuscia, in questi anni, è stata al servizio delle istituzioni e dell’interesse generale e ha garantito all’Umbria sviluppo e qualità della vita e dei servizi. È stata una guida apprezzata per i suoi territori e benvoluta dalla sua comunità. Ora, sebbene in presenza di un’indagine che è ancora allo stato preliminare, ha scelto con responsabilità di fare un passo indietro, proprio allo scopo di evitare imbarazzi e strumentalizzazioni per la sua Umbria. Da garantisti, aspetteremo che la giustizia faccia il suo corso prima di emettere giudizi definitivi. Spero lo facciano tutti”.
Intanto infuria la polemica tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. Dopo le critiche rivolte dal vicepremier Luigi Di Maio allo stesso Zingaretti, ecco la replica di Paola De Micheli, coordinatrice Pd: “Caro Di Maio, vergognati tu. Parli di Zingaretti e delle dimissioni della Marini, che ci sono state, mentre hai aspettato tre anni sulle inchieste e sui processi della Raggi, senza fare nulla. Anzi, hai pure modificato il codice etico per evitare qualsiasi provvedimento a carico del sindaco della capitale sotto inchiesta. Un minimo di decenza”.
Un botta e risposta proseguito con la nota scritta dal gruppo grillino alla Camera: “Dopo averlo sollecitato per giorni, Zingaretti non ha avuto nemmeno il coraggio di mandarla a casa. E alla fine la Marini, messa all’angolo, si è dovuta dimettere. Felici? No, siamo delusi da questa vecchia politica che giorno dopo giorno prova a spacciarsi come il nuovo, ma rimane sempre la stessa: attaccata agli interessi personali e affaristici, sacrificando il merito e i diritti dei cittadini. Non basta cambiare l’abito del Pd per spacciarlo come nuovo. Stiamo ripulendo il sistema da queste mele marce”.
Redazione Nurse Times
Fonte: www.repubblica.it
 
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