Indagati Elio Franzini ed Enrico Gherlone. Avrebbero cercato di indirizzare il concorso bandito per un posto in Urologia all’ospedale San Paolo.

“Siccome c’è anche l’altro in ballo… Cioè, non vorrei interferenze spiacevoli sulle due procedure”. E’ una delle frasi compromettenti emerse dalle intercettazioni riguardanti l’ennesima concorsopoli italiana. Elio Franzini, rettore dell’Università Statale di Milano, chiama Enrico Gherlone, pari grado dell’Università Vita-Salute San Raffaele. È preoccupato perché al concorso bandito dalla Statale per un posto in Urologia all’ospedale San Paolo ci sono ancora due candidati che non si sono ritirati. Rischiando così di far saltare gli accordi: piazzare il docente Bernardo Maria Cesare Rocco al San Paolo avrebbe dato via libera alla vittoria dell’altro professore, Luca Carmignani, al posto bandito a Urologia al San Donato.

Nel fascicolo milanese sono indagati i due rettori, Franzini e Gherlone, per turbata libertà nella scelta del contraente, e altri tre docenti anche per corruzione: l’urologo dell’università di Firenze, Marco Carini, l’altro urologo e ordinario al San Raffaele, Francesco Montorsi, e il direttore del dipartimento di Scienze della Salute in Statale, Stefano Centanni. Per i carabinieri del Nas, “la conversazione non solo confermava l’esistenza di un sistema illecito ben consolidato all’interno dell’università degli Studi di Milano e degli atenei nazionali, ma permetteva anche di accertare il pieno coinvolgimento dello stesso rettore Elio Franzini”.

Al telefono Franzini, “senza alcun freno inibitorio – scrivono gli investigatori – chiedeva espressamente al collega Gherlone di far ritirare i candidati Francesco Montorsi e Alberto Briganti, entrambi ordinari di Urologia al San Raffaele di cui Gherlone è Rettore”. “Ecco… perché… – esordisce Franzini – due tuoi professori non si sono mica… Sono ben presenti all’interno del concorso”. Gherlone pare sorpreso: “E chi sono?”. “Montorsi – dice Franzini – e quell’altro che si chiama… Briganti”. “Eh… sì, sì… va bene”, abbozza Gherlone. “E siccome c’è l’altro (concorso, ndr) in ballo… Cioè, non vorrei interferenze spiacevoli sulle due procedure – insiste Franzini – (…) Perché no… non si è ritirato sostanzialmente come aveva promesso”.

Il riferimento è a Montorsi, ancora in gara per il posto al San Paolo. “Ecco, hai capito il discorso? – dice ancora Franzini – . Che lui può vincere senz’altro, però poi…”. Parte subito dopo un frenetico scambio di sms. “Tutto a posto – scrive alla fine Montorsi a Franzini – . Abbraccione”. Poi il rettore della Statale informa Centanni che il problema è stato risolto: “Va be’, quindi a questo punto direi che la faccenda si è sistemata io stasera proporrò al ‘Papa’ di vederci”. Per gli investigatori, il “Papa” è il presidente della commissione Marco Carini, primario ed ex direttore del dipartimento oncologico a Firenze, coinvolto nell’inchiesta sulla concorsopoli fiorentina, e raggiunto da una misura interdittiva a maggio del 2021.

“A questo punto direi che siamo a posto”, dice Centanni. “Sì, direi che siamo a posto – risponde il rettore della Statale – . Tutto il resto sono minuzie”. Infatti Montorsi informa via sms Gherlone di aver inviato la rinuncia alla candidatura, così come farà anche Briganti. L’8 ottobre 2021, quando viene pubblicato l’elenco dei candidati “emergeva che non erano più dieci, ma sei”. “Continuano a ritirarsi esseri umani – dice Franzini in un’altra telefonata a Centanni –: altri tre oggi, dello stesso ospedale, e poi altri due, per cui sono quattro in meno. Non so se tu hai parlato con il ‘Papa’, però va be’… Possiamo stare assolutamente tranquilli”.

“È finita lì, un bel brindisi”. Nei giorni successivi Centanni e Franzini continuano a comunicare. “Nel frattempo mi ha mandato un messaggio il ‘Papa’: è rimasta una macchina sola in pista – dice Centanni –. E lui mi ha detto: ‘sì, perché sarebbe bellissimo chiudere tutte e due le gare insieme’. E io gli ho detto: “Sì, perché a questo punto facciamo una grande festa’”. Il gruppo ha raggiunto il proprio obiettivo. “E poi diciamo di portare il Dom Perignon, ovviamente”, ride Centanni. “Dom Perignon in calici – risponde Franzini – . E poi ci sorridiamo, è finita lì… Bel brindisi”.

Redazione Nurse Times

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