Il sindacato volta pagina e stila un documento programmatico che interessa anche la sanità (allegato).
Maurizio Landini è il nuovo segretario generale della Cgil. È stato eletto ieri a Bari, durante il Congresso nazionale, con il 92,7% dei voti dell’Assemblea congressuale. “Dobbiamo cambiare le scelte sbagliate che sta facendo questo governo”, ha affermato nel suo intervento programmatico, prima del voto. E ha ricordato il prossimo appuntamento, già fissato da Cgil, Cisl e Uil, ossia la manifestazione nazionale del 9 febbraio a Roma: “Dobbiamo riempire la piazza, dobbiamo dare voce e parola al lavoro”. Inoltre ha sottolineato come la manovra finanziaria sia “miope e recessiva, e non assume la stabilità e la qualità del lavoro quale bussola del cambiamento economico e sociale”.
L’elezione di Landini offre lo spunto per analizzare il documento programmatico (vedi allegato) che disegnata anche la policy del sindacato per quanto riguarda la sanità. “Nel nostro Paese – vi si legge – esiste una vera e propria emergenza sanità (che nel Mezzogiorno assume carattere di lesione del diritto costituzionale), dettata anche dalle politiche di riduzione dei finanziamenti, che impediscono l’effettiva uguaglianza nell’accesso alla prevenzione, alla cura, alla riabilitazione, e il rilancio del Servizio sanitario nazionale, con uguali livelli assistenziali e di prestazione in tutto il territorio nazionale”.
Più investimenti nella sanità pubblica – Per invertire la rotta la Cgil ritiene “non rinviabile aprire una vertenza nazionale per la difesa e lo sviluppo della sanità pubblica, il cui obiettivo prioritario sia ripristinare la garanzia del diritto universale alla salute, incrementando il finanziamento al Fondo sanitario nazionale, garantendo in ogni Regione una dotazione di servizi di prevenzione, ospedalieri e territoriali, adeguata alle esigenze della popolazione”.
Verifica intramoenia – Per contrastare i fenomeni della “mobilità passiva e degli inaccettabili tempi d’attesa”, secondo il sindacato, occorre: “Potenziare la strumentazione e gli organici, rafforzare il rapporto di lavoro esclusivo dei medici e verificare l’utilizzo dell’intramoenia. Tutto ciò attraverso una riorganizzazione dei servizi più aderente ai bisogni, da realizzare con la partecipazione democratica dei cittadini, senza sottostare a logiche legate ad interessi economici, corporativi o localistici”.
Legge 194 e potenziamento sanità territoriale – “Particolare attenzione – sostiene la Cgil – deve essere posta ai servizi che attuano la piena applicazione delle Legge 194/1978, per garantire la libera scelta di maternità. Occorre superare inappropriatezze, diseconomie, fenomeni di illegalità, e investire maggiormente, anche attraverso un apposito piano nazionale, nella prevenzione e nella rete dei servizi socio-sanitari territoriali, a iniziare dalle case della salute, dalle strutture residenziali e semiresidenziali per i non autosufficienti, dall’assistenza domiciliare integrata, con attenzione alla medicina di genere”.
Investire sul personale – Altra urgenza per la Cgil è quella di “investire sulle nuove tecnologie e sul personale, attraverso un piano straordinario per la buona e piena occupazione che vada oltre le stabilizzazioni e il turnover, che superi i diffusi fenomeni di precarietà, favorisca la formazione e la partecipazione di tutti i lavoratori e le lavoratrici della sanità pubblica e privata”.
Stop al numero chiuso e al superticket – “È ormai ineludibile – si legge nel documento – superare il numero chiuso per l’accesso ai corsi universitari per medici e professioni sanitarie. Vanno eliminati immediatamente i superticket e va modificato l’attuale sistema dei ticket, rendendolo equo per tutti e compatibile con l’accesso alle prestazioni”.
Welfare contrattuale sia integrativo e non sostitutivo – “L’obiettivo è ricondurlo a una funzione strettamente integrativa e determinare le sinergie possibili (anche attraverso forme di convenzionamento con il sistema pubblico), al fine di rafforzare il welfare universale sia a livello nazionale che nei territori senza distrazione di risorse pubbliche a favore del privato. Occorre garantire una gestione coerente del welfare contrattuale con le sue finalità sociali, superando le attuali modalità di utilizzo, che molto spesso si riducono a un’erogazione di benefit, anche grazie a una normativa fiscale distorcente che va superata”.
Nuova legge sulla non autosufficienza – Il sindacato ritiene “prioritaria e urgente l’emanazione di una legge sulla non autosufficienza a carico della fiscalità generale e la promozione di politiche di invecchiamento attivo”.
Redazione Nurse Times
Fonte: www.quotidianosanita.it
ALLEGATO: Documento programmatico Cgil
 
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