Nonostante gli accordi, non si procede al rinnovo dei contratti. Si attende il tavolo Adduce.
Continua l’odissea dei 29 infermieri precari dell’Asp Catanzaro, in servizio fino al 30 giugno scorso a Lamezia Terme. A differenza dei colleghi di tutte le Asp calabresi, a loro non è stato rinnovato il contratto, sballottati tra norme della Legge Madia, tavolo Adduce, esigenze della sanità, spending rewiev e una serie ininterrotta di incontri, mail, scontri e proteste.
La settimana scorsa i precari, dopo vari incontri alla Regione con il direttore sanitario regionale Antonio Belcastro, erano riusciti ad arrivare ad un compromesso: una proroga fino al 30 settembre nell’attesa che si definissero meglio gli accordi dopo il tavolo Adduce. All’incontro erano presenti i sindacalisti Fabio Bruschi (Nursing Up) e Francesco Maltese (Uil), insieme al delegato Franco Pacenza. Belcastro, nell’occasione, ha dichiarato alla presenza di tutti che avrebbe mandato una pec alla direzione generale di Catanzaro, all’attenzione del direttore generale Amalia De Luca, con cui esortava per l’ennesima volta il rinnovo del personale sanitario precario di Catanzaro, unico ancora in tutta la Calabria a non averne beneficiato.
Venerdì 12 la direzione sanitaria regionale inviava la pec e, di conseguenza, lunedì 15 il gruppo di precari si è recato alla direzione generale di Catanzaro per chiedere informazioni su quando sarebbe uscita la tanto attesa delibera. «Una volta giunti in direzione, la De Luca ha dichiarato senza mezzi termini che non avrebbe fatto nessuna delibera, all’inizio senza dare nessuna spiegazione», raccontano i precari. Presi dallo sconforto e dalla rabbia, i precari hanno deciso di piantonare la sede fino a quando non verrà data loro una spiegazione plausibile.
«Dapprima la De Luca dice che non può procedere con la delibera perché non è sicura che ci sia la copertura finanziaria. Poi, quando i precari le fanno notare l’ultima comunicazione di Belcastro, dice testualmente che non solo “il piano del fabbisogno presentato dall’Asp ricomprende quasi tutte le figure che corrispondono esattamente al personale precario da rinnovare, ma ne prevede anche la copertura finanziaria”. In parole povere i soldi ci sono per rinnovare tutto il personale precario, e non fino al 30 settembre, bensì fino al 31 dicembre 2019».
E qui, davvero, scoppia il panico. Raccontano ancora i precari: «La De Luca va su tutte le furie, alza la voce e, non sapendo più che dire, getta la maschera e dice semplicemente la verità: vuole attendere il tavolo Adduce, che si terrà giovedì 18, e, se questo glielo consentirà, vuole valutare anche l’ipotesi di assumere 29 persone a tempo indeterminato, mandando a casa per sempre i 29 precari». La situazione, si capisce, si fa sempre più difficile. Aggiungono i precari: «La De Luca rincara la dose, dicendo che del loro rinnovo si stava attualmente occupando il capo delle risorse umane dell’Asp, Marasco».
Insomma, i precari restano attoniti e si recano di nuovo alla Regione per chiedere non più chiarimenti, ma aiuto per fermare quella che ritengono una palese ingiustizia. Accompagnati dal sindaco Sergio Abramo, oramai rattristato da questo iniquo modus operandi, telefonano immediatamente per chiedere spiegazioni alla Rizzo. «Presa in contropiede, la Rizzo prende tempo, dicendo che attende (ancora una volta) il parere della Marasco. In pratica, molla la patata bollente al capo delle risorse umane, affermando che lei e solo lei dovrà decidere del destino dei 29 precari, di cui otto infermieri e tre oss in servizio da tre anni». L’appuntamento viene pertanto spostato a oggi, mentre il tavolo Adduce si riunirà domani.
Redazione Nurse Times
Fonte: Quotidiano del Sud
 
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