I risultati dello studio di fase III NEJ026, presentato all’Annual Meeting ASCO del 2018 e ora pubblicato su Lancet Oncology, hanno dimostrato che l’aggiunta di bevacizumab a erlotinib ha permesso di migliorare in maniera significativa la sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto al solo erlotinib in pazienti con carcinoma avanzato non a piccole cellule del polmone (NSCLC) EGFR-mutato. I dati dell’analisi ad interim mostrano infatti che la combinazione ha ridotto il rischio di progressione della malattia o di morte di quasi il 40% rispetto alla monoterapia con erlotinib.