Oslo dice “SÌ” alla candidatura al Premio Nobel per la Pace 2021 del personale sanitario. Tale onorificenza è stata proposta dalla fondazione Gorbachev e sottoscritta da Lisa Clarck, co-presidente dell’ Internetional Peace Bureau  e vincitrice del Nobel per la Pace 2017.

La statunitense, oggi in Italia, afferma: 

”L’abnegazione del personale sanitario Italiano è stato commovente, qualcosa di simile ad un libro delle favole, da decenni non si vedeva niente del genere. Il personale sanitario non ha pensato a se stesso ma a cosa avrebbe potuto fare per salvare gli altri.” 

Sono 328 le candidature avanzate da tutto il mondo, da questa lista ne verranno selezionate solo 50 ( short list) e bisognerà attendere Il prossimo Ottobre per scoprire se la proposta italiana avrà avuto il consenso da parte del comitato per il premio Nobel.

È la prima volta che il corpo sanitario entra in uno scenario simile: anche il Ministro della Salute Roberto Speranza ha recentemente sottolineato l’impegno e la volontà degli infermieri e medici : 

”Sono Donne e Uomini del nostro Servizio Sanitario Nazionale, sono persone che hanno fatto il loro lavoro dalla mattina alla sera senza risparmiarsi e continuano a farlo. Tutti in questo anno così complicato hanno capito quanto sia importante avere un servizio sanitario all’altezza .”

E così: eroi a Marzo 2020, candidati al Nobel per la Pace nel 2021.

Notizia del Nobel che giunge proprio il 18 Marzo “ Giornata Nazionale delle vittime del Covid -19” che porta il peso di circa 340 medici, 80 infermieri e 420 operatori sanitari. 

La candidatura piace. Ma a chi?

Sono state rese note le condizioni in cui gli operatori sanitari lavorano da Marzo 2020, vedi l’infermiera simbolo della lotta contro il Covid -19 Alessia Bonari o Elena Pagliarini.

L’arrivo della Pandemia è stata come il vento che ha spostato il tappeto sotto il quale si nascondevano diverse crepe del Sistema Sanitario Nazionale come ospedali in carenza di operatori sanitari, la carenza di D.P.I idonei, la mancanza di posti letto e la forte carenza di macchinari come ventilatori polmonari, insomma questa situazione ha evidenziato l’importanza di un’idonea presenza di personale qualificato.

A questo punto è lecito chiedersi se sia davvero questo quello di cui hanno bisogno gli infermieri.

Ci chiedete se siamo felici? 

Il premio Nobel per la Pace sembra arrivare come un digestivo a fine pasto, così per cancellare i sensi di colpa.

E se si pensasse ad onorarli con premi economici, di riconoscimento e valorizzazione? È un paradosso, avere facilmente un Premio Nobel, ma un congruo aumento in busta paga NO!

È sempre scomodo parlare di denaro, soprattutto quando si affronta la nobile causa  del  “salvare vite umane” nel bel mezzo di una Pandemia. Ricordiamo però che dietro tutto questo edulcorare l’operato degli infermieri ci sono sacrifici che vanno ripagati con il denaro perché si tratta di lavoro ed il salario deve essere congruo alla responsabilità che questa professione comporta, e invece abbiamo continuato a vedere aumenti congrui solo verso altre professioni.

Lo stipendio medio  dell’Infermiere Italiano è tutt’oggi tra i più bassi d’ Europa: si stimano 1450 euro  vs i 2.200/2.300 euro percepiti dai professionisti delle altre Nazioni nonostante la professione si sia caricata di oneri maggiori. (ricordiamo che la legge 42/99 abolisce il mansionario e l’infermieristica viene riconosciuta come professione sanitaria o come la legge 251/2000 istituisce la Dirigenza Infermieristica) .

Dunque: 

-maggiori responsabilità, 

-maggiore specializzazione, 

-aumento delle competenze richieste, 

-ore e mole di lavoro in crescita per il mancato rispetto del  rapporto numerico  infermiere – paziente

-stipendi sempre più bassi come mostra il Panorma Nazionale della Repubblica Italiana. 

Quest’ultimo, addirittura,  dichiara che la posizione economica D del comparto sanità è la meno retribuita rispetto alle altre categorie. 

Frontman del Sistema Sanitario Nazionale , il professionista sanitario è sul palcoscenico pronto a ricevere palusi e riconoscimenti. Ma quando questo spettacolo sarà finito e si spegneranno i riflettori, cosa resterà agli infermieri?

Non di soli premi (Nobel) vive l’uomo.

Dott.ssa Michela Del Pesce

Co.Auto.Re di Infermieri In Cambiamento. 

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L’articolo Candidati al premio Nobel 2021: contenti? Sì, ma non troppo.” scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.