La Regione ha stabilito che il compenso aggiuntivo sarà destinato ai dipendenti rientranti in tre categorie di rischio, distinte in alto, medio e basso.

A distanza di cinque mesi dal precedente atto si consuma un nuovo passaggio che dovrebbe portare la Regione Calabria a liquidare le indennità agli eroi del Covid. Il condizionale resta d’obbligo, dal momento che la Calabria è ancora l’unica Regione a non aver erogato ai sanitari il compenso aggiuntivo una tantum per premiarli del particolare impegno profuso nei reparti durante l’emergenza pandemica.

Il Governo stanziò infatti le risorse da destinare alle Regioni nel marzo del 2020, ma il personale sanitario calabrese non ha ancora ricevuto un euro, nonostante i due anni trascorsi nelle trincee dei reparti Covid e l’intervenuta cessazione dello stato d’emergenza. E dopo il decreto di dicembre il commissario ad acta Roberto Occhiuto ne vara un secondo, firmato il 5 maggio scorso, con cui si chiede nuovamente alle aziende sanitarie e ospedaliere la rendicontazione delle attività svolte dal personale impegnato nei reparti e si approvano le linee guida per consentire agli enti del Servizio sanitario di accedere al finanziamento.

Una procedura in due step tutt’altro che snella. Il nuovo dca detta il nuovo iter da seguire, decisamente più complesso poiché le risorse da corrispondere agli eroi del Covid sono in parte reperite attraverso le linee di finanziamento comunitarie. I fondi inizialmente stanziati dal Governo con il Decreto legge 18/2020 e il successivo 34/2020 non erano infatti sufficienti sulla base dei criteri stabiliti ed era frutto di un accordo sottoscritto nel luglio del 2020 tra l’allora delegato del soggetto attuatore per l’emergenza Covid, Antonio Belcastro, e le organizzazioni sindacali. 

E così, ai 14 milioni stanziati all’epoca dal Governo si affiancano oggi ulteriori risorse reperite attraverso il Pac, il programma di azione e coesione 2014/2020, modificato dalla Giunta nel novembre del 2020 introducendo una nuova azione (la 9.3.6 bis), che prevede due differenti interventi a sostegno del Servizio sanitario e a supporto del personale ospedaliero per il trattamento dei pazienti con Covid.

Da qui si attingerà per poter finalmente erogare le indennità agli eroi del Covid. Il nuovo Dca recepisce l’accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali con il quale si fissavano le categorie beneficiarie dell’indennità, ma in parte amplia anche tale platea, coinvolgendo anche il personale tecnico-amministrativo in servizio nelle aziende del Servizio sanitario. La procedura in due step prevede dapprima la rendicontazione da parte delle aziende delle attività svolte dal personale e successivamente la sottoscrizione di una convenzione con il Dipartimento Tutela della Salute per poter accedere ai fondi.

Secondo la nuova convenzione, per poter accedere ai finanziamenti sono dichiarate spese ammissibili quelle sostenute per il personale direttamente o indirettamente assegnato al trattamento dei pazienti Covid, ma solo per un periodo lavorativo ben circoscritto: dal 1° febbraio al 6 luglio 2020, e quindi unicamente per cinque mesi. 

Saranno destinatari dell’indennità i dipendenti che rientrano in una delle tre categorie di rischio, distinte in alto, medio e basso. Nella prima categoria rientra il personale impiegato in attività Covid, che riceverà fino a un massimo di 1.830 euro. Nella seconda categoria rientra il personale non direttamente impiegato in attività Covid, con un’indennità fino a un massimo di 883 euro. Alla categoria a basso rischio, in cui rientra il restante personale, sarà infine corrisposta un’indennità una tantum fino a un massimo di 252 euro.

Redazione Nurse Times

Fonte: LaC News24

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