“Un giorno triste per tutta l’Italia” sono le parole che attraversano la maggioranza dei nostri concittadini

Quelli che avevano sperato fino all’ultimo ad una presa di responsabilità da parte dei partiti politici sono rimasti delusi.

Alle 20.21 il presidente del Consiglio Mario Draghi ha lasciato Palazzo Chigi per recarsi al Quirinale e rassegnare le sue dimissioni.

Le dimissioni di Draghi, rischiano di bloccare una serie di progetti legislativi, alcuni dei quali già a buon punto.

Numerosi progetti a cui il Parlamento sta lavorando subirebbero un brusco stop. Tra questi, la riforma della sanità territoriale, che nei prossimi mesi dovrebbe divenire operativa in attuazione del DM 77. Ma anche altre novità in materia di sanità sarebbero a rischio. Vediamo quali.

Rischia di arenarsi le riforme della sanità territoriale con i progetti contenuti all’interno del PNRR compreso l’infermiere di famiglia.

Dopo il primo via libera arrivato da Montecitorio, rischia di fermarsi al Senato l’esame della legge sul suicidio medicalmente assistito, come pure la legge delega per la riforma degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico.

In commissione Igiene e sanità, oltre alla riforma della sanità territoriale, si fermerebbero importanti disegni di legge attesi da tempo, come quello sulla creazione del profilo professionale di autista soccorritore e quello sulla riforma del sistema di emergenza-urgenza.

Inoltre non vedrebbero la luce le proposte per l’istituzione dello psicologo di cure primarie, sull’istituzione della Giornata nazionale della prevenzione veterinaria e sul diritto all’oblio per i malati oncologici.

Si bloccherebbe poi la legge su conservazione del posto di lavoro e permessi retribuiti per esami e cure mediche in favore dei lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche. Come pure la legge sull’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sull’uso dell’amianto e sulla bonifica dei siti contaminati.

Stop anche al disegno di legge per l’istituzione del budget di salute, volto a garantire un progetto di vita indipendente alle persone con disabilità, e al progetto di legge su prevenzione e lotta contro l’Aids e le epidemie infettive aventi carattere di emergenza.

A fermarsi sarebbe anche il Ddl Concorrenza, che tra le altre cose prevede di riformare la selezione della dirigenza medica, nonché i decreti attuativi riguardanti l’erogazione dei ristori ai famigliari del personale sanitario deceduto a causa del Covid, la creazione della Rete registro tumori e l’attuazione del testo unico sulle malattie rare.

Si fermerebbe infine l’iter del Sunshine Act (o Legge sulla sanità trasparente), poiché verrebbero meno i decreti attuativi per la creazione del registro telematico, dove annotare le erogazioni di beni o denaro da parte delle imprese verso il personale della sanità.

Non sarebbe a rischio il rinnovo del contratto per infermieri OSS e tutte le professioni sanitarie in quanto è in attesa del bollino della Corte dei Conti per poi essere approvato definitivamente.

Con la crisi che si prospetta essere alle porte potrebbero saltare le assunzioni di migliaia di operatori sanitari tra cui infermieri, medici, Oss e altre professioni sanitarie. Un disastro per tutta la sanità pubblica e per la salute dei cittadini italiani.

Redazione Nurse Times

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