Grave carenza di personale infermieristico e tecnico e altissimi carichi di lavoro e situazioni di stress psico-fisico

La Fials Sigla Sindacale maggiormente rappresentativa della sanità provinciale e il primo sindacato in Ausl di Imola denuncia la grave carenza di personale infermieristico e tecnico addetto all’assistenza dei cittadini Imolesi. Grave la situazione nel Dipartimento Medico e Geriatrico, nel Dipartimento Chirurgico, nel Blocco Operatorio, nella Pediatria, in Ortopedia, in Radiologia dove mancano i tecnici, sul territorio in assistenza domiciliare, al 118 “dove l’ambulanza in più prevista dai fondi regionali non è mai partita per via della carenza dei professionisti“.

Altissimi i carichi di lavoro e le situazioni di stress psico-fisico che – secondo la Fials – gli operatori fronteggiano quotidianamente per sostenere turni asfissianti, continui i salti di riposo, numerose le ferie pregresse ancora da smaltire, mentre sempre più spesso si destreggia in mezzo ad aggressioni verbali e fisiche.

“Esplode invece – si legge nella nota del sindacato – il monte ore dello straordinario e della pronta disponibilità. Tutto questo è insostenibile sia fisicamente che emotivamente. Gli operatori sono allo stremo, l’intero ospedale al collasso, mentre ci si accinge a fronteggiare l’ennesimo sforzo per garantire le ferie estive del personale con le solite, tanto care e famose “iso-risorse”. Stiamo assistendo, proprio in questi giorni, a mobilità d’ufficio selvagge nei confronti di molteplici lavoratori i quali vengono spostati dai reparti da un giorno all’altro e questo avviene senza rispetto, senza alcuna comunicazione preventiva e soprattutto senza tenere conto dei turni e dei tempi di vita dei professionisti che si ritrovano in affanno a gestire le proprie famiglie e i propri figli e il proprio tempo libero a causa della mancata programmazione della matrice del turno, riteniamo gravissimo questo comportamento da parte di chi gestisce le risorse umane nel Dipartimento Infermieristico e Tecnico, non possiamo tollerare che i professionisti di questa Azienda vengano trattati come dei semplici numeri.

Nessuna adeguata valorizzazione economica è stata prevista per tutti gli sforzi che il personale da oltre due anni sostiene e puntualmente, l’Azienda rinvia gli incontri sindacali previsti proprio per sollecitare tale intervento, come per il reclutamento del personale, che ad oggi risulta tardivo.

Bisogna inoltre mettere in campo tutte le misure idonee e necessarie per conferire certezze lavorative agli operatori con contratti a termine, i quali hanno permesso di garantire le cure ai cittadini durante il periodo pandemico. Ed è a questo proposito che nei giorni scorsi abbiamo inviato una missiva, chiedendo un’accelerata sulle procedure di stabilizzazione del personale precario, poiché ci si troverebbe a perdere ulteriori professionisti qualora dovesse arrivare la chiamata a tempo indeterminato da parte di altre aziende sanitarie.

Prescindendo da eventuali responsabilità da attribuire, nel caso ce ne fossero, le numerose criticità ripetutamente segnalate da questa sigla sindacale, a quanto pare, non risultano superate, bensì sottovalutate, visto che è sempre l’operatore sanitario a farsi carico del rischio e vista la responsabilità enorme che gli piomba addosso in un clima di disorganizzazione e sfruttamento delle risorse umane di tutte le unità operative della Ausl Imola.

In questi giorni abbiamo assistito alle passerelle mediatiche del Direttore Generale Dott.re Rossi il quale più volte dichiarava apertamente la necessità di trovare infermieri disponibili e di come tale disponibilità fosse estremamente difficile da reperire in questo periodo.

Ebbene trattasi solo di passerelle a tutela della propria immagine poiché i fatti sbugiardano le reali intenzioni dell’Azienda Sanitaria cittadina, cioè nessuna volontà ad assumere. Su una graduatoria di 372 infermieri ammessi al bando di concorso per Imola, solo 83 sono risultati idonei alla prova finale, quasi 1/5. Una selezione a maglie strettissime, quando di questi tempi bisognerebbe spalancare le porte ai professionisti che scelgono Imola come approdo e ringraziarli della loro disponibilità. Agli infermieri assunti a termine non è stato rinnovato il contratto nonostante il periodo estivo che incombe. Mancano ad oggi almeno 30 infermieri e altri sono in procinto di consegnare le dimissioni e fuggire da un’azienda che non riesce a riconoscere alcuna valorizzazione ai propri dipendenti. L’assistenza di qualità da offrire ai cittadini Imolesi non può prescindere dalla presenza reale e continua delle necessarie risorse di personale, a cui occorre garantire i riposi e le ferie” conclude così la nota del segretario aziendale Stefano De Pandis.

Redazione NurseTimes

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