Si prepara un’autentica rivoluzione per il Pronto soccorso di Busto Arsizio.
Si prospetta una rivoluzione al Pronto soccorso di Busto Arsizio. Un gruppo di lavoro attivato nell’ambito dell’Asst Valle Olona sta studiando il futuro assetto del triage e delle camere. «Cambiamo l’approccio – spiega il direttore generale Eugenio Porfido –. Consideriamo ogni passaggio, dall’ingresso alle dimissioni. Stiamo strutturando ogni ambito per arrivare a quelle che chiamiamo “dimissioni protette”. Si ipotizzeranno delle “discharge room”, ovvero camere per chi attende di lasciare l’ospedale e ha un percorso separato da quanti devono essere invece ricoverati in qualche reparto. Lì gli infermieri potranno curare una sorta di formazione dei caregiver, dei famigliari o delle persone comunque deputate all’assistenza a domicilio. Forniranno indicazioni semplici e chiare sulle terapie e sui controlli da effettuare».
Il tutto è collegato alla “liberazione” del secondo piano, dove si trova la Cardiologia. Tra agosto e settembre dovrebbero essere trasferiti alcuni ambiti per poter ampliare l’area del Pronto soccorso, che andrebbe a guadagnare un piano. Ma l’intera operazione non terminerà entro il 2019: richiederà parecchio tempo. L’idea è quella di una sezione a degenza breve: «Dobbiamo prepararci alle logiche del nuovo presidio, dove ogni funzione sarà integrata», chiarisce Porfido.
Nascerà anche il fast track, ovvero quella sezione del triage che si può dedicare alle urgenze minori? «Il paziente – risponde il dg – sarà intercettato prima di entrare nel percorso del Pronto soccorso e dirottato in modo diretto ai reparti di riferimento. Ad esempio, se arriva un paziente con un problema agli occhi, sarà preso in carico dall’Oculistica. Questo servirà ad alleggerire il carico del Pronto soccorso. Si collaborerà con diversi reparti, penso anche a Ortopedia o Radiologia».
In alcune Regioni l’idea è stata sperimentata. Occorreva attendere il via libera della Conferenza Stato-Regioni, ma comunque il personale è già stato formato. Sarà avviata una nuova figura, quella dei bed manager. «È l’infermiere che gestisce il flusso dei pazienti nei reparti, in collaborazione con il territorio. Un’azione sinergica permetterà di evitare i classici imbuti».
E i Presst, cioè gli ambiti dedicati all’accoglienza dei cronici? «Andiamo di pari passo con l’organizzazione regionale – risponde Porfido con il direttore socio-sanitario Marino Dell’Acqua –. L’ipotesi è di usare il presidio di Somma Lombardo per le degenze che saranno a gestione infermieristica. La delibera definirà i criteri di accreditamento. Certo, servirà a decongestionare i flussi. In Italia ci sono diversi modelli, dentro e fuori dagli ospedali. La gestione clinica va comunque affidata al medico di medicina generale, il rapporto con il territorio è fondamentale. Nel Nord dell’Europa, ospedali e residenze sanitarie per gli anziani sono collegati per ottimizzare flussi e costi. Su questo fronte di aprono nuovi scenari». Vedremo come tutto troverà concretizzazione.
Redazione Nurse Times
Fonte: La Prealpina
 
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