E’ quanto affermano gli autori di uno studio presentato alla conferenza internazionale dell’American Thoracic Society.

Il trattamento a lungo termine con dupilumab ha aiutato i pazienti con asma dipendenti dai corticosteroidi orali a ridurre l’uso di questi farmaci e ha anche diminuito le esacerbazioni e migliorato la funzione polmonare. Alla conferenza internazionale dell’American Thoracic Society i ricercatori hanno presentato un’analisi post hoc che ha valutato se le riduzioni della dose di corticosteroidi orali (OCS) e l’efficacia di dupilumab osservate nello studio LIBERTY ASTHMA VENTURE, condotto su pazienti con asma grave OCS-dipendente erano mantenute nei pazienti che avevano continuato il trattamento con dupilumab nello studio di estensione in aperto LIBERTY ASTHMA TRAVERSE.

I pazienti nello studio VENTURE avevano ricevuto dupilumab 300 mg ogni due settimane o placebo per 24 settimane. I soggetti a cui era stato assegnato dupilumab avevano sperimentato riduzioni significative dell’uso di OCS dal basale e riduzioni delle esacerbazioni gravi e un miglioramento della FEV1 pre-broncodilatatore rispetto al placebo. Dei 210 pazienti che avevano completato lo studio VENTURE, 187 sono stati arruolati in TRAVERSE e hanno ricevuto dupilumab 300 mg ogni due settimane per un massimo di 96 settimane.

“Dupilumab ha ridotto l’uso di corticosteroidi orali nel tempo rispetto al basale nei pazienti arruolati in TRAVERSE – ha detto Michael E. Wechsler, professore di medicina al National Jewish Health di Denver –. I soggetti che non erano in grado di ridurre i corticosteroidi orali perché assegnati al placebo nello studio VENTURE erano ora in grado di ridurre tali farmaci e molti erano liberi dai corticosteroidi orali entro la fine del periodo di trattamento”.

A 96 settimane i pazienti assegnati dupilumab, sia in VENTURE che in TRAVERSE, hanno raggiunto l’89% di riduzione degli OCS dal basale dello studio VENTURE. Quelli assegnati al placebo in VENTURE poi trattati con dupilumab in TRAVERSE hanno raggiunto il 74% di riduzione nell’uso di OCS dalla settimana 96. A 24 settimane di follow-up dello studio VENTURE, il 53,3% dei pazienti che aveva ricevuto dupilumab e il 29,9% di quelli a cui è stato assegnato il placebo ha interrotto l’uso di OCS.

Dei 29 pazienti che avevano ricevuto placebo e poi dupilumab durante TRAVERSE e dei 48 che avevano ricevuto dupilumab in entrambi gli studi ed erano liberi dagli OCS alla fine di VENTURE, 21 e 33, rispettivamente, hanno fornito dati sulla dose di OCS durante TRAVERSE; quasi tutti erano rimasti liberi dagli OCS durante TRAVERSE (21 placebo/dupilumab, 31 dupilumab/dupilumab).

Inoltre i pazienti che erano passati dal gruppo dupilumab hanno mostrato miglioramenti sostenuti nei tassi di esacerbazione e FEV1. Inoltre, i pazienti che erano passati dal gruppo placebo hanno avuto un rapido miglioramento iniziale nei tassi di esacerbazione e nella funzione polmonare dopo aver iniziato dupilumab che è stato mantenuto durante TRAVERSE.

“Questo studio – ha concluso Wechsler – è importante perché dimostra la sicurezza a lungo termine di dupilumab fino a 96 settimane. Inoltre, dimostra che gli effetti del famraco non si esauriscono nel tempo e, anche i pazienti che sono dipendenti dai corticosteroidi orali, continueranno ad avere una riduzione delle esacerbazioni e un miglioramento della funzione polmonare quando le dosi di corticosteroidi orali sono in diminuzione. Questa terapia è sicura a lungo termine, è efficace a lungo termine, e i pazienti che erano nel braccio placebo hanno ottenuto ulteriori miglioramenti nonostante il fatto che erano sotto corticosteroidi orali quando dupilumab è stato aggiunto. Questi dati sono molto rassicuranti”.

Redazione Nurse Times

Fonte: PharmaStar

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