Secondo i sindacati sarebbero 504 gli “imboscati” negli uffici della Asl di Salerno
Il plotone più numeroso sarebbe formato da 258 infermieri, 119 operatori tecnici, 43 operatori socio sanitari e 51 assistenti sociali, presenti anche medici.
Ed ora il Nursind, sindacato di categoria presenta il conto alla Asl, visto l’alto numero di infermieri sottratto all’assistenza.
Considerato che si tratta di un vero esercito di personale, che ben potrebbe garantire il fabbisogno di un ospedale medio – piccolo, e che questo personale è stato assunto per mandare avanti gli uffici, almeno in parte e“con il beneplacito dei direttori sanitari dei vari macro-centri – sostiene Biagio Tomasco, segretario del Nursind – va sottolineato che in tal modo hanno sottratto, senza soluzione di continuità, forza lavoro nei reparti di degenza e sul territorio, contribuendo essi stessi, nella loro qualità di datori di lavoro, a minare l’integrità psicofisica dei dipendenti a loro sottoposti”.
I medici competenti dei vari macro – centri, dovranno valutare i dipendenti in questione, non se abili al proficuo lavoro nel posto attualmente occupato, bensì in riferimento al ruolo per il quale sono stati assunti.
Qualora si dovessero palesare evidenti impedimenti allo svolgimento del proficuo lavoro da parte di dipendenti con limitazioni, solo allora l’azienda potrà attivarsi, compatibilmente con le strutture organizzative dei vari settori, per recuperarlo al servizio attivo, magari assegnando loro mansioni diverse in cui potranno prestare la propria opera in virtù del fatto che sono dipendenti pubblici.
Intanto il responsabile delle risorse umane dell’Asl, Francesco Avitabile fa sapere che è partito il lavoro di ricognizione “chiederemo ai responsabili delle macro aree aziendali di fornirci l’elenco di chi risulta nei turni di lavoro e chi no. Chiameremo a visite mediche tutti quelli che non risulteranno nei turni di lavoro nei reparti per diversa collocazione, così verificheremo le loro condizioni di salute e se sono idonei ritorneranno nei reparti”.
In pratica Avitabile chiederà ai responsabili di ogni area medica quali sono gli infermieri e gli Oss che non sono al lavoro e per quale motivo; sulla base delle risposte attiverà le visite mediche. E se ci saranno lavoratori che o non intendono sottoporsi a controllo medico o non accettano di cambiare la posizione contrattuale, si disporrà l’invio nei reparti.
Avitabile è al lavoro per determinare il fabbisogno regionale di personale per il 2020 e quindi la ricognizione sulle unità realmente impiegate nei reparti va fatta.
Ma senza visite mediche, le posizioni contrattuali dei dipendenti non possono essere cambiate e non si può neanche fare il resoconto del reale numero di lavoratori nei reparti di cui l’Asl ha bisogno.
“Non posso decidere io se un dipendente dell’Asl deve svolgere il mestiere d’infermiere o di Oss o se al contrario non può e deve lasciare il reparto – puntualizza il direttore delle risorse umane – la normativa prevede che un medico debba esprimersi in merito alle condizioni di salute del dipendente e poi d’ufficio si può procedere. È un lavoro che l’Asl deve concludere prima di presentare il piano del fabbisogno di personale alla Regione per determinare il numero esatto di lavoratori che occorrono nei reparti, e l’Asl ha bisogno di risorse, soprattutto infermieri”, ammette il direttore.
Dunque se non si consegna alla Regione il fabbisogno reale, in futuro non si potrà più chiedere l’assunzione di un numero superiore di professionisti. Se questo dovesse accadere, l’unica via d’uscita per l’Asl sarebbe solo quella di “procedere alla sostituzione dei lavoratori che vanno via”, spiega Avitabile riferendosi ai pensionamenti.
Con la conseguenza però di attivare procedure molto lunghe e complesse. Dunque il numero del fabbisogno deve rispecchiare le reali carenze di organico e perciò evitare numeri falsati di infermieri e di Oss che figurano nei reparti, come da inquadramento professionale di assunzione, ma che in realtà sono negli uffici, percependo per giunta le relative indennità. Una situazione che si trascina ormai da anni, con i relativi malumori all’interno dell’Azienda.
Anche il rappresentante della Fsi-Usae, Rolando Scotillo aveva posto la questione ripreso in un nostro precedente articolo (VEDI).
 
Redazione NurseTimes
 
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