La consigliera provinciale Sara Ferrari e la Fp Cgil denunciano la mancata stabilizzazione del personale all’Azianda provinciale per i servizi sanitari.

La consigliera provinciale Sara Ferrari, sostenuta anche dal sindacato Fp Cgil, ha denunciato quella che a tutti gli effetti è una situazione di diffuso precariato all’Apss Trento, dove almeno 130 lavoratori tra infermieri, personale amministrativo, autisti, operatori socio-sanitari, addetti alle portinerie e impiegati nelle farmacie, risultano assunti con la particolare forma del “contratto di fornitura di prestazioni di lavoro temporaneo”.

Di fatto si tratta di contratti interinali: i lavoratori sono assunti tramite una società fornitrice di lavoro temporaneo che si interpone tra l’azienda, che effettivamente utilizza la prestazione lavorativa, e i lavoratori stessi. In pratica l’Azienda sanitaria trentina può beneficiare temporaneamente di una prestazione lavorativa, senza assumersi tutti gli oneri che derivano dall’instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato.

Sara Ferrari, che ha depositato un’interrogazione per far luce sulla questione, sostiene che in alcuni casi queste persone lavorano da anni nel settore, maturando grande esperienza, senza però avere la possibilità di essere stabilizzate: “Sono lavoratori assunti a tempo determinato dalle varie agenzie con contratti che vengono poi prorogati in base alle esigenze dell’Apss. Non esiste un rapporto diretto tra questi lavoratori e l’Azienda dove lavorano, tanto che le loro richieste di stabilizzazione sono liquidate come irricevibili perché riferite a dipendenti esterni”.

Talora si tratta di persone che hanno affrontato in prima linea anche le dure fasi della pandemia: “Angeli del Covid”, ma precari. “La loro esperienza lavorativa – prosegue la consigliera – non trova riconoscimento neppure nei concorsi pubblici, dove non viene attualmente riconosciuto alcun punteggio aggiuntivo a chi ha lavorato come dipendete di agenzie interinali nelle strutture sanitarie o socio-sanitarie”. In alcuni concorsi pubblici, al contrario, l’esperienza lavorativa maturata ha garantito un punteggio aggiuntivo ai candidati. Quindi esistono già dei precedenti.

Proprio per questo Ferrari chiede che lo stesso criterio sia adottato nei prossimi concorsi per entrare in Apss: “I 130 lavoratori interinali, oltre a trovare maggiori motivazione nello svolgimento del loro compito, potrebbero con il tempo venire assorbiti dall’Azienda sanitaria e vedersi stabilizzati, con un vantaggio anche per l’Apss stessa, che in questo modo potrebbe assumere personale già formato”.

Parole condivise da Luigi Diaspro, segretario generale della Fp Cgil, secondo il quale tutto il personale impiegato nelle pubbliche amministrazioni, dovrebbe essere assunto con contratto stabile e a tempo indeterminato: “Ci uniamo alla richiesta di garantire, nell’immediato, la continuità del posto di lavoro, per non avere carenze nei servizi ai cittadini, non disperdere il patrimonio di professionalità acquisite e consentire a queste persone di continuare a svolgere il proprio lavoro in forma stabile, percependo il proprio reddito”.

Redazione Nurse Times

Ferrara, rifiuta il vaccino anti-Covid e si affida ai consigli di IppocrateOrg: ora è grave in ospedale
Apss Trento, “130 lavoratori precari e assunti con contratti interinali”
Covid, quanto costa alla Sanità chi non si vaccina?
Nadef: più fondi per la Sanità e il rinnovo dei contratti pubblici
Lituania, corre all’ospedale per forti dolori: ha nello stomaco un kg di chiodi e viti
L’articolo Apss Trento, “130 lavoratori precari e assunti con contratti interinali” scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.