Riceviamo e pubblichiamo un comunicato a cura dell’Ordine delle professioni infermieristiche della provincia di Trento.

Ieri, domenica 20 febbraio, si è celebra la Giornata nazionale del personale sanitario e sociosanitario, del personale socioassistenziale e del volontariato. Una giornata importante e significativa per ricordare chi ha combattuto e sta combattendo ancora il Covid-19, anche a rischio della salute e della vita, non solo nella clinica ma anche nella riorganizzazione dei servizi e nella formazione. Un pensiero particolare è rivolto alle famiglie e ai cari delle colleghe infermiere e dei colleghi infermieri, 90 in Italia da inizio pandemia, che a causa di Covid-19 non ci sono più.

Le professioni sanitarie sono custodi del diritto alla salute, all’uguaglianza e dei diritti fondamentali. Le nostre competenze, peculiari e sinergiche, i nostri principi, liberamente e autonomamente condivisi, i nostri valori, comuni e identitari, possono e devono essere per i cittadini lo strumento efficace ed essenziale per realizzare i diritti assegnati dalla Costituzione. È questo il significato vero e profondo della Giornata. Questi due anni hanno fatto emergere ulteriormente l’imprescindibile valore delle professioni sanitarie e delle specifiche competenze di ognuna. Competenze di cui abbiamo bisogno.

In questo senso, proprio nel rispetto e per onorare chi ha dimostrato l’importanza e l’efficacia sia dei professionisti sanitari che dell’indispensabile inter-professionalità come unica soluzione ai bisogni di salute delle persone, deve essere anche la giornata che segna il rilancio dell’assistenza e della cura in un’ottica di valorizzazione delle professioni che ne fanno parte e della loro crescita, non solo per quanto riguarda la parte retributiva e di carriera, ma anche professionale, della formazione e della responsabilità nella presa in carico dei cittadini, libera da modelli obsoleti di gerarchizzazione e basata, invece, su veri criteri di competenza e meritocratici.

Per questo l’Ordine delle professioni infermieristiche della provincia di Trento ritiene che questa giornata possa segnare un punto di ulteriore riflessione, utile e necessario per la riorganizzazione del sistema sanitario provinciale in atto che tenga conto delle risorse e delle innovazioni della nostra Provincia autonoma, ulteriormente sostenute dal Pnrr, ma che sia anche il segnale dell’avvio del rilancio della competenza e della rilevanza delle professioni sanitarie, tutte e senza distinzioni, ciascuna secondo le sue peculiarità e capacità professionali e di formazione. È arrivato il momento che la Provincia riconosca l’essenzialità del sistema sanitario provinciale, il suo capitale umano.

Così facendo, oltre a garantire la miglior sanità, onoreremo nel migliore dei modi possibili il lavoro, l’impegno, la professionalità e il sacrificio delle infermiere, degli infermieri e degli altri professionisti sanitari che hanno garantito e stanno garantendo l’assistenza e la cura ai cittadini, in particolare in questi due anni di pandemia di coronavirus. È necessario e urgente dare vera dignità alla professione infermieristica, che finora ha dato tutto al fianco del cittadino per lavorare in costante emergenza, sostenendo l’assistenza nel territorio, nelle Rsa, in ospedale, nonché la campagna vaccinale, rinunciando a ferie, permessi, progetti di carriera e di vita.

“Potenziamento degli organici, investimenti nella formazione, sostegno alle specializzazioni, ai percorsi di carriera e a retribuzioni coerenti con le responsabilità assunte dagli infermieri – afferma il presidente di Opi Taranto, Daniel Pedrotti – sono solo alcune delle questioni prioritarie, già poste all’attenzione dell’assessore provinciale Stefania Segnana, da affrontare e risolvere per dare dignità e valore alla professione infermieristica, e rispetto alle quali è in via di istituzione un tavolo dedicato, ma anche per dare gambe al Pnrr. Per concretizzare un’opportunità unica di tutelare il Sistema sanitario nazionale e provinciale e il bene più prezioso, la salute dei cittadini”.

Redazione Nurse Times

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