Anestesia fast-track in Cardiochirurgia

Anestesia fast-track in Cardiochirurgia

L’obiettivo della tecnica fast-track (accelerare una procedura) è quello di ottimizzare le funzioni d’organo durante tutto il periodo peri-operatorio, adottando le metodiche necessarie alla riduzione dello stress chirurgico attraverso l’applicazione di tecniche mini-invasive.

Per fast-track si intende oggi una tecnica multimodale ed interdisciplinare usata nei pazienti sottoposti a chirurgia per lo più elettiva, con l’obiettivo di migliorare l’intero percorso intraospedaliero con una più precoce ripresa delle attività della vita quotidiana e dei rapporti sociali.

L’approccio fast-track viene completato ottimizzando anche i tempi di anestesia e di risveglio promuovendo la rimozione del tubo endotracheale, quando possibile, già in sala operatoria.

Così facendo si assiste ad un recupero funzionale più veloce, un ricovero in terapia intensiva più breve e, possibilmente, anche un ricovero ospedaliero di inferiore durata.

Nell’immediato periodo post-operatorio la modifica dei comportamenti di assistenza infermieristica e medica, insieme al contributo precoce delle fisioterapiste, favoriscono soprattutto una pronta ripresa della vita di relazione; tale aspetto riveste una particolare importanza nel paziente anziano e può prevenire l’insorgenza del delirio post-operatorio.

Attraverso passaggi di cura più veloci, inoltre, è possibile migliorare il comfort e la ripresa funzionale del paziente.

Si ipotizza che una pronta guarigione con ripresa precoce di una vita autonoma possa contribuire alla riduzione dei costi sanitari Valutazione personale ed anamnestica del paziente (possibilmente da parte dello stesso operatore che eseguirà la procedura di anestesia); si esegue il giorno precedente l’intervento chirurgico, illustrando al paziente i dettagli anestesiologici e quelli inerenti la procedura di rimozione precocedel tubo endotracheale già in sala operatoria, nonché per raccogliere il relativo consenso informato.

La collaborazione del paziente è indispensabile per garantire una corretta riuscita dell’approccio fast-track. In collaborazione con il chirurgo si segnalerà poi, sulla nota operatoria, l’intenzione di realizzare un percorso fast-track in modo che l’équipe chirurgica possa predisporre al meglio la sala operatoria.

Criteri di inclusione pazienti adulti sottoposti ad interventi di cardiochirurgia (età 18-80 anni). La tecnica fast-track in cardiochirurgia pediatrica è oggetto, invece, di un protocollo specifico.

Nel post operatorio trasferimento del paziente in Terapia Intensiva con il consueto monitoraggio accompagnato dall’anestesista e dall’infermiere anestesista.

Consegne complete al medico di guardia ed all’infermiere in carico a letto del paziente.

Monitoraggio della frequenza respiratoria, valutazione emogasanalisi. Paziente semiseduto a 45°.

Coinvolgere subito la fisioterapista e fare entrare un familiare per favorire la ripresa immediata dei contatti sociali e per contribuire alla tranquillità del paziente ove fosse possibile.

Scupola Giovanni Maria

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L’articolo Anestesia fast-track in Cardiochirurgia scritto da Giovanni Maria Scupola è online su Nurse Times.

Marino (Pfizer): dai 12 ai 15 anni siero efficace 100%

Marino (Pfizer): dai 12 ai 15 anni siero efficace 100%

Pfizer ha annunciato da giorni che il vaccino, autorizzato dai 16 anni in poi, è risultato efficace anche tra i ragazzi tra I 12 e i 15 anni grazie a uno studio di fase tre condotto su 2.260 adolescenti.

“Di fatto la sperimentazione nella fascia d’età compresa dai 12 ai 15 anni era già iniziata in contemporanea con gli studi sulla fascia adulta della popolazione”, ha detto la dottoressa Valentina Marino, Direttore Medico di Pfizer Italia., all’Agenzia DIRE. “Proprio perché si tratta di una fascia d’età particolare si è voluto continuare a sperimentare e portare ad un numero più elevato i soggetti inclusi nella sperimentazione. I risultati dello studio sono assolutamente incoraggianti, il vaccino è risultato efficace al 100% e considerato la diffusione della variante UK nella fascia d’età adolescenziale e post adolescenziale, avere un’arma vaccinale per loro potrebbe costituire una svolta verso l’immunità di gregge. La sottomissione agli enti regolatori americani è stata eseguita da Pfizer e l’FDA ha ricevuto tutti I documenti necessari all’approvazione. A breve avverrà la sottomissione in Ema e speriamo nell’approvazione dell’estensione del vaccino anche per questa fascia d’età”.

La dottoressa ha parlato anche del piano vaccinale in Italia. “Sicuramente, – ha detto, – il piano vaccinale proseguirà così come programmato ma è pur vero che la possibilità di vaccinare I più giovani, protegge dalla diffusione dell’infezione la fascia d’età che per natura è più esposta alla vita sociale. Così facendo di conseguenza si potrà proteggere un numero sempre più elevato di persone per tornare ad una vita sociale normale. I ragazzi sono forse anche la fascia d’età maggiormente penalizzata perché è il momento per loro in cui la socializzazione è fondamentale per un corretto sviluppo. Quindi avere la possibilità di un’arma vaccinale per loro sarà di grande aiuto”.

Pfizer, intanto, sta valutando l’efficacia del siero nei bambini tra i 6 e gli 11 anni. “Ampliare la fascia d’età alla somministrazione del vaccino ci porterà inevitabilmente ad una immunità di gregge” ha detto Valentina Marino. “Pfizer sta sperimentando l’efficacia del vaccino fino a scendere a 6 mesi di vita. Stiamo implementando gli studi di Fase I, II e III senza soluzione di continuità in modo da avere questi dati nel più breve tempo possibile. Per fare ciò bisogna reclutare un numero di soggetti sufficiente per arrivare a dei dati statistici necessari per una approvazione da parte delle entità regolatorie. Non ci sono dati certi perché gli studi sono in corso. Sicuramente quello che posso dire è che è uno studio suddiviso per fasce d’età. C’e’ una popolazione suddivisa in gruppi dai 6 mesi ai 2 anni, dai 2 anni ai 5 anni e dai 5 anni agli 11 anni. Man mano che avremo i risultati in queste fasce d’età verranno trasmesse alle entità regolatorie in modo da abbassare nel tempo l’età in cui è possibile somministrare il vaccino” ha concluso Marino.

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Fonte: Agenzia Dire
L’articolo Marino (Pfizer): dai 12 ai 15 anni siero efficace 100% scritto da Cristiana Toscano è online su Nurse Times.

Gli infermieri chiedono le dimissioni della Presidente FNOPI Mangiacavalli

Gli infermieri chiedono le dimissioni della Presidente FNOPI Mangiacavalli

Partita su www.change.org la petizione degli infermieri italiani per chiedere le dimissioni immediate dell’attuale presidente FNOPI Barbara Mangiacavalli

Gli infermieri italiani furiosi dall’assenza di una chiara presa di posizione da parte dell’autorevole voce della sua presidente Barbara Mangiacavalli sulle iniziative governative che offendono e degradano la loro professionalità.

Dalla delibera del Veneto che trasforma gli oss in infermieri, ai farmacisti che con un corso fad vengono abilitati, insieme alle professioni tecniche alla inoculazione dei vaccini, con “l’allentamento” del vincolo di esclusività proposto dalla stessa Fnopi.

Una serie di passi indietro che hanno scatenato la rabbia degli infermieri.

Infermieri che non vengono riconosciuti per il loro specifico professionale, ma vengono continuamente ridimensionati e molte volte demansionati (Vedi).

Una professione abusata e maltrattata da chiunque.

Un futuro triste per una professione che è alla ricerca di un/una leader forte ed autorevole che sappia portare nei palazzi del potere le proprie istanze.

Ad oggi 0 risultati per il Comitato centrale Fnopi in favore degli infermieri.

Riportiamo alcune delle motivazioni della petizione:

“Vogliamo le dimissioni della Presidente della FNOPI Barbara Mangiacavalli, perché sta dimostrando, soprattutto in questo momento, che non ha a cuore la tutela della professionalità degli infermieri, sta permettendo a chiunque di abusare delle competenze e delle specifiche skills professionali tipiche della professione.

Oramai chiunque può somministrare vaccini, anche il macellaio sotto casa. Mentre tutti saranno in grado di sostituirsi all’infermiere nelle sue attività, le Regioni stanno delegittimando e svilendo la figura infermieristica implementando le attività di altre figure che non sono riconosciute come professioni sanitarie (TAR Lazio sent n. 13270/20; TAR Piemonte sent. n. 258/20).

La FNOPI fa valere il suo potere solo contro chi rifiuta di vaccinarsi per le ragioni più varie, ma non usa lo stesso potere per difendere i professionisti infermieri”.

NurseTimes dalla parte degli infermieri…SEMPRE!

Massimo Randolfi

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L’articolo Gli infermieri chiedono le dimissioni della Presidente FNOPI Mangiacavalli scritto da Massimo Randolfi è online su Nurse Times.

Asl Teramo: concorso pubblico per 90 infermieri

Asl Teramo: concorso pubblico per 90 infermieri

In esecuzione della deliberazione n.1965 del 09/12/2020, è indetto concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione con rapporto di lavoro a tempo indeterminato di n. 90 Collaboratori Professionali Sanitari – Infermieri

N. 45 posti (dei N. 90 messi a concorso) sono riservati a coloro che sono in possesso dei requisiti di cui all’art. 20 comma 2 del D.Lgs. n.75/2017, così come modificato dall’art.1 – comma 813 – della L. n.205/2017 e deliberazione G.R.A. n.5/2018 e segnatamente a personale appartenente all’area del comparto del Servizio Sanitario Nazionale che possegga tutti i seguenti requisiti:

risulti titolare, successivamente alla data di entrata in vigore della legge n. 124 del 2015 (28/08/2015), di un contratto di lavoro flessibile presso l’Azienda USL di Teramo; abbia maturato, alla data del 31 dicembre 2020, almeno tre anni di contratto, anche non continuativi, negli ultimi otto anni, presso l’Azienda USL di Teramo.Per partecipare al concorso, è obbligatorio effettuare l’iscrizione on line sul sito: http://aslteramo.iscrizioneconcorsi.it

L’utilizzo di modalità diverse di iscrizione comporterà l’esclusione del candidato dal concorso.

Pubblicato sulla G.U. n.30 del 16-04-2021, scade il 16 maggio 2021.

In allegato il bando.

Redazione Nurse Times

Allegato

Bando concorso infermieri Asl Teramo

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Covid-19: infermieri “eroi” e vaccinati ospiti speciali al Gran Premio di Imola

Covid-19: infermieri “eroi” e vaccinati ospiti speciali al Gran Premio di Imola

Un ennesimo riconoscimento per infermieri, operatori sociosanitari e medici che da oltre un anno combattono contro la pandemia di Covid-19 giunge dagli organizzatori del prossimo Gran Premio di Formula 1. A riportare la notizia è la stessa regione Emilia Romagna, attraverso il comunicato riportato di seguito.

“Saranno 50 diversi al giorno, da oggi a domenica. Tutti vaccinati e nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza”, spiega Bonaccini.

“Un piccolo gesto a nome di tutta la comunità regionale”

Un segno di riconoscimento a nome di tutta la comunità regionale. 150 tra donne e uomini del personale sanitario della Ausl di Imola, tra coloro che di più sono stati impegnati contro il virus, e lo sono tuttora, assisteranno al Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia-Romagna in programma da oggi a domenica all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola. La competizione si svolge porte chiuse, ma nel pieno rispetto delle norme anti-Covid i sanitari ci saranno: 50 oggi, 50 domani e 50 domenica, diversi ogni giorno.

Sono medici, infermieri e operatori sociosanitari che lavorano nei reparti Covid di terapia intensiva e semi-intensiva, al pronto soccorso o come internisti all’Ospedale di Imola, ma anche professionisti della sanità pubblica, della medicina preventiva e dei centri vaccinali, che tutti i giorni della settimana, con il proprio lavoro, contribuiscono all’efficace funzionamento della ‘macchina’ regionale.

Tutte persone già vaccinate, prima e seconda dose, che nel pieno rispetto di ogni indicazione di sicurezza, dal distanziamento all’obbligo di mascherina, assisteranno in gruppi di 50 diversi al giorno alle prove libere di oggi, alle qualifiche di domani e alla gara di domenica.

A invitare gli operatori della sanità, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini.

Questo Gran premio è una grande vetrina per tutta l’Emilia-Romagna e per la Motor Valley in particolare, un momento in cui le luci si accendono su una regione, una terra e una comunità che ha dato prova di grande forza e capacità anche in questo terribile anno. Ci è sembrato giusto e doveroso, con un invito dal valore simbolico, condividere un momento di sport e festa con chi da più di un anno si dedica ogni giorno alla lotta al virus. Ai 150 operatori sanitari che saranno presenti in rappresentanza di tutti i colleghi e le colleghe della sanità dell’Emilia-Romagna, diciamo davvero grazie, a nome dell’intera comunità regionale: per quello che hanno fatto non solo contro il Covid, ma perché la sanità continuasse a funzionare anche nell’emergenza.

Si tratta del secondo appuntamento nel giro di pochi mesi con la Formula 1 a Imola dopo un’assenza che durava dal 2006: confidiamo di ripetere il GP anche il prossimo anno, finalmente con il pubblico presente. Ecco, se questo accadrà sarà anche merito dell’impegno e della dedizione dei professionisti della nostra sanità nella lotta al virus, fondamentale per uscire dalla pandemia: averli sugli spalti in questi tre giorni è davvero un onore. Dott. Simone Gussoni
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