ASL Benevento: concorso pubblico per 50 infermieri

Concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di cinquanta posti di collaboratore professionale sanitario – infermiere, categoria D, a tempo indeterminato

E’ indetto concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura a tempo indeterminato di cinquanta posti di  collaboratore professionale sanitario – infermiere, categoria D.

Il termine per la presentazione delle domande di partecipazione alla succitata procedura, redatte secondo quanto stabilito dal bando, scade il trentesimo giorno successivo  a quello della data di pubblicazione del presente estratto nella Gazzetta Ufficiale  della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami». Il testo integrale del bando, con l’indicazione dei requisiti e delle modalità di partecipazione, è stato pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania n. 8 del 3 febbraio 2020.

Pubblicato sulla GU n.29 del 10-04-2020, scade il 10 maggio 2020.

Allegato

Bando concorso infermieri

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#NoiConGliInfermieri è la campagna di solidarietà in favore degli infermieri vittime della lotta a COVID-19

#NoiConGliInfermieri è la campagna di solidarietà in favore di chi è vittima della lotta a COVID-19, creato e gestito dagli infermieri per gli infermieri

La Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche ha deciso di scendere in campo attraverso la costituzione del fondo di solidarietà #noisiamocongliinfermieri e il lancio della relativa campagna di raccolta fondi per supportare tutti gli infermieri e le loro famiglie che a vario titolo si trovano a dover combattere una vera e propria battaglia per la sopravvivenza di migliaia di pazienti e, purtroppo, della propria in questa drammatica emergenza dovuta al COVID-19.

La raccolta fondi è aperta a tutti i cittadini che volessero sostenere gli infermieri e le famiglie degli infermieri deceduti a causa di questa emergenza sanitaria.

Sono infatti 25 gli infermieri del Servizio sanitario nazionale deceduti per Covid-19 dall’inizio dell’epidemia.

Quella degli infermieri è la categoria professionale che sta pagando un prezzo altissimo, con il maggior numero di positivi con il 52% di tutti gli operatori.

Gli infermieri sono i professionisti che restano di più accanto al paziente, necessariamente 24 ore su 24, con turni anche di 12 ore ciascuno, che rendono molto più elevate le possibilità di contagio.

Il primo stanziamento della Federazione per avviare il Fondo di solidarietà è di 300.000 euro: risorse degli infermieri da subito a disposizione degli infermieri. Ma non sarà l’unico.

Insieme alla FNOPI, poi, sono già in campo Enel Energia e AbbVie, per illuminare e dare speranza agli infermieri in un futuro migliore.

E al fianco degli infermieri anche questa volta, come sempre, ci sono i pazienti che, attraverso le loro Associazioni, hanno deciso di manifestare la loro vicinanza, patrocinando la campagna. Una vicinanza, quella dei pazienti, importantissima per tutta la comunità infermieristica.

Ma vediamo chi saranno i beneficiari e come fare a richiedere il contributo di solidarietà

1. GLI INFERMIERI IN QUARANTENA

Gli infermieri in quarantena hanno spesso difficoltà psicologiche come il senso di “colpa” verso i colleghi, amici e parenti per paura di diffondere il virus. L’effetto stress ha conseguenze fisiche, intellettuali e morali sul lavoro e spesso li fa vivere lontano da casa per evitare il contagio. Beneficiari previsti: 2.000

Tipologia beneficiario: Infermieri in quarantena per positività a Coronavirus o a rischio e loro famiglie

Tipologia di spesa:

AffittoSpesa alimentareSpostamentiAiuto alla gestione familiare durante l’assenzaImporto: 75,00 €/giorno a forfait per un massimo di 30 gg.

2. GLI INFERMIERI IN RIABILITAZIONE

Usciti dalla terapia intensiva si ha minore forza e resistenza al lavoro, maggiore paura nei confronti del virus e quindi maggiore ricerca di protezione, e nel tempo problemi fisici e psicologici che rischiano di non passare se non subito identificati. Beneficiari previsti: 500

Beneficiari: Infermieri gravemente ammalati causa COVID-19 (Tutti)

Tipologia di spesa: Spese post dimissione ovvero post tampone negativo dopo infezione senza ricovero per cure mediche, riabilitative, per supporto psicologico (entro i 6 mesi dalla dimissione o dal tampone negativo). Importo Max 10.000 €.

Beneficiari: Infermieri gravemente ammalati causa COVID-19 (Liberi professionisti).           

Tipologia di spesa: Danno causato dall’impossibilità di lavorare.

Importo: 100,00 €/giorno per ogni giorno di degenza e successivo periodo di riabilitazione (max 30 giorni lavorativi successivi alla dimissione da struttura ospedaliera ovvero da ultimo tampone negativo e comunque sino ad un massimo di 50 giorni).

Beneficiari: Infermieri bisognosi di supporto psicologico a seguito di servizio in reparti COVID.

Tipologia di spesa: Spese di supporto psicologico. Importo Max 2.000 €.

3. CHI HA DATO LA VITA

In caso di decesso il problema è il necessario supporto alla famiglia, specie se l’infermiere ne aveva una sua diversa da quella di origine, magari anche con figli. Questo dal punto di vista economico e di supporto psicosociale a madri, padri, mogli, mariti, figli, compagne/i. Beneficiari previsti: 200.

Beneficiari: Famiglie infermieri deceduti causa Coronavirus (coniuge o convivente civile o more uxorio senza figli, ovvero single con figli sopra i 26 anni, ovvero single con genitori). Importo destinato 15.000 euro a forfait.

Beneficiari: Famiglie infermieri deceduti causa Coronavirus (coniuge o convivente civile o more uxorio con figli). Importo: 15.000 euro a forfait + 5000 euro a forfait per ogni figlio (entro i 26 anni).

Beneficiari: Famiglie infermieri deceduti causa Coronavirus (solo figli). Importo 15.000 euro a forfait per tutti i figli + 5000 euro a forfait per ogni figlio entro i 26 anni.

Scarica i moduli per richiedere il contributo

LONTANI MA MAI SOLI

Modello di domanda Infermieri in quarantena

TORNARE ALLA NORMALITÀ

Modello di domanda Infermieri contagiati

Modello di domanda Infermieri supporto psicologico

Modello di domanda Infermieri liberi professionisti

UNA VITA PER LA VITA

Modello di domanda Infermieri deceduti (figli)

Modello di domanda Infermieri deceduti (genitori)

Modello di domanda Infermieri deceduti (coniuge/convivente)

Redazione Nurse Times

Allegati

Regolamento
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Giornalista campano insulta in diretta TV sistema emergenza 118 ed infermiere della centrale operativa

L’incredibile tentato video-denuncia del giornalista Pino Grazioli dell’emittente Paradise TV ha indignato molti professionisti della salute impegnati quotidianamente da mesi nella più grande bioemergenza mai affrontata dall’umanità.
Il reporter, nel tentativo di realizzare uno scoop che potesse garantirgli la popolarità della quale attualmente non gode, ha tentato di attaccare il sistema 118 napoletano, in seguito ad un intervento di soccorso richiesto dallo stesso.
Grazioli avrebbe difatti contattato il numero dell’emergenza sanitaria per dare soccorso, non è chiaro per quale motivo, ad un senza tetto che stava dormendo in strada.
Dopo che i sanitari hanno provveduto a trasportare la persona in ospedale, avrebbe deciso di telefonare nuovamente al 118, utilizzando due telefoni (e pertanto occupando due linee) semplicemente per sapere presso quale PS fosse stato trasportato.
“Sto chiamando il 118 con due telefoni!!! Io non capisco perché il centralinista non risponde!!! Vergogna!!! Vergogna!!!
La rabbia dell’energumeno ed i modi di fare alquanto scortesi (che gli sono costati un’aggressione recente da parte di sconosciuti) si sono pacati per alcuni secondi solo alla risposta dell’infermiere della centrale operativa.
“Sono Grazioli, abbiamo soccorso una persona insieme alla vostra autoambulanza, che dormiva con i topi. Vogliamo sapere dove lo avete portato!”
L’interlocutore del giornalista si è correttamente rifiutato di fornire informazioni riservate a colui che sarà sicuramente risultato sembrare uno psicopatico in linea.
Il giornalista ha poi chiamato nuovamente i Carabinieri al telefono, proseguendo nelle proprie farneticazioni (udibili nel video).
Alle accuse ed offese di Grazioli ha risposto Manuel Ruggero, presidente dell’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate”, costantemente a difesa dei sanitari impegnati nel settore dell’emergenza:
Quando in Periodo di “emergenza” qualcuno scredita il nostro prezioso lavoro.
“Entriamo nel merito, nei giorni scorsi il signor Pino Grazioli, in giro per la città a documentare la “quarantena partenopea” e per denunciare la prostituzione, incontra 2 senza fissa dimora, in stato di ebrezza alcolica, che dormono in strada in precarie condizioni igienico-sanitarie (un po come tutti questi sfortunati).
Non è ancora chiaro per quale motivo il Signor Grazioli allerta il servizio di Emergenza Sanitaria. Nella prima parte del video si assiste alla telefonata che il giornalista fa al 118 per chiedere dove fosse stato trasferito il primo senza fissa dimora, e si sentono chiaramente le lamentele (con toni anche accesi ed inadeguati) per i tempi di risposta… naturalmente l’infermiere, come da protocollo e nella tutela legale, risponde che per motivi di privacy non può riferire l’ospedale di destinazione.
Nella seconda parte del video ci colpisce la frase del Grazioli :”per chiamarvi a voi quando arrivate muoiono le persone!”.Noi, come associazione che difende il personale sanitario in servizio ci preme precisare alcuni punti:
1) i due pazienti filmati da TV PARADISE (tra l’altro violando la Privacy degli stessi), come confermato dai sanitari intervenuti sul posto, erano 2 senza fissa dimora in stato di ebrezza alcolica (e non in stato confusionale di tipo neurologico come voleva far intendere il Grazioli) ergo erano due CODICI VERDI dove l’intervento del 118 non era necessario, o meglio non richiedeva l’ospedalizzazione urgente.
2) per i poveri “senza fissa dimora” che vivono in strada in scarse condizioni igienico sanitarie bisogna allertare i “servizi sociali” e non l’emergenza sanitaria territoriale che si dovrebbe occupare, specie in questo periodo ,di casi più gravi.
3) la privacy del paziente va tutelata , non si possono effettuare riprese durante un soccorso a maggior ragione quando il viso del paziente non è coperto, infatti è proprio qui che la TV LOCALE ha sbagliato. gli operatori hanno si il viso coperto, il paziente purtroppo no.
4) non si puo’ chiamare il 118 dicendo:”sono Grazioli”, con tutto il rispetto per il giornalista ,ma non è detto che tutti lo debbano conoscere, e poi il personale che risponde al telefono, che NON E’ UN CENTRALINISTA bensi’ un INFERMIERE non è tenuto a dare informazioni su pazienti per la legge sulla privacy, anche se a chiamare fosse Barbara D’Urso.
5) quando si chiama il 118 è estremamente scorretto chiamare da 2 telefoni in contemporanea in quanto si vanno ad intasare le linee e si impedisce a chi sta VERAMENTE MALE di raggiungere chi potrebbe aiutarlo. gli infermieri che rispondono sono 4, se 2 di voi chiamate simultaneamente il 118 create un disservizio.
6) (in questi video non si vede perché sono dei stralci di filmati di circa un ora) non si entra in pronto soccorso con un telefonino a riprendere tutto ciò che è attorno, questa è una grave violazione della privacy.
7) quello che si poteva fare di CONCRETO per queste persone era quello di caricarle in auto ed accompagnarle ad un dormitorio pubblico, magari offrendogli del cibo caldo, chiamando il 118 i sanitari non hanno potuto far altro che accompagnare lo sventurato in ospedale dove sicuramente avranno fatto delle analisi dove non si sara’ evinto (per fortuna) nulla e lo avranno dimesso dopo 2/3 ore creando un disagio per la persona che a piedi avrà’ dovuto raggiungere il suo giaciglio di fortuna per continuare il riposo.
Abbiamo già parlato con Francesco Emilio Borrelli, componente della commissione Sanità della Regione Campania esprimendo le nostre perplessità su questi video ed è d’accordo con noi.
In conclusione chiediamo al Sig. Grazioli di moderare i toni e non entrare nel merito di chi tutti i giorni, specie in questo periodo, sta rischiando la vita per salvare quella degli altri. chiediamo rispetto per il nostro lavoro almeno da chi si occupa di divulgare notizie, di certo non abbiamo bisogno di qualcuno che fomenta odio nei nostri confronti, già ne abbiamo a sufficienza. grazie
Aiutateci ad aiutarvi……ma in certi casi…..FATECI LAVORARE!
Ci auguriamo che anche la Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche intervenga prontamente a tutela dell’immagine degli infermieri, denigrati troppe volte da ciarlatani in cerca di scoop o da ex camici bianchi da salotto.
Dott. Simone GussoniL’articolo Giornalista campano insulta in diretta TV sistema emergenza 118 ed infermiere della centrale operativa scritto da Simone Gussoni è online su Nurse Times.

Boris Johnson ringrazia gli infermieri che gli sono stati accanto durante il ricovero in rianimazione per Covid-19

Il Primo Ministro britannico Boris Johnson ha voluto ringraziare i professionisti sanitari dell’NHS che si sono presi cura di lui durante il ricovero in rianimazione in seguito al contagio da Coronavirus.
In un video postato sul proprio account Twitter Boris Johnson ha lodato in particolare il lavoro di due infermieri che sono stati al suo fianco nelle 48 ore più difficili trascorse in terapia intensiva.
Infermiere insultato per aver saltato la fila al supermercato:“Siamo eroi solo a chiacchiere per la gente”

Ha poi voluto complimentarsi con tutti i professionisti della salute che hanno preso decisioni per le quali sarà “grato per il resto della sua vita”.
Il politico ha trascorso una settimana presso il St Thomas’ Hospital e proseguirà la propria convalescenza presso il Chequers, la residenza di campagna del Primo Ministro del Regno Unito, situata a Ellesborough, ai piedi delle Chilterns, nella contea del Buckinghamshire.
Dott. Simone Gussoni
L’articolo Boris Johnson ringrazia gli infermieri che gli sono stati accanto durante il ricovero in rianimazione per Covid-19 scritto da Simone Gussoni è online su Nurse Times.

Per favore non chiamatemi eroe: sono un infermiere

Riceviamo e pubblichiamo il contributo di Leonardo Di Sacco, infermiere del 118 di Modena

Ho iniziato a fare il mio lavoro quasi per caso, sono curioso per natura, ho approfondito, ho studiato per capire.

Ho fatto un master universitario con lo stesso spirito.

Noi le conoscenze sanitarie non le usiamo per raggirare il prossimo o per arricchirci economicamente, ma per aiutare chi sta male… si sembra strano, facciamo questo per vivere.

Raramente mi sono confidato con amici o con i miei cari su quanto sia difficile a volte cercare di strappare dalla morte qualcuno, per poi dover confessare ai parenti disperati di non esserci riuscito!

Non riesco a parlare con tutti di questo.

Ho sempre accettato tutto ciò come uno stimolo a far meglio, e a mantenere le mie performance al top, seguendo la letteratura scientifica di riferimento, aggiornandomi costantemente.

Poi arriva un virus insidioso e oltre a tutte le difficoltà subentra anche quella di tutelarsi, di non infettarsi e non infettare i propri cari…. continuando a compiere il proprio dovere.

Io mi sento un uomo di Stato, mi sento un professionista che rappresenta lo Stato e ne applica le direttive.

In questo periodo anche gli alti funzionari hanno avuto momenti di difficoltà ma per fortuna noi abbiamo chiaro il nostro mandato istituzionale.

Per favore non chiamatemi eroe… Sono uno dei tanti professionisti, troppo spesso poco valorizzati, che nonostante tutto continuano a fare il proprio lavoro.

Voi …. state a casa!

Leonardo Di Sacco
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