Ilaria voleva diventare infermiera, ma la leucemia l’ha portata via!

Ilaria voleva diventare infermiera, ma la leucemia l’ha portata via!

Quella che vi riportiamo è la storia di una ragazza solare, sorridente stroncata dalla leucemia

I suoi Amici che con lei condividevano il corso di laurea in infermieristica hanno realizzato una iniziativa in sua memoria:

“Ilaria non ce l’ha fatta. La leucemia l’ha portata via in poco più di un mese. Aveva 20 anni. Ilaria non la conoscevamo da tantissimo tempo, un anno e qualcosa di più di università, lei – come noi – voleva fare l’infermiera.

Sarebbe stata un’ottima infermiera, la sua qualità più grande era il sorriso: sorrideva sempre, un sorriso che emanava una luce immensa, forse era destinata a portare luce nella vita degli altri. Il suo sorriso, però, si è spento troppo presto.

Noi studenti di infermieristica, insieme a quelli di medicina, abbiamo pensato di devolvere una quota all’AIL, associazione italiana contro le leucemie.

Chiediamo a tutti voi di fare una piccola donazione con noi, e a chi non potesse, di rivolgere anche solo un pensiero a Ilaria. Il suo sorriso si è spento troppo presto, ma possiamo contribuire a portare la sua luce nella vita di altri bambini, ragazzi, adulti, che hanno ancora tanta voglia di vivere, come ne aveva lei.

Grazie a tutti. Ciao Ila”.

La Redazione di Nurse Times esprime il proprio cordoglio e si unisce al dolore che ha colpito la famiglia della studentessa.

Di seguito il link per le donazioni all’AIL: https://donazioni.ail.it

Redazione Nurse Times
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Pet Therapy: i Golden Retriver mostrano ai piccoli pazienti come sottoporsi alla risonanza magnetica

I cani da Pet Therapy aiuteranno i piccoli pazienti ricoverati presso il Southampton Children’s Hospital a combattere la paura riguardante particolari esami diagnostici.

Nell’avvenieristico ospedale americano sono presenti sei Golden Retriver addestrati per fare di tutto per far sentire sicuri e a loro agio i bambini ricoverati. Da diverso tempo, i cani da pet therapy assistono i bambini che devono sottoporsi a particolari procedure quali la risonanza magnetica, della quale spesso hanno paura anche tanti adulti.

I simpaticissimi Leo, Jessie, Milo, Hattie, Quinn e Archie accompagnano i bimbi e mostrano loro direttamente come devono posizionarsi sul lettino, a seconda dell’esame diagnostico da eseguire. Vengono coinvolti in questa sorta di gioco anche gli operatori sanitari riuscendo nella maggior parte dei casi ad infondere tranquillità nei bimbi.

Dott. Simone GussoniL’articolo Pet Therapy: i Golden Retriver mostrano ai piccoli pazienti come sottoporsi alla risonanza magnetica scritto da Simone Gussoni è online su Nurse Times.

Campania: debutta il CdL in Infermieristica in lingua inglese

L’Azienda Ospedaliera Universitaria “Luigi Vanvitelli” di Napoli lancia il Progetto pilota: l’infermiere ricoprirà il ruolo di Direttore delle attività di tirocinio del Corso di laurea triennale “Nursing” – Infermieristica interamente in inglese – attivato dall’Università degli Studi della Campania.
Il reclutamento del Direttore, attraverso un bando, mira a individuare un professionista il cui compito sarà quello di coordinare le attività di tirocinio degli studenti iscritti all’innovativo Corso.
Attivato per la prima volta nel centro sud, il Degree nursing in english rappresenta un unicum: un percorso completo che prepara alla professione e rilascia la certificazione di lingua, livello B2.
Il Corso (Department of traslational medical sciences della School of medical Sciences) è coordinato dalla professoressa Eva Lieto, presidente del Corso di studi in Infermieristica (responsabile della didattica, la professoressa Ivana Orefice) e ha due obiettivi: fornire allo studente una adeguata padronanza dei metodi e dei contenuti scientifici generali nell’area corrispondente; collocare nel mondo del lavoro. Inoltre “Nursing” si inserisce in un più ampio disegno che vede dell’internazionalizzazione una delle vocazioni dell’Università “Vanvitelli” e dell’Azienda Policlinico ad essa collegata. Un corso nuovo, aperto a studenti stranieri che scelgono l’Italia e Napoli come sede dei propri studi.
“Il Progetto pilota dà la giusta e doverosa dignità al ruolo dell’infermiere: figura professionale sempre più competitiva, preparata, esperta, alla quale va riconosciuto, doverosamente, il ruolo organizzativo”, esordisce Antonio Giordano, Direttore generale dell’AOU “Luigi Vanvitelli” e continua: “Si tratta di una figura professionale fondamentale per raggiungere standard qualitativi assistenziali elevati e lo vediamo ogni giorno nel nostro Policlinico. Siamo ancor più contenti dell’attivazione di questa figura che coincide con l’anno internazionale dell’infermiere”.
“Siamo solo all’inizio di un percorso complesso ma entusiasmante, spiega la professoressa Eva Lieto – docente di chirurgia e presidente del corso di studi in Infermieristica. I primissimi risultati, frutto di gran lavoro e sinergia tra Università e Azienda ospedaliera, ci inducono a credere che siamo sulla strada giusta. Il mercato del lavoro è sempre più concorrenziale e selettivo; da qui la necessità di formare giovani capaci di rispondere agli elevati standard professionali europei. La domanda di infermieri in Europa e nel Regno Unito è altissima e le retribuzioni elevate. “Nursing”, erogato completamente in inglese, consente ai suoi iscritti di accedere a programmi Erasmus internazionali, a stage di tirocinio all’estero e, in ultima analisi, apre la mente ai nostri ragazzi che saranno certamente più concorrenziali nel mondo del lavoro. Il Corso fornisce una formazione completa, a 360 gradi. Non ultimo questo corso è un riferimento per il Centro-Sud e vuole essere, ai nostri occhi, un trampolino di lancio per una sempre più ampia integrazione culturale che vede la Campania e il nostro Ateneo al centro del crocevia del Mediterraneo”, conclude la professoressa Lieto.
Redazione Nurse Times
Fonte: il denaro.it
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L’assistenza infermieristica è un’arte: essere infermiera è vivere la vita attraverso la vita degli altri

Riportiamo la lettera della studentessa in infermieristica Giorgia Pascale, pubblicata sul proprio profilo Facebook.

 Chi può determinare dove finisce il vecchio e comincia il nuovo? Non è un giorno di festa, né un compleanno né un capodanno. È qualcosa che ci cambia e che idealmente, ci dà speranza. Un nuovo modo di vivere e di vedere il mondo, liberarsi delle vecchie abitudini, dei vecchi ricordi.

La cosa importante è non smettere mai di credere che si può sempre ricominciare. Ma c’è un’altra cosa importante da ricordare: in mezzo a tanta amarezza, ci sono alcune cose alle quali vale la pena di aggrapparsi. E tutto ciò, molti la chiamano attitudine, altri, semplicemente, lavoro, mentre invece, in realtà, è solo un modo di vivere, ciò che fa crescere, un’esperienza di vita.

Ho trascorso molti giorni tra i corridoi del reparto di “chirurgia oncologica” dell’ospedale “Garibaldi Nesima” di Catania, all’interno del quale mi sono formata, sono cresciuta e ho avuto modo di capire quanto potessi amare questa professione e ciò, soprattutto, grazie all’equipe con cui ho avuto modo di collaborare e che, ad oggi, considero come una seconda grande famiglia.

Ho sentito, molte volte, alcuni pazienti, chiamare gli infermieri “angeli “e pensare: “chissà se dentro le pieghe di quella divisa non nascondano un paio d’ali”. Qui non c’è bisogno d’ali.

Quelle non servono. Occorrono invece: gambe veloci, per rispondere, frettolosamente, alle urgenze; braccia forti, per muovere corpi debilitati; occhi attenti, per riconoscere sintomi, comunicare comprensione e trasmettere serenità; spirito forte, per resistere alle lunghe giornate. Ed infine, anche tanto coraggio ed amore, perché se è vero che quando si cura una malattia, si può vincere o perdere, è altrettanto vero che quando ci si prende cura di una persona si vince sempre!

Questo reparto non fu la mia prima scelta. Ricordo ancora il giorno in cui lessi il suo nome tra i reparti di assegnazione ai tirocinanti in infermieristica. Piansi, piansi a dirotto. Quel nome lo associai a tanta tristezza e sofferenza e chi, nella vita, non ha mai vissuto momenti bui e di sconforto?

Per me, quello, era uno di questi. Non era un luogo in cui volevo e credevo di riuscire a stare, ma successivamente, ho avuto modo di ricredermi. Grazie agli infermieri ed ai pazienti che ho incontrato tra quelle mura, in quelle stanze, per me, inizialmente, paurose, ho capito che questa è la mia strada, il mio posto, il lavoro più bello che ci possa essere, la professione che voglio svolgere nella mia vita, ciò che voglio essere: un’infermiera.

Perché essere un’infermiera è vivere la vita attraverso la vita degli altri: altri che soffrono, altri che non attendono altro che una parola d’affetto o magari, un semplice gesto per tornare a credere e sperare. Ho capito che l’assistenza infermieristica è un’arte, una delle belle arti, anzi, la più bella delle belle arti.

 Giorgia Pascale
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Da 40 anni sempre la stessa storia, “Infermieri In Cambiamento” per una rivoluzione obbligatoria!

Riceviamo e pubblichiamo la nota del movimento culturale “Infermieri In Cambiamento”

Ho accettato di
far parte del movimento Infermieri In Cambiamento perché mi sono sempre chiesto,
insieme agli altri colleghi: “cosa è
cambiato negli ultimi 40 anni?”. È iniziato il 2020, si ma “dagli anni ’80 ad oggi la professione è
cambiata in meglio o in peggio?”

Ieri come oggi, l’infermiere è coinvolto nel giro letti: è noto a tutti che dopo 40 anni in tante realtà l’infermiere è relegato a mansioni non proprie, come appunto giro letti, distribuzione del vitto ecc… Insomma, mansioni che rientrano in un altro profilo professionale, non di certo nel nostro. Ieri come oggi, il rapporto infermiere/paziente, resta immutato anzi, in alcune realtà il rapporto risulta essere anche 1/70, situazione che danneggia in primo luogo i pazienti (aumenta il rischio di mortalità oltre il rapporto 1/6), in secondo luogo può seriamente danneggiare la carriera del professionista. Eppure i pazienti di ieri erano molto più facili da gestire, oggi sono molto più complessi perché cronici!Ieri come oggi lo stipendio, resta immutato. Aumentano le responsabilità ma non aumenta il salario! Qualcuno, commentando la foto di copertina dell’articolo, ha detto che era impossibile guadagnare 3mln di lire, specifico che si poteva lavorare ovunque e oggi non è possibile fare per la questione dell’esclusività, ad eccezione di chi ha la partita IVA.Inoltre si fa riferimento non all’anno 1980 ma dagli anni ‘80 in poi, fino ai 2000.

Ieri diversamente da oggi le responsabilità erano di meno:
al contrario si può dire che oggi le responsabilità e le competenze sono aumentate;
siamo responsabili ma non autonomi del nostro lavoro: pensate quando avete
preso l’ultima decisione in totale autonomia che non sia mettere la traversa
invece che il pannolone? In conclusione, da 40 anni è sempre la stessa storia, “Infermieri In Cambiamento” nasce per una rivoluzione obbligatoria!

Vieni con noi!

Antonio Caracallo, Fondatore di “Infermieri in Cambiamento”
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