Inail. Procedura straordinaria di reclutamento di 100 infermieri

Indetta una procedura straordinaria ai sensi dell’art. 10 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18 per l’acquisizione con contratto di collaborazione coordinata e continuativa di n. 100 infermieri.

AVVISO: È disponibile l’accesso al servizio online per la preventiva registrazione, cliccando su “Registrazione”. Pubblicato il “manuale utente dell’applicazione registrazione”.

Posti disponibili n. 100 infermieri.

Durata: sei mesi, eventualmente prorogabili in ragione del perdurare dello stato di emergenza e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2020.

Modalità e termine di presentazione della domanda

I candidati devono compilare e inviare la dichiarazione di disponibilità in via telematica, dalle ore 10.00 dell’8 aprile 2020 fino alle ore 09.59 del 18 aprile 2020, utilizzando l’applicazione informatica presente all’indirizzo www.inail.it, previa registrazione disponibile a partire dalle ore 14.00 del 3 aprile 2020.

Il giorno 3 aprile sarà comunicato con specifico avviso sulla home page del portale il link di accesso alla pagina di registrazione.

In caso di più invii della domanda di partecipazione, verrà presa in considerazione la domanda inviata per ultima.

Nella dichiarazione di disponibilità l’infermiere interessato deve prioritariamente indicare un’unica regione per la quale intende dare la disponibilità.

Le comunicazioni inerenti alla presente procedura saranno inviate all’indirizzo di posta elettronica ordinaria e/o Pec personale del candidato.

Trattamento economico:

Il compenso orario della prestazione è pari ad euro 26,00 (ventisei/00) lordi, omnicomprensivo di tutti gli oneri fiscali, assicurativi, previdenziali e di ogni altro onere eventualmente previsto a carico dell’infermiere e dell’Istituto.

La prestazione lavorativa non può eccedere n. 30 ore settimanali.

Emesso Da: D.C. Risorse Umane

Info Concorso: concorsi@postacert.inail.it

Data Inizio: 02/04/2020. Data Fine: 18/04/2020.

Info: www.inail.it

Redazione Nurse Times

Allegato

Manuale utente dell’applicazione registrazione(.pdf – 558 kb)Bando procedura straordinaria per 100 infermieri(.pdf – 102 kb)Faq Procedura straordinaria(.pdf – 108 kb)RegistrazioneL’articolo Inail. Procedura straordinaria di reclutamento di 100 infermieri scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.

Coronavirus: indossare mascherine fuori casa diventa obbligatorio per ogni cittadino lombardo

Misure ancora più restrittive saranno adottate a partire da domani, domenica 5 aprile, nella regione Lombardia. Ad annunciarlo l’obbligo di “coprire naso e bocca” è un comunicato del governatore Attilio Fontana, che sarà valida almeno fino al prossimo 13 aprile.

Ogni misura restrittiva stabilita lo scorso 21 marzo resterà invece sempre in vigore.

Ma non sarà obbligatorio disporre di un dispositivo omologato: in mancanza di mascherina chirurgica si potrà utilizzare una sciarpa, un foulard o uno scaldacollo oppure una mascherina realizzata artigianalmente nella propria abitazione.

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Il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, ha spiegato come la misura lombarda non sia stata in alcun modo ispirata da raccomandazioni del Consiglio stesso o del Comitato tecnico-scientifico.

«Sull’uso delle mascherine c’è un grande dibattito anche nella comunità scientifica perché non ci sono evidenze fortissime. Sappiamo che sono utili per prevenire il contagio di chi è infetto, ma la misura fondamentale è il rispetto del distanziamento sociale».

Gli esercizi commerciali al dettaglio autorizzati alla riapertura «hanno l’obbligo di fornire i propri clienti di guanti monouso e soluzioni idroalcoliche per l’igiene delle mani». 

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L’ordinanza «conferma la chiusura degli alberghi (con le eccezioni già in vigore), degli studi professionali, dei mercati e tutte le attività non essenziali» e apre alla possibilità di «acquistare articoli di cartoleria all’interno degli esercizi commerciali che vendono alimentari o beni di prima necessità, già aperti». Sarà «anche possibile la vendita di fiori e piante solo con la consegna a domicilio».

La Regione ha anche chiesto al Governo «di confermare con un dpcm specifico la chiusura dei cantieri edili e di permettere, invece, le attività legate alla filiera silvopastorale (come, ad esempio, il taglio della legna)».

Dott. Simone GussoniL’articolo Coronavirus: indossare mascherine fuori casa diventa obbligatorio per ogni cittadino lombardo scritto da Simone Gussoni è online su Nurse Times.

L’AADI scrive a Salvini, che il giorno dopo ritira l’emendamento

SALVINI RITIRA L’EMENDAMENTO CHE AVREBBE IMPEDITO AGLI INFERMIERI DI DENUNCIARE LE PROPRIE AZIENDE SANITARIE

Oggi, 4 aprile 2020, alcuni sindacati e giornali infermieristici, fanno la voce grossa affermando di aver contribuito a convincere Salvini a ritirare l’emendamento, perché stamattina avevano affrontato il problema, contestando l’emendamento.

PECCATO CHE L’ASSOCIAZIONE AVVOCATURA DEGLI INFERMIERI CI AVEVA PENSATO IERI A SCRIVERE A SALVINI E NON OGGI!

L’Associazione Avvocatura Degli Infermieri non ha diffuso l’intervento perché si impegna tutto il giorno e non ha tempo di darsi le arie, come invece fanno alcuni, ma ieri pomeriggio ha immediatamente realizzato, a difesa dei diritti degli infermieri, un’azione drastica, scrivendo alla Presidente del Senato e a Salvini.

Questa è la lettera che è stata inviata ieri 3 aprile 2020 ed è stata consegnata alle ore 19:33:

Oggetto: emendamento Senato della Repubblica – osservazioni e contestazioni.

  Ill.ma Presidente,

l’Associazione tutela il diritto del lavoro e della salute degli Infermieri sul territorio italiano.

Siamo molto preoccupati per l’emendamento G/1766/198/5 [già emen. 65.4 testo 2], 1.1 (Salvini, Romeo, Calderoli, Centinaio, Stefani, Borgonzoni, Candiani, Siri, Arrigoni, Tosato, Faggi, Motani, Saponara, Alessandrini, Augussori, Bagnai, Barbaro, Bergesio, Borghesi, Simone Bossi, Briziarelli, Bruzzone, Campari, Candura, Cantù, Casolati, Corti, De Vecchis, Ferrero, Fregolent, Fusco, Grassi, Iwobi, Lucidi, Lunesu, Marin, Marti, Nisini, Ostellari, Pazzaglini, Emanuele Pellegrini, Pepe, Pergreffi, Pianasso, Pillon, Pirovano, Pietro Pisani, Pittoni, Pizzol, Pucciarelli, Ripamonti, Rivolta, Rufa, Saviane, Sbrana, Urraro, Vallardi, Vescovi, Zuliani) che vuole “Apportare le seguenti modifiche:

 b) Dopo l’articolo 1 è inserito il seguente:

«Art. 1-bis.

(Responsabilità datori di lavoro operatori sanitari e sociosanitari).

        1. Le condotte dei datori di lavoro di operatori sanitari e sociosanitari operanti nell’ambito o a causa dell’emergenza COVID-19, nonché le condotte dei soggetti preposti alla gestione della crisi sanitaria derivante dal contagio non determinano, in caso di danni agli stessi operatori o a terzi, responsabilità personale di ordine penale, civile, contabile e da rivalsa, se giustificate dalla necessità di garantire, sia pure con mezzi e modalità non sempre conformi agli standard di sicurezza, la continuità dell’assistenza sanitaria indifferibile sia in regime ospedaliero che territoriale e domiciliare.

        2. Dei danni accertati in relazione alle condotte di cui al comma 1, compresi quelli derivanti dall’insufficienza o inadeguatezza dei dispositivi di protezione individuale, risponde civilmente il solo ente di appartenenza del soggetto operante ferme restando, in caso di dolo, le responsabilità individuali”.

  Non è possibile che i sanitari, soprattutto medici ed infermieri, dopo aver risposto prontamente al proprio dovere ed aver rischiato, in buona fede, la propria vita per assistere i malati, debbano essere beffati da un Governo che, invece, ha il dovere di proteggerli.

  Indossare, per disposizione datoriale, dispositivi di protezione individuali insufficienti ed inadeguati, significa mandare al macello i lavoratori; significa disprezzare la loro vita e la salute dei loro familiari.

  Con questa “licenza di uccidere”, permettete ai direttori generali e alle case di cura, di ignorare anche le più minime norme elementari di salvezza e garanzia della vita umana e della salute, quale diritto costituzionale irrinunciabile e non monetizzabile, e, tale licenza, giustificherà mezzi di protezione ridicoli, come le mascherine costruire con la carta igienica, o, addirittura, l’assenza completa di qualsiasi mezzo, destinando, in molti casi, il lavoratore a morte certa, considerato che anche con gli attuali adeguati mezzi di protezione, si sono verificati, comunque, dei decessi tra sanitari.  

  In uno Stato di diritto è doveroso garantire la seppur minima tutela ai lavoratori, ma, con questo emendamento, non si riduce razionalmente un’ampia tutela, per adeguarla alla situazione in essere, no: si è deciso di cancellarla completamente, come avviene nelle dittature!

  Il codice penale, il codice civile, il codice amministrativo, per chi si è profuso in questi periodi per salvare vite umane, vengono eliminati senza indugio e le persone coinvolte vengono ridotte a semplici oggetti.

  E così, come negli Stati totalitari, il diritto vale solo per l’élite governativa, ma non vale per gli altri.

  Dobbiamo contestare con forza questo tentativo di emarginazione; ma la cosa che più ci sconcerta è apprendere che comunque il Governo ha pensato ed ha realizzato l’annientamento della nostra dignità e la degradazione della persona umana, cosa che certo non ci aspettavamo da chi propugna soluzioni democratiche anche per i problemi più gravi.

  Naturalmente quanto accaduto avrà delle conseguenze sul piano della reciproca fiducia, soprattutto se si considera che, dopo tanto profuso impegno da parte dei sanitari e delle legittime approvazioni di giubilo, avete avuto il coraggio di metterci con le spalle al muro e sacrificarci.

  Non mi resta che attendere un Suo gradito riscontro, tanto le leggi le fate voi e a noi non resta che ubbidire.

  Con osservanza.                                      

 Il Direttivo

Alle ore 19:39, il Presidente dell’Associazione Avvocatura Degli Infermieri scriveva a Salvini, chiedendo che esaminasse la lettera indirizzata alla Presidente del Senato e condividesse utili posizioni con l’Associazione, per garantire dignità e tutela agli infermieri.

L’Associazione Avvocatura Degli Infermieri non si arroga il merito di essere stata la prima in Italia ad intervenire positivamente per eliminare lo scellerato emendamento, anche se lo siamo stati e ne abbiamo fornito la prova, ma non ci permettiamo di speculare su chi ne debba avere il merito.

A noi interessa che l’attacco contro gli infermieri venga ritirato.

La propaganda la lasciamo a chi se ne sta seduto a creare locandine colorate per tesserare gli infermieri e sedere ai tavoli con i padroni. 

Nulla di più!  

Clicca QUI per leggere l’intera lettera.
L’articolo L’AADI scrive a Salvini, che il giorno dopo ritira l’emendamento scritto da Massimo Randolfi è online su Nurse Times.

Emergenza Covid 19: sono 25 gli infermieri deceduti, 5.500 i contagiati

ROMA – Sono 25 gli infermieri del Servizio sanitario nazionale deceduti per Covid-19 dall’inizio dell’epidemia.

E anche il numero dei contagiati fa registrare un ulteriore crescita: sono 5.500 quelli risultati positivi al coronavirus, 1.500 in più rispetto agli ultimi dati di sei giorni fa.

A fotografare questa situazione di emergenza nell’emergenza è la Federazione nazionale degli Ordini delle Professioni infermieristiche (Fnopi) che indica anche un altro triste primato: quella degli infermieri è la categoria sanitaria che conta il maggior numero di positivi con il 52% di tutti gli operatori.

“Rispetto all’età media degli operatori sanitari contagiati, quella degli infermieri è la più bassa“, spiega Tonino Aceti, portavoce di Fnopi. E racconta: “Gli infermieri sono i professionisti che restano di più accanto al paziente, necessariamente 24 ore su 24, con turni anche di 12 ore ciascuno, che rendono molto più elevate le possibilità di contagio. Stanno pagando un prezzo altissimo“.

Aceti torna quindi a chiedere, così come hanno già fatto i medici ospedalieri e di famiglia e le loro rappresentanze sindacali, che vengano garantiti tamponi e dispositivi individuali di protezione.

Salvatore Petrarolo
L’articolo Emergenza Covid 19: sono 25 gli infermieri deceduti, 5.500 i contagiati scritto da Salvatore Petrarolo è online su Nurse Times.

Ancona, l’idea di due infermieri diventa solidarietà: raccolti tablet e telefonini per pazienti del reparto Covid

ANCONA – Quando la solidarietà corre sui social. Perché è stato grazie ad un post su Facebook che due infermieri degli Ospedali Riuniti “Le Torrette” di Ancona, sono riusciti a raccogliere 40 dispositivi (tablet e telefonini in disuso) con i quali permettere ai pazienti ricoverati nel reparto Covid di fare un cruciverba o effettuare una telefonata.

A raccontare questa storia di solidarietà e umanità, è Alessandra Pignocchi, infermiera del reparto Covid 8 (dove sono ricoverati in media 24 pazienti) e iscritta al sindacato Nursing Up.

“Quando entra nei reparti Covid il paziente è isolato – racconta all’agenzia Ansa – entra solo e spesso esce anche solo. Non c’è la possibilità di comunicare con l’esterno, perché spesso avviene tutto di fretta, gli ambienti sono con le finestre chiuse e misti tra uomini e donne. Anche per noi è difficile stare vicino ai pazienti, quello che vedono quando indossiamo i dispositivi individuali di protezione sono solo gli occhi”.

L’idea di mettere a disposizione dei pazienti tablet e telefonini in disuso, spiega la Pignocchi, è stata condivisa con un altro infermiere: “Ci siamo confrontati con il coordinatore medico, la dottoressa Ilaria Battistoni, con la dottoressa Maria Vittoria Matassini e con la coordinatrice di dipartimento e infine abbiamo raccolto i dispositivi con dei semplici post sui nostri profili privati su Facebook”. Così, con quella semplice idea, è stato possibile consentire ad una persona anziana di fare un cruciverba (“ed era molto felice per questo passatempo”), ad altre di effettuare delle chiamate che le hanno fatte sentire meno sole.

Del resto in isolamento, in un reparto Covid, le giornate sono interminabili: così oltre ai libri, alle riviste e alle radioline sono arrivati questi 40 dispositivi che verranno man mano utilizzati grazie alla connessione wi-fi fornita dall’azienda sanitaria. “Riteniamo che prima di essere buoni professionisti occorre essere ottime persone” spiega ancora Pignocchi, che sottolinea come il gesto sia stato molto ben accolto dai pazienti, che hanno ringraziato gli operatori.

“Una persona anziana ci ha stretto la mano per dirci grazie – racconta – per noi è stato bellissimo. I dispositivi, questa è una cosa importante che abbiamo spiegato a chi ce li ha donati – conclude l’infermiera – per sicurezza saranno dismessi completamente alla fine di questa esperienza, non usciranno più dal reparto. Non torneranno, insomma, indietro ai proprietari o nell’ambiente”.

Salvatore Petrarolo
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