NeXT. Tesi “Il diritto di vivere e morire: riflessioni etiche sull’eutanasia volontaria”

Grande successo per il progetto editoriale denominato NExT (Nurse EXperimental Thesis) targato Nurse Times
Giunge al nostro indirizzo mail redazione@nursetimes.org il lavoro di tesi della dott.ssa BARONE Virginia dal titolo “Il diritto di vivere e morire: riflessioni etiche sull’eutanasia volontaria”, laureatasi presso l’Università degli Studi di Torino, nell’a.a. 2016-17.
…di BARONE Virginia
Introduzione ed obiettivi: Lo scopo di questo lavoro è quello di approfondire alcune delle problematiche correlate all’argomento, cercando di identificare la relazione e specificità del significato di alcuni termini correlati quali: accanimento terapeutico, accompagnamento al morente, eutanasia, assistenza medica alla morte assistita, sedazione terminale, suicidio assistito e testamento biologico. Sono stati considerati alcuni tra i principali riferimenti nazionali e internazionali sull’argomento, considerando anche le problematiche deontologiche (codice di deontologia medico e infermieristico) relative all’assistenza nel fine vita. Nelle conclusioni si cerca di dare una risposta all’interrogativo: quali le alternative praticabili per affrontare questo delicato tema, le cui possibili attuali soluzioni non soddisfano nessuna delle parti in causa?
Materiali e metodi: La revisione della letteratura utilizzata è di tipo critico-narrativa. Sono state condotte due ricerche bibliografiche presso la Biblioteca Didattica del Polo Universitario dell’Azienda Ospedaliero Universitaria San Luigi Gonzaga di Orbassano. Per la ricerca bibliografica sono stati utilizzati articoli scientifici, infermieristici e medici provenienti dalle principali banche dati biomediche: OVID, MIDLINE, CINAHL e PUBMED. Il reperimento della documentazione di interesse è avvenuto anche attraverso la ricerca su siti istituzionali o governativi internazionali, ritenuti tra i più importanti.
Risultati: Dalle ricerche bibliografiche effettuate si è arrivati a reperire 2194 articoli, i quali sono stati selezionati mediante l’applicazione di criteri di inclusione (quali la pertinenza dell’obiettivo e dell’abstract ). Tale procedura ha limitato la ricerca a 1054 articoli, i quali sono stati ulteriormente selezionati ed hanno portato all’utilizzo di un totale di 54 articoli, utili per trattare l’argomento in modo soddisfacente rispetto agli obiettivi posti.
Conclusioni: Il quadro giuridico emergente attualmente in Italia, anche dalla comparazione con gli altri ordinamenti, è di un approccio legislativo particolarmente restrittivo nei confronti dell’autodeterminazione individuale. Attraverso la redazione dell’elaborato, si è potuto verificare come quello legato all’assistenza nel fine vita sia un tema complesso, nel quale vengono inquadrati numerosi “sotto-problemi”. In definitiva, il ricorso alla pratica eutanasica risente del modo in cui nella nostra epoca viene concepita la morte. Emerge la mancanza di una legge che regolamenti le dichiarazioni anticipate di trattamento, per poter far valere il pieno rispetto della volontà e della libertà della persona malata, rispettando contemporaneamente la coscienza e il dovere di cura dell’operatore.
Parole chiave: Euthanasia, Passive Euthanasia, Assisted Suicide, Palliative Care, Aggressive Treatment, End of Life, Biological Will, Palliative Sedation, Ethics of the end of life, Terminal Patient.
 
Allegato
Tesi “Il diritto di vivere e morire: riflessioni etiche sull’eutanasia volontaria”
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Il bambino tra alimentazione e cultura, chiuso il convegno a Palermo: fondamentale la sinergia fra medici e genitori

L’obesità nell’età infantile e la diffusione della cultura della prevenzione, attraverso l’adozione di corretti regimi alimentari, sono stati alcuni dei temi portanti del meeting “ABC, il Bambino tra Alimentazione e Cultura”, organizzato dall’Università degli Studi di Palermo, con il patrocinio della Società Italiana di Pediatria e della Società Italiana di Neonatologia, che si è concluso lo scorso 7 dicembre. L’evento, inserito nel programma di “Palermo Capitale della Cultura 2018”, si è tenuto presso l’Aula Magna della Scuola di Scienze Giuridiche. I lavori sono stati aperti dalla relazione del professor Giovanni Corsello, ordinario di Pediatria dell’Università degli Studi di Palermo, direttore del Dipartimento Materno-Infantile del Policlinico P. Giaccone e past president della Società Italiana di Pediatria, che rileva: “I dati epidemiologici riguardanti obesità e sovrappeso in età evolutiva sono preoccupanti: il 30 – 35% dei bambini in età scolare e degli adolescenti è in sovrappeso e, pertanto, in età adulta è maggiormente candidato a malattie croniche e cardiovascolari, con esiti possibili di disabilità permanenti”. “Accanto a ciò – continua – è sempre maggiore la quota dei bambini che soffrono di patologie conseguenti all’obesità, quali, ad esempio, ipertensione e diabete di tipo 2. Un bambino obeso su 20 ha la glicemia alta, che è condizione di pre-diabete; più del 30% di questi piccoli hanno trigliceridi e colesterolo elevati, con correlati rischi di sviluppare sindrome metabolica e comparsa di aterosclerosi; più del 30% ha grasso accumulato nel fegato; più del 10% di essi ha valori pressori superiori alla norma”. “Il controllo della crescita e dello sviluppo nelle prime età della vita è cruciale per il futuro – evidenzia Corsello – pertanto è  necessario garantire un’alimentazione equilibrata nei vari nutrienti, anche attraverso un impegno sinergico di pediatri e genitori, a partire dai primi 1000 giorni di vita che sono determinanti per la salute futura”. “Le evidenze scientifiche – aggiunge – dimostrano, inoltre, la stretta connessione tra una corretta gestione dell’allattamento e la possibilità di prevenire lo sviluppo di patologie”. Da qui la centralità delle politiche istituzionali di promozione dell’allattamento al seno e di quelle inerenti lo   svezzamento con alimenti sicuri e a misura di bambino. Corsello sul punto sottolinea ancora: “ Il 30 – 50% dei bambini, ad appena 6 mesi di vita, viene già nutrito con latte vaccino: povero di ferro e zinco e nocivo, perché troppo carico di proteine. Bandire il sale e gli zuccheri aggiunti, inoltre, nei primi due anni di vita dei bimbi è un obiettivo fondamentale per prevenire sovrappeso e obesità”. “La prevenzione – afferma Corsello – è un lavoro di squadra, che non può essere individuale, ma richiede una strategica comune ed il coinvolgimento di coloro che operano nel contesto ambientale e sociale in cui il bambino cresce e si sviluppa. In tal senso, dal meeting emerge l’importanza di un messaggio culturale che sia condiviso e perorato, oltre che da pediatri, neonatologi e genitori, su ampia scala”. “L’auspicio della Società Italiana di Pediatria, che a livello ministeriale ha già contribuito insieme alla Società Italiana di Nutrizione Pediatrica, al tavolo tecnico dedicato alla Corretta alimentazione ed educazione nutrizionale nella prima infanzia, con la stesura di un documento dedicato, è quello di pervenire ad un piano di azione in grado di coinvolgere tutti gli stakeolders su questo fronte (scuole, famiglie, istituzioni). Esigenza che appare sempre più urgente visto l’imperversare di modelli, anche di marketing dei Paesi industrializzati, che spingono i bimbi ad essere attratti verso cibi non salutari e verso comportamenti e stili di vita erronei, come l’eccessiva sedentarietà, poiché l’attività fisica retrocede davanti a tv, pc etc., anche per una scarsa motivazione dei genitori, a volte distratti e/o  inconsapevoli”. Un altro dei temi trattati nel corso dell’evento è stato quello delle vaccinazioni. Alberto Villani presidente della Società Italiana di Pediatria e direttore della Pediatria Generale e Malattie Infettive all’Ospedale Bambino Gesù di Roma, sul punto, sottolinea: “Noi come società scientifica dobbiamo fare educazione sanitaria, dalla scuola materna al liceo, e diffondere un’adeguata cultura in questa direzione. In Italia siamo al penultimo posto OCSE. L’importanza delle vaccinazioni va ribadita a tutela di tutti i soggetti, ma soprattutto di quei bambini che hanno dei genitori che non vogliono vaccinarli, affinché comprendano che le vaccinazioni sono necessarie e sicure”. Claudio Romano, professore Associato di Pediatria all’Università di Messina ed esperto di gastroenterologia pediatrica si è soffermato, invece, sui problemi che i bambini con malattie croniche, specialmente correlate con un ritardo dello sviluppo generale, possono presentare nell’alimentarsi con regolarità ed in maniera adeguata. “Infatti – afferma – essi spesso hanno difficoltà nella deglutizione dei solidi e dei liquidi, tendono ad avere rigurgiti o vomito, o fanno fatica a completare i pasti. I sintomi del Reflusso Gastroesofago e della disfagia sono costituiti dalla tosse, mentre si alimentano, dalla produzione di muco, dalla difficoltà a masticare e dallo scarso coordinamento nella deglutizione. Un approccio multispecialistico tardivo a questo tipo di problematiche determina un importante ritardo di crescita e costituisce un rischio per complicanze di tipo respiratorio o polmonare”. “Anche nel neonato o nelle prime settimane di vita – conclude l’esperto – possono essere presenti queste difficoltà ad alimentarsi, per cui una diagnosi precoce ed una dimissione protetta con l’avvio di un adeguato programma di riabilitazione può consentire un recupero veloce di tutte le funzioni motorie che sono correlate con l’alimentazione e con la deglutizione”.
Tra i setting scientifici della due giorni, di particolare rilievo, anche le relazioni di: Stefano Guandalini (Professore di Pediatria all’Università di Chicago) sulla malattia celiaca e di Giuseppe Maggiore (Università di Ferrara) sul tema dell’Alimentazione del bambino con epatopatie.
All’evento, tra gli altri, erano presenti il Rettore Fabrizio Micari, l’Assessore alle Politiche Giovanili, Scuola e Salute del Comune di Palermo Giovanna Marano, i Presidenti della Scuola di Scienze Giuridiche Enrico Camilleri e della Scuola di Medicina Francesco Vitale, il Presidente della Società Italiana di Neonatologia Fabio Mosca.
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Asp di Trapani, 63 anestesisti convocati per la scelta della sede ospedaliera

Sono stati convocati per il giorno 8 gennaio 2019 dall’Azienda sanitaria provinciale di Trapani per scegliere la sede ospedaliera di destinazione i 63 dirigenti medici, specialisti in anestesia e rianimazione, risultati ammessi alla procedura di mobilità, a fronte di una copertura complessiva di 105 posti, bandita dall’ASP trapanese lo scorso luglio, per le aziende sanitarie del bacino della Sicilia Occidentale.
Questi i posti previsti nelle singole aziende: 5 posti ASP di Agrigento, 9 posti ASP di Caltanissetta, 23 posti ASP di Palermo, 29 posti ASP di Trapani, 4 posti AO Villa Sofia Cervello, 16 ARNAS Civico e 19 posti AOU Policlinico di Palermo.
La procedura di mobilità, regionale ed extra regionale, era riservata agli specialisti già in servizio a tempo indeterminato in altre aziende sanitarie.
L’ASP di Trapani, quale azienda capofila, sta intanto procedendo a porre in essere tutte le attività finalizzate anche all’espletamento della procedura concorsuale già bandita per i restanti 42 posti di anestesia e rianimazione, cui si aggiungeranno quelli di coloro, tra i 63 ammessi alla mobilità, che non dovessero accettare la destinazione.
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Promozione delle vaccinazioni, in Sicilia riecco l’Influ-Day

Ritorna in Sicilia l’Influ-Day regionale, con varie iniziative previste domani (giovedì 13 dicembre). A Palermo, l’ambulatorio itinerante per le vaccinazioni con a bordo medici ed operatori del Dipartimento di prevenzione, stazionerà, dalle 9 alle 16, al PTA Albanese di via Papa Sergio. Nella stessa giornata , tutti i centri di vaccinazione (12 della città e 9 della provincia) rimarranno, aperti mattina e pomeriggio.
“Basterà presentarsi muniti di un documento valido di riconoscimento per usufruire della vaccinazione antinfluenzale- spiegano dall’Asp di Palermo- Ci sarà la possibilità di vaccinarsi anche contro i fattori più temibili per adulto a rischio e anziano, e cioè, oltre all’influenza anche contro la polmonite”.
I medici dell’Asp saranno anche a disposizione degli utenti per fornire “una informazione equilibrata ed esaustiva- si legge in una brochure realizzata dal Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria provinciale- sui vantaggi che la pratica vaccinale determina sulla salute del singolo individuo e della comunità”.
La vaccinazione antinfluenzale è gratuita, oltre che per tutte le persone di età superiore a 64 anni, anche per i soggetti in età pediatrica o adulta affetti da malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio, circolatorio, uropoietico, da diabete e da altre malattie del metabolismo e da sindromi da malassorbimento intestinale.
Queste categorie di utenti- considerati soggetti a rischio– devono esclusivamente esibire il documento o il numero di esenzione ticket per patologia. In mancanza, può essere prodotta la certificazione della patologia esistente redatta dal medico curante.
La vaccinazione antinfluenzale è, inoltre, gratuita: per bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico; donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza; ricoverati presso strutture per lungodegenti; medici e personale sanitario di assistenza; familiari a contatto con soggetti ad alto rischio; addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo; personale a contatto con animali, per motivi di lavoro oltre che per tutti i bambini che frequentano le “comunità”.
La vaccinazione antinfluenzale è anche effettuata dai medici di Medicina generale e Pediatri di libera scelta che aderiscono all’apposito programma promosso dall’Assessorato Regionale alla Salute e che, pertanto, provvederanno alla vaccinazione dei propri assistiti.
Iniziative anche a Trapani, dove l’Asp aderisce all’”Influ Day” indetta lo scorso 6 dicembre dal Servizio Igiene pubblica del dipartimento regionale per le Attività sanitarie dell’assessorato regionale alla Salute.
Oltre agli ambulatori vaccinali distrettuali di Alcamo, Castelvetrano, Marsala, Mazara del Vallo e alla Cittadella della salute di Erice Valle, saranno aperti punti di vaccinazioni nelle hall degli ospedali della provincia, dalle 9,30 e alle 12,30.
Il servizio Epidemiologia e medicina preventiva dell’ASP, diretto da Gaspare Canzoneri, in accordo con la direzione strategica aziendale, ha stabilito che la vaccinazione antinfluenzale sarà offerta gratuitamente non solo ai cittadini aventi titolo (i soggetti con età pari o superiore a 64 anni compiuti e i soggetti a rischio), ma anche a tutti coloro che in quella giornata ne faranno richiesta.
Canzoneri ha inoltre predisposto l’invio di poster (vedi allegato) e depliant informativi sull’utilità della vaccinazione a tutti i medici di famiglia e ai pediatri di libera scelta della provincia. La campagna regionale per la Vaccinazione Antinfluenzale 2018/2019 proseguirà fino al prossimo febbraio.
Sempre giovedì 13 dicembre a Catania alle ore 10 presso il Centro Fieristico “Le Ciminiere” (foyer della sala C1), l’Asp di Catania e le tre Aziende Ospedaliere della Città  (“Garibaldi”, “Cannizzaro”, “Policlinico-Vittorio Emanuele”) celebrano l’Influ-day 2018.
Prevista la partecipazione dei vertici delle quattro Aziende sanitarie di Catania, del sindaco della Città, Salvo Pogliese, dei direttori delle Unità Operative e dei Servizi interessati e coinvolti, dei rappresentanti dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta e degli operatori sanitari.
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NeXT. Tesi “Il neonato affetto da cardiopatia congenita Dotto-dipendente”

Grande successo per il progetto editoriale denominato NExT (Nurse EXperimental Thesis) targato Nurse Times
Giunge al nostro indirizzo mail redazione@nursetimes.org il lavoro di tesi sperimentale della dott.ssa Viviana Buongiorno dal titolo “Il neonato affetto da cardiopatia congenita Dotto-dipendente: implementazione di Protocollo Operativo”, laureatasi presso l’Università degli Studi di Bari “A. Moro”, nell’a.a. 2017 – 18.
…di Viviana Buongiorno
 
ABSTRACT
Titolo: Il neonato affetto da cardiopatia congenita dotto-dipendente: Implementazione di Protocollo Operativo.
Background: Le cardiopatie congenite dotto-dipendenti sono caratterizzate da una severa ostruzione dell’efflusso ventricolare destro o sinistro, per cui il flusso sistemico o quello polmonare dipende totalmente dalla pervietà del dotto di Botallo. Necessaria è la stabilizzazione clinica attraverso la somministrazione di prostaglandine subito dopo la nascita.
Obiettivo dello studio: Implementare un Protocollo Operativo finalizzato ad ottimizzare il trattamento assistenziale del neonato cardiopatico e fornire uno strumento lavorativo unico che consenta il controllo dell’efficacia dell’assistenza e la relativa continuità.
Metodi: Si è condotto uno studio retrospettivo su un campione di cartelle cliniche ed infermieristiche di tutte le cardiopatie che si sono verificate nell’U.T.I.N. dell’ospedale “A. Perrino” di Brindisi nel quadriennio 2013/2017, al fine di valutare l’incidenza delle patologie.
E’ stato somministrato un questionario a risposta multipla agli infermieri della stessa U.O.C. per valutare conoscenze e competenze nell’ambito assistenziale delle cardiopatie congenite.
Attraverso la ricerca delle migliori evidenze scientifiche viene progettato ed implementato il Protocollo Operativo Assistenziale.
Risultati: L’analisi del campione relativo alle cardiopatie congenite del quadriennio 2013/2017 nell’ U.T.I.N. dell’ospedale “A. Perrino” ha dimostrato che la prevalenza delle cardiopatie congenite dotto-dipendenti risulta essere in maggioranza (51,83%) rispetto alle cardiopatie non dotto-dipendenti (48,13%). Da tale osservazione è emersa la necessità di approfondire gli aspetti assistenziali specifici per le cardiopatie congenite. I risultati rilevati dal questionario somministrato all’equipe infermieristica hanno dimostrato che le conoscenze dell’ambito necessitano di approfondimento ed aggiornamento e che per poter affrontare la gestione di un paziente affetto da cardiopatia congenita sarebbe necessario implementare uno strumento lavorativo che rappresenti la giusta guida nella pratica clinica. La revisione della letteratura e lo studio delle migliori evidenze scientifiche ha rappresentato la base per la progettazione ed implementazione del Protocollo specifico.
Conclusioni: L’importanza di una cardiopatia congenita per le sue caratteristiche fisiopatologiche e per i rischi clinici che ne derivano, appare un ampio fronte di azione sul quale promuovere la ricerca e lo sviluppo nell’ambito assistenziale. E’ fondamentale l’utilizzo nella pratica clinica di modelli standardizzati che facciano riferimento alle più aggiornate evidenze scientifiche, dando l’opportunità agli infermieri di migliorare l’assistenza erogata ed applicare i risultati della sperimentazione.
Parole chiave: Cardiopatie congenite, dotto-dipendenti, assistenza infermieristica, neonato affetto da cardiopatie congenite.
 
Allegato
Tesi “Il neonato affetto da cardiopatia congenita Dotto-dipendente: implementazione di Protocollo Operativo”
L’articolo NeXT. Tesi “Il neonato affetto da cardiopatia congenita Dotto-dipendente” scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.