Coronavirus, studio finlandese conferma la pericolosità dell’effetto droplet negli ambienti chiusi.

La ricerca, con tanto di simulazione 3D, dimostra l’elevata potenza di diffusione del virus in luoghi come i supermercati.

Una simulazione 3D effettuata dopo uno studio di alcuni ricercatori dell’Università Aalto di Helsinki dimostra che il coronavirus ha una potenza di diffusione incredibilmente elevata. I risultati preliminari, pubblicati sul sito dell’ateneo, rivelano infatti che, in caso di tosse o starnuti, le particelle contenenti il virus possono rimanere nell’aria molto più a lungo di quanto si potesse immaginare. C’è quindi un alto rischio di infezione per via dell’effetto droplet, che è la modalità principale di diffusione del Covid-19, e bisogna prestare molta attenzione soprettutto quando ci si trova in luoghi chiusi, come ad esempio i supermercati.

Dall’animazione 3D risulta evidente che le particelle possono spostarsi attraverso le corsie di un supermercato, con il rischio di infettare altre persone. Nei luoghi chiusi ma accessibili c’è anche il rischio che l’effetto droplet sia accresciuto dalla ventilazione interna delle strutture. Una notizia allarmante, in vista dell’arrivo dell’estate e della necessità di attivare i climatizzatori. «I rischi di contagio – ha spiegato il coordinatore dello studio, il professor Ville Vuorinen – sono concreti e, alla luce di questo studio, dobbiamo ribadirlo: è necessario restare in casa e uscire per fare la spesa il meno possibile. Uno o due metri di distanza di sicurezza tra le persone potrebbero anche non bastare».

Redazione Nurse Times

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Coronavirus, Pasqua un po’ più dolce per i sanitari piemontesi: Ferrero e Caffarel donano uova di cioccolato e colombe.

Bel gesto di solidarietà delle due aziende. L’elogio della Regione.

In occasione dell’imminente Pasqua, Ferrero e Caffarel hanno deciso di fare un regalo speciale al personale sanitario che ogni giorno combatte contro il coronavirus. La famosa azienda di Alba (Cuneo) ha donato 180 quintali di uova Kinder Gran Sorpresa ai volontari della Protezione civile e al personale sanitario e parasanitario che sta operando negli ospedali di tutto il Piemonte. Si tratta di un altro gesto di solidarietà, dopo i 10 milioni di euro donati al commissariato nazionale e i 5 milioni di euro per l’ospedale di Verduno. L’iniziativa è stata ripetuta anche nelle altre regioni più colpite dalla pandemia.

L’azienda di Luserna San Giovanni (Torino), invece, ha consegnato alla Protezione civile oltre nove tonnellate di uova di cioccolata e colombe da destinare al personale e agli anziani delle case di riposo di tutto il Piemonte. Inoltre ha coinvolto bar e pasticcerie, invitandoli a destinare parte dei loro prodotti Caffarel alla Protezione civile piemontese o a un’associazione benefica. Per ogni prodotto donato, Caffarel ne donerà il doppio agli enti con cui sta collaborando.

Marco Gabusi, assessore della Regione Piemonte alla Protezione civile, ha affermato: «Ancora una volta le aziende piemontesi dimostrano di avere un grande cuore. Nonostante le gravi condizioni economiche che si trovano ad affrontare, si sono subito impegnate a portare un conforto a chi è più solo e a quanti si stanno occupando di chi è negli ospedali, nelle strutture e nei ricoveri. A loro e a tutte le altre aziende che stanno dimostrando una generosità che non dobbiamo mai dare per scontata, un sincero grazie. Vorrei che arrivasse a ciascuno il nostro ringraziamento, perché un uovo o una colomba, che in tempi normali ci sembrano una cosa ordinaria, in questo momento rappresentano un gesto di vicinanza a chi sta vivendo in prima linea l’emergenza».

E Chiara Caucino, assessore regionale al Welfare, ha detto: «La generosità delle imprese piemontesi dimostra quanto sia grande lo spirito solidale e di appartenenza alla comunità regionale. Soprattutto nei momenti più difficili, per chi sta lavorando al servizio degli altri è importante non sentirsi solo. Il gesto delle nostre aziende è concreto e simbolico al tempo stesso, a conferma che il tessuto sociale ed economico del Piemonte non si arrende neanche durante le emergenze».

Redazione Nurse Times

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Coronavirus, gli Opi abruzzesi scrivono alla Regione: “DPI inadeguati e insufficienti”.

Le rimostranze dei quattro presidenti degli Ordini provinciali degli infermieri in una lettera inviata al governatore, all’assessore alla Salute e ai dg delle Asl.

I presidenti degli Ordini provinciali delle professioni infermieristiche abruzzesi (Giancarlo Cicolini – Opi Chieti, Maria Luisa Ianni – Opi L’Aquila, Irene Rosini – Opi Pescara, Cristian Pediconi – Opi Teramo) hanno scritto al governatore Marco Marsilio, all’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, e ai direttori generali delle quattro Asl delle quattro province per “esprimere il loro totale disappunto sulla mancanza di rispetto e considerazione della professione infermieristica dimostrata da questa Regione, che in merito all’emergenza Covid-19 è emersa in tutta la sua miseria”.

I quattro presidenti Opi rilevano che “attualmente ci troviamo ad affrontare una serie di problemi”, a cominciare da una “inadeguata protezione degli operatori con DPI di scarsa qualità, inadatti, e insufficienti: “I DPI forniti dalla Regione attraverso la collaborazione con la protezione, risultano inadeguati, manca totalmente la fornitura di copricapo integrali in TNT impermeabili, che possano coprire testa, e collo ci si limita solo alla cuffia, i camici si aprono sul retro, perché non hanno la doppia allacciatura (una interna e una esterna), si alza sul davanti quando si cammina, non ha uno schermo di protezione lungo le braccia (interventi di pronosupinazione o di broncoaspirazione), aumentano di fatto il  rischio di contaminazione, la fornitura di alcune tute non è a norma in quanto manca il requisito contro gli agenti infettivi EN 14123, tra l’altro nemmeno previste tra i DPI, mentre sarebbero le più indicate perché proteggono tutto il corpo”.

Non solo: “Anche se le disposizioni ministeriali indicano tra i DPI di protezione da indossare, il camice, nulla vieta alla Regione di elevare il grado di protezione e sicurezza degli operatori (L. 81 del 2008),  nell’ultimo Rapporto ISS COVID-19, n. 2/2020 Rev. aggiornato al 28 marzo 2020, si raccomanda di valutare a livello locale quale sia il DPI più idoneo nei vari contesti da utilizzare. Ma oltre al danno anche la beffa. Infatti a pagina 10 del documento si consiglia ‘l’uso di  stivali o scarpe da lavoro agli addetti delle pulizie per ripararsi da eventuali schizzi di materiale organico’, e i nostri decisori dovrebbero essere a conoscenza che l’assistenza a questa tipologia di malati prevede interventi invasivi e non, con rischio di schizzi di materiale organico in molti contesti dove  si opera, che va dalle terapie intensive ai reparti Covid+, fino ad arrivare a considerare gli interventi sul territorio (118, territorio), mentre nel documento regionale non sono previsti i gambali di protezione contravvenendo non solo alla norma, ma esponendo tutti i lavoratori ad un rischio di contagio, poiché di fatto gli arti inferiori e le calzature non vengono protette. L’insufficienza inoltre dei DPI porta a non prevedere un cambio durante un turno di lavoro, trattenendo qualsiasi bisogno fisiologico che va dalle 8 alle 10 ore!”.

Redazione Nurse Times

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Coronavirus: l’Emilia Romagna riconosce 1000 euro a medici, infermieri e oss

Bonaccini: “Lavoro che non ha prezzo, un primo gesto a nome dell’intera comunità”

Il governatore dell’Emilia Romagna annuncia un riconoscimento a chi lavora nella sanità pubblica regionale: 1.000 euro a testa a medici, infermieri, operatori sociosanitari dell’Emilia-Romagna, per il lavoro straordinario che stanno facendo ogni giorno in prima linea per fronteggiare l’emergenza sanitaria e curare le persone.

Compresi i medici di medicina generale. Attraverso lo stanziamento di 65 milioni di euro deciso oggi dalla Giunta regionale, insieme a un pacchetto di misure a sostegno di famiglie, imprese, lavoratori, studenti, per la sicurezza nei siti produttivi e a investimenti per un totale di quasi 320 milioni di euro.

Medici, infermieri, operatori sociosanitari: in media, 1.000 euro ciascuno per il loro straordinario lavoro.

La Giunta ha deciso di stanziare 65 milioni di euro per il riconoscimento economico del lavoro svolto in queste settimane sul fronte dell’emergenza Coronavirus a favore del personale del servizio sanitario regionale pubblico, circa 60mila persone, e di quello dei medici convenzionati. Si tratta, in media, di 1.000 euro ciascuno per medici, infermieri, operatori sociosanitari, oltre ai medici di medicina generale, che saranno erogati in una soluzione unica.

Una misura che la Regione ha condiviso con le confederazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil del comparto sanitario e i sindacati della dirigenza medico/sanitaria, così come è già stata avviata una interlocuzione positiva con i rappresentanti dei medici di medicina generale. Utilizzando gli istituti giuridici della contrattazione già esistenti, la misura verrà attuata nelle singole aziende sanitarie con la definizione precisa degli importi sulla base delle funzioni e dell’impegno sostenuto da professionisti e operatori.

20 milioni di euro per l’Hub nazionale terapie intensive in Emilia-Romagna.

D’intesa con il Governo, in Emilia-Romagna nascerà l’Hub nazionale terapia intensiva, una struttura dedicata, sviluppata su più territori, al servizio del Paese, oltre che della nostra regione. Al progetto, che verrà definito e presentato già nei prossimi giorni, la Regione ha deciso di destinare 20 milioni di euro con fondi propri e risorsi nazionali.

Redazione Nurse Times
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Avviso pubblico per infermieri congiunto AOU e AUSL di Ferrara

Avviso Pubblico per soli titoli per il conferimento di incarichi temporanei di Collaboratore professionale Sanitario – Infermiere Cat. D per esigenze comuni dell’Azienda Ospedaliero Universitaria e Azienda USL di Ferrara

Che in attuazione alla determinazione del Direttore del Servizio Comune Gestione del Personale Umane n. 167 del 30.03.2020, esecutiva ai sensi di legge, e’ bandita pubblica selezione, per soli titoli, per il conferimento di incarichi temporanei di: COLLABORATORE PROFESSIONALE SANITARIO – INFERMIERE (CAT. D) PER ESIGENZE COMUNI DELL’AZIENDA OSPEDALIERO UNIVERSITARIA E DELL’AZIENDA USL DI FERRARA

Ai sensi dell’art. 11 del D. Lgs 8/2014 e dell’art. 678, comma 9 del D. Lgs. 66/2010, i posti oggetto del presente avviso sono riservati prioritariamente ai Volontari delle Forze Armate, congedati senza demerito dalle ferme contratte, nonché agli Ufficiali di Complemento in ferma biennale e agli Ufficiali in ferma prefissata che hanno completato senza demerito la ferma contratta (artt. 678 e 1014 del D. Lgs n. 66 del 15/03/2010 e s.m.i.).

Con la presente procedura verranno formulate due distinte graduatorie (una per ogni Amministrazione) che verranno utilizzate dalle Amministrazioni per procedere alla copertura, a tempo determinato, dei posti di Collaboratore Professionale Sanitario – Infermiere (cat. D) che si renderanno temporaneamente vacanti nell’arco temporale di validità delle graduatorie stesse.

La domanda che il candidato presenta deve essere firmata in calce senza necessità di alcuna autentica (art. 39, D.P.R. 28 Dicembre 2000 n. 445). La mancata sottoscrizione della domanda o l’omessa indicazione anche di una sola delle sopraindicate dichiarazioni o dei requisiti per l’ammissione determina l’esclusione dall’avviso pubblico. I candidati devono contestualmente trasmettere fotocopia non autenticata di documento valido di identità personale. La mancata allegazione di fotocopia del documento di riconoscimento determinerà l’esclusione dalla procedura.

Le domande in carta libera con le indicazioni sopra elencate, dovranno pervenire al Servizio per la Tenuta del Protocollo Informatico e la Gestione dei Flussi Documentali dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara (Via Aldo Moro, 8 – Località Cona, Ferrara) entro le ore 12,00 del 15° giorno non festivo successivo alla data di pubblicazione del presente avviso sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia – Romagna.

Le domande si considerano prodotte in tempo utile anche se spedite a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento entro il termine sopra indicato. A tal fine fa fede il timbro e la data dell’ufficio postale accettante.

L’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara non risponde comunque di eventuali disguidi o ritardi derivanti dal servizio postale.

Le domande potranno essere inviate, nel rispetto dei termini di cui sopra e in un unico file in formato PDF, anche utilizzando una casella di posta elettronica certificata, unitamente a scansione del documento di identità del sottoscrittore, all’indirizzo PEC del Servizio per la Tenuta del Protocollo Informatico e la Gestione dei Flussi Documentali: protocollo@pec.ospfe.it.

Pubblicato sul Bur Regione Emilia-Romagna n. 108 del 08.04.2020. Scadenza del termine per la presentazione delle domande: ore 12,00 di 23 aprile 2020.

Redazione Nurse Times

Allegato

Bando avviso pubblico infermieri

Schema domanda di partecipazione
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