L’Europa dello spazio sia più forte

L’Europa dello spazio sia più forte

«L’Europa ha già un ruolo fondamentale di indipendenza strategica nello spazio ma deve potenziarlo ancora di più». È la linea indicata dal Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) Giorgio Saccoccia in occasione degli Stati Generali dello spazio in corso al Maschio Angioino di Napoli.

«La scorsa settimana – ha detto – parlando di ESA sono state prese decisioni importantissime a livello di risorse sui prossimi programmi. Oggi parliamo di Ue, quello che in maniera complementare e sinergica può fare nel settore spazio e sono decisioni che prendiamo come un continente forte, un insieme di nazioni che vogliono avere una strategia indipendente da altri ma anche di supporto alla strategia globale spaziale».

«L’Italia ha un vantaggio, storicamente siamo leader perché copriamo l’intera filiera spaziale. Lo spazio èla nuova frontiera, come nel 1500 quando si parlava di nuovo mondo. Quel nuovo mondo oggi è lo spazio». Lo ha detto Riccardo Fraccaro, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio intervenendo agli Stati Generali dello spazio. «Siamo – ha aggiunto – tra i principali esperti al mondo sia per il lancio, l’hubstream, per i razzi, la costruzione di satelliti e per il down stream cioè servizi al cittadino grazie ai dati satellitari. Questa intensa filiera, dove abbiamo grandi capacità, ci permette di dialogare con tutto il mondo, con tutti i Paesi che stanno spingendo molto. Siamo leader dopo la ministeriale di Siviglia e saremo protagonisti per i prossimi viaggi spaziali su Luna e Marte. È un grande orgoglio».

L’evento è stato organizzato dal Parlamento europeo in collaborazione con Commissione europea, l’Agenzia Spaziale Europea e l’Agenzia Spaziale Italiana.

Negli ultimi anni – ricorda il Parlamento europeo – l’Unione europea ha completato la messa in orbita dei sistemi satellitari EGNOS, Copernico e Galileo, prime infrastrutture fisiche europee che nessuno Stato membro da solo sarebbe stato in grado di realizzare. Le ricadute in termini industriali, d’innovazione, competitività, occupazione, nuovi servizi a cittadini e imprese, sicurezza, difesa, controllo delle frontiere, tutela dell’ambiente, protezione civile, sono state straordinarie, perciò l’Europa deve continuare ad investire in questo settore.

«Nell’attuale proposta di negoziato presentata dalla presidenza finlandese, i fondi destinati alla sicurezza e difesa sono stati ridotti rispetto alla proposta iniziale presentata dalla Commissione». Così il presidente del parlamento europeo David Sassoli durante gli Stati generali dello Spazio a Napoli. «Nel campo della sicurezza si gioca il futuro dell’integrazione», ha spiegato, ricordando come sia ancora incompleto il percorso relativo alla difesa europea «di cui si parla dal 1953». Eppure, nell’attuale proposta di negoziato, al Fondo europeo per la difesa «verrebbe destinata la metà dei fondi originariamente previsti. Lo stesso si applicherebbe alla mobilità militare. In questa fase – ha suggerito Sassoli – mi aspetto che i capi di Stato e di governo mostrino una visione per il nostro continente e per le giovani generazioni che hanno riposto le loro speranze nel progetto europeo».

All’evento svolto al Maschio Angioino hanno preso parte anche i ministri Lorenzo Fioramonti (Miur), Paola De Micheli (Infrastrutture e Trasporti), Lorenzo Guerini (Difesa),  il direttore generale dell’Esa Johann-Dietrich Worner, il direttore dei programmi di Osservazione della Terra di Esa e capo di Esrin Josef Aschbacher.E per parte industriale il presidente di Leonardo Gianni De Gennaro e l’ad Alessandro Profumo; l’ad di Thales Alenia Space Italia Donato Amoroso; l’ad di e-Geos Massimo Claudio Comparini; per Sitael Chiara Pertosa; il presidente e ad di Elettronic Enzo Benigni; il presidente di Avio Aero Sandro De Poli; il presidente del Cira Giuseppe Morsillo; il presidente dell’AIAD Guido Crosetto.

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I girini volano nello Spazio con XenoGRISS

I girini volano nello Spazio con XenoGRISS

L’esperimento finanziato dall’ASI è stato lanciato ieri a bordo della ISS e sarà attivato da Luca Parmitano

Un carico targato Italia quello partito ieri, 5 dicembre, a bordo del CRS-19 di SpaceX dalla rampa di lancio di Cape Canaveral: si chiama XenoGRISS ed è un esperimento con finalità scientifiche ed educative selezionato nell’ambito del Bando dell’Agenzia Spaziale Italiana YiSS – Youth ISS Science 2019, con lo scopo di incoraggiare la collaborazione tra Università e Scuole Secondarie di secondo grado su tematiche inerenti la ricerca spaziale. Il liftoff è avvenuto dalla rampa di lancio di Cape Canaveral per mezzo del razzo Falcon 9, con un giorno di ritardo rispetto alla tabella di marcia.

L’esperimento verrà attivato a bordo della Stazione Spaziale Internazionale da Luca Parmitano il 9 dicembre, con l’obiettivo di studiare la crescita e rigenerazione dei tessuti utilizzando come modello sperimentale girini di Xenopus laevis. Sarà oggetto di studio anche l’alimentazione dei girini in microgravità.

Il progetto è guidato dalla PI Angela Maria Rizzo, del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell’Università degli Studi di Milano, dopo oltre un anno di intenso lavoro e numerosi giorni di preparazione e verifiche tecniche nei laboratori della NASA per integrare il payload. Il team di XenoGriSS è costituito daMonica Monici, co-PI ASAcampus, il Laboratorio Congiunto tra la Div. Ricerca di ASA e il Dip. di Scienze Biomediche Sperimentali e Cliniche dell’Università di Firenze, Stefania Zava, PS Università degli Studi di Milano, Germana Galoforo, PM ASI, Claudia Pacelli, PS ASI, Aleandro Norfini e Michele Balsamo, PD Kayser Italia, Raimondo Fortezza, PIM ASI. Un traguardo, questo, raggiunto superando con impegno e lavoro di squadra le numerose incognite derivanti dall’approvvigionamento dei girini e i cambi di protocollo dovuti all’incertezza relativa alla data del lancio.

 

 

Oltre agli ambiziosi obiettivi scientifici, l’esperimento ha un’importante finalità educativa: un gruppo di studenti dell’I.T.I.S. Meucci di Firenze, guidati dai loro insegnanti, Cartocci Stefano, Alessandro Fortuna e Cristina Meringolo, hanno contribuito alla realizzazione di una parte dell’hardware, con la supervisione di Kayser Italia, hanno visitato i laboratori NASA e assistito al lancio, comprendendo appieno le difficoltà che comporta portare in orbita un esperimento di biologia spaziale.

“L’evento del lancio è stato il coronamento di un anno di lavoro molto impegnativo, a cui gli studenti si sono dedicati con grande passione ed entusiasmo. Con la partecipazione al progetto XenoGRISS gli studenti hanno acquisito un bagaglio di esperienze e competenze eccezionalmente importante”, commenta Stefano Cartocci, leader del team scolastico.

 

 

XenoGriss tornerà a Terra il prossimo mese e il lavoro del team continuerà per altri sei mesi, con l’analisi dei campioni, al fine di comprendere il ruolo svolto dalla forza di gravità nei processi di crescita e rigenerazione. XenoGriss fornirà dati rilevanti che potrebbero essere utili sia nella prospettiva di future missioni spaziali interplanetarie, sia nell’approfondimento di problemi di tipo biomedico sulla Terra.

 

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LARES, missione compiuta! E la prossima è quasi in rampa di lancio

Dopo sette anni di lavoro, il satellite ASI ha prodotto dati rilevanti per verificare la teoria della relatività di Einstein

di Simone Pirrotta – ASI, Unità Esplorazione ed Osservazione dell’Universo

Base di lancio della Guyana Francese ore 7:00 del mattino del 13 febbraio 2012: il vettore VEGA, europeo ma con un cuore italiano, si stacca dalla rampa di lancio con a bordo il satellite LARES dell’Agenzia Spaziale Italiana. Sette anni e un gran numero di misure dopo, come previsto, il satellite ha fornito dati sufficienti per importanti verifiche della teoria della relatività di Einstein.

La teoria di Einstein, che insieme alla meccanica quantistica, è una delle due grandi rivoluzioni della fisica del ventesimo secolo, è stata verificata da numerosi esperimenti ma nessuno è finora riuscito ad unificarle tra loro con successo. Inoltre, le recenti scoperte legate alla cosmologia e fisica fondamentale come l’accelerazione nell’espansione dell’Universo, che è stata associata alla misteriosa energia oscura o a teorie alternative alla relatività, hanno generato un rinnovato interesse a conferme sempre più precise della teoria gravitazionale di Einstein. Così, dopo la misura diretta delle onde gravitazionali dell’osservatorio LIGO e la precisissima conferma del principio di equivalenza ottenuta con il satellite MICROSCOPE del CNES, è stato il satellite LARES dell’ASI a fornire di recente i dati per due nuove conferme della teoria di Einstein.

La prima, pubblicata pochi giorni fa sulla prestigiosa rivista European Physical Journal C riguarda la precisa conferma di un affascinante fenomeno previsto dalla relatività: il gravitomagnetismo. Questo fenomeno è l’analogo nella teoria di Einstein del magnetismo dell’elettrodinamica ma mentre quest’ultimo è dovuto alle correnti elettriche, il gravitomagnetismo è generato da correnti di masse come la Terra che ruota, correnti che curvano ulteriormente lo spaziotempo. Il LARES ha confermato e misurato questo fenomeno con un errore vicino all’uno per cento, valore mai raggiunto prima. Tra gli autori della pubblicazione c’è Roger Penrose, uno dei padri della teoria dei buchi neri, maestro e collaboratore di Steven Hawking.

La seconda conferma, pubblicata pochi giorni fa sull’altra prestigiosa rivista Nature Scientific Reports, è quella del principio di equivalenza di Galilei che è alla base della teoria gravitazionale di Einstein; afferma che tutti i corpi cadono verso il basso con la stessa accelerazione. Grazie al LARES il principio di equivalenza è stato verificato con un errore di una parte su un miliardo. Questo errore, anche se molto più grande rispetto a quello dell’esperimento MICROSCOPE, è stato ottenuto per la prima volta su materiali mai usati prima, e ad una distanza mai sperimentata prima ovvero circa diecimila chilometri dal centro della Terra.

Il prof. Ignazio Ciufolini, responsabile scientifico dell’esperimento LARES, primo autore e ideatore delle due recenti pubblicazioni, attende ora i dati del LARES 2, il nuovo satellite di ASI il cui lancio è previsto nel 2020 e che fornirà dati per ulteriori conferme e indagini scientifiche relativistiche. Una volta in orbita, LARES 2 sarà il satellite la cui posizione sarà misurata con maggiore precisione rispetto ad ogni altro esistente: infatti è atteso un errore nella misura della sua distanza inferiore al millimetro, mentre orbita a circa seimila chilometri di quota dalla superficie terrestre. Questa estrema precisione sarà ottenuta grazie anche alla stazione di telemetria laser satellitare MLRO del Centro di Geodesia Spaziale dell’ASI di Matera, tra le più avanzate al mondo.

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Firmato l’accordo di collaborazione tra ASI ed IILA

Presso la sede dell’Istituto Italo Latino Americano (IILA)

Oggi presso la Sede dell’Istituto Italo Latino Americano (IILA), il Presidente dell’ASI, Giorgio Saccoccia, e il Segretario Generale dell’IILA, Donato Di Santo, hanno firmato il primo accordo di cooperazione. L’IILA, Organizzazione Internazionale intergovernativa, è stata istituita nel 1966 come strumento di stimolo e potenziamento delle relazioni tra l’Italia e l’America Latina. Gli Stati attualmente membri dell’IILA sono: Italia, Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Haiti, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, Repubblica Dominicana, Uruguay e Venezuela.

Con questa collaborazione l’ASI e l’IILA si impegnano ad attivare ogni forma di sinergia ed efficace collaborazione scientifica finalizzata alla promozione di iniziative congiunte, come seminari, conferenze, incontri istituzionali, studi e ricerche in campo aerospaziale. A tal fine, IILA e ASI metteranno a disposizione le proprie competenze, le proprie esperienze e le proprie reti di relazioni nazionali e internazionali.

“La Space Diplomacy è uno dei pilastri della nostra strategia spaziale come indicatoci dalle linee guida firmate dal Primo Ministro- ha dichiarato Giorgio Saccoccia – l’America Latina è una delle regioni di nostro grande interesse, non solo per comunanze storiche, linguistiche ed economiche, ma anche per una comune vocazione sociale ed oggi sempre più scientifica, tecnologica e spaziale. I nostri paesi e le nostre società sono sempre più consapevoli dell’utilità e spesso della necessità di utilizzare la tecnologia spaziale e le applicazioni da essa derivanti nel campo delle telecomunicazioni, dell’osservazione della terra, della navigazione satellitare”.

La dott.ssa Gabriella Arrigo, Responsabile delle Relazioni Internazionali di ASI, ha illustrato ai rappresentanti delle Ambasciate presenti la governance spaziale italiana, nonché le attività e i programmi in cui l’ASI è impegnata a livello nazionale, europeo ed internazionale, focalizzando l’attenzione sulle opportunità di cooperazione con i Paesi Latino Americani.

Alcuni di questi, peraltro, da anni hanno un solido rapporto di cooperazione con l’Italia e l’ASI in particolare, come l’Argentina con il programma SIASGE e l’Istituto di Alti Studi Spaziali “Mario Gulich” a Cordoba (Argentina), il Brasile e il Messico. Con altri, invece, ci sono ottime relazioni in fase di sviluppo e definizione.

Uno dei temi emersi dall’incontro odierno è stato l’opportunità di approfondire il tema della creazione di un’agenzia spaziale latino americana, sul modello di dell’Agenzia Spaziale Europea. In tal senso il Presidente ASI si è dichiarato disponibile a condividere l’esperienza dell’Italia, paese fondatore dell’ESA dal 1975 e terzo paese contributore.

 

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Consiglio ministeriale dell’ESA: il futuro dei programmi spaziali europei

Consiglio ministeriale dell’ESA: il futuro dei programmi spaziali europei

A Siviglia, in Spagna, i rappresenti istituzionali e i capi agenzie dei paesi che compongono l’Agenzia Spaziale Europea hanno tracciato la rotta verso nuovi orizzonti spaziali dei prossimi anni.
Sale la quota del contributo italiano mentre Samantha Cristoforetti tornerà in orbita

Un incremento di quasi un miliardo di euro rispetto alla precedente Ministeriale è quanto la delegazione italiana al Consiglio Ministeriale ESA 2019 ha destinato come contributo del nostro Paese al budget dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per i prossimi tre-quattro anni. La rappresentanza italiana ha proposto una sottoscrizione globale pari a 2.282 miliardi di euro che rappresenta per il nostro Paese una quota del 16% del contributo globale dei 22 Stati Membri dell’ESA. Grazie al ruolo raggiunto dall’Italia nella parte dedicata all’Esplorazione spaziale, è stato assegnato all’Italia il ritorno in orbita per una nuova missione dell’astronauta dell’ESA di nazionalità italiana, il capitano dell’Aeronautica Militare, Samantha Cristoforetti.

Le parole chiave di questa scelta sono: ritorni importanti per l’industria nazionale e garanzia di maggiori livelli occupazionali per tutta la filiera spaziale. L’Italia grazie all’intenso lavoro di tutta la delegazione guidata dal Sottosegretario Riccardo Fraccaro e composta dal presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, ing. Giorgio Saccoccia e dall’ammiraglio Carlo Massagli, segretario del Comitato interministeriale per lo spazio ed aerospazio (COMINT), rafforza il suo posizionamento, ottenendo il ruolo di leadership e co-leadership di numerosi programmi europei.

La missione della delegazione italiana di incrementare il ruolo italiano in ESA in una misura tanto consistente è legata alle grandi opportunità e benefici che dalle attività spaziali derivano. Lo sviluppo di importanti programmi spaziali richiede investimenti consistenti e collaborazione tra Paesi per la crescita del nostro continente è un obiettivo irrinunciabile. La partecipazione agli importanti programmi dell’ESA è parte del più ampio quadro strategico del governo italiano che prevede una azione di interventi complementari e sinergici sia in ambito europeo (ESA e UE) che in quello di cooperazione nazionale e internazionale.

L’appuntamento spagnolo ha registrato una forte convergenza di numerosi paesi europei su programmi fondamentali per l’Italia. In primo luogo, il segmento dei lanciatori che vede l’appoggio alle scelte di proseguire con i nuovi sviluppi delle ulteriori versioni di VEGA (VEGA Evolution). A questo si affianca il grande successo registrato dalla proposta italiana del programma Space Rider, il mini shuttle riutilizzabile. Il veicolo ha raccolto l’attenzione di una ampia filiera di paesi. Si tratta di un programma innovativo che permetterà ulteriormente all’Europa di posizionarsi in prima linea nel delicato e concorrenziale settore dell’accesso allo spazio. Anche l’osservazione della Terra, altro settore di eccellenza italiano, ha ottenuto importanti risorse su segmenti fondamentali per la nostra industria così come le prossime missioni di esplorazione robotica e umana dello spazio.

La scelta dell’incremento è il riconoscimento della forza e della capacità del nostro paese di essere tra le poche nazioni a fornire sistemi chiavi in mano in tutti i segmenti di attività per lo spazio. Una capacità espressa in un tessuto produttivo di grandi e piccole aziende, una rete di università e del mondo della ricerca in grado di manifestare elevate capacità industriali e progettistiche all’avanguardia.
Il settore spaziale rappresenta un investimento economico e infrastrutturale di crescita, in grado di migliorare la vita quotidiana sulla terra con i suoi innumerevoli benefici per la società per il suo complesso. L’esplorazione dello spazio porta con sé oltre lo studio dell’universo che ci circonda, le importanti realizzazioni di tecnologie alla frontiera della conoscenza produttiva e benefici di ordine ambientale con l’osservazione del nostro pianeta dall’alto e con ritorni economici.

«Questa ministeriale ha sancito la leadership dell’Italia nei settori centrali dello spazio. Dall’osservazione della Terra all’esplorazione robotica e umana, passando per i sistemi di lancio, il primato del Paese a livello industriale, scientifico e tecnologico si rafforza in maniera preponderante». Lo afferma il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro. «L’Italia – aggiunge – è il secondo Paese contributore di Copernicus 4.0 e questo consentirà alle nostre aziende di incrementare la competitività nelle gare che verranno indette per lo sviluppo delle sentinelle del programma. Anche nel Future EO abbiamo un ruolo di primo piano che garantirà di generare servizi e applicazioni a beneficio del Paese. Anche nel settore dell’esplorazione l’Italia si afferma come secondo Paese contributore, consolidando la propria leadership nell’esplorazione robotica di Marte con il nuovo programma Mars Sample Return e anche nell’esplorazione umana della Luna con l’I-HAB del Gateway. Quanto al trasporto spaziale, l’Italia ha contribuito in maniera importante affermandosi come Paese leader insieme a Francia e Germania. Inoltre abbiamo raccolto le sottoscrizioni dei Paesi europei attorno al programma Vega e la stessa Francia ha scommesso sull’evoluzione del lanciatore. Sempre sull’accesso allo spazio l’Italia ha la leadership del programma Space Rider ed è capofila di ben 9 stati membri che sostengono il programma del primo vettore riutilizzabile europeo. L’Italia ha un ruolo di primo piano nell’ambito della Space Safety, in virtù della guida allo sviluppo del telescopio Fly-Eye per il monitoraggio dei NEO (Near Earth Objetc). Investendo risorse in GSTP, il programma abilitante delle tecnologie avanzate di base, l’Italia – conclude Fraccaro – sostiene le Pmi nello sviluppo delle innovazioni per il posizionamento nazionale nelle nuove dimensioni della Space Economy».

«Oggi registriamo un risultato estremamente positivo per il nostro Paese. La scelta dell’Italia di fare un così importante incremento negli investimenti è legata – sottolinea il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia – alla decisione dell’Italia di supportare attività spaziali che spostino verso l’Italia reali vantaggi economici e industriali. Si tratta di una proposta che sposta gli equilibri Europei del settore spaziale verso una maggiore leadership del nostro Paese, rispetto ad altri importanti attori storici, quali la Francia e la Germania. Dimostrazione di questo è stata l’adesione entusiasmante di Paesi medio-piccoli nel settore spaziale europeo a programmi a guida italiana, quali l’evoluzione del lanciatore VEGA ed il sistema di trasporto spaziale riutilizzabile Space Rider. Un investimento che sarà su grandi programmi ma anche su temi che permetteranno alle PMI di poter contribuire al futuro di questo settore essenziale. Siamo orgogliosi, inoltre, di aver ottenuto una nuova opportunità di volo per la nostra Samantha Cristoforetti».

I Consigli ministeriali dell’ESA sono appuntamenti triennali nei quali si decidono le attività e gli stanziamenti finanziari per i programmi dei prossimi anni dell’Agenzia europea. Il nostro paese è il terzo contributore dell’ESA. L’appuntamento di Siviglia si è mostrato sin dall’inizio come momento fondamentale di passaggio per un nuovo sviluppo e posizionamento anche dell’Europa su strade rinnovate in vista della grande competizione internazionale che in questo settore è divenuta altamente competitiva. I rappresentanti dell’ESA hanno espresso una forte volontà di confermare e rafforzare il ruolo del nostro continente in campo spaziale. Si tratta della base essenziale che riconosce il comparto sempre più un elemento fondamentale di crescita economica e produttiva dell’economia in generale, la cosiddetta Space economy.

 

 

Quattro le linee principali su cui si punterà
con i maggiori investimenti in ESA:

Esplorazione robotica e umana dello spazio. punti focali saranno le prossime missioni verso la Luna, Artemis e Gateway, e verso Marte con ExoMars e Mars Sample Return. L’Esa ha aderito ad Artemis, il programma USA di esplorazione lunare e l’agenzia è coinvolta soprattutto nella seconda parte della missione con il ritorno sulla superficie lunare. In questo programma abbiamo un duplice coinvolgimento, uno attraverso l’ESA e l’altro con la nostra storica collaborazione con gli statunitensi. Collaborazione da poco rafforza con una intesa recentemente sottoscritta da ASI e NASA dedicata alla riconosciuta capacità delle aziende italiane di realizzare moduli pressurizzati abitativi per lo spazio. Artemis permetterà di sviluppare nuove e sfidanti tecnologie per la realizzazione delle strutture di permanenza degli astronauti in orbita cis-lunare e sulla superficie del nostro satellite. Per l’obiettivo Marte siamo alla vigilia del lancio del programma ESA di ExoMars a guida italiana il cui partenza è prevista per la prossima estate. La successiva tappa Mars Sample Return, l’ambiziosa missione NASA ed ESA, è un programma che punta a raccogliere e a riportare sulla Terra campioni di suolo marziano. Approvata anche la sottoscrizione relativa all’estensione dell’operatività della Stazione Spaziale Internazionale fino al 2024.

Trasporto spaziale. Forte l’interesse e l’investimento italiano in questo comparto che ci vede leader con il nostro lanciatore VEGA e le sue evoluzioni di VEGA C e VEGA E. L’obiettivo degli investimenti è legato anche allo sviluppo di lanciatori ancor più versatili e di piccole dimensioni e a futuri sistemi di trasporto spaziali quali lo Space Rider. Per quest’ultimo programma, l’Italia ha raccolto le sottoscrizioni di molti paesi europei quali Romania, Svizzera, Belgio, Spagna Norvegia. Si consolida così la posizione dell’Italia nel comparto.

Sicurezza dallo spazio. Ruolo di primo piano in questo settore grazie al programma Fly Eye e la partecipazione sostanziale alla missione HERA.  Questo consoliderà un ruolo indiscusso con un posizionamento centrale e incisivo per lo sviluppo di nuove tecnologie chiave per giungere e creare le basi di un imminente sistema di controllo e monitoraggio delle minacce provenienti dallo spazio naturali come gli asteroidi e artificiali come i detriti spaziali;

Osservazione della Terra. L’Italia continua a mantenere il ruolo chiave in questo segmento delicato e fondamentale per monitorare e tutelare il nostro fragile pianeta. Il nostro paese sarà ancor di più coinvolto nel programma UE ed ESA Copernicus  (con la leadership sia per le piattaforme sia per i payload) e nei futuri programmi che porteranno al passaggio di questi sistemi di osservazione verso quelli di nuova generazione di minore dimensione ma di maggiore tecnologia. Il settore dell’osservazione della terra ha, inoltre la grande potenzialità di creare lo sviluppo di molteplici servizi derivanti dall’uso dei dati provenienti dalle immagini satellitari.

Telecomunicazioni e navigazione. Sarà soprattutto il settore delle telecomunicazioni a essere al centro di un grande impegno italiano in questo delicato settore dal forte sviluppo e dai grandi ritorni economici. L’investimento sul quale si punterà in maniera particolare sarà quello legato alle comunicazioni quantistiche nelle quali l’ASI e l’università italiane sono già in posizioni di primo piano nella loro sperimentazione. Importante sarà anche l’intervento e l’attenzione dei finanziamenti verso l’imminente sistema di comunicazione del 5G.

Tecnologie di base e nuovi prodotti tecnologici. Il contributo del nostro paese in questo segmento sarà duplicato rispetto alla precedente Ministeriale ESA di Lucerna del 2016. È un comparto questo capace di generare un elevato numero di innovazioni competitive. Fondamentale per l’ASI sarà la spinta sul GSTP (General Support Technological Program) prodotti tecnologici all’avanguardia e dimostratori in volo da realizzare soprattutto con collaborazioni internazionali. Apriranno alle PMI nuovi posizionamenti e sviluppo nelle nuove dimensioni della Space Economy

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A Siviglia il futuro spaziale dell’Europa

A Siviglia il futuro spaziale dell’Europa

L’Europa dello spazio si riunisce a Siviglia. Nei prossimi due giorni, il 27 e 28 novembre il Consiglio dell’Esa (Agenzia spaziale europea) a livello Ministeriale si riunirà nella città spagnola per il consueto appuntamento triennale nel quale verranno decisi investimenti per programmi di sviluppo da 3 a 6 anni di spesa.

La delegazione italiana sarà composta dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega per lo spazio, on. Riccardo Fraccaro, il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, ing. Giorgio Saccoccia e dall’Ammiraglio, Carlo Massagli segretario del Comitato interministeriale per lo spazio ed aerospazio.

I Consigli ministeriali dell’ESA sono appuntamenti triennali nei quali si decidono le attività e gli stanziamenti finanziari per i programmi obbligatori ed opzionali dei prossimi anni dell’Agenzia europea. Il Consiglio Ministeriale ESA del 2019, per la natura ed entità dei programmi proposti, determinerà gli assetti programmatici ed industriali in Europa per il prossimo decennio. Il nostro paese è il terzo contributore dell’ESA e in questo appuntamento si presenta con la forte volontà di confermare e rafforzare il suo ruolo di primo piano in tutti i segmenti del comparto essendo lo spazio sempre più un elemento fondamentale di crescita economica e produttiva dell’economia in generale, la cosiddetta Space Economy.

Il settore spaziale rappresenta un investimento per il futuro capace di migliorare la vita quotidiana sulla Terra con i suoi innumerevoli benefici per la società nel suo complesso. Le aziende, l’università e la ricerca italiana, guidate dall’Asi hanno raggiunto un’elevata capacità ed eccellenza nel settore, in grado di mettere in campo risposte tecnologiche in tutte le aree di sviluppo spaziale: Scienza, Esplorazione, Osservazione della Terra, Lanciatori, Sicurezza e controllo dallo spazio, Telecomunicazioni e Navigazione e nuove tecnologie.

La partecipazione italiana ai programmi dell’ESA è uno dei principali strumenti che concorrono all’attuazione degli obiettivi strategici del Programma Spaziale italiano, in corso di definizione sulla base degli “Indirizzi di Governo in materia spaziale ed aerospaziale”.

L’Italia ricopre attualmente in Europa ruoli di leadership o co-leadership in molteplici aree, siamo uno dei pochi paesi spaziali capaci di fornire tecnologie e programmi in tutti settori in questo campo: Scienza, Esplorazione e osservazione dell’Universo, Osservazione della Terra, Lanciatori, SSA (sicurezza), Telecomunicazioni e Navigazione e nuove tecnologie. L’Italia dovrà continuare a garantirsi un ruolo adeguato nei programmi dell’ESA per la piena valorizzazione degli investimenti e del know-how già sviluppati nel corso degli ultimi decenni e per favorire un migliore posizionamento competitivo del comparto nazionale. L’Italia è il terzo contributore dell’ESA, dopo Francia e Germania con una quota di oltre il 14% del budget totale dell’Agenzia Spaziale Europea.

Nell’ultimo vertice ministeriale svoltosi a Lucerna nel dicembre del 2016, l’Italia investi investi complessivamente circa 1 miliardo e 300 milioni tra programmi obbligatori (440mln) e facoltativi  (880mln).

Per l’Italia si tratta di un comparto in forte espansione, capace di dare la giusta spinta per l’innovazione tecnologica del Paese e per sostenere lo sviluppo della sua economia in generale.

Pochi numeri per spiegare il settore spaziale italiano:
– 250 imprese, 80% sono PMI con una grande percentuale di microimprese.
– +74% di Start-ups negli ultimi 5 anni.
– Circa 7000 occupati (+15% negli ultimi 5 anni).
– L’industria spaziale italiana copre tutta la catena del valore
– Il valore del prodotto industriale è circa 2 miliardi €/annui

l 66% di questo valore deriva dalle produzioni manifatturiere il restante 34% sono servizi, segmento in crescita.

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