Rinnovo contratto infermieri: il punto di vista della Fials

Rinnovo contratto infermieri: il punto di vista della Fials

Si è tenuto ieri 28 aprile l’ennesimo incontro in Aran sul rinnovo del contratto per il comparto sanitario. Questo il punto di vista della Fials.

Il nuovo incontro con Aran ha posto le condizioni per chiudere la trattativa sul rinnovo del Ccnl Sanità in tempi brevi, con successive calendarizzazioni nel mese di maggio (il 6, 11 e 17) a cui faranno seguito la stipula e la firma conclusiva della preintesa.

Secondo il Presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, queste previsioni sono possibili grazie all’Atto di indirizzo del Comitato di Settore Regioni Sanità con lo sblocco del salario accessorio e il nuovo ordinamento professionale.

Nel corso della trattativa, in relazione ad alcuni articoli del contratto, Fials ha posto considerazioni di carattere generale relative ai fondi contrattuali, chiedendo tre specifici fondi: fondo condizioni di lavoro, fondo premialità e fondo incarichi.

In merito alla progressione economica all’interno dell’area – differenziali economici di professionalità – (ex passaggio di fascia) abbiamo chiesto che il numero dei differenziali per l’Area delle Professioni della Salute e dei Funzionari sia complessivamente di 8 e non di 7 e che per tutti gli operatori ci sia la possibilità che tali progressioni economiche avvengano dopo 2 anni dal beneficio dell’ultima fascia e non dopo 5 anni come proposto invece dall’Aran.

Fials ha inoltre proposto 3 criteri specifici per definire la graduatoria per i passaggi dei differenziali economici: un 40% in base alla valutazione (schede di valutazione individuale ultimi 3 anni), un 40% in base all’esperienza professionale maturata (anzianità di servizio) e un 20% costituito da ulteriori criteri da definire nel Contratto Integrativo Aziendale. Nella proposta abbiamo specificato che riteniamo opportuno eliminare la proposizione dell’Aran secondo cui in nessun caso la graduatoria può essere utilizzata negli anni successivi.

“Abbiamo valutato positivamente la revisione dell’istituto del Lavoro Straordinario – dichiara Giuseppe Carbone, Segretario Nazionale Fials – soprattutto perché è stata accettata la nostra richiesta di mantenere il sistema dell’algoritmo attuale della corresponsione”.

Ancora una volta abbiamo chiesto che per il personale della ricerca sia prevista l’estensione a tempo determinato, l’aspettativa non retribuita come per tutto il personale a tempo indeterminato del comparto sanità e la possibilità di ricoprire incarichi di organizzazione oltre all’incarico di posizione.

“Abbiamo chiesto – conclude Carbone – che le ulteriori risorse economiche, di cui al nuovo Atto di indirizzo del Comitato di Settore, vengano investite per aumentare ulteriormente il valore annuo dei differenziali stipendiali (ex fasce) ed infine di permettere la progressione di carriera a tutti gli operatori e professionisti, anche senza il titolo di studio, come previsto dalla recente legge, per il passaggio dalla propria area all’area superiore”.

Redazione Nurse Times

Super Oss, Migep “gli ordini infermieristici hanno perso di vista la loro professione”
Fiera di Roma, disagi e lamentele alle prove del concorso Asrem per infermieri e oss
Asl Bari assume 127 infermieri vincitori del concorso regionale. Andreula (Opi): “Nulla di nuovo. Sono altre le questioni su cui serve chiarezza”
Mascherina al chiuso, arriva la proroga parziale fino al 15 giugno: ecco dove resta l’obbligo
Rinnovo contratto infermieri: il punto di vista della Fials
L’articolo Rinnovo contratto infermieri: il punto di vista della Fials scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.

Caffeina: che effetti produce sulla salute e sulla vista?

Caffeina: che effetti produce sulla salute e sulla vista?

Lenstore ha analizzato i possibili sintomi a breve e lungo termine, svelando anche la classifica delle città più “caffeinomani” in base al consumo di caffè e al costo di una tazzina al bar.

Per molti di noi la mattina non inizia senza una tazzina di caffè. A darci la carica è la caffeina, una sostanza che troviamo anche in molti altri alimenti, come tè, cioccolata, energy drink e Coca Cola. I suoi benefici sono molteplici: abbassa il rischio di diabete di tipo 2, protegge dall’Alzheimer e dalla demenza, aiuta persino a bruciare i grassi.

Sebbene sia una preziosa alleata per la salute, la caffeina può causare vari problemi se ne consumiamo troppa. Lenstore ha analizzato i possibili sintomi a breve e lungo termine, come vista offuscata, dolori muscolari e insonnia. Inoltre ci svela la classifica delle città più “caffeinomani” in base al consumo di caffè e al costo di una tazzina al bar.

Cosa succede se beviamo troppo caffè? – Un adulto sano non dovrebbe consumare più di 400 mg di caffeina al giorno, cioè quasi quattro tazzine di caffè. In Italia il consumo medio pro capite di caffè è di 3,7 kg. Quali sono i rischi che corriamo se non cambiamo le nostre abitudini?

Ansia – La caffeina stimola la produzione di adrenalina, l’ormone alla base della reazione attacco o fuga (in inglese fight or flight). Consumarne in modo eccessivo intensifica questi effetti, causando nervosismo, ansia e tensione. È stato anche dimostrato che aumenta i livelli di stress, indipendentemente dalla dose ingerita.Insonnia – Se adori il caffè, ricordati di non berlo prima di andare a dormire. La caffeina, infatti, altera i cicli del sonno e impedisce di riposare bene (secondo varie ricerche può rimanere in circolo fino a nove ore). L’insonnia può dare molti problemi alla vista, come ad esempio la secchezza oculare. Per attenuarla, usa un collirio idratante ed evita il più possibile di indossare le lenti a contatto.Emicrania – Sapevi che la caffeina può sia causare che curare l’emicrania? A sostenerlo è un sondaggio condotto nel Regno Unito. Il 22% degli intervistati ha infatti risposto di avere mal di testa dopo l’assunzione di caffeina, mentre il 43% ha affermato il contrario. Com’è possibile? Questa sostanza restringe i vasi sanguigni intorno al cervello, riducendo l’infiammazione e portando quindi sollievo. Non a caso è presente in molti antidolorifici da banco. Tuttavia è questo stesso meccanismo che può far venire l’emicrania. Infatti, quando non si assume caffeina per qualche tempo, i vasi sanguigni si espandono di nuovo e il dolore ritorna.Vertigini e stordimento – Così come altre sostanze stimolanti (ad esempio il tabacco), anche la caffeina riduce l’afflusso di sangue al cervello e abusarne può dare vertigini e stordimento.Tremori muscolari – Troppa caffeina può causare anche vari tipi di spasmi, come ad esempio tremore alle palpebre o alle mani. Spesso si tratta solo di sensazioni passeggere, ma a volte possono significare che è il caso di ridurre il consumo di caffè.Ipertensione sanguigna – La caffeina non sembra incidere sul rischio di malattie cardiache, ma secondo diversi studi aumenta la pressione sanguigna. Ecco perché devi fare attenzione a quanta ne assumi se soffri già di pressione alta: se ne abusi, potresti avere un rischio maggiore di infarto o ictus.Ipertensione e vista – La pressione alta può danneggiare i minuscoli vasi sanguigni che portano sangue agli occhi. La retinopatia è una possibile complicazione che colpisce la retina e può portare offuscamento della vista, sanguinamento oculare e persino cecità. L’ipertensione è anche responsabile di vari problemi al sistema nervoso, che gioca un ruolo importante nella salute degli occhi. Un esempio è la coroidopatia, una patologia che provoca un accumulo di liquido nella retina compromettendo la vista. Vari studi dimostrano anche una correlazione tra il consumo giornaliero eccessivo di caffeina e il rischio di glaucoma per chi ha una predisposizione genetica alla pressione oculare alta. I sintomi del glaucoma sono dolore e rossore agli occhi, vedere anelli attorno a una fonte di luce e vista offuscata. Se non viene trattato, può portare alla cecità.Confusione e allucinazioni – Irritabilità, rabbia, confusione: la caffeina può scatenare una serie di forti emozioni, anche se non viene consumata per un certo periodo. Le reazioni vanno dalla difficoltà di concentrazione alla depressione. Se noti che la tua salute mentale ne risente, parlane con il tuo medico. Inoltre il consumo eccessivo di caffè può alzare i livelli di stress (e quindi quelli dell’adrenalina) causando confusione o addirittura allucinazioni. L’astinenza da caffeina, invece, può spesso causare annebbiamento mentale. Se ti è capitato di avere questi problemi, significa che devi iniziare a ridurre il consumo di questa sostanza.Vista offuscata – Un consumo eccessivo di caffeina può provocare un aumento improvviso dei livelli di zucchero nel sangue. Le possibili conseguenze sono vista offuscata, spasmi oculari e potenzialmente una sensazione di bruciore o formicolio nella zona degli occhi.La classifica delle capitali dove si beve più caffè – Per scoprire quali sono le 20 capitali più “caffeinomani” Lenstore ha esaminato diversi parametri: il consumo di caffè, il numero di bar per miglio quadrato (2,59 km2) e il costo medio di una tazzina di caffè. Vediamo i risultati.

La top 20 delle capitali più caffeinomani

PaeseCittàN. di barBar per miglio quadrato (2,59 km2)Bar per 10 miglia quadrate (25,9 km2)Consumo pro capite di caffè (kg) all’annoCosto di un caffè (€)GreciaAtene26117,4174,02,42,96SloveniaLubiana450,77,16,11,86ItaliaRoma6771,413,63,41,30FinlandiaHelsinki1130,44,19,63,97PortogalloLisbona1694,343,32,61,78UngheriaBudapest3401,716,73,11,51SveziaStoccolma1442,019,78,24,01Paesi BassiAmsterdam1862,221,96,73,53IslandaReykjavík410,43,994,15Costa RicaSan José402,423,53,72,20SpagnaMadrid4842,120,832,02Corea del SudSeoul21929,493,72,63,65GermaniaBerlino6892,020,05,23,05ColombiaBogotá1560,32,51,41,11AustriaVienna2871,817,95,53,46EstoniaTallinn711,111,54,22,81BelgioBruxelles681,110,84,93,15FranciaParigi2877,070,03,23,83Repubblica CecaPraga4382,322,82,32,30IrlandaDublino2345,150,93,53,54Con 677 bar, Roma si piazza al terzo posto tra le capitali dove si consuma più caffè, subito dopo Berlino (689) e Londra (1570). La città eterna è anche uno dei posti più economici al mondo dove bere un caffè (1,30 €), battuta solo da Bogotà (1,11 €) e Istanbul (1,13 €). Atene, invece, si classifica al primo posto come la città più ossessionata dal caffè in generale. Conta infatti più di 174 bar per 10 miglia quadrate, seguita dalla Corea del Sud (94) e dalla Francia (70).

Ma chi beve più caffè? I Paesi nordici dominano la top 10, dove troviamo Finlandia, Islanda e Svezia. La Finlandia ha addirittura un consumo pro capite annuo di 9,6 kg di caffè, più del triplo rispetto a quello di nazioni come il Regno Unito (1,7 kg), la Nuova Zelanda (1,3 kg), gli USA (3,1 kg) e la Francia (3,2 kg). In fondo alla classifica troviamo la Turchia, con un consumo pro capite di soli 0,4 kg all’anno. Stranamente, gli Stati Uniti consumano meno caffè della maggior parte degli altri Paesi (3,1 kg) e il Regno Unito è tra gli ultimi sette.

Le 10 città dove un caffè costa meno

CittàPaeseCosto di un caffè (€)BogotáColombia1,11IstanbulTurchia1,13RomaItalia1,30BudapestUngheria1,51LisbonaPortogallo1,78LubianaSlovenia1,86Città del MessicoMessico2,00MadridSpagna2,02San JoséCosta Rica2,20BratislavaSlovacchia2,21Bogotà si aggiudica il titolo di città più economica dove prendere un caffè: costa solo 1,11 €, quasi un quinto del prezzo che troviamo a Copenaghen (5,35 €). In generale, l’Europa e il Sud America dominano la classifica: Roma, ad esempio, si piazza al terzo posto con 1,30 €.

Le 10 città con il numero più alto di bar per miglio quadrato (2,59 km2)

CittàPaeseBar per miglio quadrato (2,59 km2)AteneGrecia17,4SeoulCorea del Sud9,4ParigiFrancia7,0TokyoGiappone6,0DublinoIrlanda5,1LisbonaPortogallo4,3LondraRegno Unito2,6CopenaghenDanimarca2,5San JoséCosta Rica2,4PragaRepubblica Ceca2,3Metodologia – Ai fini di questo studio, Lenstore ha analizzato gli effetti a lungo e a breve termine del consumo elevato di caffeina, sia a livello fisico che psicologico. Per scoprire in quali capitali si consuma più caffè, ha poi esaminato: il consumo di caffè pro capite, il costo medio di un caffè e il numero di bar per miglio quadrato. Infine ha utilizzato Google Keyword Planner per ottenere una seed list con i tipi di caffè più amati in 38 Paesi.

Redazione Nurse Times

Caffeina: che effetti produce sulla salute e sulla vista?
Super Oss. Valentina, infermiera “la nostra Laurea è carta straccia”
Michele Tebaldi e la tuta a elettrodi che gli ha cambiato la vita: “Ho ripreso il controllo del mio corpo”
Studio Usa: “Apnea notturna aumenta rischio di comportamenti pericolosi alla guida”
Conoscere gli esami ematochimici: la VES (velocità di eritrosedimentazione)
L’articolo Caffeina: che effetti produce sulla salute e sulla vista? scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.

Super Oss. Valentina, infermiera “la nostra Laurea è carta straccia”

Super Oss. Valentina, infermiera “la nostra Laurea è carta straccia”

Gentile Direttore di NurseTimes

da infermiera con tanto di laurea triennale e master di I livello in Management e funzioni di coordinamento e che dall’alto si vuole, a breve, trasformare in carta straccia, giacché si pretenderà la Magistrale per poter coordinare un reparto, dico che tutto ciò è un sopruso e l’ennesima mancanza di rispetto da parte di chi dovrebbe rappresentarci e tutelarci.

A noi infermieri ITALIANI (e non agli stranieri) son richiesti titoli su titoli di studio universitari, per poter persino svolgere il demansionante “giro letti” (cosa che ancora ci viene pretesa da tantissime Asl e strutture varie, pur essendo professionisti laureati e senza che il nostro “caro” (in tutti sensi) Ordine faccia qualcosa.

E mentre il suddetto Ordine permette di avallare la creazione di un’aberrante figura che ricalca grosso modo l’obsoleto infermiere generico di un tempo, pur di far sì che le Rsa & company abbiano a loro disposizione una sorta di “infermiere” di serie Z, ignorante e devoto, che possa sostituire il vero Infermiere, ingenerando, oltretutto, in questo modo, ancor più confusione in chi ancora ci vede come dei meri esecutori delle prescrizioni mediche (ed evito di indicare quel termine umiliante che ci viene appioppato dalla gente, pur essendo stata creata, da tempo, la figura dell’oss, deputata a svolgere tale mansione).

Ora mi domando e dico se ci si rende veramente conto delle ripercussioni di questa mossa a dir poca scellerata.

A questo punto credo sia giusto, da parte di noi veri Infermieri laureati, non corrispondere l’onerosa retta annuale all’Opi.

MANDATECI IL VOSTRO PENSIERO A REDAZIONE@NURSETIMES.ORG

Redazione Nurse Times

Caffeina: che effetti produce sulla salute e sulla vista?
Super Oss. Valentina, infermiera “la nostra Laurea è carta straccia”
Michele Tebaldi e la tuta a elettrodi che gli ha cambiato la vita: “Ho ripreso il controllo del mio corpo”
Studio Usa: “Apnea notturna aumenta rischio di comportamenti pericolosi alla guida”
Conoscere gli esami ematochimici: la VES (velocità di eritrosedimentazione)
L’articolo Super Oss. Valentina, infermiera “la nostra Laurea è carta straccia” scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.

Michele Tebaldi e la tuta a elettrodi che gli ha cambiato la vita: “Ho ripreso il controllo del mio corpo”

Michele Tebaldi e la tuta a elettrodi che gli ha cambiato la vita: “Ho ripreso il controllo del mio corpo”

Grazie alla Exopulse Tuta “Mollii” di Ottobock il 30enne di Caldiero (Verona) riesce a combattere la tetraparesi.

Michele Tebaldi, 30 anni, è un ragazzo di Caldiero (Verona) che fin dalla nascita soffre di tetraparesi distonica, una una malattia cerebrale che ha influenzato gravemente la sua motricità e la sua possibilità di comunicare con gli altri.

“Nonostante tutto – racconta lui stesso –, ho sempre cercato di vivere una vita normale, come quella di un qualsiasi altro ragazzo della mia età, battendomi per aprire nuove porte e opportunità per le persone come me, perché credo nei miei sogni e non mollo mai. La malattia non mi ha impedito di inseguire i miei sogni e infatti ho frequentato l’Università di Trento laureandomi con successo per ben tre volte in materie scientifico-biologiche”.

Spinto dalla voglia di avere una vita più sostenibile, sana e attiva, nel 2021 il ragazzo ha lanciato insieme ai suoi amici una campagna di raccolta fondi che aveva tra i suoi obiettivi quello di acquistare la Exopulse Tuta “Mollii” di Ottobock. La tuta è in grado di prevenire e combattere diverse forme di rigidità, consentendo a chi la indossa di riprendere il controllo sul proprio tono muscolare. Indicata per le persone affette da paralisi cerebrale infantile, ictus, sclerosi multipla, danno cerebrale acquisito, lesioni del midollo e altre patologie o traumi, Mollii può essere utilizzata anche per alleviare i dolori muscolari cronici e in campo sportivo.

“Si tratta di una tuta molto attillata, con all’interno una serie di elettrodi in vari punti che devono essere a contatto diretto con la pelle, per cui va indossata senza vestiti sotto – continua Michele –. C’è un apparecchio che va messo sopra gli appositi attacchi magnetici: da lì partono dei microimpulsi elettrici che aiutano i muscoli a distendersi e a muoversi con più scioltezza. Io la uso un’ora ogni due giorni, perchè gli effetti della Mollii durano dalle 24 alle 48 ore. Mi sento più saldo e sicuro sulle gambe quando mi alzo in piedi. Ci sono altri due effetti importanti: il mio braccio destro è visibilmente meno rigido e riesco ad aprire meglio la mano destra, e soffro molto meno di cloni (tremori muscolari in situazioni di stress e stanchezza)”.

I miglioramenti di Michele sono monitorati dai terapeuti, che modificano gli esercizi in base ai progressi, e dai tecnici Ottobock. Per il ragazzo è cominciato un nuovo capitolo della sua vita. Grazie alla visibilità ottenuta con la campagna di raccolta fondi, Michele è entrato in contatto con la realtà del wheelchair rugby e adesso fa parte della squadra dei Mastini Cangrandi. Inoltre, il 24 febbraio, giorno del suo compleanno, ha ricevuto la visita di Michele Mortali, giocatore del Verona Rugby.

Ma la storia di Michele Tebaldi non finisce qui. Pochi mesi fa è stato scelto come testimonial per la campagna internazionale sulla Exopulse Tuta Mollii, diventando uno dei protagonisti di un video-racconto diretto dal regista Rocco Di Mento, per la casa di produzione GingerMedia.

La tuta consiste di un paio di pantaloni, una giacca e una unità di controllo che invia stimolazioni agli elettrodi presenti nella tuta. I 58 elettrodi devono essere attivati e programmati durante una sessione di prova con un tecnico formato. Ogni programmazione è individuale e viene salvata sull’unità di controllo. La tuta sfrutta un basso livello di corrente per ridurre la tensione dei gruppi muscolari individuati. La corrente stimola l’antagonista del muscolo spastico, inducendone l’inibizione reciproca: un meccanismo fisiologico naturale.

Redazione Nurse Times

Fonte: Verona Oggi

Caffeina: che effetti produce sulla salute e sulla vista?
Super Oss. Valentina, infermiera “la nostra Laurea è carta straccia”
Michele Tebaldi e la tuta a elettrodi che gli ha cambiato la vita: “Ho ripreso il controllo del mio corpo”
Studio Usa: “Apnea notturna aumenta rischio di comportamenti pericolosi alla guida”
Conoscere gli esami ematochimici: la VES (velocità di eritrosedimentazione)
L’articolo Michele Tebaldi e la tuta a elettrodi che gli ha cambiato la vita: “Ho ripreso il controllo del mio corpo” scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.

Studio Usa: “Apnea notturna aumenta rischio di comportamenti pericolosi alla guida”

Studio Usa: “Apnea notturna aumenta rischio di comportamenti pericolosi alla guida”

Il problema riguarda soprattutto gli anziani. Lo rivelano i ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis.

Le persone con apnea notturna si svegliano stanche al mattino, indipendentemente dalle ore effettive di sonno. Anche se le interruzioni nella respirazione non risvegliano le persone con apnea, impediscono loro di sprofondare in un sonno profondo e ristoratore. 

Secondo uno studio condotto dai ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis, per ogni otto interruzioni della respirazione ogni ora, le probabilità di avere comportamenti pericolosi alla guida (come accelerare, frenare bruscamente o accelerare improvvisamente) aumenta del 27%. Gli anziani hanno maggiori probabilità di sviluppare apnea notturna e hanno anche maggiori probabilità di essere gravemente feriti o uccisi in un incidente d’auto.

I risultati, disponibili online sulla rivista Sleep, suggeriscono che lo screening degli anziani per l’apnea notturna e per il trattamento, se necessario, può aiutare le persone anziane a continuare a guidare in sicurezza più a lungo. “La percentuale di anziani con apnea notturna lieve va dal 30% al 50%, ma se non hanno sonnolenza diurna o altre prove di compromissione, potrebbero non rivolgersi al medico”, spiega Brendan Lucey, co-autore senior dello studio, MD, professore associato di neurologia e direttore del Centro di medicina del sonno della Washington University. 

Le persone di età pari o superiore a 65 anni in genere sono i conducenti più responsabili sulla strada, rispettano i limiti di velocità, guidano sulla difensiva ed evitano di guidare di notte, in caso di maltempo e in luoghi sconosciuti. Ma i cambiamenti che spesso si verificano con l’avanzare dell’età, come il deterioramento della vista, riflessi più lenti e difficoltà a dormire, possono minare anche le abitudini più sicure.

Lucey ha collaborato con il ricercatore Ganesh M. Babulal, PhD, OTD, un assistente professore di neurologia e co-autore senior del documento, per studiare la relazione tra apnea notturna e comportamenti di guida rischiosi. I partecipanti sono stati reclutati dagli studi in corso presso il Charles F. e il Joanne Knight Alzheimer Disease Research Center (Knight ADRC) della Washington University.

Babulal e Lucey hanno monitorato le abitudini di guida e del sonno di 96 anziani in condizioni reali, utilizzando un test da portare a casa e disponibile in commercio per identificare le persone con apnea notturna e misurarne la gravità. Meno di cinque interruzioni respiratorie all’ora sono considerate normali. Da cinque a 15 indicano un’apnea notturna lieve. Da 15 a 30, moderata. Superiore a 30, grave.

Per valutare le abitudini di guida i ricercatori hanno installato un chip sviluppato da Babulal e colleghi nei veicoli personali dei partecipanti e hanno monitorato la loro guida per un anno, concentrandosi su episodi di frenata brusca, accelerazione improvvisa e eccesso di velocità. In totale hanno raccolto dati su oltre 100mila viaggi.

I partecipanti sono stati anche valutati dai ricercatori del Knight ADRC per i disturbi cognitivi e i segni della malattia di Alzheimer precoce. Anche se tutti i partecipanti erano cognitivamente normali, circa un terzo presentava alterazioni cerebrali indicative della malattia di Alzheimer in fase iniziale. I ricercatori hanno scoperto che la frequenza con cui i conducenti facevano mosse pericolose al volante aumentava parallelamente alla frequenza con cui il loro sonno veniva interrotto di notte, indipendentemente dal fatto che il loro cervello portasse i segni dell’Alzheimer precoce.

“La guida comporta sempre il rischio di incidenti e gli anziani sono a rischio di lesioni più gravi rispetto ai giovani se subiscono un incidente – conclude Babulal –. Ma non possiamo semplicemente chiedere loro di rinunciare alla guida. Quando le persone anziane smettono di guidare, perdono molta della loro indipendenza e mobilità, che è spesso associata a risultati negativi sulla salute e sociali. Quello che vogliamo capire è cosa li mette a maggior rischio, in modo da poter intervenire e aiutarli a rimanere al volante, in sicurezza, il più a lungo possibile”.

Redazione Nurse Times

Fonte: MSD Salute

Caffeina: che effetti produce sulla salute e sulla vista?
Super Oss. Valentina, infermiera “la nostra Laurea è carta straccia”
Michele Tebaldi e la tuta a elettrodi che gli ha cambiato la vita: “Ho ripreso il controllo del mio corpo”
Studio Usa: “Apnea notturna aumenta rischio di comportamenti pericolosi alla guida”
Conoscere gli esami ematochimici: la VES (velocità di eritrosedimentazione)
L’articolo Studio Usa: “Apnea notturna aumenta rischio di comportamenti pericolosi alla guida” scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.