Piemonte, Nursing Up: contrari all’inutile progetto dei Pronto Soccorso privati

Delli Carri: “Per fare efficienza si assuma e si programmi in modo adeguato, senza correre ai ripari con inutili artifici”

Il Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta, sindacato degli Infermieri
Italiani e delle professioni sanitarie, è del tutto contrario
all’eventualità che realtà sanitarie private possano attivare delle strutture
di Pronto Soccorso. Si tratta di un
progetto insensato sia per la complessità che una struttura di Pronto Soccorso
deve avere, visto l’enorme ventaglio di patologie che in questi luoghi
vengono affrontate e che una struttura privata non ha la possibilità di gestire
in modo efficace, sia per l’aggravio di
costi che tale progetto potrebbe causare.

L’idea di Pronto Soccorso gestiti
in modo privatistico è del tutto inaccettabile.

Per affrontare eventuali, ma
sempre più inevitabili a quanto pare, disavanzi nel bilancio della sanità del
Piemonte, invitiamo l’assessorato a
convocare al più presto un tavolo con le rappresentanze sindacali in modo da
programmare interventi realmente efficaci che possano risolvere o migliorare la
situazione, senza ricorrere a idee estemporanee e non sostenibili come
quella di permettere ai privati di aprire dei Pronto Soccorso.

Claudio Delli Carri, segretario regionale del Piemonte e Valle d’Aosta del Nursing Up, attacca: “In sanità si parla sempre di intasamento e sovraffollamento, e invece di creare percorsi che possano essere realmente efficaci, si va a pensare di far nascere Pronto Soccorsi privati i quali, poi, per risolvere eventuali emergenze, andrebbero a sovraccaricare ulteriormente le strutture pubbliche, trasportando i malati che non possono essere seguiti, come pacchi, da un ospedale pubblico all’altro.

Dal punto di vista organizzativo e sanitario, tale idea non ha senso. Anche dal punto di vista economico – aggiunge Delli Carri – la proposta non sta in piedi, perché i costi aumenterebbero a dismisura, anche solo per i trasporti, quando già oggi sommando le privatizzazioni attuate è come se fossero nate due Asl in più. E poi che tipo di assistenza, a lungo andare, si garantirebbe nel privato, dove il business, ovviamente, incide sulle decisioni? La sanità del soccorso non è e non può essere un business”.

“Piuttosto il problema è politico – conclude Delli Carri –. Se il timore è il disavanzo, è necessario andare a Roma spiegando l‘efficienza e l’efficacia del sistema sanitario Piemontese e domandando quindi, in sede di riparto nazionale, le cifre corrette perché esso sia sostenuto. Altre regioni ci riescono egregiamente. Perché noi no?

Per aumentare efficienza ed efficacia, poi, basta dare seguito alle assunzioni, che si possono fare vista la possibilità di aumentare i tetti di spesa descritta dal nuovo patto per la salute. Assunzioni che andrebbero a rifocillare gli organici smaltendo stanchezza, iperlavoro e sovraccarico, di coloro che oggi operano negli ospedali. Ciò creerebbe maggiore efficacia e ed efficienza.

Se la coperta è corta, la soluzione non è ricorrere ai privati, ma creare un’organizzazione per la sanità piemontese che funzioni, individuando le cifre corrette per farla funzionare e poi rispettando tali cifre. Non possono essere i pazienti e il sistema sanitario a pagare le inefficienze della burocrazia, che per riparare alla propria incapacità di reagire in modo corretto, quando si parla di programmazione sanitaria, trova soluzioni come il deleterio artificio dei Pronto Soccorso privati”.

Redazione Nurse Times
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Eva Grimaldi dalla parte degli infermieri: video contro le aggressioni, la campagna Nursing Up #NoViolenzasuglinfermieri

Continua l’impegno del sindacato Nursing Up contro l’aggressione agli operatori sanitari

Roma, 16 gen. – All’indomani dell’ennesima aggressione a due infermiere all’ospedale Cardarelli di Napoli, prosegue la campagna di sensibilizzazione del sindacato Nursing Up contro le aggressioni agli operatori sanitari con l’adesione di Eva Grimaldi, dopo Simona Ventura e gli attori Giorgio Colangeli, Michela Giraud e Massimiliano Vado. Già impegnata nella lotta per i diritti umani, e in particolare di quelli LGBT, l’attrice di cinema e popolare volto tv, recentemente vista su Rai1 in Tale e quale show, ha voluto lanciare anche lei sui social un accorato appello per dire no alla violenza.

“Nel nostro Paese un infermiere su dieci ha subito violenze sul lavoro e il 4% è stato minacciato con una pistola. Non si tratta solo di aggressioni fisiche – spiega nella clip la Grimaldi – ma anche verbali, subendo comportamenti umilianti e mortificanti. A lanciare l’allarme è stato il sindacato degli infermieri Nursing Up, diffondendo i dati dell’indagine condotta con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per misurare a che livello di violenza siamo arrivati. Sono tremila i casi di aggressione, di cui solo milleduecento quelli denunciati”.

Per il sindacato degli infermieri Nursing Up si tratta solo della punta dell’iceberg di un fenomeno che sta esplodendo, un tema di scottante attualità sul quale proprio oggi il ministro della Salute, Roberto Speranza, riunirà l’Osservatorio permanente per la garanzia della sicurezza e per la prevenzione degli episodi di violenza ai danni di tutti gli operatori sanitari.

“Ma non basta un Osservatorio – interviene il presidente Nursing Up Antonio De Palma – né l’approvazione di un Ddl Antiviolenza che giudichiamo insufficiente in quanto non prevede la procedibilità d’ufficio. Chiediamo alle istituzioni che si dia una risposta immediata e decisa: non c’è più tempo da perdere perché la situazione sta precipitando di giorno in giorno”.

Dal 15 gennaio, stando a quanto annunciato dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, sono state attivate le telecamere sulle ambulanze in servizio nel territorio di Napoli e nei presidi ospedalieri verranno realizzati sistemi di videosorveglianza collegati con le forze dell’ordine, dopo una serie di episodi culminati con il sequestro di un’ambulanza con a bordo il personale del 118. “Ma l’emergenza riguarda tutto il territorio nazionale – attacca De Palma – sui giornali è un bollettino di guerra continuo che va da nord a sud del paese”. Nei giorni scorsi a Sassari è stato lanciato un petardo su un’ambulanza che è bruciata, mentre a Milano un soccorritore è stato preso a calci e pugni.

Per affrontare l’emergenza il Nursing Up ha approntato una serie di iniziative a sostegno degli infermieri ed è l’unico sindacato a garantire alle vittime di violenza l’assistenza legale gratuita per tutti gli iscritti, ai quali ha anche somministrato online una survey dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per misurare l’entità del fenomeno in Italia. Ma occorre anche operare al livello culturale un’inversione per fermare questa escalation drammatica, per questo il sindacato infermieristico ha ideato la campagna #noviolenzasuglinfermieri che prevede la diffusione di videomessaggi in rete di video di un minuto per la regia di Carolina Ielardi con personaggi del mondo dello spettacolo.

Per sostenere questa battaglia di civiltà e dire no alle aggressioni, basta condividere questo articolo con la clip della campagna con lo slogan: “Aiutaci a curarti”.

Il video con Eva Grimaldi è disponibile al link

Redazione Nurse Times
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Parmitano in collegamento con gli studenti dalla ISS

Venerdì 17 gennaio ore 13:55 videochiamata tra Luca Parmitano e gli studenti delle scuole presenti all’auditorium dell’Agenzia spaziale italiana

Per seguire la diretta clicca qui.



 

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Padova: infermiere fuori servizio rianima vittima di incidente stradale di fronte alla palestra nella quale si stava allenando

Un gesto eroico compiuto da un infermiere fuori servizio è stato raccontato da Domenico Scibetta, direttore generale dell’Ulss 6 Eugenia

Alberto Fumian racconta con modestia e un certo imbarazzo la storia di salvataggio che lo ha visto protagonista ieri. Lui, infermiere di Pronto Soccorso agli Ospedali Riuniti Padova Sud di Monselice, ne ha affrontate di situazioni di emergenza, ma questa volta l’imprevisto si è presentato fuori orario di servizio, a “cartellino stimbrato” per così dire.

È in palestra ad allenarsi quando lo informano che c’è stato un incidente, un uomo ha avuto un infarto e si è schiantato con la macchina proprio sulla ringhiera adiacente al parcheggio della palestra. Alberto non perde tempo, esce di corsa così com’è, in tuta da ginnastica con T-shirt e pantaloncini corti.

Arrivano anche i proprietari della palestra hanno già estratto l’uomo dal veicolo, coadiuvati dai Carabinieri di passaggio per puro caso. Già pronti sul posto anche defibrillatore, mascherina per la ventilazione e forbici per tagliare i vestiti. Alberto può così farsi carico personalmente delle manovre di rianimazione cardiopolmonare, che continua a praticare finché non arriva l’ambulanza medicalizzata dall’Ospedale di Monselice.

“Ho fatto solo il mio dovere”, ci tiene oggi a precisare smarcando le domande di colleghi e amici che lo assediano. “Qualsiasi altro operatore sanitario avrebbe fatto lo stesso al mio posto”. L’uomo che ha contribuito a salvare si trova ora ricoverato, ma non è in pericolo di vita. Passata l’adrenalina del momento, ad Alberto – in foto assieme al direttore di Pronto Soccorso di Monselice Roberta Volpin – resta l’onesta soddisfazione di aver fatto ciò che era giusto fare. Con il mio più sincero ringraziamento per essersi dimostrato “eroe” anche senza la divisa addosso.

Dott. Simone GussoniL’articolo Padova: infermiere fuori servizio rianima vittima di incidente stradale di fronte alla palestra nella quale si stava allenando scritto da Simone Gussoni è online su Nurse Times.

Napoli: debuttano le prime ambulanze del 118 dotate di videosorveglianza e pulsante antiaggressione

Napoli: debuttano le prime ambulanze del 118 dotate di videosorveglianza e pulsante antiaggressione

Come preannunciato pochi giorni fa oggi è entrata in servizio la prima ambulanza del 118 dotata di sistema di video sorveglianza e pulsante antipatico, per contrastare le quotidiane aggressioni al personale sanitario.
“Oggi abbiamo messo in servizio la prima ambulanza pienamente attrezzata per il controllo esterno, per il controllo interno e con un pulsante di collegamento con le centrali della polizia e dei carabinieri, oltre che con un sistema di geolocalizzazione per cui sappiamo in ogni istante dov’è l’ambulanza e da dove chiede soccorso. Abbiamo garantito condizioni ottimali di sicurezza per il nostro personale
Sono le parole del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca in occasione della presentazione della prima ambulanza equipaggiata con le telecamere come deterrente per le aggressioni a medici, infermieri e soccorritori sulle ambulanze.
Giuseppe Alviti e l’avv. Mauro PanicoUno degli operatori a bordo del mezzo di soccorso sarà dotato anche di una bodycam, ovvero una telecamera integrata nella giacca che permetterà di videoregistrare tutto ciò che accade attorno a chi la indossa.
Tutte le 19 ambulanze del 118 dell’Asl Napoli 1 saranno ora attrezzate con questi sistemi di sicurezza.
“Si muove qualcosa, certamente non si attenueranno le aggressioni poiché le soluzioni complementari a queste sono altre, noi come Associazione nazionale guardie particolari giurate le abbiamo esposte e il tempo ci sta dando ragione e purtroppo credo ci darà ancora ragione” ha sottolineato il leader storico della Federazione Nazionale Lavoratori diritti degli ammalati Giuseppe Alviti.
Dott. Simone Gussoni

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