Ambulanza saccheggiata di materiale e attrezzature sanitarie mentre il personle del 118 rianima un paziente

Un ennesimo spregievole episodio si è verificato quest’oggi a danno dì un’ambulanza del 118. Si tratta del terzo caso di violenza contro i mezzi di soccorso nel giro di poche ore, dopo quelli di Sassari e Napoli.
Il mezzo è stato inviato in codice rosso per soccorrere un paziente in arresto cardiaco nei pressi di piazzetta dell’Olmo, a Viareggio.
Vista la gravità della situazione, sul posto è intervenuta anche l’automedica inviata dalla centrale operativa.
Prima i soccorritori laici e poi medico e infermiere si sono precipitati per cercare di salvare la vita di un uomo cardiopatico ma, dopo le lunghe manovre rianimatorie, i soccorritori hanno fatto l’amara scoperta.
Preparandosi per trasferire il paziente a bordo del mezzo di soccorso hanno appreso come lo stesso fosse stato saccheggiato di materiale sanitario e attrezzature presenti a bordo. Anche lo smartphone sul quale è installato il software che permette di comunicare con la centrale del 118 nelle varie fasi dell’emergenza è stato rubato.
“Un gesto inqualificabile” commenta il Presidente Luca Lunardini, esprimendo il proprio profondo sconcerto. “Quanto accaduto ferisce il mondo del volontariato tutto. Purtroppo, mi risulta, che non sia la prima volta che episodi similari accadano ad ambulanze in fase di soccorso. Al di là del valore del materiale sottratto, che comunque non è mai poco per un’associazione che vive di volontariato, rubare materiale necessario al soccorso delle persone, oltretutto mentre i volontari stanno soccorrendo chi è nel bisogno, è un atto che va ben oltre il furto in se.
E’ un segno di totale incuranza e disprezzo del dolore e delle necessità altrui. Mi viene da pensare a cosa potrebbe provare l’ignoto ladro qualora avesse un giorno bisogno di soccorso e questo soccorso fosse ostacolato dalla mancanza di quel materiale che aveva sottratto”.
Il furto è stato successivamente denunciato presso la locale stazione dei Carabinieri e le indagini sono tutt’ora in corso.
Dott. Simone Gussoni
L’articolo Ambulanza saccheggiata di materiale e attrezzature sanitarie mentre il personle del 118 rianima un paziente scritto da Simone Gussoni è online su Nurse Times.

Sassari: ambulanza del 118 data alle fiamme da vandali

Ancora un incredibile gesto è stato compiuto nei confronti di un’ambulanza destinata ai servizi sanitari urgenti.

Il mezzo di soccorso della Croce medica di Sassari è stata data alle fiamme in via Kennedy, nel quartiere di Latte Dolce. Agli investigatori intervenuti per condurre le indagini è apparsa evidente la matrice dolosa del gesto. 

Non si tratterebbe della prima volta che l’associazione finisce nel mirino di malviventi: a Santo Stefano lo stesso veicolo era stato danneggiato in un raid mentre nel mese di febbraio 2019 era stato sabotato il motore di un altro veicolo.

Non appare chiaro quale possa essere il significato di queste frequenti azioni criminali. L’unico cosa certa è che, a poche ore dall’assalto dell’ambulanza del 118 napoletano, bersagliata dal lancio di petardi, un altro increscioso gesto è stato compiuto.

Simone GussoniL’articolo Sassari: ambulanza del 118 data alle fiamme da vandali scritto da Simone Gussoni è online su Nurse Times.

Congresso emergenza-urgenza Riva 2020: un appuntamento da non perdere per medici, infermieri e soccorritori

RIVA DEL GARDA – Il più importante e imponente evento formativo e di confronto dedicato al sistema dell’emergenza-urgenza in Italia e nel mondo. Non c’è rischio di esagerare aspettando il secondo congresso sull’emergenza-urgenza in programma dal 12 al 14 marzo del 2020 a Riva del Garda (in provincia di Trento).

La macchina organizzativa, sotto la direzione scientifica di Andrea Andreucci e Nicola Colamaria, due infermieri del servizio di emergenza-urgenza territoriale della Usl Romagna-Rimini, è ormai al lavoro da diversi mesi per comporre un mosaico di argomenti con i quali non verrà tralasciato nessun aspetto del servizio di emergenza-urgenza, visto soprattutto con gli occhi e l’esperienza diretta di chi quotidianamente opera sul campo.

Saranno loro, ma non solo, i principali protagonisti della tre giorni di Riva Del Garda, aperta ai medici, agli infermieri e altre professioni sanitarie, ai soccorritori professionisti e volontari, agli studenti e agli specializzandi.

Il vasto mondo dell’emergenza-urgenza atteso in platea (le iscrizioni sono aperte già dallo scorso 7 ottobre) e gli oltre 100 relatori, si confronteranno su un sistema che è già eccellenza in Gran Bretagna o negli Stati Uniti d’America, ma racconterà anche esperienze dirette e terribili come i soccorsi dopo l’attacco terroristico al Bataclan di Parigi o il crollo del ponte Morandi dell’agosto del 2018 a Genova (per restare in Italia). Si discuterà di responsabilità professionale e dell’ormai frequente fenomeno delle aggressioni al personale sanitario. Ma questi sono soltanto alcuni dei temi e dei contributi scientifici che saranno portati nella tre giorni di Riva del Garda.

Il termine del call for abstract è fissato per il 15 gennaio 2020.

La commissione valutatrice individuerà le migliori proposte arrivate e, tra queste, selezionerà quella che si aggiudicherà il premio “Miglior Contributo Scientifico” (in valutazione la possibilità di erogare più premi). Il premio consisterà in uno stage negli Stati Uniti presso una struttura di eccellenza in emergenza urgenza intra ed extra ospedaliera. Durante il congresso è prevista la simulazione della risposta sanitaria a un attacco terroristico.

All’evento sono stati invitati a partecipare le squadre speciali d’intervento dei Vigili del Fuoco, dell’esercito e degli enti tradizionalmente preposti. Previa formazione specifica, i congressisti avranno un ruolo attivo nell’esercitazione, sperimentando l’utilizzo dei DPI e delle procedure di decontaminazione. Per i congressisti sono inoltre previste simulazioni ad alta fedeltà, in ambienti appositamente allestiti che, in alcuni momenti, si integreranno con l’esercitazione sull’attacco terroristico. Seguirà con analisi degli interventi e degli outcomes. Gli argomenti più rilevanti trattati nelle sessioni congressuali saranno discussi e approfonditi direttamente con il relatore in sale parallele per concedere un vero e proprio incontro/confronto con l’esperto.

A conclusione dell’evento congressuale, il 14 marzo, si terranno workshop monotematici accreditati ECM con stazioni pratiche di esercitazioni. Per qualsiasi informazione e/o aggiornamenti consultare il sito www.congressoemergenza.it e le pagine social FB e Instagram.

Il comitato scientifico

Andreucci Andrea – Direzione del Congresso Infermiere, Emergenza Territoriale 118 AUSL della Romagna-RiminiBez Francesco – Infermiere, CO 118 Venezia, ULSS 3 VenezianaCappelletti Paola – Presidente OPI BolzanoCeli Simone – Infermiere, AREU ed ASST spedali civili AAT 118 BresciaColamaria Nicola – Direzione del Congresso Infermiere, Emergenza territoriale 118 AUSL della Romagna-Rimini DeDe Giuli Nicoletta – Infermiera, Coordinatore referente postazioni Fiemme Fassa U.O.C. Trentino Emergenza 118 APSS TrentoFranchini Riccardo – Infermiere, Coordinatore Emergenza territoriale 118 Azienda USL della Romagna-RiminiGrasso Giovanni – Presidente OPI Arezzo, coordinatore OPI Regione ToscanaGreco Alberto – Infermiere, coordinatore pronto soccorso e OBI A.O.R.N. A. Cardarelli NapoliLubrani Alessio – Medico, Centrale Unica Regionale 112 Regione ToscanaMarchisio Daniele – Presidente G. F. T.Marino Roberta – Medico, Responsabile S.S. Pronto Soccorso Borgosesia (VC)Masotto Michele – Infermiere anestesista, Hospita suisse anesthesia care – SvizzeraMazzotti Marina – Presidente OPI RiminiMenarini Maurizio – Medico, Direttore CO 118 AUSL della RomagnaMerola Antonietta – Medico, U.O. P.S e M. d’urgenza Riccione (RN) AUSL della RomagnaPaoli Andrea – Medico, specialista in anestesia e rianimazione CO SUEM 118 Azienda ospedaliera di PadovaPapagni Giuseppe – Presidente OPI BATPennini Annalisa – Infermiera, PhD in scienze infermieristiche e sanità pubblica, Direttore Scientifico FormatPesci Chiara – Medico, Direttore PS e Medicina d’Urgenza Carpi (MO) Azienda USL di ModenaPetrino Roberta – Medico, Direttore S.C. Mecau ASL VC, Vercelli – Past President EUSEMPucciarelli Gianluca – Infermiere, Assegnista di ricerca, Università degli studi di Roma Tor Vergata, dipartimento di Biomedicina e PrevenzioneRalli Maria Luisa – Presidente CoSMEU (Coordinamento specializzandi in medicina d’emergenza-urgenza)Rivi Luca – Infermiere, DEU Ausl Reggio EmiliaRomano Roberto – Presidente SIIET (Società italiana infermieri emergenza territoriale)Sbrana Giovanni – Medico, ALS Toscana Sud Est, Dipartimento Emergenza Urgenza, responsabile Rete Gestione Emergenza politraumaSchiavoni Alessandra – Psicologa psicoterapeuta sistemico-relazionale, libero professionistaSchirripa Giuseppe – Medico, Delegato tecnico regionale Emilia Romagna Area salute Croce Rossa ItalianaSironi Stefano – Infermiere, Responsabile Formazione AREUVenneri Francesco – Medico, Clinical Risk Manager Azienda USL Toscana CentroVilla Guido Francesco – Medico, Direzione Sanitaria – AREU HQ Responsabile Aspetti clinici e progetto regionale defibrillazione precoce AREUZanobetti Maurizio – Medico, HDU Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi Firenze, Scuola di specializzazione in Med. d’Emergenza Urgenza

Redazione Nurse Times

ALLEGATO

Brochure del Congresso

L’articolo Congresso emergenza-urgenza Riva 2020: un appuntamento da non perdere per medici, infermieri e soccorritori scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.

Niguarda: apre il primo ambulatorio intra-ospedaliero per le vaccinazioni dei pazienti cronici, fragili e donne in gravidanza

Alleanza tra specialisti del centro vaccinale e i colleghi ospedalieri perché le vaccinazioni entrino a far parte del piano terapeutico in maniera efficace    

Pazienti seguiti per una patologia cronica, come il diabete, una cardiopatia, una patologia polmonare o reumatica a cui si aggiungono quelli in cura per una patologia onco-ematologica e le donne in gravidanza o che hanno appena partorito, sono loro la “platea” del nuovo servizio vaccinale che ha aperto nell’ospedale Niguarda. Al servizio si accede tramite una prenotazione fatta direttamente dallo specialista che ha in cura il paziente. Sarà ad esempio il diabetologo, il reumatologo o il ginecologo, che valutate le necessità dell’assistito, prenoterà l’ambulatorio vaccinale di Niguarda.

Il servizio – che sarà aperto tre giorni la settimana presso il Centro Prelievi, al piano terra del Blocco Nord – è pensato per assicurare la massima comodità del paziente che non deve più andare a cercare il centro vaccinale di competenza sul territorio. “Pensiamo ad esempio ai pazienti anziani che non hanno dimestichezza con le nuove tecnologie web e fanno fatica a rintracciare il centro a cui rivolgersi- indica Maurizio Orso, Responsabile del Centro Vaccinale di Niguarda-. Avranno la comodità di poter essere sottoposti alla copertura vaccinale qui in ospedale dove avvengono le visite specialistiche. L’immunizzazione effettuata in ospedale sarà quindi registrata nell’anagrafe vaccinale del paziente come se fosse avvenuta in un centro vaccinale sul territorio”. 

Più comodità e più confronto tra gli specialisti
curanti e professionisti dell’ambito vaccinale, l’iniziativa di Niguarda si
muove in questa direzione.

“Ecco perché è fondamentale che clinici e specialisti della vaccinazione lavorino insieme su un programma di immunizzazione integrato e cogestito, con l’obiettivo di una presa in carico globale dei pazienti fragili, con evidenti vantaggi sia per la persona malata che per il medico. Nella fascia adulta rimane una priorità ancora ad oggi il potenziamento delle coperture per pneumococco, varicella e morbillo” commenta Marco Bosio, Direttore Generale di Niguarda.  

Una via già percorsa a Niguarda con un precedente programma, ancora in corso, riservato alla vaccinazione dei pazienti immunodepressi seguiti presso il centro di Malattie Infettive.

L’Assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, sottolinea come “per Regione Lombardia le campagne vaccinali siano una priorità. Il nostro impegno è quello di continuare l’azione di informazione e responsabilizzazione anche delle famiglie, per far capire l’importanza dei vaccini e sgretolare i falsi miti che circolano sulla rete. Ben vengano iniziative del genere che facilitano il ricorso alla vaccinazione”.

Per quanto riguarda la gravidanza, anche su questo fronte le vaccinazioni sono un’efficace arma di protezione e la possibilità di sottoporsi alle coperture necessarie lo stesso giorno del controllo ginecologico può favorire il ricorso a questa misura di protezione. Le mamme devono sapere che alcune sono consigliate, altre no. Per tutte le coperture è importantissima la pianificazione.

Il “front office” dovrebbe essere il ginecologo. Fin dalla prima visita, nel “pacchetto diagnostico ginecologico” dovrebbe esserci un accertamento sulla copertura vaccinale per queste malattie, per proteggere il neonato e la mamma in caso di future gravidanze. “Per il nascituro costituisce un pericolo molto alto la pertosse. – ricorda Maurizio Orso – Se contratta nei primi mesi di vita può essere molto grave o persino mortale e la fonte di infezione è quasi sempre la madre o parenti stretti. Tra quelli raccomandati anche il vaccino antinfluenzale alle donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino in gravidanza“.

Redazione Nurse Times
L’articolo Niguarda: apre il primo ambulatorio intra-ospedaliero per le vaccinazioni dei pazienti cronici, fragili e donne in gravidanza scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.

Nursing Up: Aumentano gli infermieri con limitazioni sul lavoro a causa dei carichi divenuti insostenibili

Delli Carri: “Stanchi e davvero al limite, però gli infermieri vanno avanti. Ora si facciano nuove assunzioni con il Patto per la Salute”

Gli infermieri anche se sono stanchi, se i carichi di lavoro sono in continuo aumento, se il rischio di burn out o di attacchi depressivi è sempre più alto, non gettano la spugna, non lasciano i reparti, non abbandonano la loro divisa. Lo sottolinea il Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta, sindacato degli Infermieri Italiani e delle professioni sanitarie, rilevando la notizia che in media 28 medici al mese in Piemonte, secondo Anao Assomed, lasciano il loro incarico nei reparti.

Per quel che riguarda gli infermieri la situazione è sempre più difficile a causa dei carichi di lavoro che sono da tempo, ormai, insostenibili, per i pensionamenti non sostituiti, per le malattie o le gravidanze che non vengono compensate, per il continuo aumento delle prescrizioni di singoli infermieri i quali a causa di problemi contratti anche al lavoro, non possono più svolgere determinate funzioni, magari lasciando anche l’assistenza diretta. 

Claudio Delli Carri, segretario regionale del Piemonte e Valle d’Aosta del Nursing Up, spiega: “Un dato assai preoccupante è quello relativo alle prescrizioni. Nell’ultimo anno, per capirci, il numero di infermieri che non possono svolgere determinate funzioni, a causa di una patologia, sovente sviluppata anche sul posto di lavoro, è salito al 20%. In pratica ogni 100 infermieri in servizio in Piemonte, venti non possono essere impiegati in determinati compiti, devono lasciare l’assistenza diretta. Capita, a titolo di esempio, che vadano in forte depressione, in burn out o che siano vittime di dolore cronico. Tutto ciò si chiama, appunto, burn out. Il numero di questi lavoratori fiaccati, in costante aumento, incide, ovviamente, in modo pesante sui turni e sui carichi di lavoro. Se a ciò aggiungiamo i pensionamenti non sostituiti, le malattie e le maternità, comprendiamo bene quale sia la situazione di emergenza da affrontare. Unica via è quella di assumere, aumentando gli organici in modo costruttivo ed efficace, cosa che le aziende negli anni non hanno fatto, incolpando i tetti di spesa bloccati. Per questo la decisione di sbloccare i tetti di spesa, contenuta nel nuovo Patto per la Salute, firmato a livello nazionale, è particolarmente importante”.

“In questo contesto – conclude Delli Carri – assume una evidente urgenza l’incontro che abbiamo chiesto all’assessore alla Sanità Lugi Genesio Icardi per programmare le ricadute del nuovo Patto per la Salute sul sistema sanitario piemontese. Ricadute che devono essere mirate ed efficaci.

Intanto, però, va ribadito che gli infermieri, pur se allo stremo, con carichi a volte davvero insopportabili, non gettano la spugna, non abbandonano la professione, non lasciano i malati e gli ospedali in cui lavorano”.

Redazione Nurse Times
L’articolo Nursing Up: Aumentano gli infermieri con limitazioni sul lavoro a causa dei carichi divenuti insostenibili scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.