Asl Pescara: concorso per ostetriche

Concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di cinque posti di collaboratore professionale sanitario, ostetrica, categoria D, a tempo pieno ed indeterminato

In esecuzione alla deliberazione del direttore generale dell’Azienda
sanitaria locale di Pescara n. 1399 del 26 novembre 2019, è indetto un bando di
concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura a tempo pieno e
indeterminato di cinque posti di collaboratore professionale sanitario –
ostetrica (categoria D).

Per la procedura in parola, il termine per la presentazione
delle domande redatte su carta semplice e corredate dei documenti prescritta,
scade il trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del presente
avviso nella Gazzetta Ufficiale delle Repubblica italiana – 4ª Serie speciale
«Concorsi ed esami». Il testo integrale del bando, con l’indicazione dei requisiti
e delle modalità di partecipazione, è pubblicato nel sito dell’A.S.L. di Pescara:
www.ausl.pe.it nella sezione Concorsi – Bandi di concorso.

Per ulteriori informazioni rivolgersi dal lunedì al venerdì dalle ore 11,00 alle ore 13,00 all’U.O.C dinamiche del personale della A.S.L. di Pescara, via Renato Paolini n. 47 – 65124 Pescara – tel. 085/4253050/61/62.

Redazione Nurse Times
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Essere infermieri del servizio emergenza urgenza 118: empatia e ascolto contro i suicidi

Ultimamente mi capita spesso di pensare ai numerosi casi di suicidio. Sono un’infermiera di 25 anni, laureata da circa due anni, tornata da poco in Italia dopo un’esperienza lavorativa in Germania e da circa cinque mesi in servizio presso il 118; sicuramente vi starete chiedendo cosa ha a che fare con il mio ambito lavorativo un tema a sfondo altamente psicologico e sociologico.

Sono numerosi e frequenti gli interventi di natura psichiatrica a cui non riusciamo, in maniera pratica ed effettiva a trovare una soluzione e spiegazione. Così una volta chiuso e terminato l’intervento, torniamo a casa insoddisfatti e con un caso in più “sul cuore”, che continuerà a tormentarci. Da alcuni dati epidemiologici si evince che ogni anno il numero dei suicidi supera in molti paesi quello degli incidenti stradali. In aggiunta al numero delle morti, un numero almeno dieci volte superiore di persone tenta il suicidio, le quali necessitano di cure mediche molto impegnative e non infrequentemente subiscono disabilità irreversibili.

Mi chiedo come può un uomo compiere un atto simile?

E cosa noi, in quanto non solo operatori sanitari ma soprattutto “persone”, potremmo fare per evitare ciò?

Eugenio Borgna, nelle “parole che ci salvano”, sottolinea la fondamentale importanza della comunicazione, verbale e non. Le parole dei pazienti, le emozioni dietro di esse nascoste, ci permettono di entrare in contatto con la parte più profonda del loro essere e ci danno modo di creare quella relazione intima e di fiducia, tanto ricercata che ci permetterà di assistere realmente il paziente e prendercene cura.

Questo primo spunto ci permette di capire che la base per creare una relazione efficace è la giusta comunicazione, che ci permetterà, forse, di prevenire e a volte evitare gesti estremi dettati spesso da emozioni non ascoltate, ma spesso riferite dai nostri pazienti.

Anche Camilleri in un’intervista sottolinea l’enorme rilevanza che ha la parola. Egli ha esordito dicendo “stiamo perdendo la misura, il peso, il valore della parola, le parole sono pietre, possono trasformarsi in pallottole…”.

Camilleri pone in risalto l’importanza della parola, della buona comunicazione, del misurare adeguatamente le parole che adoperiamo, “del far cessare il vento dell’odio”, l’odio verso l’altro, l’altro che non è altro che “me stesso specchiato”.

É questo quello che mi ha fatto più riflettere, l’altro non è altro che me “specchiato“, scusate il giro di parole ma la ripetizione della parola mi permette di sottolinearne meglio il concetto. Se tutti partissimo da questo presupposto penso che forse molti suicidi prevedibili sarebbero stati evitati. Se capissimo meglio il significato dei termini empatia e ascolto, credo che la maggior parte dei nostri problemi a casa e a lavoro sarebbero risolti.

Entrare in sintonia con il paziente, ascoltando e comprendendo non solo le sue parole ma anche le sue emozioni, ci permetterà di andare più a fondo, oltre lapunta “dell’iceberg” che lo rappresenta oltre ciò che è evidente agli occhi di tutti. Utilizzo non a caso il verbo ascoltare e non sentire, perché “ascoltare” sottolinea la nostra partecipazione “attiva” durante la relazione e ci permette di “cogliere” realmente l’altro e ciò che vuole comunicarci, comprendendo molti messaggi e informazioni nascoste.

Durkheim dice: “l’individuo lasciato a sé stesso tenderebbe all’annullamento ed alla disgregazione“.

Non c’è niente di più vero. Il suicidio si verifica sempre per mancanza di integrazione sociale dell’individuo. “È la società che in ogni suicidio rappresenta l’assenza, la lontananza, la disumanità, l’incapacità di comunicare e partecipare”.

Non è l’individuo che è “assente” è la società che è “assente”.

L’uomo è un essere sociale, è i suoi rapporti sociali dentro l’intera sua specie. Quando perde i suoi rapporti sociali, si svuota, fino all’annullamento totale. Quindi prima di uccidersi il suicida si considera già un morto “civile”, un “diverso dagli uomini”, un uomo senza rapporti e quindi non un essere sociale, un non-uomo. E sono queste constatazioni che gli permetterebbero, secondo Durkheim, di ottenere la “licenza ad uccidersi”.

Un esempio di patologia, che spinge il malato a trovare una risoluzione definitiva al proprio malessere con il suicidio, è la depressione. La depressione è definita come un disturbo dell’umore che si verifica attraverso delle fasi, con alternanza tra periodi di umore normale e altri a carattere depressivo, ci sono diverse tipologie di depressione e le manifestazioni e le cause possono essere diverse.

Quella che chiamano depressione reattiva è una forma di disturbo mentale strettamente legata ad un avvenimento doloroso (ad esempio un lutto, una perdita, una sconfitta, disturbi fisici), caratterizzata da un’intensità e da una durata sproporzionate rispetto alla “normale” reazione di fronte a simili eventi, “Una particolare situazione di vita che riesce a renderci fragili, dilatando in noi il male di vivere”.

“Nella depressione – spiega Borgna – si vive nel passato e si perde la percezione del futuro, risulta infatti inutile parlare a una persona depressa di attese, speranze nelle quali non può credere e di cui il paziente ha nostalgia“.

Trovare le parole da dire a questi pazienti non è facile, dunque, bisogna trovare una concordanza tra il modo di percepire il tempo come lo sta vivendo e percependo il paziente e quello reale. Per far ciò è necessario immedesimarsi, immaginare quali parole vorremmo sentire dagli altri se fossimo noi a stare male e ad avere bisogno delle giuste parole, tutto questo costa tempo ed educazione alla partecipazione ai pensieri e alle emozioni degli altri. É necessario sintonizzarsi con il tempo interiore, con il tempo vissuto dal paziente.

Dunque solo svestendosi “di indifferenza e dai propri ruoli e per restare fermi ad ascoltare l‘altro cercando di comprendere la sua richiesta d’aiuto sarà possibile sviluppare “l’azione“ più corretta da adottare.

Lombardi Nicoletta
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2020 inizia l’anno internazionale dell’infermiere: in Italia carenza di oltre 50mila unità

Oms: “Infermieri spina dorsale del sistema sanitario per la copertura sanitaria universale”, mentre in Italia carenza di oltre 50mila unità, nel mondo secondo l’Oms ne mancano 9 milioni

Il 12 maggio celebrazioni della Federazione nazionale degli infermieri per la giornata internazionale dell’Infermiere in onore del 200º anniversario della nascita di Florence Nightingale, madrina fondatrice dell’infermieristica moderna, nata a Firenze.

Dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020 l’Oms e i suoi partner (Consiglio internazionale degli infermieri ICN, Nursing Now – campagna mondiale lanciata dall’Oms e Icn per affermare la leadership infermieristica che si concluderà quest’anno – , Confederazione internazionale delle ostetriche, Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione) hanno deciso di celebrare il lavoro di infermieri e ostetriche, ma anche le difficili condizioni che questi professionisti devono spesso affrontare.

Secondo i dati Oms infermieri e ostetriche rappresentano quasi il 50% della forza lavoro sanitaria globale, ma nel mondo la carenza di infermieri e ostetriche è pari a oltre il 50% dell’attuale carenza di operatori sanitari.

L’Oms perché tutti i paesi raggiungano l’”obiettivo 3 di sviluppo sostenibile” in materia di salute e benessere, stima che il mondo avrà bisogno di altri 9 milioni di infermieri e ostetriche entro il 2030.

In Italia la carenza calcolata della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) è di circa 50mila infermieri che con gli effetti di “Quota 100” potrebbero superare i 70mila (oltre 30mila mancano sul territorio).

Per questo a livello internazionale si sottolinea la necessità di prevedere un aumento degli investimenti nella forza lavoro infermieristica e l’Oms e i suoi partner solleciteranno i Governi con messaggi chiave che riguardano la professione nell’ottica di un miglioramento complessivo dell’assistenza a livello di tutti i Paesi.

Oms: con gli infermieri si raggiunge la copertura
sanitaria universale

Secondo l’Oms una forza lavoro infermieristica forte è la chiave per il raggiungimento della copertura sanitaria universale e l’Organizzazione mondiale della sanità sostiene che adeguare nel mondo gli infermieri agli standard internazionali ha un senso economico, aiuta a risparmiare risorse riducendo la necessità di interventi costosi e inutili e aumenta la qualità delle cure e della ‘salute per tutti’.

Nel 2020 Oms e partner hanno l’obiettivo di garantire che tutti gli infermieri operino in un ambiente in cui siano al sicuro da danni, rispettati/e da colleghi medici e membri della comunità, abbiano accesso a un servizio sanitario funzionante e in cui il loro lavoro sia integrato con le altre cure sanitarie di altri professionisti.

Il rafforzamento dell’assistenza infermieristica avrà i vantaggi aggiuntivi di promuovere l’equità di genere (obiettivo di salute SDG5), contribuire allo sviluppo economico (SDG8) e sostenere altri obiettivi previsti tra quelli dello sviluppo sostenibile.

“Gli infermieri – sottolinea L’Oms – possono essere la risposta a molti problemi di salute del mondo, ma prima dobbiamo superare le barriere professionali, socioculturali ed economiche che ancora in molti casi li ostacolano”.

Le aree chiave secondo l’Oms

Cinque le aree chiave indicate dall’Organizzazione mondiale della sanità:

Investire in più servizi guidati da infermiere che consentano agli infermieri di lavorare al massimo delle loro potenzialità.Impiegare più infermieri specializzati.Rendere gli infermieri centrali per l’assistenza sanitaria di base, fornendo servizi e supervisionando gli operatori sanitari della comunità.Supportare gli infermieri nella promozione della salute e nella prevenzione delle malattie.Investire nella leadership infermieristica.Tedros (Direttore generale Oms): “Infermieri spina
dorsale del sistema sanitario”

“Gli infermieri sono la spina dorsale di ogni sistema sanitaria – ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms -: nel 2020 chiediamo a tutti i paesi di investire in infermieri come parte del loro impegno per la salute per tutti”.

12 maggio 2020: giornata internazionale dell’infermiere e
200º anniversario della nascita di Florence Nightingale

Un programma in linea con l’azione della Federazione nazionale degli ordini degli infermieri che, in Italia, oltre a numerosi eventi celebrativi, celebrerà il 12 maggio 2020, la giornata internazionale dell’infermiere, a Firenze, città di nascita di Florence Nightingale, capostipite dell’infermieristica moderna e considerata nel mondo un’antesignana dell’assistenza, della prevenzione e anche della statistica applicata alla salute: nella guerra di Crimea, grazie al suo intervento e alle sue teorie, si ridusse la mortalità dei soldati inglesi dal 42 al 2% con una maggiore igiene e una migliore assistenza.

Mangiacavalli (FNOPI): “Noi infermieri ci siamo e ci vogliamo essere. Per gli assistiti e i cittadini”

“Io uso il termine nursing come stimolo di miglioramento”, scriveva Florence Nightingale. “L’abbiamo presa in parola – dichiara Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) – facendo crescere la professione, migliorandone la struttura professionale e la qualità e ridefinendone le responsabilità a vantaggio dei pazienti e del sistema welfare che si rende garante di assistenza e orientamento alla salute per l’intera collettività nazionale”.

“Il nostro fine – spiega – è assistere i pazienti, individuarne le necessità ed essergli vicini in quei momenti, incidere nel processo organizzativo e decisionale del sistema e dare risposte mirate alle contingenze economiche e ai bisogni che emergono dall’attuale scenario demografico ed epidemiologico. Noi infermieri, soprattutto, progettiamo, sperimentiamo, costruiamo e ricostruiamo processi assistenziali, percorsi organizzativi e flussi formativi. ci impegniamo inoltre in nuove logiche curative, educative e nella strutturazione di reti relazionali che nel loro insieme danno una risposta ai nuovi bisogni di cura e assistenza scaturiti anche dalla fragilità, dalla dipendenza, dalla cronicità, dal disagio e dalla solitudine nella malattia e nei momenti terminali della vita”.

“Noi infermieri ci siamo e ci vogliamo essere. Con maggiore consapevolezza – sottolinea Mangiacavalli -. Assumendoci maggiori responsabilità. Vogliamo e auspichiamo che questo ci sia riconosciuto sia dal punto di vista organizzativo che dal punto di vista economico. Vogliamo anche definire un nuovo patto per l’assistenza in cui vi sia non solo l’impegno alla vicinanza, alla qualità dell’assistenza e della relazione, ma anche principalmente l’impegno a superare ostacoli, arretratezze e criticità, nostre e del sistema. La Sanità non funziona senza infermieri. L’anno internazionale dell’infermiere può essere il giusto momento di partenza. La figura dell’infermiere non è solo necessaria – conclude la presidente FNOPI – è anche ‘desiderata’ fortemente dai cittadini. Ora tocca a noi, a tutti e difendere e far affermare la vera Assistenza (con la ‘A’ maiuscola) dalle persone”.

Redazione Nurse Times
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Napoli, lanciano grosso petardo contro l’ambulanza del 118 che rischia di esplodere

Intervento duro del consigliere regionale campano dei Verdi Francesco Emilio Borrelli dopo l’ennesimo grave episodio di aggressione

Borrelli “Petardi sull’ambulanza! Ecco cosa racconta l’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate. Cialtroni, vandali e autolesionisti senza cervello!”

Ecco la denuncia dall’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate”

Aggressione n.2 del 2020

In tarda mattinata di oggi l’ambulanza 118 del Chiatamone viene allertata per un’intervento a Barra, l’equipaggio ALS tratta il paziente sul posto e scende dal domicilio di quest’ultimo. Nell’aprire lo sportello del mezzo di soccorso, il medico, viene investito da una deflagrazione causata da un fuoco d’artificio (a Napoli chiamato “cipolla”) gettato da ignoti sotto l’ambulanza.

La paura è stata tanta ed il rischio che l’ambulanza saltasse in aria era REALE! (Presenza di ossigeno gassoso a bordo e benzina).

Il medico colpito dallo scoppio domattina si farà refertare, attualmente accusa ipoacusia ed acufeni.

Episodio simile accadde alla postazione Aeroporto a Pianura esattamente un anno fa, la storia si ripete!“Inutile ribadirlo, l’emergenza aggressione contro gli operatori della sanità continua ad essere un tema attuale da inserire tra le priorità del Ministero della Salute.

Redazione Nurse Times
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