Enpapi: infermieri liberi professionisti chiamati al voto per il rinnovo degli Organi Collegiali

Il Commissario straordinario dell’Ente, Prof. Eugenio D’Amico, con Provvedimento n. 1/2019/COMM-E (in allegato) del 9 dicembre 2019, ai sensi degli artt. 11 e 12 del Regolamento Elettorale, ha indetto le elezioni per il rinnovo degli Organi collegiali di ENPAPI per il quadriennio 2020-2024.

I Collegi Elettorali Provinciali per lo svolgimento delle elezioni primarie sono convocati dalle ore 10.00 del giorno 27 gennaio 2020 alle ore 16.00 del giorno 29 gennaio 2020 e saranno aperti ininterrottamente.

Il numero complessivo del delegati da eleggere in 139, ripartito in ciascun Collegio elettorale, cosi come risultante dall’elenco allegato al provvedimento. Il numero del componenti il Consiglio di Indirizzo Generale da eleggere in 50, di cui 8 aventi le caratteristiche di cui all’art. 4, co. 3, dello Statuto.

Redazione Nurse Times

Allegato

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Fials: querelato per Diffamazione responsabile provinciale Nursing Up Milano

Fials: querelato per Diffamazione responsabile provinciale Nursing Up Milano

Riceviamo e pubblichiamo la nota del Segretario Aziendale Fials Asst Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, inf. Pellegrino Coretti

“Con la presente informiamo che l’Organizzazione Sindacale FIALS Asst Grande Ospedale Metropolitano Niguarda ha esposto formale denuncia  di querela di diffamazione a mezzo stampa nei confronti del responsabile provinciale Nursing Up Milano Libero Marigo in relazione al volantino diffuso nei reparti in data 07/12/2019 dal titolo “Le Falsità della FIALS“.

Riteniamo legittimo la dialettica sindacale tra le parti ma quando questa viene trasformata in attacchi personali al solo scopo di delegittimare l’operato dei dirigenti sindacali FIALS presso l’Asst Niguarda arrivando addirittura a condotte DIFFAMATORIE punibili penalmente riteniamo doveroso agire nelle sedi opportune.

Il Sindacato anzi i sindacati nascono con lo scopo di tutelare i diritti dei lavoratori contro l’amministrazione, ma forse qualcuno non ha ancora capito il vero obiettivo del sindacato.

L’attacco continuo e costante verso la nostra sigla dimostra la debolezza di certe persone , che vedendosi mensilmente in calo di iscritti, ritengono doveroso attuare la macchina del fango contro altri colleghi sindacalisti.

Questo atteggiamento non fa gloria alla Nursing Up Milano anzi pone
maggiormente sfiducia nei lavoratori che osservano l’operato di questo
sindacato.

Il nostro modo di fare sindacato non è questo se a qualcuno da fastidio che la FIALS cresce se ne faccia una ragione, noi non permetteremo mai a nessuno di farci intimidire nella nostra azione sindacale.

Se il Sig. Marigo Libero vuole confrontarsi apertamente siamo a sua disposizione ci indichi luogo e data, ma che lo faccia in maniera seria e costruttiva, non con volantini FALSI e DIFFAMATORI, nascondendosi dietro una tastiera.

Il nostro stile ci impone di non scendere a certi livelli, per tanto riteniamo fondamentale a tutela della nostra organizzazione sindacare agire nelle sedi legali opportune”.

Redazione Nurse Times

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Consulta FNOPI Cittadini -Pazienti: sottoscritti protocolli d’intesa con associazioni dei pazienti incontinenti e stomizzati

Consulta FNOPI dei Cittadini-Pazienti: sottoscritti due nuovi protocolli d’intesa con le associazioni dei pazienti incontinenti e stomizzati (Fais e Fincopp) “L’infermiere per noi è una figura essenziale, per i malati e per le famiglie”

Due protocolli d’intesa della Federazione con Fais Onlus (Federazione delle Associazioni di Incontinenti e Stomizzati) e Fincopp (Federazione Italiana Incontinenti e Disfunzioni del Pavimento Pelvico).

Le
due Associazioni identificano nell’infermiere l’unica figura in grado
di promuovere progetti di informazione e comunicazione su incontinenza e
stomia che facciano emergere le buone prassi e il rapporto
“preferenziale” tra personale infermieristico e pazienti; far
conoscere, attraverso gli infermieri, la realtà degli stomizzati e
l’importanza della condivisione in tutte le sue forme, attraverso una
specifica azione di sensibilizzazione culturale mediante il quotidiano
agire professionale per affermare un più alto livello di inclusione
sociale e contrastare lo stigma. E per questo li vogliono a
fianco per elaborare con loro proposte per il Governo e per le Regioni e
per attivare, anche attraverso i singoli Ordini provinciali, incontri
pubblici e/o convegni sull’incontinenza e le disfunzioni del pavimento
pelvico, sul territorio nazionale, regionale e locale.

Fais Onlus ha chiesto alla FNOPI di
aiutare la Federazione a ridurre le diseguaglianze presenti sul
territorio nazionale in riferimento alla presa in carico delle persone
portatrici di stomia. Di istituire un tavolo tecnico per l’elaborazione
di un documento da proporre alla Conferenza permanente Stato Regioni e
Province autonome, che preveda anche l’inserimento delle prestazioni
infermieristiche in stomaterapia nei nomenclatori regionali.

Di
supportare la costituzione di un tavolo permanente sull’incontinenza
presso il ministero della Salute che lavori per rendere operative le
indicazioni previste dall’accordo sul “Documento tecnico di indirizzo
sui problemi legati all’incontinenza urinaria e fecale” sancito nel
gennaio 2018 dalla Conferenza Stato-Regioni, anche per promuovere
progetti di informazione e comunicazione su incontinenza e stomia che
facciano emergere le buone prassi e il rapporto “preferenziale” tra
personale infermieristico e pazienti.

Altra
sinergia è quella necessaria per far conoscere, attraverso gli
infermieri, la realtà degli stomizzati e l’importanza della condivisione
in tutte le sue forme, attraverso una specifica azione di
sensibilizzazione culturale mediante il quotidiano agire professionale
per affermare un più alto livello di inclusione sociale e contrastare lo
stigma.

Ma
soprattutto qualificare i processi di acquisto dei device per le
persone stomizzate attraverso la valorizzazione delle competenze
infermieristiche, dell’esperienza infermieristica e dei pazienti grazie
alla loro esperienza quotidiana nel vissuto della propria condizione.
Per questo le Federazioni promuovono il principio della partecipazione
degli infermieri e dei pazienti nei processi di acquisto in sanità

Fincopp assieme a FNOPI agiranno secondo il protocollo in sinergia per promuovere attività verso
e a sostegno dei Pazienti con attività di supporto e informazione,
verso il settore della Sanità, con progetti di formazione per Operatori e
Professionisti sanitari, verso il Territorio, con azioni di
informazione e sensibilizzazione, verso le Istituzioni nazionali,
regionali e locali, con attività di stimolo verso scelte politiche e
amministrative, orientate a rendere accessibili le cure per
l’incontinenza e le disfunzioni del pavimento pelvico e a migliorare la
qualità della vita delle persone che ne soffrono.

In
particolare, FNOPI promuoverà la corretta conoscenza dell’incontinenza e
delle disfunzioni del pavimento pelvico all’interno della professione
infermieristica in Italia e la partecipazione della professione
infermieristica, degli Ordini provinciali OPI e della stessa FNOPI a
alla realizzazione dei tavoli di lavoro regionali previsti nell’Accordo
Stato Regioni del 24 Gennaio 2018.

E questo perché, come recita il protocollo, la
professione infermieristica svolge i ruoli e le attività di
prevenzione, presa in carico, cura assistenza, sostegno e informazione
dei pazienti che soffrono di incontinenza e disfunzioni del pavimento
pelvico, dei loro familiari e dei caregiver, di formazione e
informazione delle professioni sanitarie, di informazione e
sensibilizzazione verso le istituzioni sociosanitarie, politiche e
amministrative, con la maggiore efficacia, nell’ambito del team
multidisciplinare e multiprofessionale per la prevenzione e la cura
dell’incontinenza e delle disfunzioni del pavimento pelvico.

Occasione della firma la Consulta FNOPI Cittadini-Pazienti che si è riunita su Patto per la Salute e manovra 2020
e non ha avuto dubbi: ha stabilito all’unanimità due grandi filoni di
intervento, quello sulle cure palliative per tutte le patologie croniche
(dai tumori alla Sla); quello dell’assistenza domiciliare, ma non solo
ai pazienti, anche alle famiglie e ai caregiver che hanno bisogno di
essere educati e formati da chi lo sa fare davvero. E naturalmente
risorse che diano certezze, senza poi tagli in corso d’opera e fondi
dedicati a assistenza e cure estremamente costose come ad esempio le Car
T.

Le 47 associazioni di Cittadini-Pazienti che fanno parte della Consulta hanno sottolineato
che l’aspetto diagnostico-terapeutico è già assolto nel momento
dell’identificazione della patologia e del controllo sul suo decorso e
su eventuali complicanze. Quello che manca è un’assistenza pubblica –
quindi la garanzia dell’universalità, continuità ed uguaglianza – sul
territorio in grado di aiutare i pazienti a far fronte h24 ai loro
bisogni di salute, spesso estremamente complessi e che quindi non
possono e non devono contare solo su caregiver rappresentati da
familiari, amici e in generale da chi vive accanto a loro, ma devono
essere assistiti da professionisti preparati e in grado davvero di
riconoscere e far fronte alle necessità primarie legate alla loro
condizione.

“Senza un deciso cambio di rotta verso un’assistenza territoriale davvero completa ed efficiente – ha commentato Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche – si rischia di non riuscire ad affrontare la nuova epidemiologia legata soprattutto (ma non solo) all’innalzamento dell’età media ormai certificata non solo a livello nazionale, ma internazionale. In questo – aggiunge – l’infermiere è la figura costantemente presente nei team assistenziali ed è colui che, indipendentemente dai setting in cui opera, può ricoprire un ruolo significativo sia nella gestione della fragilità che della complessità evidenziata dalla persona assistita. Tutto questo le famiglie italiane lo sanno, soprattutto se tra loro ci sono persone che richiedono prestazioni tutte infermieristiche, con una matrice ampia e articolata, con più o meno elevata tecnicità, che però richiede in ogni caso l’intervento di un infermiere. Mentre da recenti ricerche promosse dalla FNOPI – conclude la presidente – è emersa la loro difficoltà di avere continuità assistenziale sul territorio e a domicilio tramite il Servizio sanitario, e la possibilità di avere accesso tempestivo al momento del bisogno ad alcune prestazioni sanitarie, tra le quali anche quelle infermieristiche per carenza di organizzazione, ma soprattutto di organici: oggi mancano almeno 53mila professionisti (senza considerare Quota 100) di cui almeno 20-30mila proprio sul territorio”.

Redazione Nurse Times
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Allo studio la pillola contraccettiva da assumere una sola volta al mese

L’ha sviluppata un team di studiosi americani. In corso ulteriori studi, che dovrebbero portare ai test sugli esseri umani.

Una pillola contraccettiva da prendere solo una volta al mese è allo studio negli Usa. Un team guidato dal
Brigham and Women’s Hospital e dal Mil di Boston sta infatti progettando il
nuovo farmaco per migliorare l’aderenza alla terapia e ridurre il rischio di
gravidanze indesiderate. Gli autori spiegano su Science Translational Medicine
di averlo sperimentato per la prima volta con successo in modelli preclinici.

“Per molti, questo può essere difficile da
credere, ma i nostri dati preclinici ci stanno incoraggiando lungo quella
strada – ha assicurato Giovanni Traverso, gastroenterologo e
ricercatore del Brigham and Women’s Hospital e del Mil, autore dello studio –. Abbiamo
iniziato il nostro studio sul rilascio prolungato di farmaci lavorando con
terapie per la malaria, la tubercolosi e l’Hiv, ma abbiamo anche riflettuto sul
potenziale impatto che il rilascio prolungato di tarmaci potrebbe avere sulla
pianificazione familiare. Volevamo aiutare le donne nel controllo della
fertilità e siamo lieti di riferire i nostri progressi”.

Il team ha progettato un
sistema di rilascio del farmaco composto da sei braccia, unite da un nucleo con
rivestimento elastico. Le braccia sono state “caricate” con il farmaco
contraccettivo orale levonorgestrel
e ripiegale in una capsula che può essere ingerita. Una volta nello stomaco, le
braccia si aprono, “agganciandosi” e aiutando così il dispositivo a rimanere
nello stomaco, dove può rilasciare il farmaco lentamente nel corso tempo.

Il team ha testato il contraccettivo
orale nel tempo su un modello animale (il maiale), misurando la presenza del
farmaco nel flusso sanguigno di suini cui era stata somministrata la forma a
rilascio prolungalo, e di altri che avevano assunto una compressa a rilascio
immediato. Se nel secondo caso il dosaggio si è ridotto dopo sei ore, con il
rilascio prolungato il team ha osservato concentrazioni del farmaco fino a 29
giorni. Sono attualmente in corso ulteriori studi per portare la pillola da
prendere una volta al mese ai test sull’uomo, o meglio sulla donna. I prossimi
passi includeranno le valutazioni di sicurezza, fanno sapere i ricercatori.

Redazione Nurse Times

Fonte: PharmaKronos

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Pordenone: infermiera accoltellata ripetutamente al torace. Paziente arrestato per tentato omicidio

Un’infermiera in servizio presso il Centro di Salute Mentale di San Vito al Tagliamento è stata accoltellata oggi da un paziente.
L’uomo, residente nel pordenonese, è stato fermato dai Carabinieri intervenuti in reparti ed arrestato questa mattina, con l’accusa di tentato omicidio.
Era atteso per una visita programmata, ma incredibilmente si è presentato armato di un grosso coltello da cucina. Con questa arma da taglio ha colpito un’infermiera di 50 anni delle quali non si conoscono le generalità.
Diversi fendenti hanno colpito la donna all’emitorace sinistro: la professionista si trova ora ricoverata in gravi condizioni presso lo stesso ospedale presso il quale presta servizio, dopo essere stata sottoposta ad intervento chirurgico. Fortunatamente non sarebbe in pericolo di vita.
Simone Gussoni
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