Scontro infermieri-medici: Fnopi bacchetta FNOMCeO

La Federazione infermieristica non risparmia critiche a Filippo Anelli, che a sua volta si è lamentato per la delibera della Regione Veneto in materia di valorizzazione delle professioni sanitarie.

La delibera della Regione Veneto sulla valorizzazione delle professioni
sanitarie (vedi allegato 1) ufficializza ciò che nei fatti già accade,
rendendo possibile un riconoscimento non solo casuale, ma formale (ed
eventualmente anche economico), per quanto riguarda lo sviluppo e il
rafforzamento delle loro competenze. In sostanza, ciò di cui c’era bisogno per
evitare soluzioni arrangiate e per avviare la vera valorizzazione delle
professioni, infermieri in testa.

Su
questo piano colpisce – sottolinea la Federazione nazionale degli ordini delle
professioni infermieristiche (Fnopi)
in una nota – la presa di posizione del
presidente FNOMCeO (vedi
allegati 2), soprattutto dopo aver disegnato insieme un percorso di confronto e
condivisone tra le Federazioni nazionali degli Ordini, consolidato con la
proposta di una consulta tra professioni dove tutti abbiano stessa dignità e
stesso rilievo per realizzare percorsi di assistenza virtuosi. Scagliarsi poi
contro la delibera che nulla tocca della professione medica, ma rilancia il
valore formativo delle altre professioni (questo perché non si è ascoltata, per
farlo, la professione medica) va nel senso diametralmente opposto.

Ci saremmo aspettati – aggiunge la Fnopi – che il confronto proprio sulla delibera della Regione Veneto fosse occasione del primo passo per lavorare fianco a fianco tra professioni. Invece abbiamo assistito a una fuga in avanti dei medici.Non c’è “invasione di campo”, non c’è appropriazione di competenze, non c’è alcun tentativo di sostituzione tra professionisti. Se è questa la modalità di lavoro potrebbe avere poco senso la proposta di istituire una consulta delle professioni.

Redazione Nurse Times

ALLEGATO 1: Delibera della Regione VenetoALLEGATO 2: Posizione FNOMCeO

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Consiglio ministeriale dell’ESA: il futuro dei programmi spaziali europei

Consiglio ministeriale dell’ESA: il futuro dei programmi spaziali europei

A Siviglia, in Spagna, i rappresenti istituzionali e i capi agenzie dei paesi che compongono l’Agenzia Spaziale Europea hanno tracciato la rotta verso nuovi orizzonti spaziali dei prossimi anni.
Sale la quota del contributo italiano mentre Samantha Cristoforetti tornerà in orbita

Un incremento di quasi un miliardo di euro rispetto alla precedente Ministeriale è quanto la delegazione italiana al Consiglio Ministeriale ESA 2019 ha destinato come contributo del nostro Paese al budget dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per i prossimi tre-quattro anni. La rappresentanza italiana ha proposto una sottoscrizione globale pari a 2.282 miliardi di euro che rappresenta per il nostro Paese una quota del 16% del contributo globale dei 22 Stati Membri dell’ESA. Grazie al ruolo raggiunto dall’Italia nella parte dedicata all’Esplorazione spaziale, è stato assegnato all’Italia il ritorno in orbita per una nuova missione dell’astronauta dell’ESA di nazionalità italiana, il capitano dell’Aeronautica Militare, Samantha Cristoforetti.

Le parole chiave di questa scelta sono: ritorni importanti per l’industria nazionale e garanzia di maggiori livelli occupazionali per tutta la filiera spaziale. L’Italia grazie all’intenso lavoro di tutta la delegazione guidata dal Sottosegretario Riccardo Fraccaro e composta dal presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, ing. Giorgio Saccoccia e dall’ammiraglio Carlo Massagli, segretario del Comitato interministeriale per lo spazio ed aerospazio (COMINT), rafforza il suo posizionamento, ottenendo il ruolo di leadership e co-leadership di numerosi programmi europei.

La missione della delegazione italiana di incrementare il ruolo italiano in ESA in una misura tanto consistente è legata alle grandi opportunità e benefici che dalle attività spaziali derivano. Lo sviluppo di importanti programmi spaziali richiede investimenti consistenti e collaborazione tra Paesi per la crescita del nostro continente è un obiettivo irrinunciabile. La partecipazione agli importanti programmi dell’ESA è parte del più ampio quadro strategico del governo italiano che prevede una azione di interventi complementari e sinergici sia in ambito europeo (ESA e UE) che in quello di cooperazione nazionale e internazionale.

L’appuntamento spagnolo ha registrato una forte convergenza di numerosi paesi europei su programmi fondamentali per l’Italia. In primo luogo, il segmento dei lanciatori che vede l’appoggio alle scelte di proseguire con i nuovi sviluppi delle ulteriori versioni di VEGA (VEGA Evolution). A questo si affianca il grande successo registrato dalla proposta italiana del programma Space Rider, il mini shuttle riutilizzabile. Il veicolo ha raccolto l’attenzione di una ampia filiera di paesi. Si tratta di un programma innovativo che permetterà ulteriormente all’Europa di posizionarsi in prima linea nel delicato e concorrenziale settore dell’accesso allo spazio. Anche l’osservazione della Terra, altro settore di eccellenza italiano, ha ottenuto importanti risorse su segmenti fondamentali per la nostra industria così come le prossime missioni di esplorazione robotica e umana dello spazio.

La scelta dell’incremento è il riconoscimento della forza e della capacità del nostro paese di essere tra le poche nazioni a fornire sistemi chiavi in mano in tutti i segmenti di attività per lo spazio. Una capacità espressa in un tessuto produttivo di grandi e piccole aziende, una rete di università e del mondo della ricerca in grado di manifestare elevate capacità industriali e progettistiche all’avanguardia.
Il settore spaziale rappresenta un investimento economico e infrastrutturale di crescita, in grado di migliorare la vita quotidiana sulla terra con i suoi innumerevoli benefici per la società per il suo complesso. L’esplorazione dello spazio porta con sé oltre lo studio dell’universo che ci circonda, le importanti realizzazioni di tecnologie alla frontiera della conoscenza produttiva e benefici di ordine ambientale con l’osservazione del nostro pianeta dall’alto e con ritorni economici.

«Questa ministeriale ha sancito la leadership dell’Italia nei settori centrali dello spazio. Dall’osservazione della Terra all’esplorazione robotica e umana, passando per i sistemi di lancio, il primato del Paese a livello industriale, scientifico e tecnologico si rafforza in maniera preponderante». Lo afferma il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro. «L’Italia – aggiunge – è il secondo Paese contributore di Copernicus 4.0 e questo consentirà alle nostre aziende di incrementare la competitività nelle gare che verranno indette per lo sviluppo delle sentinelle del programma. Anche nel Future EO abbiamo un ruolo di primo piano che garantirà di generare servizi e applicazioni a beneficio del Paese. Anche nel settore dell’esplorazione l’Italia si afferma come secondo Paese contributore, consolidando la propria leadership nell’esplorazione robotica di Marte con il nuovo programma Mars Sample Return e anche nell’esplorazione umana della Luna con l’I-HAB del Gateway. Quanto al trasporto spaziale, l’Italia ha contribuito in maniera importante affermandosi come Paese leader insieme a Francia e Germania. Inoltre abbiamo raccolto le sottoscrizioni dei Paesi europei attorno al programma Vega e la stessa Francia ha scommesso sull’evoluzione del lanciatore. Sempre sull’accesso allo spazio l’Italia ha la leadership del programma Space Rider ed è capofila di ben 9 stati membri che sostengono il programma del primo vettore riutilizzabile europeo. L’Italia ha un ruolo di primo piano nell’ambito della Space Safety, in virtù della guida allo sviluppo del telescopio Fly-Eye per il monitoraggio dei NEO (Near Earth Objetc). Investendo risorse in GSTP, il programma abilitante delle tecnologie avanzate di base, l’Italia – conclude Fraccaro – sostiene le Pmi nello sviluppo delle innovazioni per il posizionamento nazionale nelle nuove dimensioni della Space Economy».

«Oggi registriamo un risultato estremamente positivo per il nostro Paese. La scelta dell’Italia di fare un così importante incremento negli investimenti è legata – sottolinea il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia – alla decisione dell’Italia di supportare attività spaziali che spostino verso l’Italia reali vantaggi economici e industriali. Si tratta di una proposta che sposta gli equilibri Europei del settore spaziale verso una maggiore leadership del nostro Paese, rispetto ad altri importanti attori storici, quali la Francia e la Germania. Dimostrazione di questo è stata l’adesione entusiasmante di Paesi medio-piccoli nel settore spaziale europeo a programmi a guida italiana, quali l’evoluzione del lanciatore VEGA ed il sistema di trasporto spaziale riutilizzabile Space Rider. Un investimento che sarà su grandi programmi ma anche su temi che permetteranno alle PMI di poter contribuire al futuro di questo settore essenziale. Siamo orgogliosi, inoltre, di aver ottenuto una nuova opportunità di volo per la nostra Samantha Cristoforetti».

I Consigli ministeriali dell’ESA sono appuntamenti triennali nei quali si decidono le attività e gli stanziamenti finanziari per i programmi dei prossimi anni dell’Agenzia europea. Il nostro paese è il terzo contributore dell’ESA. L’appuntamento di Siviglia si è mostrato sin dall’inizio come momento fondamentale di passaggio per un nuovo sviluppo e posizionamento anche dell’Europa su strade rinnovate in vista della grande competizione internazionale che in questo settore è divenuta altamente competitiva. I rappresentanti dell’ESA hanno espresso una forte volontà di confermare e rafforzare il ruolo del nostro continente in campo spaziale. Si tratta della base essenziale che riconosce il comparto sempre più un elemento fondamentale di crescita economica e produttiva dell’economia in generale, la cosiddetta Space economy.

 

 

Quattro le linee principali su cui si punterà
con i maggiori investimenti in ESA:

Esplorazione robotica e umana dello spazio. punti focali saranno le prossime missioni verso la Luna, Artemis e Gateway, e verso Marte con ExoMars e Mars Sample Return. L’Esa ha aderito ad Artemis, il programma USA di esplorazione lunare e l’agenzia è coinvolta soprattutto nella seconda parte della missione con il ritorno sulla superficie lunare. In questo programma abbiamo un duplice coinvolgimento, uno attraverso l’ESA e l’altro con la nostra storica collaborazione con gli statunitensi. Collaborazione da poco rafforza con una intesa recentemente sottoscritta da ASI e NASA dedicata alla riconosciuta capacità delle aziende italiane di realizzare moduli pressurizzati abitativi per lo spazio. Artemis permetterà di sviluppare nuove e sfidanti tecnologie per la realizzazione delle strutture di permanenza degli astronauti in orbita cis-lunare e sulla superficie del nostro satellite. Per l’obiettivo Marte siamo alla vigilia del lancio del programma ESA di ExoMars a guida italiana il cui partenza è prevista per la prossima estate. La successiva tappa Mars Sample Return, l’ambiziosa missione NASA ed ESA, è un programma che punta a raccogliere e a riportare sulla Terra campioni di suolo marziano. Approvata anche la sottoscrizione relativa all’estensione dell’operatività della Stazione Spaziale Internazionale fino al 2024.

Trasporto spaziale. Forte l’interesse e l’investimento italiano in questo comparto che ci vede leader con il nostro lanciatore VEGA e le sue evoluzioni di VEGA C e VEGA E. L’obiettivo degli investimenti è legato anche allo sviluppo di lanciatori ancor più versatili e di piccole dimensioni e a futuri sistemi di trasporto spaziali quali lo Space Rider. Per quest’ultimo programma, l’Italia ha raccolto le sottoscrizioni di molti paesi europei quali Romania, Svizzera, Belgio, Spagna Norvegia. Si consolida così la posizione dell’Italia nel comparto.

Sicurezza dallo spazio. Ruolo di primo piano in questo settore grazie al programma Fly Eye e la partecipazione sostanziale alla missione HERA.  Questo consoliderà un ruolo indiscusso con un posizionamento centrale e incisivo per lo sviluppo di nuove tecnologie chiave per giungere e creare le basi di un imminente sistema di controllo e monitoraggio delle minacce provenienti dallo spazio naturali come gli asteroidi e artificiali come i detriti spaziali;

Osservazione della Terra. L’Italia continua a mantenere il ruolo chiave in questo segmento delicato e fondamentale per monitorare e tutelare il nostro fragile pianeta. Il nostro paese sarà ancor di più coinvolto nel programma UE ed ESA Copernicus  (con la leadership sia per le piattaforme sia per i payload) e nei futuri programmi che porteranno al passaggio di questi sistemi di osservazione verso quelli di nuova generazione di minore dimensione ma di maggiore tecnologia. Il settore dell’osservazione della terra ha, inoltre la grande potenzialità di creare lo sviluppo di molteplici servizi derivanti dall’uso dei dati provenienti dalle immagini satellitari.

Telecomunicazioni e navigazione. Sarà soprattutto il settore delle telecomunicazioni a essere al centro di un grande impegno italiano in questo delicato settore dal forte sviluppo e dai grandi ritorni economici. L’investimento sul quale si punterà in maniera particolare sarà quello legato alle comunicazioni quantistiche nelle quali l’ASI e l’università italiane sono già in posizioni di primo piano nella loro sperimentazione. Importante sarà anche l’intervento e l’attenzione dei finanziamenti verso l’imminente sistema di comunicazione del 5G.

Tecnologie di base e nuovi prodotti tecnologici. Il contributo del nostro paese in questo segmento sarà duplicato rispetto alla precedente Ministeriale ESA di Lucerna del 2016. È un comparto questo capace di generare un elevato numero di innovazioni competitive. Fondamentale per l’ASI sarà la spinta sul GSTP (General Support Technological Program) prodotti tecnologici all’avanguardia e dimostratori in volo da realizzare soprattutto con collaborazioni internazionali. Apriranno alle PMI nuovi posizionamenti e sviluppo nelle nuove dimensioni della Space Economy

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Parkinson, nuova tecnica a base di ultrasuoni riduce i tremori

Lo dimostra un trial clinico condotto all’Università dell’Aquila. Il segreto sta nell’eliminazione del talamo.

La
speranza arriva da un trial clinico condotto all’Università dell’Aquila. Una
nuova tecnica mininvasiva basata sugli ultrasuoni
potrebbe alleviare uno dei sintomi del Parkinson:
i tremori. In sintesi, gli ultrasuoni focalizzati ad alta intensità e guidati
da risonanza magnetica riscaldano e distruggono un piccolissimo pezzetto di
tessuto cerebrale, il talamo,
riducendo i tremori da esso innescati, con efficacia a lungo termine.

Lo
studio è stato presentato al meeting della Radiological Society of North
America (RSNA), a Chicago, da Federico
Bruno, radiologo del Dipartimento di
Biotecnologie e scienze cliniche applicate. Ha coinvolto 39 pazienti (sia
malati di Parkinson, sia pazienti con tremore essenziale), che non avevano
risposto alle terapie classiche e soffrivano da anni di tremori. Questi
sono il risultato di spasmi muscolari, in genere alle mani, e sono molto
invalidanti per i pazienti. La metodica è risultata sicura ed efficace nel 95%
dei casi.

“Un ulteriore vantaggio degli
ultrasuoni – ha dichiarato Bruno – è l’effetto immediato che il trattamento
fornisce, diversamente dalla stimolazione profonda”, che non solo
richiede un intervento invasivo per applicare nel cervello una sorta di
pacemaker, ma impiega anche del tempo per iniziare a fare effetto.

“In più – ha aggiunto l’esperto –, la terapia con ultrasuoni
richiede un ridotto tempo di degenza ed è applicabile anche a pazienti molto
fragili, che non potrebbero sostenere un intervento chirurgico. L’applicazione
clinica di questa tecnica per malattie neurologiche rappresenta una novità
assoluta: l’uso clinico è stato approvato dalla FDA meno di tre anni fa. Pochi
pazienti conoscono questa opzione terapeutica e ci sono ancora pochi centri
specializzati che possono offrirla”.

Redazione Nurse Times

Fonte: Ansa

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Cina, l’incubo della peste bubbonica minaccia anche Pechino

Dopo l’esplosione dell’epidemia nella Mongolia Interna, la malattia potrebbe arrivare nella capitale.

L’infezione da peste bubbonica contratta da una coppia della Mongolia Interna sta scatenando l’impegno della regione autonoma cinese per fermare la diffusione della malattia e impedire che la sua ondata raggiunga Pechino. Il Governo provinciale ha imposto dei “filtri” per controllare che le persone in partenza non siano contaminate, istituendo gruppi per le verifiche mediche e addirittura ispezioni sul traffico.

In realtà l’epidemia è già arrivata nella
capitale. Dopo essere stata a lungo curata nella Mongolia Interna per una presunta
polmonite, la coppia in questione è stata infatti trasportata all’inizio di
novembre a Pechino, dove si è scoperta la vera causa dei problemi di salute:
peste bubbonica. Secondo le ricerche condotte dalla rivista economica Caixin,
già a metà dell’agosto scorso erano stati scoperti 12 “feroci” ceppi di peste
bubbonica in alcuni topi nella regione settentrionale, ma la comunicazione
immediata della scoperta alle autorità sanitarie, prevista dal protocollo, non
è avvenuta.

Ora la Mongolia
Interna cerca di recuperare il tempo perduto. Dall’incidente emergono due
problemi: il primo è l’enorme dislivello tra l’offerta sanitaria (in personale
e strutture) in città come Pechino e le regioni meno sviluppate, spesso di
campagna; il secondo è la mancanza di immediata comunicazione della malattia,
che ricorda da vicino quanto accaduto nel 2003 con l’epidemia di Sars. All’epoca
le autorità nascosero per mesi la malattia e l’entità dell’infezione, lasciando
che si sviluppasse fino a divenire un’epidemia mondiale.

Redazione Nurse Times

Fonte: Asia News

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Al via il crowdfunding per “Ambulatorio solidale Auser”: cure gratuite per chi non se le può permettere

Il progetto è vincitore del bando “Firenze Crowd”, sostenuto da Fondazione CR Firenze e Fondazione Il Cuore si Scioglie.

In
Italia una persona su sei, anche tra quelle tutelate dal sistema sanitario, ha
rinunciato a cure adeguate perché non in grado di pagare il ticket o acquistare
i farmaci. Per questo Auser Firenze intende creare un ambulatorio medico gratuito per persone
in difficoltà e prive delle risorse necessarie per accedere a visite mediche
specialistiche. Nasce così il progetto
di crowdfunding “Ambulatorio solidale
Auser”, con lo scopo di raccogliere fondi per acquistare
attrezzature mediche specifiche, affittare i locali e tutto il materiale per
gestire l’accoglienza.

È
possibile donare a partire sulla piattaforma Eppela (www.eppela.com/ambulatoriosolidale).
Inoltre, per sostenere l’iniziativa, venerdì 29 novembre alle 21, alla Basilica di Santa Croce, si terrà il concerto di Natale del Light
Gospel Choir, il cui ricavato andrà in beneficienza alla campagna. Questo
evento gode anche del patrocinio del Comune di Firenze.

Il progetto, che si pone come obiettivo
quello di migliorare lo stato di salute di persone indigentie renderle consapevoli anche attraverso l’educazione
alla salute e alla prevenzione, è realizzato all’interno
dell’iniziativa Firenze Crowd, percorso di accompagnamento al
crowdfunding sostenuto da Fondazione CR Firenze e da Fondazione
il Cuore si Scioglie, in collaborazione con la cooperativa Feel
Crowd e la piattaforma di crowdfunding Eppela.

La campagna di crowdfunding ha come
obiettivo economico la quiota di 20.000 euro e, al
raggiungimento del 50% del budget, Fondazione CR Firenze
raddoppierà la cifra raccolta. I fondi raccolti grazie alla campagna di crowdfundingserviranno per
realizzare e sostenere i costi di un ambulatorio sociale rivolto a persone in
difficoltà sia italiane che straniere: nessuno escluso. Le visite si
riferiranno a tutte le patologie tipiche di una popolazione disagiata, quali
per esempio quelle polmonari e delle prime vie aeree.Uun’attenzione particolare
sarà dedicata alle patologie croniche come ipertensione arteriosa, diabete
mellito, malattie renali. Saranno presenti medici specialistici di varie
discipline, che verranno coinvolti tramite le collaborazioni già avviate con la
Società della Salute e
l’associazione ONLUS OSMA dell’Ospedale
SM Annunziata.

Oltre alle visite, sarà distribuito
materiale di educazione sanitaria e verranno realizzati graduali percorsi
informativi-formativi e di orientamento su varie tematiche, come conoscenza
delle norme basilari di igiene, corretti stili di vita, conoscenza dei percorsi
del sistema sanitario toscano. Queste attività saranno finalizzate a
responsabilizzare le persone all’aderenza agli appuntamenti e alle terapie,
aumentando il rendimento degli interventi stessi. L’ambulatorio si rivolgerà a persone con o senza medico di medicina
generale di riferimento, e in ogni caso sarà sempre integrativo e mai
contrapposto a quello del medico di medicina generale.

Dichiara il dottor
Francesco Pizzarelli di Auser Firenze: “L’obiettivo che ci poniamo non è solo
quello di fare delle visite, che ovviamente saranno gratuite, ma è anche quello
– attraverso programmi di educazione sanitaria e il coinvolgimento nel percorso
della propria cura – di rendere le persone che verranno al nostro ambulatorio
consapevoli dell’importanza di curarsi. Perché, se ci si cura bene, si rientra in quel circuito virtuoso che è la
cittadinanza attiva.Il nostro ambulatorio lavorerà in
sinergia e mai in contrapposizione con i medici di medicina generale e con
l’ottimo Sistema sanitario della Toscana. Tutti i medici e tutti gli operatori
(dai centralinisti agli addetti all’accoglienza) lo faranno in maniera
gratuita. Tuttavia allestire e far funzionare nel tempo un ambulatorio medico
comporta notevoli impegni economici, ed è per questo che chiediamo il vostro
aiuto”.

“Al
fianco di Fondazione Il Cuore si Scioglie, siamo pronti a lanciare questa nuova
sfida di solidarietà, che offre la possibilità ai cittadini di fare
la propria parte per raggiungere obiettivi concreti di sostegno a importanti realtà del
nostro territorio – afferma Gabriele Gori, direttore generale
di Fondazione CR Firenze-.
La Fondazione CR Firenze dal 2016
sostiene anche le campagne di crowdfunding del progetto ‘Social Crowdfunders’,
a dimostrazione del fatto che crediamo in questo strumento innovativo e siamo
certi che anche in questa occasione la sfida sarà vinta”.

“La
solidarietà di nuovo protagonista della collaborazione fra Fondazione CR
Firenze e Fondazione Il Cuore si scioglie – afferma Daniele
Lanini, consigliere della Fondazione Il Cuore si scioglie –. I
cinque progetti che partono in questi giorni coprono diverse aree di disagio.
Contiamo sull’impegno dei cittadini per sostenere insieme a noi iniziative
concrete, in grado di migliorare la vita delle persone in difficoltà. Lo stesso
obiettivo che perseguiamo con la campagna Pensati con il cuore, che si sviluppa
con le associazioni del territorio, e dal 2017 ha sostenuto oltre 60 raccolte
fondi e altrettanti traguardi raggiunti”.

L’Auser volontariato Firenze, affiliata di Auser Nazionale, è un’associazione di volontariato fondata 30 anni fa e capillarmente diffusa in Italia con oltre 1.500 sedi, 45.000 volontari e 300.000 soci. A Firenze l’Auser è presente in tutti i quartieri cittadini e svolge molteplici attività, tra cui: aiuto alla persona, trasporto sociale, telecompagnia, spesa a domicilio, attività di animazione socializzazione.

Redazione Nurse Times

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