Violenza sulle donne: come difendersi

Le indicazioni del ministero della Salute in occasione della Giornata a tema: servizi del Ssn, normativa, Linee guida su soccorso e assistenza, a chi rivolgersi.

Secondo il rapporto dell’Oms dal titolo “Valutazione globale e regionale della violenza contro le donne: diffusione e conseguenze sulla salute degli abusi sessuali da parte di un partner intimo o da sconosciuti” (in lingua inglese), la violenza contro le donne rappresenta “un problema di salute di proporzioni globali enormi”. Redatto in collaborazione con la London School of Hygiene & Tropical Medicinee la South African Medical Research Council, il rapporto analizza sistematicamente i dati sulla diffusione della violenza femminile a livello globale, inflitta sia da parte del proprio partner sia da sconosciuti. L’abuso fisico e sessuale è un problema sanitario che colpisce oltre il 35% delle donne in tutto il mondo e, cosa ben più grave, è che ad infliggere la violenza sia nel 30% dei casi un partner intimo. Leggi la sintesi del rapporto.

I servizi del Sistema sanitario nazionale

Il nostro sistema sanitario mette a disposizione di tutte le donne, italiane e straniere, una rete di servizi sul territorio, ospedalieri e ambulatoriali, socio-sanitari e socio-assistenziali, anche attraverso strutture facenti capo al settore materno-infantile, come ad esempio il consultorio familiare, al fine di assicurare un modello integrato di intervento.Uno dei luoghi in cui più frequentemente è possibile intercettare la vittima è il pronto soccorso. E’ qui che le vittime di violenza, a volte inconsapevoli della loro condizione, si rivolgono per un primo intervento sanitario. Nello specifico, presso alcuni Pronto soccorso in Italia si sta sperimentando un percorso speciale per chi subisce violenza, contrassegnato da un codice rosa, o uno spazio protetto, detto stanza rosa, in grado di offrire assistenza dal punto di vista fisico e psicologico e informazioni sotto il profilo giuridico, nel fondamentale rispetto della riservatezza.

La normativa sulla violenza

La prima significativa innovazione legislativa in materia di violenza sessuale, in Italia, si era avuta con l’approvazione della Legge 15 febbraio 1996, n. 66, che ha iniziato a considerare la violenza contro le donne come un delitto contro la libertà personale, innovando la precedente normativa, che la collocava fra i delitti contro la moralità pubblica ed il buon costume. Con la Legge 4 aprile 2001, n. 154 vengono introdotte nuove misure volte a contrastare i casi di violenza all’interno delle mura domestiche con l’allontanamento del familiare violento.Nello stesso anno vengono approvate anche le Leggi n. 60 e la Legge 29 marzo 2001, n. 134 sul patrocinio a spese dello Stato per le donne, senza mezzi economici, violentate e/o maltrattate, uno strumento fondamentale per difenderle e far valere i loro diritti, in collaborazione con i centri anti violenza e i tribunali.Con la Legge 23 aprile 2009, n. 38 sono state inasprite le pene per la violenza sessuale e viene introdotto il reato di atti persecutori ovvero lo stalking. Il nostro Paese ha compiuto un passo storico nel contrasto della violenza di genere con la legge 27 giugno 2013 n. 77, approvando la ratifica della Convenzione di Istanbul, redatta l’11 maggio 2011. Le linee guida tracciate dalla Convenzione costituiscono infatti il binario e il faro per varare efficaci provvedimenti, a livello nazionale, e per prevenire e contrastare questo fenomeno. Il 15 ottobre 2013 è stata approvata la Legge 119/2013 (in vigore dal 16 ottobre 2013) “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, che reca disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere”.

Linee guida su soccorso e assistenza donne vittime di violenza

Il 24 novembre 2017 sono state approvate con DPCM le Linee guida nazionali per le Aziende sanitarie e le Aziende ospedaliere in tema di soccorso e assistenza socio-sanitaria alle donne vittime di violenza. Obiettivo delle linee guida è quello di fornire un intervento adeguato e integrato nel trattamento delle conseguenze fisiche e psicologiche che la violenza maschile produce sulla salute della donna. Il provvedimento prevede, dopo il triage infermieristico, salvo che non sia necessario attribuire un codice di emergenza (rosso o equivalente), che alla donna sia riconosciuta una codifica di urgenza relativa (codice giallo o equivalente) per garantire una visita medica tempestiva (tempo di attesa massimo 20 minuti) e ridurre al minimo il rischio di ripensamenti o allontanamenti volontari. Le Linee guida prevedono, inoltre, l’aggiornamento continuo delle operatrici e operatori, indispensabili per una buona attività di accoglienza, di presa in carico, di rilevazione del rischio e di prevenzione.

A chi rivolgersi

Mappa dei consultori in
ItaliaCentri
antiviolenza sul sito del Dipartimento delle pari
opportunitàTelefono
rosa antiviolenza e antistalking 1522Vedi anche:

Progetto CCM Controllo
e risposta alla violenza su persone vulnerabili: la donna e il bambino,
modelli d’intervento nelle reti ospedaliere e nei servizi socio-sanitari
in una prospettiva europea. REVAMPPiano
d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere previsto
dall’art.5 della legge 119/2013Pagina
del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza
del Consiglio dei MinistriPagina Violence
and Injury Prevention sul sito dell’OmsRedazione Nurse Times

L’articolo Violenza sulle donne: come difendersi scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.

“L’omeopatia è una non cura pericolosa”: sono già 57 gli ospedali italiani ad averla bandita

Sono già 57 gli ospedali italiani ad avere definitivamente bandito l’omeopatia dalle proprie corsie ed ambulatori. Tra i più noti troviamo l’Istituto Europeo di Oncologia fondato da Umberto Veronesi ed il Policlinico Gemelli.L’elenco delle strutture che si uniscono ai demonizzatori dell’omeopatia sembra essere destinato ad allungarsi notevolmente.

L’iniziativa nasce dall’imprenditore della Sanità Nicola Bedin, 42 anni, che ha deciso di raggruppare le strutture ospedaliere che bandiscono le cure omeopatiche tra le loro mura. Da sabato scorso campeggian sulla home del sito no-omeopatia, la frase del premio Nobel Rita Levi Montalcini: «L’omeopatia è una non cura, potenzialmente pericolosa, perché sottrae i pazienti da cure valide». 

Diversi movimenti scientifici hanno aderito come il Patto per la Scienza e la Fondazione Gimbe. Dopo un passato da manager ai vertici del Gruppo ospedaliero San Donato e del San Raffaele di Milano, all’inizio del 2018 ha fondato la società Lifenet Healthcare che oggi conta tra le sue proprietà il Piccole Figlie Hospital di Parma, gli ambulatori polispecialistici del Centro Medico Visconti di Modrone di Milano, del CeMeDi di Torino e del Lazzaro Spallanzani di Reggio Emilia, le due cliniche oculistiche Eyecare.

Riportiamo di seguito l’intervista rilasciata da Bedin per il “Corriere della Sera”.

Perché mobilitarsi sull’omeopatia?«Abbiamo deciso di far sentire la nostra voce a tutela delle persone malate, per evitare che cadano in equivoci e credano che l’omeopatia sia una pratica efficace che sostituisce le vere cure. Non è così, come decenni di studi comparativi hanno dimostrato».

Da dove parte la vostra posizione? «La Federazione nazionale degli Ordini dei medici ha dichiarato che “non ci sono prove scientifiche né plausibilità biologica che dimostrino la fondatezza delle teorie omeopatiche”. E non cito altre dichiarazioni in tal senso di scienziati come Umberto Veronesi, Silvio Garattini, Alberto Mantovani».

È in cerca di polemiche?«No, tutt’altro. Credo anzi che sia un’iniziativa doverosa. Abbiamo il dovere di rispettare le persone malate, e non esporre i meno informati al rischio di confondere questa pratica con terapie efficaci. Chi vuole utilizzare preparati omeopatici è libero di farlo. Ma non deve succedere in ospedali e ambulatori medici». 

L’omeopatia però è diffusa.«Aggiungo che oggi i preparati omeopatici in Italia sono fiscalmente detraibili. La Fondazione Gimbe ha stimato che questo provoca uno spreco di risorse pubbliche pari a 50 milioni l’anno. Questi 50 milioni potrebbero invece essere impiegati in modo virtuoso, risolvendo un problema come la carenza di medici. Si potrebbero formare duemila nuovi specializzandi. I posti oggi sono ottomila: diventerebbero diecimila, il 25% in più. Se si ha a cuore il futuro del Paese non si può non fare questi ragionamenti». 

Da manager a imprenditore. L’iniziativa no-omeopatia.it è frutto anche della sua nuova vita?Di fronte a importanti opportunità professionali a inizio 2017, mia moglie, che mi conosce bene ed era incinta del secondo figlio, mi ha fatto una domanda cruciale: “Ma tu cosa vuoi veramente fare?”. “Io voglio fare l’imprenditore”. “E allora fallo”, mi ha risposto guardandomi negli occhi. Non ho più avuto remore, nonostante si trattasse di partire da zero. Di pari passo ritengo importante mettere la faccia su ciò in cui si crede». 

Non le manca il San Raffaele, che ha risanato dopo il buco da 1,5 miliardi di euro?«Il San Raffaele è un posto straordinario. Un patrimonio del Paese. Credo che la figura di don Verzé debba essere rivalutata e ricordata. È stato un visionario. La compresenza di ospedale, centro di ricerca e università ha dato luogo a un modello che è moderno ancora oggi. La sera del mio ultimo giorno lì, l’11 settembre 2017, nell’andarmene ho percorso a piedi un tragitto lunghissimo, come se qualcosa mi stesse trattenendo lì. Quella camminata finale sembrava non finire mai. Ma fare l’imprenditore è stato qualcosa più forte di me. Ho poi cercato di fare tesoro di tutte le cose che negli anni ho imparato».

Un esempio?«Il grande imprenditore Bernardo Caprotti citando il generale von Clausewitz una volta mi disse: “Nel successo sta il germe della sconfitta”. Intendeva dire che non bisogna mai rilassarsi nella convinzione di essere arrivati. Ma lavorare sempre guardando avanti, con senso di responsabilità».

Simone GussoniL’articolo “L’omeopatia è una non cura pericolosa”: sono già 57 gli ospedali italiani ad averla bandita scritto da Simone Gussoni è online su Nurse Times.

L’infermiere Giuliano Anastasi nominato membro dell’American Holistic Nurses Assosiation

L’infermiere Giuliano Anastasi nominato membro dell’American Holistic Nurses Assosiation

Un prestigioso riconoscimento è stato conferito al dott. Giuliano Anastasi da parte dell’associazione American Holistic Nurses Association, madre dell’associazione tecnico scientifica AHNA Italia.
Giuliano Anastasi è un giovane infermiere siciliano. I suoi campi di interesse sono la bioetica, le cure integrative ed il nursing psichiatrico.
Nel 2016 si laurea in Infermieristica con lode presso l’Università degli Studi di Messina, discutendo una tesi dal titolo “Bioetica e Nursing: il ruolo infermieristico nelle scelte di fine vita”. Nel 2018 consegue con lode la laurea magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche presso il medesimo ateneo, discutendo un elaborato sperimentale in materia di cure infermieristiche integrative rivolte al paziente oncologico terminale.
Il riconoscimento ottenuto dal dott. Giuliano Anastasi
Dimostrando un particolare interesse verso la psichiatria, indirizza la sua attività lavorativa verso tale branca, prendendo servizio presso l’unità di psichiatria, dapprima presso l’ASP di Messina ed in seguito presso l’ASP di Catanzaro, dove attualmente è strutturato.
Quando non si occupa di infermieristica, coltiva le sue passioni: fa attività all’aperto, studia inglese e si interessa alcinema ed ai viaggi.
Ha pubblicato presso riviste scientifiche e ha ricoperto ruoli di tutor didattico in ambito accademico.
Oggi sta conseguendo un master in Management per le funzioni di coordinamento e si dedica all’Associazione tecnico-scientifica AHNA Italia, di cui è Referente per la ragione Sicilia.
“Questa associazione nasce circa un anno fa, formalizzandosi come associazione tecnico-scientifica nel Settembre 2019, ad oggi riconosciuta in seno alla consulta delle associazioni tecnico scientifiche cui fa affidamento la FNOPI.”
Come suggerisce il termine stesso, l’associazione si occupa di infermieristica olistica, ovvero di cure complementari infermieristiche in un’ottica di integrazione alle cure convenzionali, in una visione di associazione di questi trattamenti non farmacologici ad altri interventi etc.
“Nulla ha a che vedere, ovviamente, con le cure alternative, che non sono scientifiche, che non hanno sostegno in letteratura (anzi) e che sono tendenzialmente invenzioni sporadiche di qualche mitomane che vuole solo specularci”, racconta Anastasi.
Gli scopi dell’associazione sono fare formazione, informazione e ricerca. La formazione, chiaramente, si rivolge in primis agli altri colleghi professionisti della salute, al fine di fornire degli strumenti, specialmente emotivi, per tollerare lo stress, evitare le crisi, le aggressioni, la rottura ed il burnout.
In proposito è in fase di attivazione un progetto che coinvolgerà a livello territoriale gli OPI per svolgere convegni e conferenze in materia.
Il “Laghetto delle Tartarughe”
La stessa formazione include la condivisione di esperienze in materia, ovvero quello che si fa o si potrebbe fare in termini di impiego infermieristico di queste tecniche non farmacologiche (es. musicoterapia, pet therapy, doll therapy, drama therapy, play therapy, massage therapy, yoga, etc.) e come costruire le condizioni per impiegarli, se si desidera e se opportuno, in modo sperimentale nelle proprie realtà lavorative.
L’informazione, allo stesso modo, si rivolge alla cittadinanza, sensibilizzando sulla possibilità di impiegare, nei casi opportuni, qualcuna di queste tecniche per migliorare la performance, la compliance, l’esito terapeutico, il percorso assistenziale.
«Molti studi dimostrano che il solo contatto fisico in ambito pediatrico può evitare il “pianto irrefrenabile” dei bambini, migliorando sicuramente gli esiti e la tolleranza allo stress del pazientino. Stessa cosa in area oncologica, vari studi dimostrano che la meditazione guidata può essere di aiuto nel trattamento della sintomatologia lieve (nausea, vomito, cefalea…)», prosegue il collega.
Il “Giardino dei Pensieri Ritrovati”
Infine, la ricerca, è volta proprio a rimpinguare la letteratura presente in materia, e fornire dati che siano ulteriormente a sostegno di queste tecniche.
“Nella mia realtà lavorativa ho modo di applicare forme embrionali di pet therapy, doll therapy e play therapy. Il progetto è ancora un germoglio, nato a seguito di opere di ammodernamento del Dicembre 2018, però gli esiti sembrano positivi, ed a breve tenteremo di avviare anche un progetto di ricerca in merito al ruolo della parola come atto terapeutico, per comprendere se una determinata forma di colloquio professionale possa o meno migliorare gli esiti assistenziali, la compliance e la qualità percepita”.
L’associazione italiana, inoltre, organizza numerosi meeting. Il primo a livello nazionale è stato fatto a Settembre in zona Milano, portando le esperienze di questi infermieri in merito a questo tipo di specializzazione. Altri incontri regionali verranno svolti periodicamente. Tra pochi mesi si svolgerà un evento congiunto che riguarderà le regioni Calabria e Sicilia.
L’Associazione Americana, che offre ovviamente un grande supporto, organizza convegni internazionali, borse di ricerca e di studio, percorsi di formazione. Ha inoltre un suo journal scientifico indicizzato e si occupa di educazione sanitaria in materia.
La tesi di laurea magistrale in Scienze Infermieristiche di Giuliano Anastasi
AHNA italia sta lavorando ad un progetto di ricerca multicentrico sperimentale rivolto ai professionisti sanitari.
“Nella mia realtà lavorativa, SPDC di Lamezia Terme (ASP Catanzaro) c’è un ambiente costruttivo in relazione a tali interventi non farmacologici, grazie ad una equipe (medici, infermieri, psicologi ed assistenti sociali e personale di supporto) molto propositiva e dinamica. L’ambiente è costituito per lo più da professionisti giovani e comunque con formazione post-base in buona parte dei casi.
Prova di tale affermazione è la presenza di un’area all’esterno del reparto (denominata “Giardino dei Pensieri Ritrovati”) in cui sono presenti alberi da frutto, piante aromatiche, sculture in legno; anche un laghetto artificiale con delle tartarughe ed un insieme di siepi che costituisce un labirinto in cui i pazienti possono camminare. Tutto riconduce alla play therapy, alla nature therapy ed alla pet therapy, seppur non in modo strutturato.”
Simone Gussoni
L’articolo L’infermiere Giuliano Anastasi nominato membro dell’American Holistic Nurses Assosiation scritto da Simone Gussoni è online su Nurse Times.

Germania: pugno duro contro i genitori NoVax. € 2.500 di multa per chi non vaccina i propri figli

La Germania applica il pugno duro contro i genitori No Vax. Chi rifiuterà di vaccinare i propri figli andrà incontro a multe che potranno arrivare fino a 2.500 euro.
L’incremento dei casi di morbillo ha spinto il governo tedesco a ricorrere a provvedimenti drastici approvando un piano di vaccinazioni obbligatorie ancora più esteso ed applicando sanzioni pecuniarie per chi non è intenzionato a rispettarlo.
Il morbillo infatti uccide ogni anno oltre 2,6 milioni di persone nel mondo e, anche in Europa, i casi sono aumentati del 350% negli ultimi 12 mesi, spingendo molti governi ad attuare misure straordinarie per l’immunizzazione dei bambini.
A partire dal mese di marzo 2020, oltre alla sanzione pecuniaria si aggiungerà il divieto per il bambino non vaccinato di frequentare asili e scuole.
Simone Gussoni
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Gli infermieri del Cives in convegno a Vibo

Gli infermieri del Cives in convegno a Vibo

Il giorno 28 e 29 novembre p.v. il nucleo CIVES Vibo Valentia organizza la seconda edizione dell’evento ecm dal titolo “LE COMPETENZE INFERMIERISTICHE: Avanzate, Specialistiche e Acquisite“

Infermieri a confronto sullo stato dell’arte dell’essere
professionisti nell’ambito dell’assistenza.

Due giornate ricche di argomenti che coinvolgeranno gli infermieri del CIVES (Coordinamento Infermieri Volontari per l’Emergenza Sanitaria) e tutti i cittadini. L’evento eroga 14 crediti formativi Ecm.

Il programma vede la partecipazione di importanti relatori:

Il Sistema della Protezione Civile e il Volontariato Infermieristico: la mia esperienza alla Missione Arcobaleno, nel Campo di Valona (Albania), Dottoressa RAMAJ ETLEVA;SKIN TEARS: Fattori di rischio e Classificazione, Dottor IELAPI NICOLA;Assistenza al paziente con ictus ischemico: interventi urgenti e fase riabilitativa, Dottor CONCIATORE NICOLA SALVATORE;Aspetti teorico pratici dell’intraossea in tutte le fasce di età, Dottor ROMEO GIUSEPPE;Sanità digitale e Cartella infermieristica informatizzata,Dottoressa TRUSCULESCU ELEONORA;PICC, MIDLINE E MINI MIDLINE, impianti sui e competenze, Dottor TAVELLA PIETRO LUIGI, Dottor ELIA FRANCESCO ANTONIO.Redazione Nurse Times
L’articolo Gli infermieri del Cives in convegno a Vibo scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.