Firenze: uomo colpito da ictus pronuncia le sue prime parole dopo aver incontrato il proprio cagnolino

L’incontro tra un paziente vittima di ictus cerebrale ed il suo amato cagnolino ha permesso all’uomo di pronunciare le prime parole dopo l’evento cerebro-vascolare.Il paziente è ricoverato presso il Santa Maria Nuova di Firenze, e non vedeva il suo amato Phoebe da alcuni giorni. Non appena si sono incontrati, l’animale ha immediatamente iniziato a scodinzolare contento, appoggiandosi poi alle gambe del suo padrone.

L’incontro è stato organizzato nell’ambito del progetto “Pet Visiting”, basato sull’umanizzazione delle cure per dare sollievo agli ammalati che non hanno la possibilità di muoversi e soffrono la lontananza dai loro animali. Tutto è stato reso possibile grazie all’impegno profuso dal dipartimento infermieristico in collaborazione con le direzioni sanitarie e l’area veterinaria ed al rispetto delle procedure previste dal dipartimento di igiene e sicurezza al fine di tutelare il paziente, gli altri ricoverati e il personale stesso, con la richiesta preventiva dei requisiti indispensabili (libretti di vaccinazioni).

“Non è la prima volta che accade di portare gli animali di affezione nei nostri reparti, anche quelli più critici come le terapie intensive e ringrazio il personale per la disponibilità ad assecondare e promuovere questo importante progetto che rappresenta un valore aggiunto nella nostra assistenza agli ammalati, ha commentato la dottoressa Francesca Ciraolo, direttrice del presidio.

Simone GussoniL’articolo Firenze: uomo colpito da ictus pronuncia le sue prime parole dopo aver incontrato il proprio cagnolino scritto da Simone Gussoni è online su Nurse Times.

Nasce il Campus Nurse: case manager esperto in patologie ematologiche e malattie acute da rigetto

Una figura sempre più specializzata sta per nascere in Emilia Romagna: si tratta del “Campus Nurse”, un infermiere formato appositamente per trattare i casi clinici più complessi.
Si tratterà di un vero e proprio “case manager”; i dettagli del progetto saranno presentati ufficialmente il prossimo 20 dicembre a Bologna, in occasione dell’inaugurazione dell’omonimo progetto.
Nonostante il tutto avrà inizio il prossimo mese, i gruppi di lavoro sono già stati organizzati ed attivati per trattare tre diverse tematiche.
“A spingere questo cambiamento è stato soprattutto l’arrivo delle nuove terapie orali, che pur essendo più facili da somministrare portano una serie di problemi, dall’aderenza alla terapia agli effetti collaterali – spiega Gianpaolo Gargiulo, dell’Uoc di ematologia della Federico II di Napoli -.
Questo ha fatto nascere alcuni progetti che hanno visto un nuovo modello organizzativo, in cui l’infermiere diventa un ‘case manager’, è chiamato a capire i sintomi della malattia, a individuare gli effetti collaterali, a supportare il paziente e la famiglia in richieste che possono essere gestite anche senza, o in collaborazione con il medico”.
Il progetto “Campus Nurse” si pone come obiettivo quello di condividere le esperienze vissute dagli infermieri che attuano le “competenze avanzate” nei casi di leucemia mieloide cronica, leucemia linfoblastica acuta e nei casi di ‘graft versus host disease’, comunemente nota come malattia acuta da rigetto.
“Il 20 dicembre ci sarà la presentazione di questi tre percorsi – spiega Gargiulo, che è Responsabile attività formative infermieristiche Gitmo – ma già ora si sono costituiti i gruppi di lavoro multidisciplinari con un ematologo e un infermiere di ematologia esperto di trapianti.
L’obiettivo è di verificare quali interventi proporre, qualo sono le procedure migliori, quali eventi avversi monitorare e come rispondere e poi proporre e un modello scientifico alla Comunità, basato su solide evidenze scientifiche e sull’esperienza diretta”.
Simone Gussoni
L’articolo Nasce il Campus Nurse: case manager esperto in patologie ematologiche e malattie acute da rigetto scritto da Simone Gussoni è online su Nurse Times.

Tragedia sfiorata su volo aereo: medico succhia 850 ml di urine dalla vescica di un passeggero per evitarne la rottura

Tragedia sfiorata su volo aereo: medico succhia 850 ml di urine dalla vescica di un passeggero per evitarne la rottura

Un medico fuori servizio ha salvato la vita ad un passeggero a bordo di un volo aereo della compagnia aerea China Southern Airlines succhiando 850 millilitri di urine fuori dalla vescica di un uomo.

L’urgenza medica è occorsa ad un anziano a bordo del volo decollato da Guangzhou lo scorso 19 novembre.

Mancavano ancora sei ore all’atterraggio sulla pista dell’aeroporto di New York, quando un pensionato a bordo ha manifestato un intenso dolore addominale e l’incapacità di urinare.

Il personale di bordo ha ritovato l’uomo accasciato a terra nelle vicinanze di uno dei bagni dell’aeroplano. Immediatamente è stata inviata una richiesta di aiuto attraverso l’interfono per sapere se tra i passeggeri vi fosse un medico.

A rispondere al messaggio è stato il dott. Zhang Hong, primario di Chirurgia Vascolare presso il First Affiliated Hospital della Jinan University.

Si è subito identificato come medico offrendo il proprio aiuto al malcapitato. Anche il dott. Xiao Zhangziang, chirurgo vascolare presso l’Hainan People’s Hospital è intervenuto.

Il dott. Zhang ha effettuato una rapida valutazione della situazione traendo una conclusione: “L’addome del pensionato era globoso, non era in grado di posizionarsi seduto e sudava molto”, ha raccontato il medico.

“L’uomo rischiava di andare in shock e la sua vita avrebbe potuto essere in serio pericolo se non ci fossimo presi cura di lui urgentemente”.

“I suoi famigliari ci dissero che avesse una storia di ipertrofia prostatica, pertanto sospettammo che si trattasse di un caso di ritenzione urinaria.”

La vescica della vittima era a rischio rottura ed occorreva trovare una soluzione urgente per far uscire l’urina all’esterno della stessa.

I due medici improvvisarono un catetere vescicale utilizzano il tubo di plastica di una mascherina dell’ossigeno, una siringa presente nel kit di pronto soccorso di bordo, una cannuccia presa da un contenitore del latte e del nastro adesivo.

Dopo aver ottenuto il consenso dei parenti dell’anziano, il dott. Zhang ha inserito il dispositivo realizzato nell’uretra dell’uomo, raggiungendo la vescica. Poco dopo però scopri che l’ago della siringa fosse di calibro troppo ridotto per poter estrarre l’urina.

Consapevole del rischio infettivo, il medico ha deciso di utilizzare la propria bocca per estrarre l’urina dalla vescica.

Ha ripetutamente succhiato l’urina attraverso il tubetto, sputandola successivamente in una bottiglia di vino. La manovra salva vita è durata complessivamente 37 minuti e, al termine della procedura, è riuscito ad estrarre oltre 800 millilitri di urine.

“Non c’era altra soluzione”, ha spiegato il medico. “Non ho pensato alle conseguenze, ho solo fatto la cosa che avrebbe potuto risolvere quel grave caso di ritenzione urinaria.”

Salvare vite è una cosa che viene sempre istintiva a medici e infermieri.

Simone GussoniL’articolo Tragedia sfiorata su volo aereo: medico succhia 850 ml di urine dalla vescica di un passeggero per evitarne la rottura scritto da Simone Gussoni è online su Nurse Times.

Alto Adige: da dicembre ticket da € 25 per i codici bianchi in Pronto Soccorso contro il sovraffollamento

Chi si dovesse recare in pronto soccorso per motivazioni non urgenti dovrà pagare un ticket da 25 euro. Questo è quanto accadrà a partire dal primo dicembre prossimo ai pazienti che saranno classificati come codici bianchi o blu in Pronto Soccorso dell’Alto Adige
“Il sovraffollamento dei reparti di Pronto soccorso degli ospedali provinciali, legato in parte all’utilizzo improprio del servizio di emergenza-urgenza, si traduce spesso in attese prolungate e malcontento generale. Pertanto, è emersa la necessità di responsabilizzare gli utenti il cui accesso venga qualificato come non urgente. In questo modo si punta a confermare il Pronto Soccorso nel suo ruolo di primo intervento in situazioni di emergenza ed urgenza, nettamente distinto dall’assistenza specialistica ambulatoriale.
Il Pronto soccorso è un pilastro dell’assistenza primaria, e chi vi lavora deve poter dedicare la massima priorità e qualità alle emergenze” dichiara l’assessore alla salute Thomas Widmann di Bolzano.
In base alle regole deliberate il 19 novembre scorso dalla Giunta provinciale, una quota di compartecipazione alla spesa in forma di ticket sanitario, per un importo pari a 25 euro per i pazienti codificati in accesso come blu/bianchi (che diventerà codice 5 ai sensi delle nuove linee guida nazionali) verrà applicata.
I pazienti che invece saranno codificati in accesso con codice nero, rosso, arancione, giallo e verde (codici da 1 a 4 ai sensi delle nuove linee guida nazionali) non sono soggetti ad alcun tipo di compartecipazione.
Se il paziente si dovesse ripresentare in Pronto Soccorso a distanza di 24 ore, su richiesta del medico strutturato, la quota di compartecipazione fissa verrà applicata limitatamente all’accesso originario.
Le visite di controllo (comprese rivalutazioni, medicazioni, rimozione punti, etc.) richieste dal medico di Pronto soccorso, qualora non indirizzate al medico di medicina generale bensì erogate da specialista ospedaliero o territoriale, sono da prescrivere su ricetta rossa, per essere trattate come specialistica ambulatoriale.
Nello stesso modo, la compartecipazione non è prevista per tutte le categorie esenti dal pagamento di ticket. Le tabelle dettagliate sulle prestazioni sono consultabili sul portale web della Provincia dedicato alla salute nella sezione tariffe e compartecipazioni alla spesa sanitaria ed esenzioni.
Simone Gussoni
L’articolo Alto Adige: da dicembre ticket da € 25 per i codici bianchi in Pronto Soccorso contro il sovraffollamento scritto da Simone Gussoni è online su Nurse Times.

Ddl Sicurezza: aggredire un medico sarà sempre considerato reato, anche se fuori servizio

Aggredire un medico sarà sempre considerato un reato, anche se il professionista è fuori servizio.È stato lo stesso ministero della Salute Roberto Speranza ad esternare la «volontà e disponibilità» a presentare un emendamento che estenda il campo di applicazione «della fattispecie penale anche agli episodi di violenza occorsi al di fuori delle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche o private».

«L’obiettivo – prosegue Speranza nel corso dell’audizione presso le commissioni congiunte di Camera e Senato – è sanzionare le lesioni subite a causa dell’adempimento delle funzioni in qualsiasi luogo le stesse vengano esercitate».

Lo scudo penale riguarderà sia le attività svolte in corsia che a quelle che un medico fuori servizio potrebbe dover svolgere in strada ad esempio, in caso di malore di un cittadino o di un incidente stradale. Non saranno escluse ovviamente le aggressioni ad eventuali guardie mediche, in abitazioni private, negli interventi di protezione civile, nelle funzioni di prevenzione e controllo nei cantieri, nelle imprese, negli stabilimenti di macellazione e trasformazione e negli allevamenti. 

La modifica sarà inserita nel testo del Ddl sulla sicurezza degli operatori sanitari all’esame della Camera – dopo il via libera del Senato avvenuto alla fine  del mese di settembre.Grande soddisfazione anche da parte dei medici veterinari che,

La proposta è stata accolta con soddisfazione dai veterinari che, attraverso Aldo Grasselli, segretario nazionale del SIVeMP e presidente di Federazione veterinari, hanno assicurato «pieno sostegno all’emendamento che protegge tutti gli operatori di sanità» . 

«Proprio oggi – ha detto Grasselli – apprendiamo dell’ultimo, in ordine cronologico, episodio ai danni di medici veterinari. Anche per questo apprezziamo l’attenzione del ministro Speranza che ha recepito le sollecitazioni che gli abbiamo rappresentato».

Simone GussoniL’articolo Ddl Sicurezza: aggredire un medico sarà sempre considerato reato, anche se fuori servizio scritto da Simone Gussoni è online su Nurse Times.