Azienda Zero: Concorso per 33 dirigenti infermieri, professioni tecniche, della riabilitazione, della prevenzione ed ostetrica

Concorso pubblico, per titoli ed esami, per n. 33 posti di Dirigente delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione e della professione di ostetrica – Area delle Scienze Infermieristiche e Ostetriche

In esecuzione della delibera del Direttore Generale n. 461
del 24.09.2019 è indetto Concorso Pubblico, per titoli ed esami, per la
copertura di:

n. 33 posti di DIRIGENTE DELLE PROFESSIONI SANITARIE INFERMIERISTICHE, TECNICHE, DELLA RIABILITAZIONE, DELLA PREVENZIONE E DELLA PROFESSIONE OSTETRICA AREA SCIENZE INFERMIERISTICHE E OSTETRICHE.

Il concorso viene svolto da Azienda Zero unitariamente, ai
soli fini procedurali, ma con riferimento alle seguenti singole Aziende
interessate:

Azienda Ulss n. 1 Dolomiti: n. 1 posto;Azienda Ulss n. 2 Marca Trevigiana: n. 8 posti;Azienda Ulss n. 3 Serenissima: n. 4 posti;Azienda Ulss n. 5 Polesana: n. 2 posti;Azienda Ulss n. 6 Euganea: n. 6 posti; la procedura è subordinata all’esito negativo della procedura di mobilità di cui all’art. 30 del D. Lgs. n. 165/2001;Azienda Ulss n. 7 Pedemontana: n. 2 posti; la procedura è subordinata all’esito negativo della procedura di esubero di cui all’art. 34 bis del D. Lgs. n. 165/2001;Azienda Ulss n. 8 Berica: n. 2 posti; la procedura è subordinata all’esito negativo della procedura di esubero di cui all’art. 34 bis del D. Lgs. n. 165/2001;Azienda Ulss n. 9 Scaligera: 1 posto; la procedura è subordinata all’esito negativo della procedura di esubero di cui all’art. 34 bis del D. Lgs. n. 165/2001;Azienda Ospedaliera Padova: 3 posti; la procedura è subordinata all’esito negativo della procedura di esubero di cui all’art. 34 bis del D. Lgs. n. 165/2001;Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona: n. 4 posti.per complessivi n. 33 posti.

I candidati dovranno indicare una sola Azienda per la quale
intendono concorrere; tale indicazione non potrà essere modificata.

Solo i candidati che sceglieranno di concorrere per le
Aziende Ulss n. 6 Euganea, Ulss n. 7 Pedemontana, Ulss n. 8 Berica, Ulss n. 9
Scaligera e per l’Azienda Ospedaliera di Padova, la cui procedura è subordinata
all’esito negativo della procedura di mobilità o esubero, dovranno indicare una
seconda opzione tra l’Azienda Ulss n. 1 Dolomiti, Ulss n. 2 Marca Trevigiana,
Ulss n. 3 Serenissima, Ulss n. 5 Polesana e l’Azienda Ospedaliera Universitaria
Integrata di Verona.

Nei predetti casi, qualora le procedure di mobilità
dovessero consentire la copertura dei relativi posti, i candidati verranno
considerati partecipanti per l’Azienda scelta come seconda opzione.

In ogni caso la seconda opzione produrrà effetto solo nel
caso di copertura dei posti a mezzo delle predette procedure di mobilità e. In
caso contrario e, quindi, in caso di mancata copertura dei posti a mezzo delle
predette procedure, rimarrà efficace esclusivamente la prima opzione.

Il presente concorso pubblico è disciplinato dalle norme di cui al decreto legislativo 30 dicembre 1992 n. 502 e successive modificazioni ed integrazioni, al decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165, al D.P.R. 10 dicembre 1997 n. 483, all’allegato 1 al DPCM del 25 gennaio 2008 e al D.P.R. 9 maggio 1994 n. 487, in quanto applicabili, dal Regolamento recante “Modalità di gestione delle procedure selettive del comparto sanità da parte di Azienda Zero ai sensi dell’art. 2, comma 1, lettera G), punto 2) della legge regionale 25 ottobre 2016, n. 19” approvato con D.G.R.V. n. 1422 del 05/09/2017.

Pubblicato sulla G.U. n. 88 del 08-11-2019. Scade l’8 dicembre 2019.

Redazione Nurse Times

Allegato

Bando concorso pubblico infermieri dirigenti
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Bolzano: esplode l’odio razziale contro i medici italiani

A Bolzano è caccia agli italiani: presi di mira i medici attraverso dei manifesti razzisti che riprendono un cadavere la scritta “Il medico non parlava il tedesco”

Manifesti a sfondo razziale a Bolzano da parte del partito separatista Suedtiroler Freiheit che chiede la separazione dell’Alto Adige dall’Italia e dunque il ricongiungimento all’Austria.

Appeso al dito c’è anche un cartellino con scritta in tedesco “Qui muore il diritto all’uso della madrelingua”; sotto, invece, si legge “Per capire e curare i pazienti, i medici del Sudtirol devono essere in grado di parlare tedesco. Lottiamo per i tuoi diritti”.

Un attacco chiaro e forte ai medici italiani che lavorano
nelle strutture sanitarie del Sudtirol e che, però, non sarebbero in grado di
rapportarsi con la maggioranza della popolazione, di lingua tedesca.

Sia l’Ordine nazionale dei medici che il M5s della provincia di Bolzano hanno presentato un esposto in Procura.

“Quel manifesto fa passare un messaggio pessimo: allarmistico per i cittadini, offensivo per i medici e, soprattutto, lesivo per il rapporto di fiducia che è alla base della relazione di cura: va ritirato, e subito” è il commento del presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, Filippo Anelli .

“Un chiaro incitamento all’odio razziale”, lo ha definito Diego Nicolini del M5s di Bolzano.

Questa la nota di Suedtiroler Freiheit: “Se il medico non capisce il paziente e viceversa, può portare a situazioni pericolose. Il settore sanitario in particolare è un’area molto delicata in cui si desidera comunicare nella propria lingua madre. Molti cittadini non possono comunque fare molto con la terminologia medica, figuriamoci in una lingua straniera. La salute è meno importante nella logica dell’Italia. Questo è razzismo aperto e una palese violazione dello Statuto di autonomia”.

Condanna anche dalla Presidente dell’OPI di Bolzano, Dott.ssa Paola Cappelletti “l’Ordine degli infermieri della provincia di Bolzano vuole esprimere pubblicamente la propria indignazione riguardo al manifesto pubblicato dai Freiheitlichen nei confronti dei medici. Vogliamo ribadire con forza che la professionalità, le competenze e le conoscenze di qualsiasi professionista sanitario non hanno nulla a che vedere con la conoscenza di una lingua. Siamo difronte ad una becera strumentalizzazione meramente politica, offensiva bei confronti di chi quotidianamente lavora e si impegna a dare il meglio per i cittadini. Ci auguriamo che la politica Sudtirolese prenda una posizione forte per contrastare quanto accaduto”.

Monica Oberrauch, presidente dell’Ordine dei medici dell’Alto Adige, porterà la questione davanti al consiglio “Ne dobbiamo ancora discutere… anche a me sono arrivate moltissime proteste. Posso dire che si tratta di una messa in scena che raccoglie tutto il nostro disgusto e che offende in primis chi l’ha realizzata. In tutta Europa mancano medici, è vero, ma noi in Alto Adige con l’autonomia ed il bilinguismo la sentiamo ancora di più ma la convivenza di tre gruppi etnici ha messo in piedi una democrazia evoluta che non ha certo bisogno di queste bordate”.

La giunta provinciale al momento si mantiene prudente spiegando che non intende procedere con un’azione legale.

L’assessore alla sanità Thomas Widmann parla di un’offesa fatta a chi lavora e si impegna a dare il meglio che non merita particolare attenzione: “Meno ne parliamo meglio è”. Laconico il presidente Arno Kompatscher “Non è con queste provocazioni che si risolvono i problemi della sanità”.

Wir sind nicht beeindruckt von den sich überschlagenden Empörungsbekundungen zur neuen Plakataktion zum Recht auf…Gepostet von Süd-Tiroler Freiheit am Donnerstag, 7. November 2019
Redazione Nurse Times
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Albo dei CTU e Periti: anche gli infermieri della BAT potranno iscriversi

È stato siglato in data 07/11/2019 il Protocollo di Intesa tra il Tribunale di Trani, Ordine degli Avvocati, Ordine delle Professioni Infermieristiche della provincia di Barletta- Andria-Trani e la procura della Repubblica avente ad oggetto le regole per iscriversi e permanere nell’Albo dei CTU e Periti del Tribunale di Trani ex  dall’art. 15 della legge 24/2017

In definitiva anche gli infermieri della sesta provincia pugliese grazie all’accordo siglato dall’Ordine OPI BAT potranno iscriversi nella sezione speciale dell’albo CTU del Tribunale di Trani previsto per i consulenti chiamati a svolgere la loro attività nelle controversie aventi ad oggetto la responsabilità dei sanitari ex L.24/2017.

“Grazie a questo protocollo anche gli infermieri dell’Ordine OPI BAT potranno iscriversi nella sezione speciale dell’albo CTU del Tribunale di Trani previsto per i consulenti tecnici e periti chiamati a svolgere la loro attività nelle controversie aventi ad oggetto la responsabilità dei sanitari ex L.24/2017. Un atto doveroso e in linea con l’evoluzione specialistica della professione Infermieristica” sono state le prime parole del Presidente OPI BAT dott. Giuseppe Papagni.

“Si tratta di un importantissimo passo avanti verso la crescita della professione infermieristica – ha continuato il presidente Papagni -. Il protocollo riconosce il ruolo sempre più preminente e qualificato dei professionisti infermieri in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita e, per questa ragione, li ritiene capaci di poter fornire un contributo specialistico unico”.

Il suddetto documento è frutto di recepimento dell’accordo tra il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), il Consiglio nazionale Forense (CNF) e la Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI) per l’armonizzazione dei criteri e delle procedure di formazione degli albi dei periti e dei consulenti tecnici ex art. 15, l. 8 marzo 2017, n.24, in attuazione dell’art. 14 del Protocollo d’intesa tra CSM, CNF e FNOMceO firmato il 24 Maggio 2018.

Il Protocollo d’intesa è stato firmato dal Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia di Barletta-Andria-Trani, dott. Giuseppe PAPAGNI, dal Presidente del Tribunale di Trani, dott. Antonio DE LUCE, dal Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Trani, avv. Tullio BERTOLINO, dal procuratore della Repubblica di Trani dott. Antonino DI MAIO e dal procuratore aggiunto dott. Achille BIANCHI.

Il suddetto
documento è frutto di
recepimento dell’accordo tra il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM),
il Consiglio nazionale Forense (CNF) e la Federazione Nazionale degli Ordini
delle Professioni Infermieristiche (FNOPI) per l’armonizzazione dei criteri e
delle procedure di formazione degli albi dei periti e dei consulenti tecnici ex art. 15, l. 8 marzo 2017, n.24, in
attuazione dell’art. 14 del Protocollo d’intesa tra CSM, CNF e FNOMceO firmato
il 24 Maggio 2018.

L’albo dei consulenti tecnici del giudice
è istituito presso ogni Tribunale ed è diviso in categorie professionali. Se il
giudice ha bisogno di particolari accertamenti, può farsi assistere da esperti
iscritti all’albo in questione e denominati consulenti tecnici in ambito civile
e periti in ambito penale. L’albo è tenuto dal Presidente del Tribunale e tutte
le decisioni relative all’ammissione sono prese da un comitato da lui presieduto
e composto dal Procuratore della Repubblica e da un professionista iscritto
nell’albo professionale designato dal Consiglio dell’ordine della categoria a
cui appartiene chi richiede l’iscrizione.

Le modalità di iscrizione all’albo saranno quelle predisposte e già attivate dal Tribunale di Trani (www.tribunale.trani.giustizia.it). L’OPI BAT si impegna a produrre un vademecum per facilitare l’accesso dei candidati alla procedura, dandone pubblicità sui propri canali istituzionali.

L’Ordine delle professioni infermieristiche su mandato del Presidente e del Consiglio direttivo attraverso un’apposita Commissione interna, preliminarmente, valuterà le candidature al solo fine di filtrarle e quindi far avviare la procedura di iscrizione all’albo solo per i candidati che effettivamente possiedono la “speciale competenza”.

La
“speciale competenza” non si esaurisce nel mero possesso del titolo abilitativo
alla professione, ma si sostanzia nella concreta conoscenza teorica e pratica
della disciplina, come può emergere sia dal curriculum
formativo e/o scientifico sia dall’esperienza professionale del singolo
esperto.

Più precisamente, la speciale competenza, non potrà sussistere in mancanza di almeno uno dei seguenti elementi:

possesso del
titolo abilitante e la relativa iscrizione all’OPI BAT;esercizio della
professione da almeno un decennio;assenza, negli
ultimi 5 anni, di sospensione disciplinare e nell’assenza di qualsiasi
procedimento disciplinare in corso;regolarità
formativa ECM (con verifica di adempimento certificativo, così come previsto
dal Co.Ge.A.P.S., nel triennio certificabile, salvo integrazioni normative).Gli elementi di valutazione, ulteriori rispetto a quelli appena elencati, sono:

possesso di un
adeguato curriculum formativo post-universitario, che indichi sia i
corsi di livello universitario o assimilato, sia i corsi di aggiornamento
rilevanti ai soli fini del circuito ECM, nonché le eventuali attività di
docenza;possesso di un
adeguato curriculum professionale,
che indichi le posizioni ricoperte e le attività svolte nella propria carriera
(a solo titolo esplicativo: ruoli svolti, datori di lavoro, strutture ove si è
prestato servizio, tipi e aree di attività praticate, attività di consulenza
professionale svolta per imprese ecc.);eventuale
possesso di un curriculum scientifico,
che indichi attività di ricerca e pubblicazioni, oltre all’iscrizione a società
scientifiche;eventuale
possesso di riconoscimenti accademici o professionali o di altri elementi che
possono connotare l’elevata qualificazione del professionista;eventuale
possesso dell’abilitazione allo svolgimento di attività di mediazione o
eventuale certificazione di corsi di formazione tecnico-giuridici specifici per
periti e CTU;eventuale
possesso di un’attestazione certificante la conoscenza del processo telematico;eventuale
possesso di laurea magistrale in Scienze infermieristiche.Inoltre
la valutazione della “speciale competenza” infermieristica passa dalla prova e
dall’entità del percorso professionale, accademico e specializzante compiuto
dal singolo infermiere idonee a considerare positivamente l’esperienza
conseguita nelle aree professionali ed al fine di agevolare il magistrato nella
scelta dell’esperto dotato delle competenze più adeguate alle questioni del
singolo procedimento nel quale è chiamato ad operare. Le aree professionali
sono le seguenti:

Area cure domiciliari

Area cure distrettuali ambulatoriali

Area salute in carcere

Area rischio infettivo – rischio clinico

Area cure palliative e trattamento del
dolore

Area assistenziale RSA, RSD e centri
assistenziali

Area direzione – coordinamento –
management

Area formazione
(le
aree di specializzazione degli infermieri pediatrici si differenziano solo
riguardo all’età in quanto egli interviene su pazienti con età inferiore ai 18
anni, ovviamente esclusi gli RSA).

É buona prassi che gli elementi di valutazione della speciale competenza siano forniti da ogni candidato in sede di compilazione del modulo di iscrizione/riconferma all’albo, nel quale dovrà altresì essere obbligatoriamente presente, ai sensi dell’art. 15, comma 2, 1. 24/2017, l’indicazione degli incarichi svolti come perito o consulente tecnico d’ufficio e di parte (pubblica o privata) all’interno di procedimenti civili o penali.

CALABRESE
Michele
L’articolo Albo dei CTU e Periti: anche gli infermieri della BAT potranno iscriversi scritto da Michele Calabrese è online su Nurse Times.

Neoneur: il dispositivo in grado di valutare lo sviluppo neurologico del neonato analizzando il suo allattamento

Neoneur: il dispositivo in grado di valutare lo sviluppo neurologico del neonato analizzando il suo allattamento

Un’invenzione realizzata da un’infermiera ha ottenuto il primo premio nella competizione che viene organizzata ogni anno dall’Association for Women in Science-Central Jersey Chapter.

Il progetto che è valso l’importante riconoscimento ha portato alla realizzazione di “Neoneur”, un dispositivo in grado di analizzare e monitorare lo sviluppo neurologico dei neonati.

A dirigere il team di ricercatori è stata Barbara Medoff-Cooper, infermiera, PhD, e Professore Emerito presso la University of Pennsylvania and Nurse Scientist dello Children’s Hospital di Philadelphia 

Neoneur è uno strumento per misurare lo sviluppo neurologico del neonato utilizzando alcuni biomarkers basati sulle modalità adottate dallo stesso durante l’allattamento. Ciò permetterà di migliorare l’assistenza che potrà essere erogata ai bimbi prematuri e agli infanti a rischio per patologie che causano loro disfagia o ridotta assunzione di nutrienti.

La non corretta alimentazione del neonato è infatti una delle principali cause di ritardata dimissione dai reparti di Terapia Intensiva Neonatale e di Chirurgia Pediatrica.

Barbara Medoff-Cooper, PhD, RN, FAAN

Neoneur valuta sia lo sviluppo neurologico del neonato sia le capacità di alimentarsi misurando i parametri biometrici per coordinare le fasi dell’alimentazione orale (suzione, deglutizione e respirazione) evitando l’insorgenza di distress respiratorio.

La capacità di alimentazione per via orale del neonato viene ovviamente governata istintivamente dal sistema nervoso centrale. In caso di nascite premature o particolari condizioni generiche, il cervello non raggiunge un adeguato sviluppo per garantire che questa abilità possa essere svolta in sicurezza.

Esistono già in commercio strumenti per misurare altri parametri nel neonato quali la capacità di termoregolazione e la funzionalità cardiovascolare e respiratoria ma, fino ad ora, non esisteva alcuno strumento per misurare la capacità di alimentarsi per via orale nel neonato.

Neoneur valuta se queste abilità del neonato siano presenti e se siano sufficientemente sviluppate per assicurare una nutrizione per via naturale senza incorrere nel rischio di distress respiratorio. Lo sviluppo di strumenti in grado di analizzare precocemente determinati parametri potrà aiutare alla diagnosi precoce di molte patologie infantili.

Neoneur è un dispositivo sicuro, facile da usare ed economico. Potrà essere utilizzato inizialmente durante la degenza ospedaliera per seguire poi il bimbo a casa, dopo la dimissione.

Simone Gussoni

L’articolo Neoneur: il dispositivo in grado di valutare lo sviluppo neurologico del neonato analizzando il suo allattamento scritto da Simone Gussoni è online su Nurse Times.

Italia-Kenya via libera del Parlamento

Italia-Kenya via libera del Parlamento

Via libera definitivo del Parlamento al disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell’accordo Italia-Kenya sul Centro spaziale Luigi Broglio.

Lo scorso 6 novembre il Parlamento italiano ha approvato in via definitiva il ddl di ratifica dell’Accordo Intergovernativo Italia- Kenya per il Broglio Space Centre di Malindi, ribadendo una collaborazione spaziale che lega i due Paesi da 50 anni, iniziata negli anni ’60 su impulso del Prof Luigi Broglio. La cooperazione spaziale è proseguita sulla base di accordi sottoscritti nei decenni successivi relativamente ad attività di telerilevamento, acquisizione di dati orbitali, ricerca e formazione.

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