Sacca Viaflo NaCl 0,9% e procedure chirurgiche: l’involucro contenente la soluzione è davvero sterile?

Sacca Viaflo NaCl 0,9% e procedure chirurgiche: l’involucro contenente la soluzione è davvero sterile?

Il mantenimento dell’asepsi ed il rispetto delle procedure di pulizia e disinfezione rappresentano alcuni dei capisaldi dell’universo nel quale sono immerse le sale operatorie.

Alcuni dubbi relativi alle attività svolte nel blocco operatorio hanno spesso attanagliato le menti di medici e infermieri. La sterilità della parete esterna delle sacche di soluzione fisiologica Viaflo è sempre stata ampiamente dibattuta. Per questo motivo il collega Riccardo Cardone, infermiere messinese 39enne laureato presso l’Università Policlinico G. Martino, ha deciso di porre il quesito direttamente alla società produttrice.

È un forte sostenitore della professione, che ogni giorno gli regala soddisfazioni nonostante le forti diatribe che si verificano con altri operatori del settore. Cardone è alla ricerca di “un’assistenza nella quale l’infermiere sia un professionista riconosciuto“. 

«Basta luoghi comuni e basta alla regola del “Si è sempre fatto così. Fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita».

“Queste sacche vengono comunemente utilizzate durante le fasi di intervento chirurgico per il “lavaggio” di cavità del corpo umano”, racconta il collega.

“Il dubbio nasce in quanto all’interno delle confezioni non è riportata nessuna certificazione riguardante la sterilità del prodotto. Per questo motivo ci siamo interrogati con i colleghi sul corretto utilizzo di questa soluzione.

Attualmente vengono seguite due scuole di pensiero: la prima prevede che il collega sterile si faccia aprire la confezione di soluzione fisiologica con tecnica no touch e che questa venga presa dal collega sterile. La seconda invece prevede l’apertura da parte dell’operatore non sterile con foratura della confezione contenente la soluzione fisiologica mediante l’utilizzo di un “deflussore”  che sarà utilizzato per rompere la barriera in modo da permettere di versare la soluzione fisiologica direttamente nel recipiente.”

A cancellare ogni dubbio relativo alla sterilità ci ha pensato il dott. Alberto Martinez, direttore tecnico della società produttrice, al quale Cardone si è rivolto direttamente.

Il dott. Riccardo Cardone, infermiere.“Si dichiara che l’involucro protettivo e la sacca Viaflo contenete la soluzione vengono sterilizzati contemporaneamente e l’eventuale carica batterica presente sulla superficie esterna della sacca viene distrutta.

Il prodotto Viaflo è sterilizzato in autoclave a 118° C tramite cicli convalidati. Il processo di sterilizzazione avviene sulla sacca Viaflo (involucro primario) protetta da un materiale di rivestimento plastico (involucro esterno).

Possiamo quindi affermare che la sacca Viaflo, correttamente conservata, una volta privata dell’involucro protettivo esterno in condizioni asettiche, è adatta ad essere portata in campo sterile.

Ringraziamo il dott. Riccardo Cardone per aver risolto in modo scientifico un dilemma che si sono posti moltissimi colleghi operanti in sala operatoria.

Simone GussoniL’articolo Sacca Viaflo NaCl 0,9% e procedure chirurgiche: l’involucro contenente la soluzione è davvero sterile? scritto da Simone Gussoni è online su Nurse Times.

Veneto, la Regione corre ai ripari contro l’influenza

Acquistati 80mila vaccini in più rispetto all’anno scorso. Appello ai medici e campagna social.

II primo caso di influenza,
diagnosticato in settembre a Udine su un 50enne sano, ma colpito da una forma
così grave da finire intubato e ricoverato per 20 giorni, testimonia che il
male di stagione quest’inverno sarà più
aggressivo rispetto al passato. Gli esperti si aspettano complicanze anche
nei soggetti senza alcuna patologia pregressa, al punto che il ministero della
Salute raccomanda alle Regioni una copertura
vaccinale minima del 75% e ottimale del 95%, in particolare per gli over
65enni, soggetti a rischio.

A tale scopo la Regione
Veneto ha comprato, e in gran parte già distribuito alle Usl, oltre 864mila dosi di anti-influenzale,
80mila in più rispetto alle 784mila utilizzate l’anno scorso. Un dato già
positivo, perché il più alto delle ultime sette stagioni, con circa 14mila
immunizzati in più rispetto all’inverno 2017-2018. La percentuale si è comunque
fermata al 52%, in linea con una media nazionale del 53%. E infatti, come
sottolineano i tecnici del Dipartimento regionale di Prevenzione, nella
stagione fredda 2018-2019, tra le persone non vaccinate sono emerse 400
complicanze, 100 pazienti hanno sviluppato patologie gravi e si sono registrati
oltre 30 decessi collegabili al virus.

Per evitare nuovi casi complessi, la Regione lancia la
campagna 2019-2020, denominata “Proteggi
chi Ami. Vaccinati contro l’influenza”. Prenderà il via tra il 5 e l’11
novembre prossimi e sarà accompagnata da un’opera di sensibilizzazione su
internet e sui social network. «Gli
esperti sono concordi nel definire aggressiva la nuova influenza – conferma
Manuela Lanzarin, assessore regionale
alla Sanità –. Rivolgo un appello a tutti i cittadini a vaccinarsi, a cominciare dalle
categorie a rischio. I numeri delle complicanze testimoniano come l’influenza
sia una malattia da non sottovalutare: immunizzarsi può evitare molte
sofferenze e il dolore di decine di decessi. Mi rivolgo anche a tutti gli
operatori del Sistema sanitario, perché siano i primi ad aderire, dando così il
buon esempio».

Il Veneto non obbliga i medici a vaccinarsi, come ha fatto
l’Emilia Romagna, però lo «raccomanda
fortemente» a camici bianchi, infermieri e operatori
socio-sanitari, in particolare a quelli che prestano assistenza ai pazienti più
fragili e che lavorano nei reparti ad alto rischio di trasmissione
dell’infezione (Pronto soccorso, Terapia intensiva, Oncologia, Ematologia,
Cardiologia, Chirurgie, Pediatria, Neonatologia e Residenze sanitarie
assistenziali).

Una ricognizione della Regione rileva che solo il 28,5% dei
salutari assume l’anti-influenzale. «È più
per pigrizia o mancanza di tempo che per contrarietà al vaccino – spiega Adriano Benazzato, segretario regionale
dell’Anaao Assomed, sigla dei medici ospedalieri –. Prova ne sia il fatto che, nelle Usl dove
gli specialisti della Prevenzione girano per i reparti a immunizzare i
colleghi, nessuno si rifiuta e i tassi di copertura nella categoria superano il
60%».

La prevenzione è vitale per le categorie a rischio: over 65, le donne in gravidanza, i bambini, i
soggetti già malati, le forze dell’ordine e i vigili del fuoco, il personale a
contatto con gli animali, i donatori di sangue, parenti e badanti di anziani e
persone fragili. Per tutti loro il siero è gratis e può essere inoculato dal
medico di famiglia o al distretto della propria Uss. Dovrebbe essere offerto
anche dai datori di lavoro ai dipendenti particolarmente esposti per l’attività
svolta, anche per contenere ricadute negative sulla produttività. Chi invece
non rientra nelle categorie a rischio può comprare l’anti-influenzale in
farmacia o al distretto: costa 10 euro.

«Quest’anno i vaccini sono stati
rinnovati – spiega
il professor Giorgio Palù,
presidente della Società europea di
Virologia –. Sono quadrivalenti e
quindi garantiscono una maggiore copertura». C’è anche la versione
sviluppata su coltura cellulare, che aumenta l’affinità del siero con i ceppi
influenzali circolanti, e dunque permette un’azione più mirata.

Redazione Nurse Times

Fonte: Corriere del Veneto

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Concorso pubblico per 73 infermieri presso la Asl Roma 4 – 5 – 6

Concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di n. 73 posti di collaboratore professionale sanitario – infermiere ctg. D, da assegnare alle aziende ASL Roma 4, ASL Roma 5 e ASL Roma 6, con la riserva di n. 18 posti a favore del personale precario in possesso dei requisiti di cui all’art. 20, comma 2, del d.lgs. N. 75/2017

In esecuzione della deliberazione n. 887 del 06/06/2019 è stato approvato il seguente bando di concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di n. 73 posti di Collaboratore Professionale Sanitario – Infermiere Ctg. D, da assegnare alle Aziende:

ASL Roma 4 (n. 28), ASL Roma 5 (n. 30), ASL Roma 6 (n. 15), con la riserva di n. 18 posti a favore del personale precario in possesso dei requisiti di cui all’art. 20, comma 2, del D.Lgs. 75/2017, di cui n. 14 da assegnare alla Roma 4 e n. 4 da assegnare alla Roma 6. Versamento contributo di ammissione, non rimborsabile, per la copertura delle spese amministrative derivanti dal presente concorso, nella misura di € 10,00 da effettuare mediante la modalità di seguito riportata, indicando nella causale: nome e cognome candidato – Contributo concorso Coll. Prof.le Sanitario – Infermiere ctg.”D” – ASL Roma 4 Civitavecchia: bonifico bancario sul conto numero: IT 03A 01005 39040 000000218000 – Banca Nazionale del Lavoro (BNL), intestato ad ASL Roma 4.

REQUISITI SPECIFICI (per il personale di cui all’art. 20, comma 2, D.Lgs. 75/2017):

a) essere titolare, successivamente alla data del 28/08/2015, di un contratto di lavoro flessibile presso l’Azienda per la quale si intende esprimere la preferenza, con esclusione dei contratti di somministrazione presso pubbliche amministrazioni;

b) aver maturato alla data del 31/12/2017 almeno tre anni di contratto, anche non continuativi, negli ultimi otto (dal 01/01/2010 al 31/12/2017). Il requisito di cui al punto b) può essere stato maturato oltre che presso l’Azienda per la quale si esprime la preferenza, anche presso diverse amministrazioni del SSN.

Le domande di partecipazione al concorso pubblico in argomento dovranno essere presentate esclusivamente in forma telematica connettendosi al sito:

aslroma4.concorsismart.it.

Il candidato dovrà prioritariamente accedere alla piattaforma registrandosi alla stessa; una volta ottenute le credenziali di accesso (user id e password) l’aspirante dovrà compilare lo specifico modulo online seguendo le istruzioni per la compilazione ivi contenute. La domanda verrà considerata presentata nel momento in cui il candidato conclude correttamente la procedura online di iscrizione all’avviso di cui al precedente capoverso e riceverà dal sistema il messaggio di avvenuto inoltro della domanda. Il candidato riceverà altresì e-mail con il link al file riepilogativo del contenuto della domanda presentata, nella quale vanno indicati correttamente:

la data e il luogo di nascita, la residenza e il codice fiscale; i titoli che danno diritto ad usufruire di riserve, precedenze o preferenze; una sola preferenza per l’azienda finale di destinazione, con consapevolezza che tale indicazione ha carattere meramente indicativo e non vincolante per l’azienda; dichiarazione, a pena esclusione dalla procedura in questione, del proprio impegno, qualora risultassero vincitori del concorso, a non chiedere trasferimento ad altra Azienda per un periodo di cinque anni a decorrere dalla data di effettiva immissione in servizio presso questa ASL Roma 4 ovvero presso l’Aziende aggregata. Pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n. 88 del 31/10/2019. In attesa della pubblicazione sulla G.U..

Redazione Nurse Times

Allegato

Bando Infermiere Asl Roma 4 – 5 – 6 (pag. 365)
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Diastasi: conosciamola meglio

Riceviamo e pubblichiamo un contributo a cura di Elena Albanese, presidente di Diastasi Donna Odv, prima organizzazione di volontariato italiana a occuparsi della patologia.

La diastasi è una e vera patologia, tanto comune quanto sconosciuta. La diastasi addominale si verifica in gravidanza e consiste nella “divisione” longitudinale del retto dell’addome, il muscolo principale della parete addominale anteriore. In pratica, le due parti di cui è costituito questo muscolo si allontanano eccessivamente l’una dall’altra. Per la pressione esercitata dall’utero in crescita, ma anche per i cambiamenti ormonali tipici di questa fase, le due parti che si separano, allontanandosi dalla linea mediana. Ed è lì che si crea un vero e proprio “buco”, che può essere più o meno largo.

Con
la diastasi dei retti si può convivere tranquillamente. Se non si hanno
disturbi come lombalgie o dolori addominali, resta un problema estetico. In
certi casi, con il tempo, il problema peggiora e può essere necessario
l’intervento chirurgico. A molte donne, infatti, la diastasi provoca problemi,
che vengono spesso scambiati per altri. E per questo si fatica ad avere una
diagnosi e si inizia un nomadismo medico che crea sofferenza e grande dispendio
di energia e soldi.

Per
esempio può causare dolori alla schiena, che si affatica più del normale a
causa dell’instabilità della colonna, oppure la sensazione che la schiena sia
debole e sia impossibile anche sollevare un peso. Può pure causare dolori alle
anche e al bacino, incontinenza, nausea, senso di pesantezza al pavimento
pelvico e perfino difficoltà a digerire e a respirare. In diversi casi la
diastasi può inoltre provocare un’ernia epigastrica o un’ernia addominale. Nei
casi più gravi, quando la separazione delle due fasce muscolari supera i 5-6
centimetri, anche un trauma alla pancia può essere pericoloso, perché può
innescare danni a stomaco e intestino. Insomma può essere davvero molto
fastidiosa e dolorosa, soprattutto se non riconosciuta e non trattata in tempo.

È per questo che vogliamo diffondere la conoscenza della patologia diastasi dei retti addominali a tutte le donne: – attraverso incontri e convegni; – organizzando campagne di sensibilizzazione per far riconoscere la patologia e le cure al Ssn in tutte le Regioni Italiane; – assistendo, supportando psicologicamente e orientando le donne con la patologia di diastasi; – aiutando le donne nel post-parto a scegliere le cure più adeguate per la diastasi e per gli esercizi di rinforzo.

Tutto questo attraverso il nostro sito Diastasi Donna (www.diastasidonna.it), la nostra pagina Facebook con 10mila like, il nostro gruppo Facebook con 13mila iscritti, i nostri account Twitter, YouTube e Instagram.

Dalla nostra parte abbiamo anche moltissimi medici specialisti e chirurghi, che ci aiutano GRATUITAMENTE a gestire i contenuti scientifici che trattiamo nei nostri post e nei nostri articoli. Ma tutto ciò non basta. Ancora troppe donne non trovano una risposta alle domande o devono rivolgersi a strutture private per risolvere i loro problemi. E questo, nel 2019, non è proprio tollerabile. Il nostro intento è raggiungere il maggior numero possibile di donne affinché non si sentano sole, come ci siamo sentite sole noi. È il cuore del nostro movimento: “Che nessun’altra si senta sola… mai più”.

Redazione Nurse Times

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Concorso pubblico per 1132 infermieri in Puglia. Pubblicata la delibera

Concorso pubblico per 1132 infermieri in Puglia. Pubblicata la delibera

Con delibera n. 2141 del 31/10/2019 (in allegato) del Direttore Generale della Asl Bari si indicono procedure di reclutamento per la copertura di n. 1132 posti complessivi di C.P.S. “Infermiere”.

Il Direttore Generale Vista la Deliberazione n. 1492 del 05/09/2018, con l’assistenza del Segretario, sulla base della istruttoria e della proposta formulata dal Direttore Area Gestione Risorse Umane che ne attesta la regolarità formale del procedimento ed il rispetto della legalità, considera e determina quanto segue:

Premesso che il Presidente della Regione, con atto di indirizzo di cui alla nota prot, n. 106/SP del 10/01/2019, con riferimento alle strategie di reclutamento del personale infermieristico, che risentono per un verso delle dinamiche di avvicendamento legato agli ultimi interventi normativi in materia di pensionamenti e per altro verso della necessità di sostenere le esigenze espresse da ciascuna amministrazione del S.S.R. nell’ambito del proprio fabbisogno di personale, ha individuato l’I.R.C.C.S. “Saverio De Bellis”, l’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico di Bari e l’Azienda Sanitaria Locale di Bari al fine di condurre in maniera accentrata per l’intero territorio regionale l’espletamento delle procedure di reclutamento di Infermieri tramite Concorso Pubblico e Avviso di Mobilità;

Evidenziato che le predette aziende al fine di gestire congiuntamente le procedure di che trattasi hanno definito e sottoscritto il Protocollo Operativo “Gestione Accentrata per il reclutamento di C.P.S. – Infermieri sul territorio regionale”, agli atti di ufficio delle Aziende interessate, con il quale hanno disciplinato le reciproche funzioni nell’ambito di una completa collaborazione e integrazione delle risorse tecnico – amministrative da dedicare ad ogni fase dell’espletamento delle complessive attività, ivi inclusa la possibilità di attivare l’istituto del comando;

Dato atto che:

le Aziende ed Enti del S.S.R. hanno adottato, in via definitiva il proprio Piano Triennale del Fabbisogno del Personale in linea con la nuova disciplina della programmazione dei fabbisogni introdotta dal D. Lgs. n. 75/2017, con la novella all’art. 6 e ss. del D. Lgs, 165/2001; Con nota prot. n. A00_000207 del 31 luglio 2019 la Regione Puglia, Dipartimento della Promozione della salute del benessere sociale e dello sport per tutti, ha chiesto alle aziende di indicare il n. complessivo di C.P.S. infermieri, cat. “D”, da reclutare mediante le procedure centralizzate, di cui al predetto atto d’indirizzo del Presidente; le Aziende, in coerenza con i piani dei fabbisogni, hanno espresso le proprie esigenze assunzionali di Infermieri, per un totale complessivo pari a 1132 unità, come di seguito riportate:

Vista la L. 19/06/2019 n. 56 riguardante “Misure per accelerare le assunzioni e il ricambio generazionale”, in particolare l’art. 3 comma 8 che testualmente prevede ” Fatto salvo quanto stabilito dall’articolo 1, comma 399, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, al fine di ridurre i tempi di accesso al pubblico impiego, nel triennio 2019-2021, le procedure concorsuali bandite dalle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e le conseguenti assunzioni possono essere effettuate senza il previo svolgimento delle procedure previste dall’articolo 30 del medesimo decreto legislativo n. 165 del 2001″.

Visto il comma 2 dell’art. 6 del d. Lgs. 165/2001 come modificato dall’art. 4 del D. Lgs 75/2017 che dispone “…Nell’ambito del piano, le amministrazioni pubbliche curano l’ottimale distribuzione delle risorse umane attraverso la coordinata attuazione dei processi di mobilità e di reclutamento del personale, anche con riferimento alle unità di cui all’articolo 35, comma 2.”.

Informate le OOSS dell’Area di Comparto, nelle riunioni del 6 agosto 2019, convocate dal Dipartimento Promozione della Salute, del Benessere Sociale e dello Sport per tutti, in merito alle modalità di reclutamento dei C.P.S. – Infermieri, i cui verbali sono stati trasmessi con nota prot. n. A00183/11097 del 7 agosto 2019;

Rese le ulteriori informazioni nel corso dell’incontro del 23.10.2019 presso il Dipartimento Promozione della Salute, convocato dalla Direzione del Dipartimento con nota prot. n.AOO 005/00388 e nota prot. n.AOO_005/389 del 22.10.2019, coordinato dall’Azienda capofila con il supporto delle altre Aziende interessate e degli Uffici dello stesso Dipartimento;

Considerate le serrate dinamiche di avvicendamento del personale infermieristico si rivela necessario procedere con immediatezza, una volta definiti i fabbisogni di ciascuna amministrazione, all’attivazione delle procedure di reclutamento con le modalità indicate nell’atto di indirizzo di cui sopra, al fine di garantire l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza e di scongiurare il rischio di gestione di un gravoso deficit del personale e il conseguente massiccio ricorso ai rapporti di lavoro a tempo determinato;

Per le ragioni innanzi esposte si ritiene di dover
procedere, nel rispetto dell’informativa su richiamata, al reclutamento di
C.P.S. – Infermieri nel numero espresso dalle esigenze assunzionali assicurando,
in merito alle modalità di reclutamento tra concorso e mobilità, un’equa
distribuzione dei posti da ricoprire presso ciascuna Azienda, ossia il 50%
mediante procedura concorsuale, per titoli e prove d’esame, ai sensi del DPR
220/2001, e il 50% mediante procedura di mobilità volontaria, ai sensi
dell’art. 52 del CCNL dell’Area del Comparto del 21/05/2018, prevedendo
nell’ambito di quest’ultima una medesima distribuzione dei posti tra la
mobilità regionale e quella extraregionale con formulazione di due distinte
graduatorie per soli titoli;

Evidenziato qui di seguito il numero delle unità da assumere espresso da ciascuna Azienda/Ente del S.S.R. distinto, ai fini del relativo reclutamento, tra mobilità e concorso pubblico:

Preso atto che il Servizio Politiche per il Lavoro della Regione Puglia, in riscontro alla nota prot. n. 241469/UOR1 del 19/09/19 ha comunicato, ai sensi dell’art. 34 e 34 bis del D. Lgs. 165/2001 s.m.i. l’assenza di dichiarazioni di eccedenza e collocazione in disponibilità di Infermieri;

Predisposto il bando di concorso per titoli ed esami, ai sensi del D.P.R. 220/2001, per la copertura di n.566 posti con le riserve di legge, stabilendo che ciascun candidato dovrà esprimere obbligatoriamente, in sede di domanda di partecipazione, l’ordine di preferenza presso ciascuna Azienda Sanitaria (n. 10 opzioni); tali opzioni dovranno essere accolte nel rispetto dell’ordine di graduatoria dei vincitori e nel limite dei posti messi a concorso da ciascuna Azienda, secondo la ripartizione riportata nella tabella di cui sopra;

Predisposto il bando di mobilità volontaria, per soli titoli, ai sensi dell’art. 52 del CCNL dell’Area del Comparto del 21/05/2018, per la copertura di n. 566 posti, equamente suddivisi tra mobilità regionale e mobilità extraregionale, stabilendo le seguenti modalità di partecipazione:

per la mobilità extraregionale: ciascun candidato dovrà esprimere, in sede di domanda di partecipazione, l’ordine di preferenza presso ciascuna Azienda Sanitaria (max n. 10 opzioni); tali opzioni dovranno essere accolte nel rispetto dell’ordine di graduatoria dei vincitori e nel limite dei posti messi a bando da ciascuna Azienda secondo la ripartizione riportata nella tabella di cui sopra; per la mobilità regionale: ciascun candidato dovrà esprimere, in sede di domanda di partecipazione, l’ordine di preferenza presso le Aziende o Enti del S.S.R. (max n. 10 opzioni); tali opzioni dovranno essere accolte nel rispetto dell’ordine di collocazione dei candidati medesimi nella graduatoria regionale e nel limite dei pasti messi a bando da ciascuna Azienda; secondo la ripartizione riportata nella tabella di cui sopra; Considerata, inoltre, la composizione unitaria del 50% del
fabbisogno assunzionale da reclutare mediante procedura di mobilità volontaria,
eventuali posti che risulteranno non coperti dalla mobilità regionale presso
ciascuna azienda o ente del S.S.R. saranno coperti dalla mobilità
extraregionale. Pertanto l’eventuale utilizzo di entrambe le graduatorie di
mobilità potrà operare esclusivamente in presenza della suindicata condizione.

Solo in esito alla predetta operazione, nel caso residuino
dei posti vacanti dalla mobilità gli stessi potranno essere coperti mediante
utilizzo della graduatoria concorsuale degli idonei.

Non si terrà conto delle opzioni espresse dai candidati in
caso di utilizzo della graduatoria di concorso per l’assunzione degli idonei.

I trasferimenti di personale derivanti dalla conclusione
della procedura di mobilità regionale, al fine di non creare disagi
organizzativi — assistenziali nelle Aziende ed Enti di provenienza, avranno
luogo solo a conclusione dell’intera procedura concorsuale, ossia una volta
completato il reclutamento delle unità di C.P.S. “infermiere”
provenienti dall’esterno (sia da concorso che da mobilità extra-regionale).

MODALITÀ DI DISTRIBUZIONE DEI POSTI

Nell’ambito della presente procedura i posti a selezione saranno equamente suddivisi tra mobilità extraregionale (283 posti) e mobilità regionale (283 posti), con due distinte graduatorie per soli titoli, secondo le seguenti modalità:

per la mobilità extraregionale: ciascun candidato dovrà esprimere, in sede di domanda di partecipazione, l’ordine di preferenza presso ciascuna Azienda Sanitaria, (max n. 10 opzioni); tali opzioni dovranno essere accolte nel rispetto dell’ordine di graduatoria di collocazione dei vincitori e nel limite dei posti messi a bando da ciascuna Azienda; per la mobilità regionale (riservata ai soli dipendenti delle Aziende e/o Enti del S.S.R. e/o Enti equiparati facenti parte dello stesso S.S.R.): ciascun candidato dovrà esprimere, in sede di domanda di partecipazione, l’ordine di preferenza presso le Aziende o Enti del S.S.R. (max n.10 opzioni); tali opzioni dovranno essere accolte nel rispetto dell’ordine di collocazione dei candidati medesimi nella graduatoria regionale e nel limite dei posti messi a bando da ciascuna Azienda;Per l’ammissione alla procedura di mobilità è richiesto
il possesso dei seguenti requisiti:

essere
dipendenti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e a tempo pieno presso
enti pubblici e Aziende pubbliche del Servizio Sanitario Nazionale e/o Enti
equiparati di cui al combinato disposto dell’art.15 undecies del D.Igs 502/92 e
dell’art.18 c.2 del D.L. n.148/17 conv. in L. n. 172/17, inquadrati nel profilo
professionale messo a selezione; iscrizione
all’albo professionale; non
aver usufruito dell’istituto della mobilità presso gli Enti/Aziende del S.S.R.
nell’ultimo biennio ai sensi del c.10, art.12 della L.R. 12/2005; avere
la piena ed incondizionata idoneità allo svolgimento delle prestazioni
lavorative del posto da ricoprire, senza alcuna limitazione ovvero senza
prescrizioni poste dal medico competente indicenti in maniera rilevante sullo
svolgimento delle prestazioni lavorative proprie del profilo di appartenenza; non
avere avuto procedimenti disciplinari nell’ultimo biennio che abbiano dato
luogo ad una sanzione disciplinare superiore alla censura scritta; non
aver riportato condanne penali che impediscano la costituzione del rapporto di
lavoro. Tutti i requisiti di ammissione devono essere posseduti dal
candidato alla data di scadenza del termine stabilito per la presentazione
della domanda di partecipazione al presente avviso. Il mancato possesso anche
di uno solo dei requisiti sopra richiamati comporterà l’esclusione dalla
procedura di mobilità ovvero, in caso di carenza riscontrata all’atto del
trasferimento, la decadenza dal diritto al trasferimento stesso.

MODALITÀ E TERMINE DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE

Il candidato deve produrre la domanda di partecipazione
esclusivamente in via telematica utilizzando il form on-line disponibile nella
sezione concorsi del sito internet istituzionale

www.sanita.puglia.it/web/asl-bari

Il candidato dovrà esprimere, in sede di domanda di
partecipazione, l’ordine di preferenza presso ciascuna Azienda Sanitaria (max
n. 10 opzioni);

La procedura di compilazione delle domande deve essere
effettuata entro e non oltre le ore 24.00 del 30° giorno successivo alla data
di pubblicazione del presente bando – per estratto – nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica Italiana. Il termine per la presentazione della domanda, ove
cada in giorno festivo, sarà prorogato di diritto al giorno seguente non
festivo.

Non sono ammesse altre forme di produzione o di invio delle
domande di partecipazione alla mobilità e, pertanto, non saranno ritenute
valide le domande di partecipazione alla selezione presentate con modalità
diverse da quella sopra indicata, a pena di esclusione.

La data di presentazione telematica della domanda di
partecipazione alla mobilità è certificata dal sistema informatico ed è
indicata nella relativa stampa. L’unico calendario e l’unico orario di
riferimento sono quelli di sistema. Scaduto il predetto termine utile per la
presentazione della domanda di partecipazione il sistema non permetterà più
l’accesso alla procedura e non saranno ammesse regolarizzazioni, sotto
qualsiasi forma, delle domande già inoltrate.

Per la partecipazione alla mobilità dovrà essere effettuato
un versamento, non rimborsabile, del contributo di partecipazione al concorso
di € 10,00, indicando come causale del versamento: Contributo mobilità —
Infermiere”.

In attesa della sua pubblicazione sul B.U.R. Puglia e successiva pubblicazione sulla G.U.. Fino ad allora non ci si potrà candidare.

Redazione Nurse Times

Allegato

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