L’ottimizzazione della Terapia Immunosoppressiva post-trapianto. Fad Ecm gratuito per infermieri

La piattaforma E-learning First Class mette a disposizione un corso FAD ECM Gratuito per infermieri

Programma del corso Fad Ecm Gratuito

IL MONITORAGGIO TERAPEUTICO (TDM) DEI FARMACI IMMUNOSPPRESSORI | D. Fornasari

Parametri farmacocinetici (c0)Parametri farmacodinamiciParametri immunologiciTRAPIANTO DI RENE | G. Grandaliano

Standard terapeuticiMinimizzazionePersonalizzazioneStrategie specifiche: DSA, rigetto, recidiva di patologia, ritrapiantoL’OTTIMIZZAZIONE DELLA TERAPIA IMMUNOSOPPRESSIVA NEL TRAPIANTO DI FEGATO | S. Fagiuoli

Standard terapeuticiMinimizzazionePersonalizzazioneStrategie specifiche: Rigetto, ritrapianto, neoplasie maligneTERAPIA IMMUNOSOPPRESSIVA: AMBIENTE, STILI DI VITA, ALIMENTAZIONE E INTERAZIONI FARMACOLOGICHE | P. Burra

Ambiente (esposizione a fumo, agenti tossici ambientali, agenti infettivi ambientali)Stili di vita (alcol, nash, sindrome metabolica, sostanze illecite, attività/inattività fisica)Interazioni farmacologicheAlimentazioneLA CONTINUITÀ TERAPEUTICA POST-TRAPIANTO | P. De Simone

La variabilità intra- e inter-individuale dei farmaci immunosoppressoriOut-of-range terapeutico e fattori di rischioNuovi modelli di previsione della variabilità farmacocineticaSwitch di formulazione: ricadute clinicheL’interazione tra clinico e farmacista nella gestione della terapia immunosoppressivaIstruzioni Per accedere al corso FAD: collegarsi al sito www.fclassevents.com nella sezione FAD

Inizio corso: 1 Ottobre 2019. Termine corso: 31 Marzo 2020. N. Crediti Formativi ECM: 7. Help desk: fad@fclassevents.com

Redazione Nurse Times

Allegato

Programma Evento Ecm
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Cesare Milani, monaco buddista: “Ogni identità religiosa nelle cure in ospedale va rispettata”

MILANO – Salute e identità religiose sono due facce della stessa medaglia. Ancor di più in una società multiculturale dove c’è una legge non scritta (quella morale ed etica) che va rispettata, senza però dimenticare che in sanità e nelle cure ci sono i protocolli da rispettare. C’è la regola del buon senso da applicare quando un operatore sanitario si trova di fronte un paziente di una confessione religiosa da quella cattolica. E bisogna attingere a piene mani a quella regola, spiega Cesare Milani, monaco buddista, ospite a Milano del Forum dell’infermiere organizzato dall’Opi Milano, Lodi, Monza e Brianza. Nell’intervista realizzata con Nurse Times, Cesare Milani sottolinea come “ogni identità religiosa va conosciuta e rispettata anche in luoghi per certi aspetti problematici, come le case di cura e gli ospedali”.

L’articolo Cesare Milani, monaco buddista: “Ogni identità religiosa nelle cure in ospedale va rispettata” scritto da Salvatore Petrarolo è online su Nurse Times.

Ventilazioni con maschera facciale e pallone autoespandibile: meglio la tecnica ad una o due mani?

La ventilazione al paziente critico può essere effettuata attraverso un pallone autoespandibile “manovrato” utilizzando una tecnica ad una mano o a due mani.

La prima viene definita “EC technique”, e consiste nel posizionare il quinto dito dell’unica mano utilizzata sull’angolo mandibolare, il terzo e quarto dito in prossimità del ramo della mandibola ed il primo e secondo dito sopra la maschera a formare una “C”.

La tecnica a due mani con “jaw thrust”, ovvero sublussazione della mandibola, prevede invece il posizionamento di quattro dita di entrambe le mani sull’angolo e sul ramo mandibolare, e la pressione con il primo dito delle due mani sulla maschera.

Le due tecniche non sono mai state sistematicamente confrontate tra loro. In un trial crossover randomizzato i ricercatori hanno comparato tre parametri di efficacia ottenuti utilizzando le sue diverse modalità in 42 interventi chirurgici programmati (età media del paziente 56 anni) presso un ospedale universitario del Winsconsin.

Dopo aver indotto l’anestesia generale mediante la somministrazione di Propofol e aver posizionato un tubo orofaringeo (cannula di Guedel), ogni paziente è stato ventilato meccanicamente mediante l’utilizzo di entrambe le tecniche sopracitate, da uno dei 27 anestesisti in servizio presso la struttura ospedaliera.

Le ventilazioni al minuto sono risultate maggiori utilizzando la tecnica a due mani rispetto alla “EC technique” (7,95 vs 6,32 litri/minuto) ed il volume corrente è risultato significativamente superiore (8,6 vs 6,8 mL/Kg).

Una ventilazione polmonare via maschera effettuata attraverso modalità inadeguate si è tradotta in una minore espansione toracica nei pazienti sottoposti al trial mentre la presenza di curve più appiattite di CO2 sui monitor è risultata essere significativamente più comune con la tecnica ad una mano (14% vs 0%).

In conclusione, lo studio condotto dai ricercatori Emily L. Brown e Ron M. Walls afferma che la tecnica di ventilazione a due mani sia superiore alla tecnica standard che prevede l’utilizzo di una sola mano. In caso di ventilazione mediante pallone autoespandibile la tecnica a due mani prevede la presenza di un secondo operatore che effettui le ventilazioni.

Tale tecnica dovrebbe essere utilizzata ogni qualvolta sia possibile ed in particolar modo quando la ventilazione attraverso maschera facciale si presenti difficoltosa o inadeguata mediante la tecnica ad una sola mano.

Simone Gussoni
FonteL’articolo Ventilazioni con maschera facciale e pallone autoespandibile: meglio la tecnica ad una o due mani? scritto da Simone Gussoni è online su Nurse Times.

Medici VS Medici: la storia infinita

Medici VS Medici: la storia infinita

E’ una storia infinita quella che raccontano alcuni medici illuminati attraverso i loro profili social

Alcuni medici con le loro invettive ad altri colleghi rei di aver aperto le strette maglie della propria “pseudo infungibilità professionale” il cui epilogo deve essere ancora scritto nelle pagine finali.

A margine di un convegno dell’Organizzazione Sindacale FIALS ripreso in diretta streaming (VEDI) vengono sottolineate e maldestramente interpretate con sapiente estrapolazione dal contesto di riferimento, alcune parole di Sergio Venturi che auspica una maggiore apertura della classe medica alle ampliate e acquisite capacità e competenze professionali degli Infermieri.

Basta leggere quanto ripreso nelle pagine social del dott.Vergallo e della dottoressa Balanzoni per comprendere quanto la professione medica sia in “compassionevole“ forte imbarazzo. Che tristezza!

Redazione Nurse Times
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Sicurezza delle cure in neurochirurgia: il ruolo dell’infermiere

Convegno organizzato da OPI Teramo e Associazione Nazionale Infermieri Neuroscienza

Un’aula affollata e partecipe ha assistito nella giornata di sabato 5 ottobre al convegno “Sicurezza delle cure e risk management in neurochirurgia: assistenza infermieristica nel pre e post operatorio secondo le ultime evidenze scientifiche”, organizzato dall’Ordine delle Professioni infermieristiche di Teramo in collaborazione con ANIN Associazione Nazionale Infermieri Neuroscienza.

L’evento si è tenuto nel Polo formativo del Corso di laurea in Infermieristica di Contrada Casalena, a Teramo. Estremamente qualificati i relatori sul tema: Roberto Di Mattia (vicepresidente OPI Teramo), Elena Loda, Dolores Falcetta, Giuseppina Pipitone, Giuseppina Seppini e Sara Lelii, moderati da Cristina Razzini, Presidente ANIN oltre che coordinatore e referente infermieristica del Dipartimento di Neuroscienze, e Andrea Fini, infermiere della Neurochirurgia di Teramo e consigliere OPI Teramo, prossimo referente Abruzzo dell’ANIN. Responsabile scientifico del convegno Francesco Visciotti, referente formazione OPI Teramo.

Scopo
dell’evento formativo è stato quello di evidenziare la responsabilità
dell’infermiere nell’area delle neuroscienze, quale professionista in grado di
garantire la sicurezza del paziente e la continuità delle cure attraverso
trattamenti e percorsi organizzativi maggiormente appropriati nella pratica
clinica e nell’ottica del risk management.

Nel ringraziare i relatori che hanno onorato l’Ordine teramano con la loro presenza, il presidente dell’OPI Teramo, Cristian Pediconi, ha sottolineato l’importanza delle società scientifiche di categoria, invitando la comunità professionale ad essere vicine a queste realtà supportandole e iscrivendosi: “Solo grazie allo scambio di studi e nozioni scientifiche si arricchisce la nostra professione”.

Redazione Nurse Times
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