Richiesta di trasferimento, è onere datoriale provare la sussistenza di ragioni che impediscono di accoglierla

Commento del direttivo Aadi all’ordinanza del Tribunale di Roma – sez. lavoro del 4 settembre 2019.

La ricorrente è trasferita dalla precedente datrice di lavoro presso la sede di Torino Caselle, dopo aver chiesto un periodo di congedo straordinario per poter assistere la madre riconosciuta portatrice di handicap in situazione di gravità.

Transitata poi alle dipendenze della società Leonardo
SpA, alla scadenza del suddetto periodo di congedo, ha chiesto alla nuova
datrice di lavoro di essere trasferita presso l’unità produttiva più̀ vicina
alla residenza della madre sita all’interno del territorio di Roma Capitale.

La società datrice di lavoro ha respinto la suddetta richiesta, opponendo l’insussistenza di posti vacanti nel territorio di Roma Capitale o comunque la mancata intenzione di coprirli e la insindacabilità di tale scelta. Avverso tale disposizione fa ricorso al Tribunale di Roma la dipendente.

La risoluzione della controversia verte quindi sull’interpretazione dell’art. 33, comma 5, L. n. 104 del 1992, come modificato dalla L. n. 53 del 2000  e successivamente dall’articolo 24, comma 1, lettera b), della legge 4 novembre 2010, n. 183, secondo cui il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste persona con handicap in situazione di gravità, coniuge, parente o affine entro il secondo grado (…) “ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e non può̀ essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede”.

L’interpretazione della citata norma ad avviso del Tribunale, non può prescindere dai ripetuti interventi della Corte costituzionale, con i quali è stato chiarito che la L. n. 104 del 1992 ha sicuramente un particolare valore essendo finalizzata a garantire diritti umani fondamentali, non essendo tuttavia l’istituto di cui al cit. articolo 33, comma 5, l’unico idoneo a tutelare la condizione di bisogno della “persona handicappata” non essendo la posizione giuridica di vantaggio prevista dalla disposizione in parola illimitata, dal momento che la pretesa del parente della persona handicappata a scegliere la sede di lavoro più̀ vicina è accompagnata dall’inciso “ove possibile” (C. Cost. n. 406 del 1992, n. 325 del 1996, n. 246 del 1997, n. 396 del 1997).

Nel recente intervento sulla norma poi è stato altresì
precisato che la possibilità di applicazione del diritto soggettivo può essere
legittimamente preclusa da principi e disposizioni che, per la tutela di
rilevanti interessi collettivi, non consentano l’espletamento
dell’attività lavorativa con determinate dislocazioni territoriali (C. Cost. n.
372 del 2002).

Le posizioni espresse dalla Corte Cost. hanno ispirato
anche l’orientamento della Suprema Corte, che ha ribadito il principio secondo
cui il diritto di scelta della sede di lavoro più vicina al proprio domicilio
non è assoluto e privo di condizioni, in quanto l’inciso “ove possibile”
richiede un adeguato bilanciamento degli interessi in conflitto, con il
recesso del diritto stesso ove risulti incompatibile con le esigenze economiche
e organizzative del datore di lavoro, in quanto in tali casi – specificatamente
per quanto attiene ai rapporti di lavoro pubblico – potrebbe determinarsi un
danno per la collettività (Cass. 829/2001, 12692/2002 e da ultimo, Cass. civ.
Sez. Unite Sent., 27.03.2008, n. 7945).

Nel caso in esame, bisogna disattendersi
l’orientamento giurisprudenziale, ormai minoritario, richiamato dalla parte
resistente, secondo cui il beneficio di cui all’art. 33, comma 5, L. n. 104/1992,
anche dopo le modifiche introdotte dagli artt. 19 e 20 della L. n. 53/2000, in
favore del familiare che assista con continuità un parente handicappato,
sarebbe concedibile unicamente in fase di prima scelta della sede lavorativa
(all’atto cioè dell’assunzione e non anche, come nella specie, in sede di
trasferimento), ritenendosi di aderire al più recente indirizzo che estende il
beneficio in parola anche alle ipotesi di richiesta di trasferimento per
sopravvenuta situazione di handicap (valga per tutte, Cass. 18.12.2013, n. 28320).

Sempre disattendendo la tesi difensive di parte
resistente deve escludersi che l’assegnazione del lavoratore che presta
assistenza al familiare in condizione di handicap grave alla sede di lavoro
più vicina al proprio domicilio, presupponga, oltre che la vacanza del posto,
anche la sua disponibilità, ovvero, la volontà datoriale di coprire quel
posto.

Tale condizione è infatti prevista dall’art. 42 bis D. Lgs. 151/2001, che disciplina l’assegnazione temporanea dei lavoratori dipendenti dalle amministrazioni pubbliche che abbiano figli minori fino a tre anni, “ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l’altro genitore esercita la propria attività lavorativa”, ma tale possibilità è espressamente subordinata “alla sussistenza di un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione retributive”, nonché al “previo assenso dell’amministrazione di provenienza e di destinazione”.

Tali condizioni però non sono in alcun modo menzionate nel citato art. 33, comma 5, L. 104/1992, che, come detto, riconosce al lavoratore che presta assistenza a familiare in condizione di handicap grave il “diritto a scegliere … la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere”.

“L’inciso “ove possibile” non può essere quindi idoneo a far affievolire la posizione di diritto soggettivo pieno a mero interesse pretensivo, a fronte del quale sia riconoscibile un insindacabile margine di discrezionalità in capo al datore di lavoro”. Come è evidente dal tenore letterale della norma, in capo al lavoratore è riconosciuto quindi un diritto soggettivo alla scelta della sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e tale diritto non può essere limitato dalla mera volontà datoriale di non coprire un posto vacante presso la suddetta sede.

Anche volendosi riconoscere al datore di lavoro tale possibilità̀, essa deve essere comunque motivata da ragioni altrettanto meritevoli di tutela, rispetto a quelle poste a base del diritto preteso da lavoratore, stante comunque la necessita di operare in ogni caso un equo contemperamento di interessi contrastanti e dovendosi comunque evitare che il rifiuto datoriale si possa tradurre in un’arbitraria ed ingiustificata elusione delle altrui prerogative. I doveri di buona fede e correttezza in sede di adempimento degli obblighi derivanti dalla legge e dal contratto, sono in capo a tutti i contraenti nei limiti di un apprezzabile sacrificio, al fine di salvaguardare l’altrui utilità, Tali doveri impongono al datore di lavoro, in sede di valutazione della richiesta del proprio dipendente, che presta assistenza al familiare in condizione di handicap grave, di essere trasferito ad una sede più prossima al proprio domicilio, di effettuare una verifica puntuale di tutte le vacanze in organico e di opporre il proprio rifiuto solo ove questo determini un onere economico e/o organizzativo sproporzionato od eccessivo.

Il tutto però va però puntualmente allegato e provato da parte del datore di lavoro. A fronte dell’allegazione, da parte del lavoratore che chieda di essere assegnato a sede lavorativa più vicina al proprio domicilio, è infatti senz’altro “onere del datore di lavoro provare la sussistenza di ragioni di natura organizzativ , tecnica o produttiva, che impediscono di accogliere la richiesta … di trasferimento” (v. Cass. SSUU 27.3.2008 n.7945 e più di recente Cass. 11.10.2017 n. 23857).

Le ragioni ostative da provare sono a diretta e più
agevole conoscenza del datore di lavoro secondo il consolidato principio della
vicinanza della prova e del consolidato indirizzo della giurisprudenza di
legittimità in tema di trasferimento ex art. 2103 c.c., u.c., (secondo cui le
ragioni tecniche, organizzative e produttive, poste a base del trasferimento da
una unità produttiva ad altra del lavoratore, devono essere provate dal datore
di lavoro cfr. ex plurimis: Cass. SS.UU. 27.3.2008 n. 7945 già cit.; Cass.
22.3.2005 n. 6117, Cass. 15.5.2004 n. 9290).

Ciò posto, la richiesta avanzata dalla ricorrente, di
riconoscimento del diritto ex art. 33, comma 5, L. n. 104/92 ad essere
assegnata ad una sede all’interno del territorio di Roma Capitale, appare quindi
fondata, risultando innanzi tutto documentalmente provato che la madre della
ricorrente è in condizioni di handicap grave, ai sensi dell’art. 3, co. 3, L.
n.104/92, e che la ricorrente è con lei convivente, oltre che referente unico
nella prestazione di assistenza.

La ricorrente poi ha puntualmente allegato che la parte
resistente  “vanta
numerose sedi in Roma, tutte riportate in modo analitico alla pagina 367 della
visura camerale in atti e già indicate in ricorso: Piazza Monte Grappa n. 4,
Via Carlo Poma n. 2, Via Tiburtina n. 1238, Via Saccomuro n. 24, Via
Faustiniana n.15, Via Pastrengo n.20, Via Laurentina n.760, in Via Salaria n.
825, Via Barberini n. 86, Via Marcello Prestinari n.3/5/7, Via Castel Madama”; sedi operative, queste tutte riferibili a Leonardo SpA e non ad
altre (non meglio precisate) società del gruppo. La circostanza, poi, è incontestabile anche perchè desumibile dalla visura camerale, che dimostra inequivocabilmente queste numerose sedi, occupando più di tremila dipendenti.

A fronte quindi di tali allegazioni da parte
ricorrente e delle allegazioni documentali circa sussistenza di numerose sedi
ed unità produttive all’interno del territorio di Roma Capitale, la parte
resistente si è invece limitata ad affermare, in maniera del tutto generica,
che “non è stato
possibile assegnare l’odierna ricorrente ad alcuna posizioni (quali posizioni
di assistente/segretaria di direzione) in quanto non esistono posizioni vacanti
e che su Roma, sia nei siti delle varie Divisioni che a livello centrale di
Corporate, anche presso le sedi di Pastrengo, Flaminia, Faustiniana, oltre che
ovviamente P.zza Monte Grappa non vi sono posizioni vacanti equivalenti”, senza però fornire alcun principio di prova sul punto (ad esempio
mediante la produzione di organigrammi aggiornati, ordini di servizio ecc., pur
sollecitata dalla parte ricorrente in sede di ricorso introduttivo).

In conclusione, il Tribunale ritenuti assolti i
requisiti del fumus bonis iuris e del periculum in
mora, ordina alla società datrice di lavoro (Leonardo SPA), ai sensi
all’art. 33, comma 5, L. 104/1992, di assegnare la ricorrente ad una sede di
lavoro all’interno del territorio di Roma Capitale e la condanna a rifondere
alla ricorrente le spese di lite, che si liquidano in euro 1.750,00, oltre
rimborso forfetario, IVA e CPA.

La succitata
ordinanza, si badi bene, ha ben spiegato il punto di diritto sull’applicazione
dell’istituto in parola, ma va evidenziato che trattasi di un trasferimento che
avviene all’interno della stessa azienda datrice di lavoro, da una sede
all’altra, sebbene più vicina al domicilio della persona con handicap.

Diversamente, quando l’istituto si vorrebbe venisse applicato tra diverse aziende datrici di lavoro, ad es. due Aziende Sanitarie site in regioni diverse, vige certamente lo stesso principio di diritto, ma è di gran lunga più facile da parte dell’azienda a cui è stata fatta istanza di trasferimento dare il diniego motivandolo nei modi più vari.

Il direttivo Aadi

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Fials, Sanità: quel microcosmo che ci appassiona e ci divora

Si terrà a Riccione dal 4 al 6 ottobre il Consiglio Nazionale del Sindacato Fials presieduto dal segretario nazionale Giuseppe Carbone. Il documento in allegato

“Un saluto sincero a tutti i presenti a questi nostri lavori odierni che ci vedranno confrontare, con la presenza di illustri ospiti, su temi attuali ed importanti in un contesto che ha visto da pochi giorni insediarsi il nuovo governo” esordisce Carbone.

“Sanità: Quel microcosmo che ci appassiona”

Comporta avere coraggio e assumersi dei rischi per modificare uno status quo oramai inaccettabile e così ogni dipendente della sanità sia essa pubblica e privata che rientrante nel terzo settore, inizia a lottare per veder riconosciuti i propri diritti, le proprie competenze, i successi… si va avanti nonostante le carenze organiche, nonostante le aggressioni, uno stipendio che non cambia nonostante tu sia cambiato specializzandoti sul campo o per mezzo di percorsi universitari.

In questo lungo periodo storico di spending review abbiamo assistito al taglio, oltre che sui servizi, anche sul costo del personale e ne hanno fatto le spese non soltanto il personale sanitario, ma anche le professioni tecniche ed amministrative, non considerate essenziali dalla Parte Pubblica nell’ambito del panorama sanitario, non valorizzate per le attività che svolgono di supporto per le politiche di contenimento delle spese, per il contrasto al fenomeno della corruzione.

Professionisti costretti ad adeguarsi a nuovi e diversi modelli organizzativi aziendali, dovuti anche all’accorpamento delle Aziende ed Enti Sanitari, forzati a mobilità e trasferimenti coatti, ma esclusi da provvedimenti di deroga di assunzioni e per questo non coinvolti nei processi di avanzamenti di carriera.

Combattere, chiedere, richiedere, protestare, lavorare “nonostante tutto” in un sistema sanitario che ha assunto in questi ultimi dieci anni connotati di un’aziendalizzazione spinta e che non riconosce assolutamente la valorizzazione delle proprie diverse professionalità che reggono l’attuale sistema sanitario.

“Sanità quel microcosmo che divora” e distrugge interiormente i propri professionisti della salute, che insegna l’arte dell’arrangiarsi esponendosi a maggior rischio di errore e quindi a conseguenze medico-legali. Quegli stessi professionisti che reclamano giustamente e doverosamente il riconoscimento pieno delle proprie competenze professionali, una progressione di carriera che valorizzi il loro sapere, il riconoscimento delle specializzazioni e retribuzioni a livelli europei, lo sblocco del turn – over, la formazione continua. Passano gli anni ed anche i contratti di lavoro.

Nel documento presentato al consiglio nazionale che troverete in allegato, sono diversi i temi affrontati:

Il nostro del Servizio Sanitario NazionaleFinanziamento del Servizio Sanitario Nazionale Regionalismo differenziato I professionisti della salute: carenza di personaleValorizzazione delle risorse umane e sviluppo di carrieraLa violenza sugli operatori sanitari Tassa d’iscrizione agli Ordini ProfessionaliFIALS, la legge di bilancio 2020 e il nuovo CCNLFIALS, riapertura CCNL 21.05.2018 personale comparto sanità FIALS, contrattazione nazionale nella sanità privata Sistema pensionisticoDocumento con 4 allegati:

Allegato A: proposta FIALS alla Commissione Paritetica ARAN ex art. 12 CCNL 21.05.2018 – Comparto Sanità Allegato B: proposta FIALS evoluzione degli Operatori Socio SanitariAllegato C: proposte FIALS nell’ambito del Patto della Salute 2019-2021Allegato D: studio del CENSIS sull’attività libero professionale del personale infermieristicoTemi che verranno discussi nella Tavola Rotonda anche sabato 5 ottobre (dalle ore 9,00) che vedrà la partecipazione di illustri protagonisti della sanità italiana:

Sergio VENTURI, ass. sanità Emilia Romagna e Presidente del Comitato di Settore Regioni Sanità in rappresentanza della Conferenza Stato-Regioni; Barbara MANGIACAVALLI, Presidente Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche); Francesco QUAGLIA, Componente ARaN in rappresentanza delle Regioni); Alessandro BEUX, Presidente Federazione Nazionale Ordini T.S.R.M. e P.S.T.R.P.); Gianfranco RUCCO, Direttore ARaN e Parte Pubblica per i rinnovi dei CCNL del Comparto Sanità).L’evento sarà moderato dal Direttore di Nurse Times, dott. Salvatore Petrarolo e sarà da noi ripreso in diretta streaming.

Redazione Nurse Times

Allegato

FIALS-Relazione-Consiglio-Nazionale Download

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Presidente abbiamo donne e uomini di grande professionalità e spessore umano nella Sanità pugliese

Il Presidente della regione Puglia Michele Emiliano riprende un messaggio di elogio verso gli operatori del servizio emergenza urgenza territoriale 118

Ho ricevuto questo messaggio alle 3.28 del mattino.

Presidente abbiamo donne e uomini di grande professionalità e spessore umano nella Sanità pugliese.

Questa notte il mio bambino di un anno e mezzo intorno a mezzanotte non riusciva a respirare, rantolava. Abbiamo chiamato il 118, gli abbiamo spiegato il problema, in 4,5 sono arrivati a casa, una dottoressa e tre infermieri.

Immediatamente la dottoressa ha individuato il problema, ha somministrato adrenalina al bambino mentre nel frattempo un’infermiera gli manteneva la mascherina dell’ossigeno, uno contattava la centrale operativa e l’altra cercava di distrarre il bambino che piangeva inventandosi un gioco: si è tolta un guanto ed ha creato un pupazzo.

Giulietto ha incominciato a riprendersi e ha smesso di tossire in maniera preoccupante. La dottoressa ha subito individuato il problema. Hanno trasportato il bambino in ambulanza al Giovanni XXIII per accertamenti e per scongiurare qualsiasi pericolo.

Abbiamo trovato anche qui una dottoressa bravissima che si è presa cura del nostro Giulietto. Trattandosi di un problema virale, abbiamo deciso di portare nostro figlio a casa e di seguirlo da qui.

Mi ha colpito tantissimo l’umanità di tutto lo staff del 118 e di tutto il personale medico. Sono stati bravissimi. Esiste una sanità umana in Puglia. Noi questa notte l’abbiamo incontrata. Questo il palloncino che una infermiera ha disegnato al nostro Giulietto mentre l’altra gli faceva una puntura. Sono piccoli gesti. Ma che rendono grandi le persone. Grazie Presidente.

Noi aggiungiamo anche un grazie a tutti gli operatori sanitari che ogni giorno oltre alla loro professionalità riescono con un semplice sorriso a trasmettere ai pazienti quel senso di sicurezza smarrito.

Redazione Nurse Times
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Benessere e salute con il FIR

Benessere e salute con il FIR

Parlare di benessere e salute è ogni giorno più attuale, tutti cercano e desiderano vivere in vera e durevole salute. Sul web e in tv impazzano ogni tipo di idee e soluzioni rivoluzionarie, così che spesso ci si chiede se ci sia veramente la possibilità di star bene. Molti hanno trovato ciò che cercavano nella tecnologia FIR! 

Che cos’è il FIR

FIR è l’acronimo di “Far Infrared Ray”, ovvero “raggio infrarosso lontano”. Dagli esperti viene definito “raggio (o luce) della vita” o “raggio biogenetico” ovvero generatore di vita; questo perché si tratta di un raggio che giunge sulla Terra dal motore della vita sul nostro pianeta, il Sole. Il FIR è lo spettro della luce solare che viene assorbito dal nostro organismo avviando processi biologici benefici per il nostro corpo. 

Fatto interessante, il corpo umano non solo riesce ad assorbire il FIR ma emana anche questi raggi benefici, come un “piccolo” Sole, disperdendoli nell’ambiente circostante. 

Il FIR e gli effetti sulla salute

Il FIR è un elemento naturale che ci circonda e ci permea, pertanto gli scienziati e i medici hanno studiato a fondo questo dono della natura, scoprendone le eccezionali possibilità e benefici per il corpo umano. La terapia a raggi infrarossi o terapia FIR viene utilizzata da anni per migliorare la salute ed il benessere dell’uomo. 

Spesso vengono usati come termoterapia, ovvero una terapia che utilizza il calore per riscaldare più o meno profondamente alcune regioni del corpo, applicata localmente o per via generale; oppure come terapia decontratturante ed antalgica non invasiva che permette di ottenere un migliore rilassamento muscolare prima di effettuare un massaggio. 

Il calore emesso dai raggi FIR ad una temperatura costante, promuove una migliore circolazione e ossigenazione dei tessuti migliorando il metabolismo cellulare, inoltre il calore modula i segnali neuronali diretti al cervello riducendo in tal modo, il dolore. 

Come funziona la tecnologia FIR e quali sono i benefici

Il processo è puramente naturale, il corpo umano reagisce in maniera autonoma all’interazione con il raggio infrarosso. Penetrando nel nostro sistema vitale i raggi FIR generano un effetto riscaldante, ne consegue una dilatazione dei vasi capillari, un aumento della circolazione sanguigna, un’attivazione del metabolismo dei tessuti e delle cellule. 

L’aumento del flusso sanguigno, che fa seguito alla vasodilatazione, fa pervenire nei tessuti una maggiore quantità di sostanze nutritizie, ossigeno, globuli bianchi ed anticorpi e facilita la rimozione dei cataboliti dai tessuti. 

L’esposizione al FIR facilita ed agevola la guarigione di tutte quelle patologie legate alle articolazioni (artriti e artrosi), ai tendini (tendiniti) ed ai muscoli (tensioni, contratture ecc.) accorciando così il tempo di guarigione e risultando nel contempo un ottimo analgesico naturale. Per uso terapeutico è indicata non solo in caso di contratture, dolori muscolari e reumatici, ma anche per affezioni ad orecchio, naso e gola e tutte quelle affezioni che necessitano di calore. 

Utilizzi della Tecnologia FIR

La terapia FIR funziona quando il corpo umano entra in contatto con il raggio infrarosso. Ciò può avvenire attraverso: 

irradiazione artificiale: mediante lampade a tecnologia FIR, saune a raggi infrarossi o incubatrici per neonati;

rifrazione attraverso minerali naturali: tessuti in microfibra a tecnologia FIR 

Senza dubbio sia che si utilizzi il metodo dell’irradiazione artificiale della rifrazione o attraverso l’utilizzo, sicuramente più pratico, di tessuti – come abbigliamento, accessori, materassi o guanciali – la tecnologia FIR ha eccellenti benefici sul corpo umano.

È efficace per gestire alcune patologie quali: artrite, spasmi muscolari, edema, ipertensione, malattie coronariche e produzione di collagene.

La Tecnologia FIR presenta delle controindicazioni?

Come detto il raggio FIR è una radiazione benefica naturale con cui conviviamo ma che l’occhio non percepisce: il sole emette radiazioni infrarosse, ma anche tutti i corpi caldi come il fuoco del camino o una stufa in pietra. Per questo i raggi infrarossi non hanno alcuna controindicazione.

 

Il sistema solare

Il sistema solare

Sistema solare

Il sistema solare è costituito dal sole ; gli otto pianeti ufficiali, almeno tre “pianeti nani”, oltre 130 satelliti dei pianeti, un gran numero di piccoli corpi (le comete e gli asteroidi) e il mezzo interplanetario.

(Probabilmente ci sono anche molti altri satelliti planetari che non sono stati ancora scoperti.)

orbite del  sistema solare

Il sistema solare è costituito dal sole ; gli otto pianeti ufficiali, almeno tre “pianeti nani”, oltre 130 satelliti dei pianeti,

un gran numero di piccoli corpi (le comete e gli asteroidi) e il mezzo interplanetario. (

Probabilmente ci sono anche molti altri satelliti planetari che non sono stati ancora scoperti.)

Il sistema solare interno contiene Sole , Mercurio , Venere , Terra e Marte :

 

Sistema solare interno

La principale fascia di asteroidi (non mostrata) si trova tra le orbite di Marte e Giove.

I pianeti del sistema solare esterno sono Giove , Saturno , Urano e Nettuno ( Plutone è ora classificato come un pianeta nano):

 

Sistema solare esterno

La prima cosa da notare è che il sistema solare è per lo più spazio vuoto.

I pianeti sono molto piccoli rispetto allo spazio tra loro.

Anche i punti sui diagrammi sopra sono troppo grandi per essere nella scala corretta rispetto alle dimensioni delle orbite.

 

Le orbite dei pianeti sono ellissi con il Sole a un fuoco, sebbene tutte tranne Mercurio siano quasi circolari.

Le orbite dei pianeti sono tutte più o meno sullo stesso piano (chiamato l’eclittica e definito dal piano dell’orbita terrestre) .

L’eclittica è inclinata di soli 7 gradi dal piano dell’equatore del Sole.

 

I diagrammi sopra mostrano le dimensioni relative delle orbite degli otto pianeti (più Plutone) da una prospettiva leggermente al di sopra dell’eclittica

(da cui il loro aspetto non circolare). Orbitano tutti nella stessa direzione (guardando in senso antiorario da sopra il polo nord del Sole);

tutti tranne Venere, Urano e Plutone ruotano nello stesso senso.

 

(I diagrammi sopra mostrano le posizioni corrette per ottobre 1996 come generato dall’eccellente programma planetario Starry Night ;

ci sono anche molti altri programmi simili disponibili, alcuni gratuiti. Puoi anche usare Emerald Chronometer sul tuo iPhone o

Emerald Observatory sul tuo iPad per trovare il posizioni attuali. Queste informazioni sono utili anche per la progettazione di un sistema di pannelli solari .)

 

Grandezza dei pianeti

 

Il composito sopra mostra gli otto pianeti e Plutone con dimensioni relative approssimativamente corrette

Un modo per aiutare a visualizzare le dimensioni relative nel sistema solare è quello di immaginare un modello in cui tutto è ridotto di un fattore di un miliardo.

Quindi il modello Terra avrebbe un diametro di circa 1,3 cm (la dimensione di un’uva).

La Luna sarebbe a circa 30 cm (circa un piede) dalla Terra.

Il Sole avrebbe 1,5 metri di diametro (circa l’altezza di un uomo) e 150 metri (circa un isolato) dalla Terra.

Giove avrebbe un diametro di 15 cm (le dimensioni di un grosso pompelmo) e 5 isolati di distanza dal Sole.

Saturno (la dimensione di un’arancia) sarebbe a 10 isolati di distanza;

Urano e Nettuno (limoni) a 20 e 30 isolati di distanza.

Un essere umano su questa scala avrebbe le dimensioni di un atomo ma la stella più vicina sarebbe a oltre 40000 km di distanza.

 

Non mostrato nelle illustrazioni sopra sono i numerosi corpi più piccoli che abitano il sistema solare:

i satelliti dei pianeti; il gran numero di asteroidi (piccoli corpi rocciosi) che orbitano attorno al Sole,

principalmente tra Marte e Giove ma anche altrove; le comete (piccoli corpi ghiacciati)

che vanno e vengono dalle parti interne del sistema solare in orbite molto allungate e con orientamenti casuali verso l’eclittica;

e i tanti piccoli corpi ghiacciati oltre Nettuno nella Cintura di Kuiper. Con poche eccezioni,

i satelliti planetari orbitano nello stesso senso dei pianeti e approssimativamente nel piano dell’eclittica,

ma questo non è generalmente vero per le comete e gli asteroidi.

 

La classificazione di questi oggetti è una questione di piccole controversie.

Tradizionalmente, il sistema solare è stato diviso in pianeti (i grandi corpi in orbita attorno al Sole),

i loro satelliti (ovvero lune, oggetti di varie dimensioni in orbita attorno ai pianeti),

asteroidi (piccoli oggetti densi che orbitano attorno al Sole) e comete (piccoli oggetti ghiacciati con orbite eccentriche).

 

Sfortunatamente, il sistema solare è stato trovato per essere più complicato di quanto suggerirebbe:

 

ci sono diverse lune più grandi di Plutone e due più grandi di Mercurio;

ci sono molte piccole lune che sono probabilmente iniziate come asteroidi e sono state catturate solo in seguito da un pianeta;

le comete a volte svaniscono e diventano indistinguibili dagli asteroidi;

 

gli oggetti della Cintura di Kuiper (incluso Plutone) e altri come Chirone non si adattano bene a questo schema

I sistemi Terra / Luna e Plutone / Caronte sono talvolta considerati “doppi pianeti”.

 

Possono essere proposte altre classificazioni basate sulla composizione chimica e / o sul punto di origine che cercano di essere fisicamente più valide.

Ma di solito finiscono con troppe lezioni o troppe eccezioni. La linea di fondo è che molti dei corpi sono unici;

la situazione attuale è troppo complicata per una semplice categorizzazione.

Nelle pagine seguenti userò le classificazioni convenzionali.

 

Gli otto corpi ufficialmente classificati come pianeti sono spesso ulteriormente classificati in diversi modi:

 

Per composizione:

pianeti terrestri o rocciosi : Mercurio, Venere, Terra e Marte:

I pianeti terrestri sono composti principalmente da roccia e metallo e hanno densità relativamente elevate, rotazione lenta, superfici solide, senza anelli e pochi satelliti.

Giove o gas pianeti: Giove, Saturno, Urano e Nettuno:

I pianeti gassosi sono composti principalmente da idrogeno ed elio e generalmente hanno basse densità, rotazione rapida, atmosfere profonde, anelli e molti satelliti.

Per dimensione:

piccoli pianeti: Mercurio, Venere, Terra, Marte.

I piccoli pianeti hanno diametri inferiori a 13000 km.

pianeti giganti : Giove, Saturno, Urano e Nettuno.

I pianeti giganti hanno diametri superiori a 48000 km.

I pianeti giganti sono talvolta chiamati anche giganti gassosi.

 

Per posizione rispetto al Sole:

pianeti interni : Mercurio, Venere, Terra e Marte.

pianeti esterni : Giove, Saturno, Urano, Nettuno.

La fascia di asteroidi tra Marte e Giove costituisce il confine tra il sistema solare interno e il sistema solare esterno.

per posizione rispetto alla Terra:

pianeti inferiori : Mercurio e Venere.

più vicino al Sole che alla Terra.

 

I pianeti inferiori mostrano fasi come quelle della Luna se viste dalla Terra.

 

Terra.

pianeti superiori : da Marte a Nettuno.

più lontano dal Sole che dalla Terra.

I pianeti superiori appaiono sempre pieni o quasi.

dalla storia :

pianeti classici : Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno.

noto fin dalla preistoria

visibile ad occhio nudo

 

nell’antichità questo termine si riferiva anche al Sole e alla Luna; l’ordine era di solito specificato come: Saturno,

Giove, Marte, Sole, Venere, Mercurio e Luna, in base al tempo per loro di andare “tutto intorno” alla sfera delle stelle “fisse”).

 

pianeti moderni : Urano, Nettuno.

scoperto nei tempi moderni

visibile solo con ausilio ottico

Terra.

L’IAU ha deciso che “classico” dovrebbe riferirsi a tutti e otto i pianeti (da Mercurio a Nettuno, compresa la Terra ma non Plutone).

Ciò è in contrasto con l’uso storico ma ha un senso dal punto di vista del 21 ° secolo.