Sanità, Nursing Up: Revisione completa dell’attuale classificazione professionale, la Commissione paritetica lavori su sezioni specifiche

Roma, 1 ott. – “Chiediamo una revisione completa e approfondita dell’attuale classificazione professionale: è evidente che i professionisti sanitari sono protagonisti dell’attuale sistema assistenziale e si aspettano che il Ccnl porti loro maggiori gratificazioni sia dal punto di vista contrattuale, sia per quanto riguarda le carriere. Soprattutto dopo il congelamento dello status giuridico negoziale da più di dieci anni a questa parte”.

Così il presidente Nursing Up Antonio De Palma durante la riunione della Commissione paritetica per la revisione del sistema di classificazione professionale, organismo previsto dall’art. 12 del Ccnl del Comparto Sanità 2016-2018.

Dopo aver depositato le proposte per la nuova classificazione e la ricollocazione giuridica ed economica delle professioni sanitarie, il presidente De Palma è intervenuto per chiedere di “dividere l’area sanitaria in sezioni dedicate alle specifiche professionalità sulla base della loro appartenenza alle discipline ordinistiche e riformare l’impianto contrattuale delle professioni sanitarie che, in quanto omogenee per basi giuridiche, presentano oggi le caratteristiche per essere regolate attraverso archetipi contrattuali analoghi a quelli della dirigenza. Altrimenti – ha avvertito – rischiamo di non rispondere alle esigenze né dei lavoratori, né delle Aziende”.

“La Commissione – spiega De Palma – dovrebbe inoltre delineare strategie per ottimizzare e attualizzare il contratto, avvicinandolo alle legittime aspettative dei professionisti e creando le prerogative affinché il loro agire sia funzionale alle esigenze del sistema. Non ci si deve fermare davanti al recinto delle risorse, ma portarsi avanti con proposte più dettagliate e specifiche. Non è la Commissione che deve porsi il problema risorse, in quanto chiamata a formulare ipotesi negoziali da offrire alle parti interessate al fine di armonizzare l’impianto contrattuale. Sarà poi responsabilità della politica attribuire le risorse necessarie prima dell’apertura della stagione relativa al rinnovo del Ccnl, anche a seguito della consueta attività di sensibilizzazione da parte dei sindacati interessati”.

Al termine della riunione, la delegazione del Nursing Up ha avanzato la richiesta di individuare al più presto un calendario, ma soprattutto un metodo di lavoro “in nome del pragmatismo – ha chiosato De Palma – per una questione di onestà interiore”.

Redazione Nurse Times
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Ricercatori australiani mettono a punto un nuovo farmaco contro il diabete

Un farmaco sperimentale contro il diabete, ad azione multipla, riduce sia la glicemia senza effetti avversi su ossa e muscoli, inducendo anche il dimagrimento (con perdita solo di massa grassa), migliorando la densità ossea

I ricercatori della Monash University in Australia sono riusciti a mettere a punto questa molecola “IC7Fc”. I risultati dello studio, coordinato da Mark Febbraio, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature.

Si stima che 370 milioni di persone nel mondo soffrano di diabete di tipo 2, e che questa cifra sia destinata a raddoppiare entro il 2030 a causa dell’epidemia di obesità. Ci sono diversi farmaci già in uso contro il diabete, ma la ricerca di nuovi principi attivi più efficaci e con meno effetti avversi non conosce tregua.

Gli scienziati australiani hanno sviluppato il farmaco a partire da un bersaglio d’azione da loro prescelto, il recettore ‘gp13’, scoperto avere effetti vantaggiosi sul metabolismo.

Partendo dalla “serratura” gp13, gli scienziati hanno “forgiato” una chiave molecolare ad hoc, chiamata IC7Fc, perfetta per legarsi a gp13. Quando i ricercatori hanno iniettato IC7Fc in topi con il diabete, sono stati molteplici gli effetti positivi indotti dalla molecola.

Oltre alla riduzione della glicemia, ad esempio, gli animali hanno iniziato a mangiare meno e a dimagrire, perdendo però solo massa grassa e non massa muscolare. Inoltre il farmaco favorisce l’aumento della densità ossea.

Grazie a questi effetti benefici, in futuro IC7Fc potrebbe diventare un valido alleato nella lotta contro il diabete ed essere preferito ad alcuni dei medicinali maggiormente prescritti, come la metformina.

Il suo vantaggio principale è la capacità di stimolare il dimagrimento, in quanto per molte persone con diabete la perdita di peso può portare a una gestione più efficace della malattia o persino contribuire alla guarigione. Inoltre, il fatto che IC7Fc faccia perdere selettivamente massa grassa e non muscolo e che aumenti la densità ossea ne fa un ottimo candidato come farmaco specifico per i pazienti anziani. I ricercatori sottolineano che per confermare i risultati di questi studi preliminari saranno necessarie ulteriori sperimentazioni. Al momento, gli esperti stanno raccogliendo i finanziamenti necessari per iniziare gli studi clinici.

Francesco Purrello, ricercatore dell’Università di Catania e presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID), afferma che i risultati dello studio condotto dagli studiosi australiani sono estremamente interessanti, dicendo di aspettare con ansia e curiosità l’inizio delle sperimentazioni cliniche.

La molecola su indicata, infatti, fa parte della famiglia multitasking e “sembra agire sulla insulina-resistenza a livello del muscolo e del tessuto adiposo, ma anche del fegato“.

Purrello spiega anche che, in contemporanea, tale molecola lavora anche sulla secrezione del glucagone e dell’insulina, i due ormoni principali che coordinano la glicemia. Tale effetto, poi, spiega l’esperto, è importante in quanto protegge il paziente da crisi ipoglicemiche che si verificano quando la concentrazione dello zucchero nel sangue cala abbastanza.

Redazione Nurse Times

Fonte: Nature
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Ottobre, il San Giovanni Addolorata si tinge di rosa

Al via un mese dedicato al benessere femminile. Le iniziative dell’Azienda Ospedaliera romana.

L’Azienda Ospedaliera San
Giovanni Addolorata di Roma si annovera tra gli ospedali impegnati nella
promozione della medicina di genere che si distinguono per l’offerta di servizi
dedicati a prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie femminili. Per tale motivo ha ricevuto due Bollini Rosa (biennio 2018-2019) dall’Osservatorio
nazionale sulla salute della donna e di genere (ONDA), come segno
dell’attenzione e della cura che da tempo rivolge al benessere della donna.

Nel mese di ottobre il San
Giovanni metterà a disposizione le proprie competenze specialistiche in campo
clinico e diagnostico con tutta una serie di iniziative e appuntamenti a tutela
della salute femminile. L’Azienda aderisce anche quest’anno alla campagna di
sensibilizzazione “Ottobre Rosa”,
promossa dalla Regione Lazio per la prevenzione
del tumore al seno. Nei giorni 2, 10, 16, 18, 23, 24, 30 e 31 ottobre le
donne di età compresa tra i 45 e 49 anni potranno effettuare mammografie gratuite presso il
Poliambulatorio del Presidio S. Maria Corpo “O”, Piano 1, via S. Giovanni in
Laterano n. 149. È possibile prenotare al numero 06 77058606, attivo il martedì
e il giovedì dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17.

Il San Giovanni partecipa
anche all’(H)-Open Day, dedicato al
benessere della donna in menopausa, organizzato da ONDA in occasione della Giornata mondiale della menopausa, che
si celebra il 18 ottobre. In questa giornata l’Azienda metterà a disposizione i
suoi professionisti, offrendo servizi clinico-diagnostici e informativi
gratuiti dedicati alla menopausa. Visite, ecografie, pap test e consulenze
potranno essere effettuate gratuitamente presso il Poliambulatorio Presidio S.
Maria, via S. Giovanni in Laterano n. 155. È possibile prenotare al numero 06 77056207,
attivo il 15 e il 17 ottobre dalle 8 alle 12. Per informazioni scrivere a menopausa@hsangiovanni.roma.it.

Redazione Nurse Times

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Sfogo di una infermiera “Nel Bel Paese dalla passione alla frustrazione è un attimo”

“Eppure io volevo curare la persona, volevo ESSERE infermiera”. Un pensiero forte quello dell’infermiera. Uno sfogo che diventa una vera e propria denuncia contro un sistema fuori controllo che, a volte, allontana il merito e vede soccombere operatori sanitari e pazienti in una logica perversa.

Lo sfogo di un’infermiera che decide di lasciare questa professione

Gentile Direttore di Nurse Times,

Quando scelsi di diventare infermiera avevo passione da vendere, ero entusiasta, non vedevo l’ora. Non ho mai visto il mio lavoro come missione, bensì vedevo la mia professione al servizio del paziente.

Aiutare le persone in disagio mi faceva sentire realizzata, appagata, mi sentivo utile. Non sempre si riusciva a curare la malattia, per questo non ho voluto fare il medico.

Io volevo curare LA PERSONA, assisterla, prenderla in carico, in qualsiasi condizione o circostanza, comprese le fasi del fine vita.

Curare la persona a prescindere dalla sua malattia. Ho scelto la mia professione per questo. Per sentirmi d’aiuto, per sentirmi di supporto, per donare un sorriso ed una mano a chi attraversava un momento breve o lungo di difficoltà.

Oggi dopo anni di esperienza lavorativa, penso di dover cambiare professione.

Mi trovo in una realtà dove non si lavora più per il paziente ma per la propria gloria. Ci si vuole sentire un piccolo Dio; si vuole avere la priorità nel mettere in pratica la propria tesi per un senso di appagamento personale, per la propria vittoria e rivalsa su tesi differenti.

Vedo alcuni medici contendersi pazienti e giocare a dadi con le loro vite. Vedo alcuni infermieri privi di passione, che aspettano il 27 e si limitano ad eseguire MANSIONI. Esatto mansioni. Eppure il mansionario è stato abrogato decenni fa, eppure la nostra professione si è evoluta. Si, evoluta sulla carta.

Vedo colleghi ciechi a tutto ciò e che soccombono all’andazzo di sempre. Per paura o per adattamento. Vedo che si lavora individualmente e non in team, per il benessere della persona.

Vedo persone ai vertici e coordinatori che dovrebbero sorvegliare e impedire certe dinamiche, coprirle e andare contro chi vuole rompere il muro dell’omertà.

Vedo pazienti timorosi di cadere in chissà quali mani, vedo persone fragili, ignorate, non supportate, non prese in carico.

Vedo malcontento negli occhi di chi dovrebbe prendersi cura di loro, rassegnazione, depressione, svogliatezza, apatia. Si lavora per inerzia.

Ognuno pensa al proprio orticello e ci si dimentica che il paziente prima di essere tale è una persona.

Ci si dimentica che solo il lavoro di squadra, con un unico obiettivo, porta alla buona riuscita. Ci si dimentica il primo interesse di ogni operatore sanitario. Ci si dimentica che siamo tutti a servizio e nessuno è al di sopra dell’altro, non è un gioco a chi ha più potere. Si vince e si perde insieme.

Belle parole. Utopie. Dimenticate. Per volere o per adeguamento ad un sistema marcio. Mi ritrovo a scegliere tra la frustrazione che deriva dall’adattamento a lavorare contro ogni protocollo e linea guida e la consapevolezza che battermi per gli stessi non porta cambiamento, se non agitazioni e ritorsioni. Ebbene si, ritorsioni e minacce. 

Mi ritrovo a scegliere tra professionista disoccupata e sotto provvedimento disciplinare per aver difeso il paziente e la propria professionalità e dipendente adattata ad un sistema che ti calpesta e che non solo mette a rischio te stessa, ma nuoce al paziente.

Senza parlare del demansionamento, del carico di responsabilità non controbilanciato con un giusto riconoscimento economico e sociale, della mancanza di crescita professionale (nasci infermiere e devi sperare di non morire meno di tale, si va indietro e non avanti), dei turni sotto organico privi di organizzazione, della stanchezza e stress che ti porti fuori dal lavoro che non ti permette una vita sociale, privata, soddisfacente.

Della consapevolezza che i furbetti trovano gli escamotage e gli onesti hanno la peggio; perché tutti sanno e nessuno parla.

Della consapevolezza di una dilagante ed inarrestabile corruzione coperta dall’omertà. Mi ritrovo così a lavorare per inerzia, a tornare a casa frustrata da un sistema che calpesta la tua identità di professionista e in ansia sperando che non si è arrecato danno. Eppure io volevo curare la persona. Volevo ESSERE infermiera. Eppure nonostante la mia passione mi sono rassegnata alla consapevolezza che nulla cambierà e che esporsi ti danneggia.

Mi sono rassegnata a non essere difesa da chi dovrebbe prendere posizione contro meccanismi MALSANI promuovendo il cambiamento positivo. So che tutto ciò non avverrà mai, so che l’Italia è questa. O ti adatti o ti schiaccia.

Ora so che voglio cambiare lavoro e se serve Nazione. Resto nell’anonimato perché qui chi denuncia viene penalizzato e resta isolato”.

La Redazione di Nurse Times invita tutti coloro che vivono situazioni professionali simili a denunciare agli organi preposti ogni “presunto” reato.

Ricordiamo a tutti i nostri lettori che è stata approvata nel 2017 la legge sul WhistleBlowing: il dipendente che denuncerà reati è tutelato dallo Stato Italiano.

Chi segnalerà irregolarità, reati o casi di corruzione in ambito lavorativo pubblico o privato riceverà una tutela dell’identità oltre alla garanzia di non subire alcuna ritorsione sul lavoro ne atti discriminatori.

Il dipendente (pubblico o privato) che dovesse segnalare all’Autorità nazionale anticorruzione o denunciare all’autorità giudiziaria condotte illecite, di cui sia venuto a conoscenza grazie al proprio rapporto di lavoro, non potrà essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altra misura organizzativa che potrebbe avere effetti negativi.

In aggiunta non avranno alcun valore eventuali atti discriminatori o ritorsivi adottati dal datore di lavoro. L’identità del segnalante non potrà in alcun caso essere rivelata.

Spetterà al datore di lavoro dimostrare che le misure ritenute discriminatorie dal dipendente, siano motivate da ragioni estranee alla segnalazione da parte del dipendente.

Redazione Nurse Times

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A Monopoli apre il FAR

A Monopoli apre il FAR

Si è aperta a Monopoli The International Conference on Flight vehicles, Aerothermodynamics and Re-entry Missions and Engineering (FAR), dedicata alle tecnologie per il trasporto e l’esplorazione spaziale, aerotermodinamica, protezione termica e volo ipersonico atmosferico.

Alla conferenza, organizzata con la collaborazione dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), del Centre National d’Études Spatiales (CNES) di Francia, del Deutsches Zentrum für Luft und Raumfahrt (DLR), dell’Agenzia spaziale del Regno Unito (UKSA), del Japan Aerospace Exploration Agenzia (JAXA) e National Aeronautics and Space Administration (NASA), prendono parte le principali industrie, centri di ricerca ed università italiane ed internazionali.

Aperta dal chair della conferenza, Guillermo Ortega dell’Agenzia Spaziale Europea, la conferenza ha registrato l’intervento del Presidente dell’ASI Giorgio Saccoccia, che ha informato la platea delle attività dell’ASI nel settore e il ruolo che potrà avere la space economy nel suo sviluppo. A chiudere la mattinata l’Astronauta dell’ESA Roberto Vittori. La conferenza è in programma dal 29 settembre al 3 ottobre.

 

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